Ferrara, 28 accompagnamenti al Cpr in un anno. Nulla di nuovo dalla Alan Kurdi. Problemi per i migranti a Nettuno

Tra marzo dell’anno scorso e marzo di quest’anno 28 persone sono state accompagnate ai Centri di Permanenza per i Rimpatri a partire da Ferrara, mentre 25 sono stati rimpatriati in maniera coatta. Il totale delle “espulsioni” è di 229. Lo ha fatto sapere la locale Questura in un comunicato diffuso in occasione dell’anniversario della fondazione della Polizia di Stato.
Nel comunicato si accenna anche alla cattura di due maman per sfruttamento della prostituzione anche minorile. Sul web si trova ben poco sull’argomento. Un articolo del Giornale, datato dicembre 2019 attingeva qualcosa da La Nuova Ferrara, e raccontava di un’indagine partita dalla denuncia di una quindicenne nigeriana che si era ribellata. Dalle intercettazioni risultava anche la possibilità di far prostituire una dodicenne. Si parlava di riti voodoo usati per ricattare la famiglia o le ragazze, e dello sforzo fatto dalla massima autorità religiosa del popolo Edo per condannare l’uso del voodoo per scopi del genere. Accanto all’articolo, foto generica di una prostituta di spalle.
La presa di posizione del capo religioso nigeriano risale al marzo 2018, ed era stata raccontata dal sito Agensir.
L’articolo riportava anche la reazione di un’esponente della cooperativa BeFree, che si occupa in Italia delle vittime di tratta e le segue nel loro percorso di emancipazione.
Pochi giorni fa BeFree si è associata alla richiesta di bloccare i nuovi ingressi nei Cpr e di disporre misure alternative al trattenimento, visto che nell’ambito dell’emergenza coronavirus i rimpatri sono al momento fermi.
L’ultimo comunicato diffuso invece riguarda la situazione delle persone senza fissa dimora.
Nessuna novità intanto dalla nave Alan Kurdi, che ha a bordo un centinaio di migranti che il governo italiano non ha autorizzato a sbarcare con la scusa che, a causa dell’emergenza coronavirus, i porti italiani non possono essere considerati sicuri.
Il Governo italiano pensa di avere scaricato la patata bollente sulla Germania, in qualità di stato di bandiera dell’imbarcazione. Sarebbero i tedeschi a dover indicare un porto di sbarco sicuro, dice la ministra dei Trasporti italiana, senza fornire dettagli concreti: esistono in tutto il Mediterraneo Paesi immuni al coronavirus? O si sta chiedendo all’imbarcazione di circumnavigare l’Europa per arrivare in Germania? O di tornare in Africa?
La Ong Human Rights Watch ha scritto un articolo, in inglese, in cui afferma che gli Stati dovrebbero far sbarcare i migranti e allo stesso tempo tutelare la loro salute.
La decisione italiana di chiudere i porti ha indignato numerosi politici, tra cui Matteo Orfini del Partito Democratico, che ieri mattina ha pubblicato su Facebook un appello diretto al Governo, insieme con l’elenco delle adesioni.
Adnkronos si è limitata a pubblicare in cinque righe una dichiarazione di Orfini, senza aggiungerci nessun dibattito. Sui siti di destra invece ci si è fermati alle reazioni ad una battuta che il deputato aveva diffuso sui social la settimana scorsa sull’esigenza di limitare i messaggi vocali, che è stata commentata perfino da Salvini.
Su Twitter il messaggio incriminato non c’è, ma c’è la precisazione di Orfini. Secondo il quale la proposta era “scherzosa”, ma Salvini “unico in Italia, non lo capisce e fa un post indignato accusando me e Zingaretti di voler mettere il bavaglio al paese. E questa volta nemmeno ha la scusa del mojito”.
Seguono ben 1.400 commenti degli utenti, 795 retweets, 6.500 Mi Piace. Solo 400 commenti invece sotto la segnalazione di quanto avvenuto a Nettuno, dove “assessori e consiglieri sfidano i divieti ed escono in strada per bloccare l’arrivo di 50 migranti”, come dice il titolo di Repubblica la cui foto è stata postata dal parlamentare.
“Una cosa gravissima”, è il tweet di Orfini, “Sono certo che la ministra Lamorgese correggerà questa follia e si assicurerà che chi ha violato le norme venga immediatamente denunciato”.
La storia è stata raccontata anche dal Manifesto, che evidenzia nel titolo che i migranti sono andati altrove.
Il trasferimento a Nettuno era stato deciso per evacuare una struttura di via Casilina a Roma, dopo la segnalazione di un contagio da coronavirus.
L’articolo riporta commenti circolati tra gli utenti di destra dei social che accennano addirittura alla lotta armata.
Il sindaco di Nettuno si è detto felice per l’esito della mobilitazione, affermando inoltre di avere collaborato con le forze di polizia per tenere bassi i toni della protesta, insieme ai suoi consiglieri.
Orfini si era detto sicuro che la ministra Lamorgese avrebbe corretto questa “follia”. Dal Viminale però non arrivano dichiarazioni degne di nota. Per distinguersi dal suo predecessore, onnipresente, l’attuale ministra sceglie di essere quasi invisibile su questo fronte.
Vero è che ha altre preoccupazioni: le sue ultime dichiarazioni di rilievo riguardano le violazioni ai divieti di circolazione, e l’auspicio che non si decida di trasgredire in massa a Pasqua e Pasquetta. Ma soprattutto c’è lo scontro col sindaco di Messina, a proposito delle misure decise da quest’ultimo per chi intendeva oltrepassare lo Stretto.
Il Ministero è intervenuto per bloccare un’ordinanza del sindaco, considerata illegittima in quanto limitava la libertà di movimento. Il primo cittadino ha risposto ora su Facebook, usando anche parole grosse.
Pochi giorni fa, il sindaco è già stato denunciato dal Ministero dell’Interno per vilipendio, “a seguito delle parole gravemente offensive e lesive dell’immagine per l’intera istituzione che rappresenta, pronunciate pubblicamente e con toni minacciosi e volgari”.

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