Pisa: quattro irregolari, due accompagnamenti al Cpr. Treviso: un arresto, sette irregolari, due accompagnamenti

Quattro stranieri irregolari sono stati fermati dalla polizia dalle parti di Pisa.
Uno di loro, marocchino, classe 1996, risulta pluripregiudicato per reati non meglio precisati, ed è stato accompagnato al Cpr di Palazzo San Gervasio, Potenza.
Un’altra è una nigeriana, nata nel 1994, è stata portata nell’unico Cpr femminile italiano, quelo di Roma. Non si sa se ha commesso reati di qualche tipo. Così come non si sa nulla dei due “espulsi”, che probabilmente hanno ricevuto soltanto l’ordine di allontanarsi dall’Italia con mezzi propri.
Altri 6 stranieri, segnalati come assuntori di stupefacenti, sono stati trattenuti per accertamenti.
A Treviso un richiedente asilo è stato trovato dalla polizia con 15 grammi di marijuana addosso, divisa in nove involucri. Solo dopo una dura colluttazione gli agenti sono riusciti a bloccarlo. Lo straniero è stato rimesso in libertà con obbligo di firma. Il processo si terrà tra due settimane.
Altre due nigeriane sono finite al Cpr di Roma dopo essersi presentate all’Ufficio Immigrazione a seguito di formale invito dei carabinieri di Nervasa della Battaglia (Treviso). I siti d’informazione riportano la notizia in tre righe, senza approfondire. Altri cinque stranieri maschi hanno ricevuto un ordine di allontanarsi dal territorio nazionale: un ucraino irregolare, un albanese considerato pericoloso socialmente (ma non si dice perché), un marocchino e un tunisino fermati in stazione (nessun riferimento a eventuali reati) e un marocchino fermato dai carabinieri a Montebelluna.

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Brindisi, dal Cpr al carcere. Basilicata, arrestato un macedone

Due tunisini trattenuti presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri di Brindisi Restinco sono stati portati in carcere. Uno deve scontare una pena di 8 anni di reclusione per “reati in tema di stupefacenti” risalenti al 2002, secondo quanto scrive Brindisi Oggi (16 anni fa?!?).
L’altro è accusato di avere spacciato droga a Piacenza l’anno scorso.
In un altro Cpr, quello di Palazzo San Gervasio, Potenza, Basilicata, un macedone è stato arrestato “per terrorismo internazionale”, dicono i mass media. “Si addestrava da terrorista”, titola il sito del Giornale. In realtà le prove contro di lui sono video di propaganda trovati sul suo profilo Facebook, e la presenza di droni e abiti militari in casa.
Sembra che lo straniero si trovasse al Cpr dalla fine di aprile (oltre due mesi).
Il sito Basilicata 24 pubblica un comunicato attribuito alla Lega in cui si dice: “Stiamo mettendo a posto una serie di questioni per dare la giusta funzionalità al Cpr lucano”, ma non si spiega né quale sarebbe il problema, né quali sarebbero le soluzioni proposte. Tanto per scrivere qualcosa.

Borgo Mezzanone, il guineano trasferito al Cpr

Il guineano arrestato nel Cara di Borgo Mezzanone, Foggia, per essere entrato abusivamente e aver danneggiato la mensa, è stato trasferito al Cpr di Palazzo San Gervasio, subito dopo essere stato condannato a 3 mesi di reclusione per danneggiamento e resistenza..
Il ventenne era prima stato ospite del centro di accoglienza, aveva poi ricevuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari e viveva forse nella baraccopoli sorta all’esterno della struttura.
Il suo permesso di soggiorno è stato revocato.
Oltre ai danneggiamenti, sono stati segnalati altri comportamenti scorretti. Non sarebbe la prima volta che si introduce nel Cara. In un’occasione avrebbe mostrato una pistola, rivelatasi un giocattolo. Avrebbe anche detto agli operatori di voler sottrarre una pistola vera per sparare ai presenti.
La notizia dell’accompagnamento al Cpr è riportata dal sito Stato Quotidiano.
I siti di informazione non spiegano i motivi del suo gesto. Possibile che lo straniero sia entrato lì per mangiare e gli sia stato impedito, visto che dopo la concessione della protezione umanitaria è stato abbandonato a sé stesso dalle autorità italiane, senza lavoro e senza prospettive?
Sempre Stato Quotidiano informa che due richiedenti asilo nigeriani ospitati a Borgo Mezzanone hanno rapinato un rumeno. L’uomo era al volante della propria auto, in attesa di indicazioni dal suo datore di lavoro per il giorno successivo, quando i due lo hanno aggredito, trascinato fuori dal mezzo e percosso, rubandogli infine la macchina.
I carabinieri, avuta la descrizione dei sospetti, hanno pensato subito a indirizzare le ricerche intorno al Cara.
Qui si sono imbattuti in una Panda che si dava inspiegabilmente alla fuga. L’utilitaria è risultata poi rubata nel mese di aprile a Bisceglie, ed è stata poi restituita al legittimo proprietario. I due occupanti sono stati catturati dopo essere usciti di strada e fuggiti tra le campagne.
Il sito non fa più nessun riferimento alla Cordoba sottratta al cittadino rumeno. Né l’informazione si trova su altri siti web.

No alla riforma di Dublino

E’ andato tutto storto a Bruxelles, dove doveva essere approvata la riforma del trattato di Dublino in materia di spartizione delle quote di migranti tra gli stati europei. C’è stato il parere contrario dell’Italia, dei paesi del gruppo Visegrad, della Germania e anche della Spagna.
La Grecia non si è allineata con l’Italia, il fronte sud è spaccato, a quando si dice, ma dichiarazioni dei politici greci non vengono riportate.
La proposta su cui si è votato era quella avanzata dalla Bulgaria. Diario Del Web spiega nel dettaglio in cosa consiste: il meccanismo di redistribuzione scatterebbe su base volontaria quando un certo paese si sovraccarica del 160% rispetto all’anno precedente, ma diventerebbe obbligatorio solo quando si arriva al 180%. Percentuale che viene considerata troppo alta dai paesi mediterranei. La penale per il rifiuto di un richiedente da parte di uno Stato scenderebbe a 30 mila euro anziché 250 mila. In più c’è una responsabilità di 10 anni per il Paese in cui il migrante è entrato, che i paesi mediterranei hanno chiesto di abbassare a 2.
Secondo alcuni il progetto di riforma è definitivamente morto, secondo altri c’è margine per discuterne alla riunione che ci sarà alla fine del mese tra i leader europei (il primo appuntamento estero del premier Conte), o in un successivo incontro informale previsto a luglio.
Alcuni siti web hanno titolato a proposito di un’asse che si sarebbe creata tra l’Italia e i paesi del gruppo di Visegrad, ma la situazione è molto più complessa. Mentre all’Italia farebbero comodo meccanismi di redistribuzione automatica tra i vari paesi, il gruppo Visegrad non vuole sentirne parlare, almeno fino a quando non ci sarà la chiusura delle frontiere. Un esponente politico belga ha dichiarato che qualsiasi accordo potrà essere fatto solo quando le barche intercettate nel Mediterraneo saranno portate in Tunisia. Prima i respingimenti, poi le ripartizioni.
La posizione di Conte si trova in un articolo di Regioni.it: “L’Europa ha consentito chiusure egoistiche di molti Stati membri che hanno finito per scaricare sugli stati frontalieri, e in primo luogo sul nostro Paese, gli oneri e le difficoltà che invece avrebbero dovuto essere condivisi. Per questo chiederemo con forza il superamento del regolamento di Dublino, al fine di ottenere l’effettivo rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità e di realizzare sistemi automatici di ricollocamento obbligatorio dei richiedenti asilo”.
Salvini, che non era presente a Bruxelles per via della votazione della fiducia al Governo al Senato italiano, si è comunque detto soddisfatto della spaccatura che si è creata in Europa.
Il presidente del Parlamento europeo Tajani è favorevole alla riforma del regolamento di Dublino, e a questa aggiunge “un piano Marshall per l’Africa” e un accordo con Libia e paesi di transito, sul modello di quello già stipulato con la Turchia.
La Germania vorrebbe la riforma del regolamento prima dell’inizio della presidenza austriaca, che sarebbe troppo restrittiva.
Il commissario europeo Avramopoulos è ancora ottimista: “se slittiamo di un paio di settimane non è la fine del mondo”, ha detto quando ancora l’incontro era in corso, secondo quanto scrive SkyTg24
Sul fronte politico locale, l’arrivo di Salvini al Ministero dell’interno ha creato un po’ di subbuglio, nell’ipotesi che il Ministro leghista voglia portare avanti il piano Minniti sull’apertura dei Cpr in ogni regione.
In Liguria si discute l’ipotesi Albenga, in Friuli di Gradisca d’Isonzo, ma anche della Cavarzerani di Udine. Nonchè della voce incontrollata di cinquemila persone da “rinchiudere” in tutta la regione.
Intanto la lista di Cpr che è circolata nei giorni scorsi è stata aggiornata. Siti molto autorevoli hanno detto che sono quattro. San Francesco Patrono d’Italia oggi ne elenca cinque: della lista fa parte anche il Cpr di Bari, riaperto da Minniti. C’è ancora quello di Caltanissetta, che è stato chiuso a fine dell’anno scorso dopo una rivolta (sempre che non sia stato riaperto poi all’insaputa di tutti). C’è ancora la stranissima definizione del Cpr di Torino che si troverebbe a Settimo Torinese (a una ventina di chilometri da dove effettivamente è). E soprattutto manca qualsiasi riferimento al Cpr di Potenza – Palazzo San Gervasio, entrato in funzione dall’inizio di quest’anno.
Un articolo di ieri sulla Nuova del Sud racconta la storia di un trentaduenne con seri problemi psichici che si trova attualmente nel Cpr della Basilicata. Nonostante questo, la stampa nazionale è ancora all’oscuro del fatto che il centro sia in funzione.

Pisa, due accompagnamenti al Cie

Due cittadini georgiani sono stati fermati dalla polizia a Pisa, e accompagnati al Cie di Potenza (Cpr, in realtà).
Uno è stato denunciato per inottemperanza all’ordine del questore ad abbandonare l’Italia, l’altro è risultato clandestino sul territorio Nazionale, scrive GoNews.
Nessun riferimento ad altri precedenti penali.
In una conferenza che si è svolta pochi giorni fa una rappresentante della Questura di Torino sosteneva che la gran parte degli stranieri che finiscono al Cpr sono pregiudicati, mentre il Garante Nazionale dei detenuti aveva monitorato un volo di rimpatrio, osservando che i tre stranieri erano tutti incensurati. In mancanza di dati ufficiali, non ci si può rendere conto di quali sono le proprorzioni reali delle due categorie.

Catanzaro, 4 accompagnamenti al Cpr

4 stranieri che avevano trovato riparo in case abbandonate a Catanzaro sono stati accompagnati al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Potenza. Avevano preccedenti penali per “droga”, invasione di edifici, resistenza a pubblico ufficiale, violazione a foglio di via, in un caso anche atti osceni, diffamazione, estorsione, danneggiamento, in un altro furto aggravato, minaccia, lesioni personali. Gli stranieri identificati in tutto erano 9. Gli altri cinque erano titolari di permesso di soggiorno, o non avevano precedenti. Visto che erano disponibili soltanto 4 posti, le forze dell’ordine hanno dovuto selezionare quelli considerati più pericolosi. Uno degli stranieri è stato denunciato per “droga”: aveva 5 grammi di marijuana. La notizia è riportata da Cn24.

Terni, vari accompagnamenti al Cpr

Il sito Umbriajournal, mettendo insieme vari comunicati di polizia, racconta di tre accompagnamenti al Cpr avvenuti negli ultimi giorni a Terni (accompagnamenti “ai Cie”, scrive, usando la vecchia definizione).
Un’egiziano ventenne “responsabile delle risse in pieno centro storico” e un dominicano di 29 anni, forse incensurato, ma inottemperante all’ordine di lasciare il territorio, sono stati portati ai Cpr di Bari e Potenza. Un rumeno di 30 anni è stato portato al Cpr di Brindisi dopo la scarcerazione. Perché stava in carcere? Il sito non lo spiega.
Più preciso Terni In Rete, secondo cui il trentenne risulta pluripregiudicato anche per violenza sessuale, senza specificare quando e dove.
Le risse a cui ha partecipato il ventenne invece risalgono al 23 e 24 aprile scorsi. Il giovane ha anche una denuncia a suo carico per rapina e lesioni ai danni di un cittadino della Guinea.