Oggi al Cie di Bari

L’assessore all’Accoglienza e Pace ha chiesto alla prefettura di poter accedere oggi al Cie di Bari, nell’ambito della campagna LasciateCIEntrare. Lo scrive BariToday, dicendo che l’obiettivo dell’iniziativa è dire no alla circolare emanata da Maroni l’anno scorso, che impedisce alla stampa l’ingresso nei Cie. In realtà il ministro Cancellieri ha già sostituito quella circolare con nuove disposizioni, che hanno permesso ai giornalisti di accedere a quasi tutti i Cie italiani. Con molte, troppe, limitazioni. Per questo la Fnsi, il sindacato dei giornalisti, ha chiesto di proseguire la mobilitazione.
La campagna condotta in Italia si inserisce in un movimento più ampio che in tutta Europa si trova di fronte lo stesso problema: il rifiuto da parte delle autorità di consentire l’accesso della stampa nei centri di detenzione amministrativa per migranti. Sul sito OpenAccessNow arrivano aggiornamenti da tutto il continente. Le autorità spagnole non rispondono alle richieste dei giornalisti, quelle francesi rifiutano in numerosi casi. In Italia invece i riflettori sono puntati sul Cie di Milano, che ha continuato ad essere inaccessibile ai cronisti nonostante le nuove disposizioni.
Le iniziative, in Italia, andranno avanti fino al 28 aprile. Il calendario è disponibile sul sito della Fnsi, che ha chiesto alla società civile di partecipare ai sit in di fronte ai Cie. Ha chiesto inoltre ai politici di intervenire per cambiare le leggi, ai giornalisti di dare spazio all’iniziativa e a tutti di inviare l’adesione via mail. A Bologna, Trapani, Modena e Milano le iniziative si sono già svolte. Oggi è il turno di Crotone, domani Roma, Caltanissetta e Torino. Seguirà Gradisca.
A Bari l’appuntamento è per le 10.30. Oltre ai politici, anche i giornalisti hanno chiesto di poter entrare nel centro.

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Il 70% non ha diritto di asilo

“Il 70% degli oltre mille ospiti del centro attende inutilmente la carta per il paradiso, non avrà mai l’asilo perché non ne ha diritto”. Lo scrive il Corriere del Mezzogiorno, in un articolo scritto dopo una visita al Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo di Bari, organizzata dalla Fnsi. A fornire questo dettaglio ai giornalisti, la portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Laura Boldrini.
Secondo la Boldrini, la Convenzione di Ginevra prevede la tutela delle persone che hanno subito persecuzioni nel paese di origine. Molti di coloro che sono arrivati in Italia erano emigrati dal loro paese di origine, e si erano stabiliti in Libia. La guerra li ha costretti a fuggire, ma la Libia non è comunque il loro paese d’origine. Quindi la Commissione Territoriale sta fornendo risposte negative a a molte richieste d’asilo, creando una forte apprensione in quelli che ancora sono in attesa.
Oltre ai giornalisti e alla Boldrini, hanno partecipato alla visita anche alcuni politici: l’assessore Fratoianni, il presidente del consiglio regionale Introna, e lo stesso Nichi Vendola. Il quale ha dichiarato che la Bossi-Fini è una legge che va stracciata, perché bisogna capovolgerne l’impostazione. “la Regione Puglia, per quello che puo’ fare continuera’ a praticare l’ospitalita’ e l’accoglienza come un dovere e un interesse economico”, ha detto all’Agi. Laura Boldrini, sempre alla stessa agenzia, ha fatto notare che il numero di persone presenti nel Cara supera la normale capienza, a causa degli arrivi consistenti dell’anno scorso.
“Ricordiamo che nei Cie non si entra per niente”, scrive il Corriere. In realtà non è proprio così. Di recente il ministro dell’Interno ha tolto il divieto istituito da Maroni la primavera scorsa. Il Tg2 è entrato nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria a Roma, per esempio. Evidentemente però le autorizzazioni vengono concesse con il contagocce, o i giornalisti non sono abbastanza informati. Per questo l’assessore Fratoianni ha proposto ai giornalisti di discutere le regole deontologiche per chi scrive di immigrazione, e creare una task force di tutte le testate “per esercitare un controllo per evitare che in quei posti chiusi al mondo accadano cose inimmaginabili o irriferibili. Una proposta che il Corriere ha accettato e di cui discuterà con gli altri colleghi”, scrive la giornalista.
La Fnsi, il sindacato dei giornalisti, aveva aderito alla campagna LasciateCIEntrare, per chiedere che ai cronisti venisse concesso di svolgere il loro lavoro di documentazione anche all’interno dei centri per immigrati. A quanto pare, sta continuando a fare informazione ed organizzare iniziative.