Si discute di immigrazione

Mercoledì 28 giugno si svolgerà a Torino un convegno organizzato dal Garante Regionale dei Detenuti. Il tema del convegno sono le novità introdotte dal decreto Minniti sui centri di identificazione ed espulsione. La notizia è riportata dal sito Torino Oggi.
Parteciperà, tra gli altri, un esponente dell’Asgi, Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione.
L’Asgi in questi giorni sta sostenendo la campagna per la raccolta di firme a favore di una legge di iniziativa popolare per l’introduzione di canali diversificati di ingresso per lavoro, forme di regolarizzazione su base individuale per stranieri già radicati sul territorio, misure per l’inclusione lavorativa di richiedenti asilo e rifugiati, partecipazione al voto amministrativo e abolizione del reato di clandestinità.
Finora le firme raccolte sono 11 mila.
In questi giorni la questione dell’immigrazione è sulle prime pagine dei giornali per via del tentativo da parte del centrosinistra di approvare una legge sullo ius soli.
Forza Italia e Lega non escludono un referendum sulla questione, Fratelli d’Italia “raccoglie già le firme”.
Il Movimento 5 Stelle è molto restio ad appoggiare la legge sullo ius soli, dopo che Beppe Grillo l’ha definita un “pastrocchio invotabile”.
Un deputato campano del Movimento ha chiesto di interpellare la base sull’argomento tramite la piattaforma Russeau.
Il Gazzettino segnala una presa di posizione di Aldo Giannuli, che consiglia al Movimento di “non inseguire correnti destrorse” perché su quel fronte la Lega è più credibile. Si rischia di perdere voti a sinistra per non conquistarli a destra.
“Minniti sta facendo bene con la sua politica del daspo per migranti e rom” avrebbe detto Giannuli, secondo il Gazzettino. Allora perché non “farsene seguaci”?
In realtà Giannuli ha detto: “Sarebbe auspicabile che fosse superato il nomadismo, e irrinunciabile che i bambini vadano a scuola e non usati per l’elemosina (e su questo non trovo eccessiva la misura della decadenza della patria potestà), ma sono questioni su cui si debba andare avanti con i guanti di velluto cercando di conquistare il consenso. Oppure diciamo che Minniti sta facendo bene con la sua politica del Daspo per migranti e rom (che peraltro sono spesso cittadini italiani). Ve la sentite di farvi seguaci di Minniti?”
Insomma, sembra che Giannuli contrapponga Minniti ai guanti di velluto, e non sia affatto favorevole, diversamente a come appare dall’articolo pubblicato dai giornali del gruppo Caltagirone.
Il vicepresidente della Camera Di Maio, esponente di spicco del Movimento, ha detto che si rischia di “scatenare un pull factor”, cioè fare una legge per la cittadinanza che attragga ancora più migranti verso l’Italia con l’Europa che se ne frega altamente.
Per lui la legge è solo propaganda elettorale. “Per questo noi ci asterremo, le priorità del paese sono ben altre”.
Sulla questione dei rom, Giannuli solleva la solita questione: “va bene, togliamo di mezzo gli accampamenti, ma dopo dove li mettiamo?”
Oggi è la giornata internazionale del rifugiato. Iniziative sono previste in tutta Italia, annunciate solo dai siti web locali, mentre quelli nazionali stanno snobbando l’evento.
Il sito Onu Italia riporta la notizia della partenza da Brindisi di un volo contenente beni di soccorso e generi di prima necessità destinati all’Uganda. L’annuncio sarebbe stato dato dallo stesso Ministro degli Esteri. Il costo è di circa 300 mila euro, incluso il trasporto.
Il 22 e 23 giugno si svolgerà il vertice di Kampala per i rifugiati sud-sudanesi, per fronteggiare la gravissima crisi umanitaria in corso in Sud Sudan.
In quell’occasione l’Italia dovrebbe annunciare un finanziamento di 5 milioni di euro di aiuti di emergenza.

Rapporto del Garante dei detenuti su Cie e Hotspot

Il Garante dei detenuti ha diffuso il suo primo rapporto su Cie e hotspot. Il documento si trova sul suo sito ufficiale. E’ lungo 49 pagine. Nella prima parte contiene raccomandazioni di carattere generale, nella seconda parte i resoconti delle singole visite, e ulteriori raccomandazioni, centro per centro.
Il Garante ha visitato tutti e quattro i Cie aperti attualmente (Brindisi, Caltanissetta, Torino, Roma), e i quattro hotspot, più l’hub di Siculiana – Villa Sikania, che pur essendo tecnicamente un Cas viene talvolta utilizzato per lo smistamento dei migranti appena sbarcati a Porto Empedocle, diventando di fatto un hotspot.
Una delle prime preoccupazioni del Garante è la promiscuità all’interno delle strutture tra chi non ha i documenti in regola e chi invece proviene da un lungo periodo in carcere. “Tale stato di cose pone soggetti con un vissuto criminale a diretto contatto con persone che invece non provengono dal carcere, e può favorire la diffusione o la propagazione di contatti e traffici illeciti, considerando che non tutti gli ospiti dei Cie vengono effettivamente rimpatriati al termine della loro permanenza nella struttura”.
Il Garante raccomanda separazione tra gli ex detenuti e gli irregolari o richiedenti asilo.
“Le condizioni materiali e igieniche delle strutture visitate sono risultate nella maggior parte dei casi carenti e comunque bisognose di interventi urgenti di risanamento, ristrutturazione e manutenzione”, si legge ancora nel documento.
Mancano “attività ricreative” nei Cie, che pure sarebbero previste da un regolamento diffuso dal Ministero. Tra queste, anche stanze adibite a luoghi di culto.
Manca un registro degli atti di autolesionismo e tentati suicidi.
Alcuni cittadini stranieri sono apparsi completamente all’oscuro circa la propria condizione personale e giuridica.
Gli hotspot, che hanno un'”incerta disciplina giuridica”, in alcuni casi vengono utilizzati anche per accogliere stranieri rintracciati sul territorio e destinatari di provvedimenti di espulsione. “Tali prassi rischiano di creare zone d’ombra nella tutela dei diritti”.
L’hotspot di Lampedusa è di fatto un centro di detenzione, in assenza di una vera e propria cornice giuridica.
Il tempo necessario all’identificazione dovrebbe essere di 48 ore, mentre c’erano stranieri ospitati da almeno due settimane. Sembra anche minori non accompagnati.
Al Cie di Brindisi il Garante incontra un cittadino marocchino che dopo avere scontato quattro anni e mezzo di carcere è stato portato al Cie di Caltanissetta, dove è rimasto due mesi. Rilasciato con l’obbligo di lasciare il paese entro 7 giorni, è andato a Milano dalla sua compagna (tre giorni di viaggio), ma non ha avuto il tempo di organizzare il rimpatrio. La sera del settimo giorno è stato preso e portato al Cie di Brindisi. Lo straniero parla di accanimento nei suoi confronti e segnala il “rischio di un ergastolo fatto di tanti Cie”, una pena senza fine, non prevista nell’ordinamento italiano.
A Villa Sikania “i bagni sono privi di porte, molti di loro hanno lo scarico rotto. L’insieme dei locali bagno sono in condizioni degradate. Al momento della visita non c’era acqua calda”.
L’hotspot di Trapani talvolta viene usato come Cas, ovvero ospita migranti già segnalati, e che già hanno manifestato la volontà di richiedere asilo.
Un consigliere regionale veneto di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale ha diffuso un breve commento che prende spunto dal rapporto.
“Oltre a condizioni di vita indecorose e umanamente al limite quello che emerge è una promiscuità tra gli ospiti, tra i quali si registra un’alta presenza di soggetti con un passato di delinquenti, pronti a ripetere le azioni criminali nel nostro paese”, dice il consigliere. Secondo cui controlli e identificazioni non sono fatte in modo sistematico, e non risultano provvedimenti di espulsione con rimpatri sistematici di soggetti non aventi diritto all’accoglienza.
Su La Nuova Ferrara ieri è uscita un’intervista al questore di Ferrara, in cui si spiega come funziona il meccanismo delle espulsioni. Se lo straniero catturato dalla polizia non ha commesso reati gravi, non viene rinchiuso nei Cie per mancanza di posto, e deve essere lasciato a piede libero. Capita così che il il questore deve occuparsi sempre degli stessi stranieri, magari problematici, per i quali non si trova posto nel Cie. Anche quando si riesce ad accompagnarli fin lì (Torino o Caltanissetta), non è detto che avvenga in rimpatrio: spesso gli stranieri vengono rilasciati a causa della mancata identificazione nei tempi stabiliti da parte delle autorità dei paesi di appartenenza.
L’intervista nasce anche dal fatto che Norbert/Igor, straniero accusato di omicidio e tuttora ricercato, non è stato allontanato dall’Italia nonostante i suoi precedenti penali.

Pagano, difendere i confini

Il deputato della Lega Nord Alessandro Pagano ha dichiarato “Bisogna alzare le barricate, servono espulsioni di massa e stop agli ingressi dei clandestini”. La presa di posizione arriva dopo i fatti di Londra. “E’ inutile essere ipocriti o far finta di avere i paraocchi”, dice l’onorevole. “I terroristi si nascondono anche tra i clandestini che arrivano nel nostro paese o che comunque in questo contesto si radicalizzano … Il piano di accoglienza indiscriminata adottato dal governo è un suicidio per il Paese.”
Pagano promette appoggio a tutti quei sindaci che si opporranno a questo disegno.
La notizia è riportata da Agenparl e da alcuni siti locali del sud Italia.
Pagano è un politico siciliano, ex Popolo della Libertà, nella Lega dall’ottobre scorso.

Pantalone alla Commissione Migranti della Camera

Il capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno Gerarda Pantalone è stata ascoltata dalla Commissione Migranti della Camera, e ha praticamente confermato le indiscrezioni che erano state diffuse dal Corriere nei giorni scorsi. Ovvero, la lista delle località nelle quali si pensa di aprire i nuovi Cpr, regioni permettendo.
A parte un punto fondamentale: il numero dei posti. Una delle poche differenze che il ministro Minniti aveva annunciato tra Cpr e Cie era che i nuovi centri sarebbero stati strutture piccole: 80-100 posti. E già si è sforato. A Torino sono in corso lavori per portare la capienza a 180. A Potenza ne saranno pronti 150 entro la fine dell’anno. In Campania si dice che i posti saranno tra 100 e 150. Cominciamo bene.
Il primo centro a essere inaugurato sarà quello di Bari Palese, nel quale sono già terminati i lavoro di ristrutturazione, e a breve verrà emanato il bando per la gestione.
A Roma sono in corso lavori per il ripristino della sezione maschile, da 125 posti, che si andranno a sommare ai 125 della sezione femminile, per tornare agli originari 250 (non 80-100!).
Nulla di nuovo a proposito degli altri nomi che già si conoscevano (anche se vari siti parlano di 10 strutture anziché 11 come anticipato), e nulla di nuovo per quanto riguarda quelle regioni su cui non sono filtrate neanche le indiscrezioni.
Scrive Borderline 24: “Resteranno in funzione, in alcune regioni, i vecchi Cie, sempre con il nome Cpr: è il caso di Brindisi”. Così la Puglia sarebbe l’unica regione in Italia ad avere due Cpr: quello di Bari, 126 posti previsti, e quello di Brindisi, piccolo, da 48 posti.
Cosa che ovviamente provoca la reazione contrariata del vicepresidente della Commissione Migranti, Giuseppe Brescia, Movimento 5 Stelle, che è proprio pugliese.

Decoro

La parola “decoro” è diventata abbastanza ricorrente nel dibattito pubblico. Si susseguono operazioni e ordinanze che hanno a che fare col decoro. In campagna elettorale è una parola chiave della propaganda di destra, insieme a “sicurezza” e “identità”.
A Roma la Polizia Locale ha svolto vari interventi pochi giorni fa nei pressi delle stazioni di Ostiense e Termini. Obiettivo: ripristinare il decoro. In pratica hanno sequestrato merce agli ambulanti non autorizzati, avviandola al ciclo di smaltimento dei rifiuti non trattabili”, hanno rimosso bivacchi e giacigli, cancellato scritte offensive e rimosso manifesti abusivi.
Scrivono i siti di informazione che alle operazioni hanno partecipato agenti del Pics e personale del reparto Nae, Nucleo Anti Emarginazione.
Non spiegano di che si tratta. Pics è il Pronto Intervento Centro Storico, alle dirette dipendenze del Sindaco di Roma, che ha il compito di contrastare i fenomeni di degrado urbano nel centro storico. Quello che viene presentato come Nucleo Anti Emarginazione è probabilmente il Nucleo Assistenza Emarginati, una squadra della polizia locale che si occupa di situazioni di disagio sociale, tra cui insediamenti abusivi, barbonismo domestico, nomadi.
10 nordafricani sono stati identificati nella notte del 9 maggio, ma si sono tutti allontanati rifiutando l’assistenza. Anche i venditori abusivi hanno fatto perdere le loro tracce.
Il bilancio del terzo giorno di operazioni è stato diffuso in un comunicato: 4 egiziani allontanati dal monumento ai caduti a Dogali, 3 giacigli rimossi dal sottovia Turbigo, altre persone senza fissa dimora allontanate dal porticato d’accesso alla stazione Termini.
A Tortona il sindaco ha firmato un’ordinanza mirata a contrastare l’accattonaggio molesto, che vieta anche l’utilizzo di strumenti idonei a imbrattare edifici, monumenti, attività commerciali e arredi urbani, nonché il consumo di il bivacco in aree pubbliche da parte di chi consuma alcolici e superalcolici.
L’ordinanza, per legge, ha una durata temporale limitata.
Il problema dell’alcol è sentito anche a Ravenna, dove è stata diffusa la consueta ordinanza estiva sul divieto di consumo all’aperto di bevande alcoliche, ovvero bevande in bottiglie di vetro, lattine, e “altri contenitori atti a offendere”.
L’ordinanza al momento è in vigore solo nel weekend, dal 30 giugno al 3 settembre sarà in vigore tutti i giorni.
A Torino gli anarchici hanno annunciato la diffusione di un volantino dal titolo “Il governo fa la guerra ai poveri”.
“A Torino si moltiplicano si sfratti, mentre ci sono migliaia di appartamenti vuoti. Per il governo chi occupa una casa vuota offende il decoro, i proprietari che affittano a prezzi altissimi invece sono bravi cittadini. Per la nuova legge chi occupa, oltre alle solite denunce, rischia di essere allontanato dal proprio quartiere o dalla propria città”, scrivono gli attivisti.
“I primi effetti delle nuove leggi sono sotto gli occhi di tutti: rastrellamenti di massa nelle stazioni e nelle periferie. A Milano hanno perquisito e portato in questura tutti quelli che avevano l’aspetto di stranieri poveri”.
L’operazione alla stazione milanese ha attirato l’attenzione dei mass media nazionali, anche perché è stata strumentalizzata da alcune forze politiche.
A Roma c’è stata tensione a causa della morte di uno straniero nel corso di un’operazione anti abusivismo dei vigili. Si era sparsa la voce che era stato investito, ma l’autopsia ha escluso fratture e contusioni, parlando di morte per cause naturali.

Maestri, interrogazione sui Cie

Il deputato Andrea Maestri, Sinistra Italiana – Sel – Possibile, ha presentato una interrogazione a risposta scritta destinata al Ministero Dell’Interno.
Maestri chiede che sia reso pubblico e accessibile l’elenco degli enti e delle associazioni gestori dei servizi erogati all’interno dei Cie, tenuto conto che gli ultimi dati disponibili sul sito del Ministero risalgono a due anni fa.
Chiede inoltre al Governo come intenda rispondere alla Commissione Diritti Umani del Senato sulla questione dell’affidamento dei centri con la modalità al ribasso, e se non ritenga possibile adoperarsi affinché siano effettuate scelte in base a criteri eticamente più validi.
Il decreto Minniti stanzia una notevole cifra per la costruzione dei nuovi Cie, ora chiamati Cpr. 3 milioni di euro per quest’anno, 12 e 18 milioni per i prossimi due. Ma non si sa ancora chi otterrà gli appalti.
In realtà non si sa neanche dove verranno realizzati i nuovi Cie. Il Governo ne vorrebbe aprire uno in ogni regione, escluse Molise e Val d’Aosta, e ha chiesto di segnalare le strutture idonee: devono essere di proprietà pubblica, in grado di essere adeguate o ristrutturate allo scopo di detenere di 80-100 migranti, e devono trovarsi in aree esterne ai centri urbani che siano facilmente raggiungibili.
Titola il Sole 24 Ore: “Regioni ferme, Minniti ai prefetti: segnalate le sedi per i nuovi Cie”. Ci sarebbe una circolare recente del Ministero. Finora solo dalla Basilicata è giunta una “richiesta formale”, di cui non parla nessun sito web.
L’interrogazione di Maestri è stata presentata il 18 aprile, e porta la firma anche di Pippo Civati, e dei deputati Brignone e Pastorino, tutti dello stesso schieramento.
Quanto ci vorrà per avere una risposta? Non si sa. Maestri, nel corso della legislatura ha già presentato 110 interrogazioni a risposta scritta. E’ vero che quella presentata il 15 marzo ha già ottenuto risposta, ma la gran parte risultano ancora in sospeso, tra cui una presentata a luglio del 2015, che ancora non è stata presa in considerazione nonostante tre solleciti, l’ultimo dei quali a luglio dell’anno scorso.
Comunque, sul sito della Camera, non si usa pubblicare la risposta del Ministro competente nelle stessa pagina dell’interrogazione, né metterci un link. Ci si limita ad aggiungere la data di conclusione dell’iter. Quindi solo gli addetti ai lavori arriveranno a leggerla, armeggiando tra motori di ricerca interni e verbali di seduta. Sempre che la risposta arrivi…

Il 28 udienza per lo studente della mensa di Palermo

Il caso dello studente marocchino che ha creato il panico alla mensa universitaria di Palermo verrà esaminato dalla Cassazione* venerdì prossimo, 28 aprile.
Da giorni i siti locali se ne occupano. In difesa dello studente si sono schierati semplici cittadini, associazioni e il sindaco di Palermo.
Il giovane rischia il rimpatrio per essere salito su un tavolino della mensa gridando frasi farneticanti. Tipo “Chi è satanista e vuole morire rimanga qui, chi è cattolico, musulmano, ebreo vada fuori”.
Sul posto erano giunte varie volanti, pensando ad un atto terroristico, mentre gli altri studenti erano fuggiti terrorizzati. Si era poi scoperto che il ragazzo era stato in cura psichiatrica, ma aveva interrotto il trattamento a causa degli effetti collaterali causati dai farmaci. “In pratica ha dei periodi di calo durante i quali diventa paranoico e visionario”, ha spiegato il presidente dell’organizzazione Human Rights Youth Organization, che si è subito mobilitato per convincerlo a riprendere il suo percorso sanitario. “E’ stato trattato dalla polizia come un normodotato, che quindi non ha attivato l’iter sanitario più adatto a lui”, spiega ancora l’organizzazione, secondo quanto riporta il sito Meridionews. Secondo cui il giovane aveva “spesso” contattato le forze dell’ordine, dicendo che qualcuno lo stava inseguendo o picchiando. “Nessuno però lo ha mai trattato come uno psicotico”, riassume il sito.
Visto che l’iniziale del ragazzo è S., è stata lanciata su Facebook la campagna #Slibero, con tanto di hashtag e pagina dedicata.
La borsa di studio che aveva gli sarebbe già stata sospesa.
L’avvocato difensore del marocchino punta sul pericolo di vita in cui si troverebbe in caso di rimpatrio: “Le cure di cui necessita sono indubbiamente essenziali per la vita, e l’immediata esecuzione del provvedimento finirebbe per aggravare notevolmente la sua patologia, con grave pregiudizio per la sua salute e per la sua stessa vita”, dice, secondo quanto riporta Meridionews.
Il caso è già approdato in Parlamento, ad opera del senatore Francesco Campanella, di Sinistra Italiana, che ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Giustizia.
“Vorremmo sapere se dopo l’episodio in questione sia stato fatto intervenire o meno personale sanitario, e se dopo il trasferimento al Cie di Caltanissetta lo studente sia stato oggetto di visita sanitaria”, scrive il senatore, secondo quanto riporta BlogSicilia.
A quanto scrive MeridioNews l’interrogazione è stata firmata anche da Fabrizio Bocchino, anche lui Sinistra Italiana, ex 5 Stelle.

*Aggiornamento: l’udienza è davanti al giudice di pace, non davanti alla Cassazione come annunciato in un primo momento.