Trentino, i capogiri della mente umana. Civitavecchia, sopralluogo al porto

Il sito La Voce del Trentino ha pubblicato un editoriale firmato da un esponente politico locale di centrodestra in cui si mettono sotto accusa “i rappresentanti delle sinistre”. I quali, a livello locale, si sarebbero schierati apertamente a favore della chiusura dei porti. C’è stata una lettera di uno di loro pubblicata su un giornale, perfettamente in linea con la presa di posizione di Renzi, “aiutiamoli a casa loro”, che ha fatto molto discutere.
“E’ in atto un cambio di strategia da parte della sinistra sul tema dei migranti”, scrive l’autore dell’articolo. “Quando c’è aria di elezioni i capogiri della mente umana raggiungono livelli esorbitanti, in questo caso dovuti al fatto che nel centro-sinistra, se non si sta capendo nulla di quello che si sta dicendo, si ha perlomeno capito che i temi scottanti alle prossime elezioni (nazionali e locali) saranno quelli dell’immigrazione e della sicurezza”. “Tuttavia, se la memoria può servire a qualcosa, sicuramente è a non farsi prendere in giro dai politicanti di professione: è ormai assodato che la sinistra italiana è stata una dei maggiori sponsor dell’immigrazione incontrollata, e il Patt ancora una volta ne è stato complice”, si legge ancora nell’articolo. (il Patt è il Partito Autonomista Trentino Tirolese, orientato a sinistra nell’ultimo decennio).
Anche nel Lazio, a livello locale, c’è una certa ostilità nei confronti dell’apertura dei porti. Nel centrodestra, ma anche in Mdp, dopo che c’è stato un sopralluogo alla banchina 28 del porto di Civitavecchia in vista dell’organizzazione di possibili sbarchi. Si parla dell’istituzione di un hotspot. Qui il Pd non si è esposto, Mdp accusa le parlamentari del territorio “Poco incisive nella loro azione istituzionale e conseguentemente poco avvezze al confronto e all’informazione della collettività che le ha elette, cosa che fa il paio con la trascuratezza politica e con la superficialità del momento in cui, di due almeno una, avrebbe potuto utilizzare un canale preferenziale con il ministro del suo stesso partito, nel tentativo di farlo desistere dal provvedimento”, si legge in un comunicato pubblicato con gli altri su Civonline, senza il nome della persona di cui si sta parlando. Una presa di posizione arriva anche dal Polo Democratico, alleato Pd, che da un lato dice che la città non si sarebbe tirata indietro comunque, dall’altro contesta il fatto che non ci sia stato un Consiglio Comunale che esaminasse la vicenda, ottenendo garanzie in ordine “alla sicurezza, alla sanità, all’ordine pubblico e alla pubblica igiene”.
Scrive il Messaggero che il sindaco di Civitavecchia ha espresso al Prefetto tutte le sue perplessità riguardo alla decisione: la sua città è il principale porto crocieristico del paese. Sia per questioni di attrattività dello scalo, sia per ragioni di sicurezza, la scelta è discutibile. Dalla Prefettura non sono arrivate risposte sulla questione del tempo in cui dovrà essere in uso lo scalo. Né la durata delle operazioni, né l’inizio. Al momento infatti non sono previsti sbarchi. Comunque si è escluso l’utilizzo della caserma De Carolis, che in passato è stata usata come centro di accoglienza dei migranti, nel corso di un’emergenza sbarchi di alcuni anni fa.

Latina, rimpatriato estremista

Un trentasettenne tunisino è stato rimpatriato con un volo da Fiumicino a Tunisi. L’uomo, residente a Latina è il 21° straniero espulso per motivi di sicurezza dall’inizio dell’anno. A quanto pare era vicino alla compagine radicale gravitante nella moschea di Latina. Il suo numero è emerso tra i contatti di Anis Amri, l’attentatore che pochi mesi fa si è lanciato con un camion su un mercatino di Natale a Berlino. “L’utenza intestata al tunisino espulso è risultata, inoltre, associata ad un profilo Facebook sul quale sono stati riscontrati elementi che denotano la sua adesione all’ideologia jihadista, nonché la sua appartenenza ad un circuito relazionale virtuale composto da soggetti riconducibili all’autoproclamato Stato Islamico”, scrive Latina 24 Ore.
A fine gennaio un altro tunisino di Latina era stato espulso per avere minacciato un volontario della mensa della Caritas. L’uomo, 53 anni, pluripregiudicato, aveva fatto riferimenti riconducibili alla morte di Amri, avvenuta giorni prima a Milano in un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine.

Un Cara a Civitavecchia?

Polemiche a livello locale a proposito della proposta di allestire un Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo nella ex caserma De Carolis di Civitavecchia, già usata per ospitare i profughi ai tempi dell’emergenza del 2011.
Il Comune non ha ancora approvato la variante al Piano Urbanistico che autorizza i lavori, e la Prefettura è pronta ad agire comunque, allestendo un hub d’emergenza con strutture provvisorie.
Esponenti di due liste civiche locali hanno chiesto le dimissioni del sindaco Cozzolino (M5s), che “con il suo atteggiamento contraddittorio è ora l’unico vero responsabile della situazione […] Tra tutte le forze politiche sta emergendo che il Cara alla De Carolis è inaccettabile e disumano, ma solo senza Cozzolino e i suoi ‘obbedisco’ pronunciati a Gabrielli si più lavorare tutti insieme per una accoglienza diffusa che favorise una reale integrazione, garantendo la sicurezza ed il controllo sociale senza esporre la città al pericolo di vedere arrivare come a Mineo centinaia di rifugiati in un’unica mega struttura”.
Anche l’Arci di Civitavecchia è contraria al centro di acoglienza: “il sistema Cara può accentuare e sviluppare situazioni malsane così come criminogene per le condizioni di emarginazione e gestione promiscua che attua”. Secondo l’associazione manca nel dibattito il concetto di umanità intesa come “sentimento etico di rispetto della specie umana in tutte le sue forme”. Bisognerebbe aprire una riflessione su come gli stranieri possano essere accolti e integrati. “Qui si sta dimenticando che i migranti sono uomini, donne e bambini che cercano una speranza di vita in nuovi paesi. Sono persone esattamente come noi, che soffrono come possiamo soffrire noi”.
Il sito la Voce del Popolo ha pubblicato la lettera integrale che il Prefetto di Roma Gabrielli ha scritto al sindaco di Civitavecchia all’inizio di questo mese. Oggetto: “Realizzazione di un centro di accoglienza per 300 richiedenti asilo presso l’ex caserma De Carolis”.
Scrive Gabrielli: “Si deve prendere atto del fatto che, a tutt’oggi, codesto Comune non ha provveduto all’approvazione della variante al Piano Urbanistico necessaria per l’avviamento dei lavori progettati”.
La riunione del Consiglio Comunale del 12 febbraio era stata sospesa per motivi di ordine pubblico proprio in relaziona a questa variante.
Il Prefetto chiede che “si tenga presente che l’istituzione del cosiddetto hub regionale presso la ex caserma De Carolis, lungi dall’avere una mera rilevanza locale, rappresenta uno dei passaggi espressamente previsti dalla cosiddetta Road Map italiana elaborata dal Ministero dell’Interno in conformità all’articolo 8.1 della decisione 2015/1601 del Consiglio Ue che istituisce misure provvisorie in materia di protezione internazionale a beneficio dell’Italia e della Grecia”.
Dal Governo sono già stati emessi cinque milioni di euro alla Prefettura per ristrutturare la caserma. Lavori che non possono essere messi in atto fino a quando il consiglio comunale non approverà la variante.
L’arrivo della bella stagione però potrebbe implicare un aumento degli sbarchi. I richiedenti asilo saranno comunque distribuiti in tutte le regioni, ma “con priorità in quelle dove è prevista la presenza di un hub”. Indipendentemente dal fatto se questo sia pronto o no. Pertanto, continua il Prefetto, “la Prefettura si vedrà costretta a dover individuare soluzioni di emergenza per soddisfare le richieste. In quest’ottica, potrebbe configurarsi la necessità di dover comunque utilizzare la Caserma in oggetto, magari provvedendo ad una sommaria demolizione degli edifici pericolanti e approntando, conseguentemente, strutture provvisorie generalmente utilizzate per situazioni di emergenza”.
Gabrielli ha quindi informato l’Amministrazione Comunale di avere già interpellato l’Avvocatura Generale dello Stato per poter realizzare strutture provvisorie in loco a causa dell'”inerzia di codesto Comune”.

Dopo il carcere, il Cie

Un ventiseienne straniero è stato accompagnato al Cie di Torino dopo avere finito di scontare una pena di due anni e quattro mesi nel carcere di Viterbo.
La notizia è stata riportata da vari siti web, che però non fanno alcun riferimento alla nazionalità dell’uomo. Lo definiscono un “pericoloso pregiudicato spacciatore”, anche se in effetti non si segnalano reati violenti a suo carico. La condanna riguarda la “violazione della legge sugli stupefacenti”, e i mass media evitano anche di specificare di che tipo di droga si trattava, e in che quantità.
Anche a Perugia viene segnalato un accompagnamento al Cie nelle ultime ore: si tratta di un cinquantatreenne albanese, anche lui scarcerato per fine pena. L’uomo era stato condannato a sei anni di carcere per vari reati, tra cui violenza sessuale aggravata nei confronti di una connazionale. Lo straniero è stato portato “in un Cie del sud Italia” (non si sa quale) “da cui verrà rimpatriato nei prossimi giorni”.
Nel capoluogo umbro ci sono stati in questi giorni anche due accompagnamenti alla frontiera: un ventitreenne e un ventiquattrenne, entrambi albanesi, rimpatriati con un volo dall’aeroporto di Fiumicino. Uno dei due, con precedenti per stupefacenti, era già stato rimpatriato una volta a ottobre, secondo quanto scrive il sito Umbria Domani.

Controlli a Ostia

Le forze dell’ordine hanno eseguito numerosi controlli ad Ostia, sia sulle automobili in tansito, sia sugli esercizi commerciali.
Sono state elevate sanzioni per 10 mila euro, denunciate 4 persone, spiccate 22 contravvenzioni.
Tra l’altro, sono stati individuati due cittadini albanesi che giravano in auto senza patente, con coltelli a serramanico “del genere proibito” e strumenti atti allo scasso. Il guidatore era anche inottemperante ad un ordine di espulsione, pertanto è stato portato al Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria.
E l’altro? Apparentemente è stato soltanto denunciato a piede libero.