Brescia, festa senza frontiere

Domani a Brescia ci sarà una festa organizzata da rete NoCpr e associazione Diritti per Tutti. Ci saranno musica, intrattenimento per bambini, cucina etnica, socialità e sport.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare le persone sul problema delle politiche migratorie messe in atto dal governo Gentiloni-Minniti. Il quale sta finanziando l’apertura di carceri-lager in Africa, e sta lavorando alla riapertura dei vecchi Cie, seppure col nuovo nome Cpr.
Ne sono previsti uno in ogni regione (escluse le due più piccole). Il Cie lombardo non dovrebbe riaprire a Milano, dov’era prima (via Corelli), bensì a Montichiari, a 25 km da Brescia, appunto.
La notizia è riportata da Radio Onda d’Urto, senza link e senza dettagli sul programma.
Pochi giorni fa il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato una mozione in cui si esprime contrarietà all’allestimento del centro per migranti nella caserma di Montichiari. La cosa strana è che la mozione è stata presentata dal leghista bresciano Fabio Rolfi, che quando era vicesindaco era favorevole al Cie. Anzi, nel 2011 era uno dei promotori della scelta di Montichiari.
Il Pd al momento del voto è uscito dall’aula.
Il Movimento 5 Stelle invece ha appoggiato la mozione leghista.
Secondo un consigliere regionale del Pd quella di Rolfi è solo “furbizia politica“: “Sono colpito da tanta incoerenza e tanto cinismo”, ha detto. “La Lega non ha altro che dire di no a qualsiasi politica riguardante i migranti per pura speculazione politica e per trarre vantaggio dalle situazioni di incertezza. Più immigrati sono in strada, più la Lega trova terreno fertile per la sua propaganda”.
Scrive il Corriere della Sera che il Cpr aprirà solo nella seconda metà del 2018.
Lo stesso sito riporta, in coda all’articolo, qualche dichiarazione di Rolfi. Secondo cui il Cpr a Montichiari è un “progetto calato dall’alto”, che rappresenterebbe un ostacolo per lo sviluppo del vicino aeroporto. “Senza contare l’aspetto non secondario che riguarda la netta contrarietà espressa dai cittadini”.
A quanto pare non è stata proposta nessuna scelta alternativa.
E il Movimento 5 Stelle, perché si oppone al Cpr?
Sul sito regionale non c’è nessun comunicato in proposito. Non si è proprio mai affrontato l’argomento. E i siti di informazione non riportano neanche uno stralcio di dichiarazione di voto.

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Tre donne accompagnate al Cie

Tre clandestine sono state accompagnate al Cie di Roma. Lo scrive un In Montichiari News, in un articolo in cui si parla di un blitz effettuato dai carabinieri in un capannone in provincia di Brescia in cui lavoravano 15 operai in condizioni di pieno sfruttamento.
I turni erano di 18 ore al giorno, la paga di 20 euro, e per dormire erano state allestite piccole unità abitative, sulle quali sono in corso accertamenti in materia di abusi edilizi. Si indaga anche sull’aspetto sanitario di vitto e alloggio.
La titolare, trentenne, cinese, è agli arresti domiciliari. Il socio non era presente al momento del blitz ed è stato denunciato a piede libero.
Dei 13 lavoratori in nero, 9 erano clandestini. Solo le tre donne sono state accompagnate al centro di espulsione. Agli uomini, se non è stato trovato posto in un Cie, sarà stato dato un ordine di allontanarsi dal territorio italiano con mezzi propri.
La notizia non è riportata da altri siti web.
Nella foto accanto all’articolo c’è una qualsiasi macchina dei carabinieri che si aggira tra le campagne.
Nello stablimento si produceva biancheria intima. La merce sequestrata ha un valore quantificato in circa 2 milioni di euro.

Brianza, documenti falsi

Nell’ambito di normali controlli tra persone soggette a rischio radicalizzazione la polizia ha individuato a Milano un quarantacinquenne marocchino che aveva numerose fototessere con nomi e cognomi segnati dietro. Visto che l’uomo aveva dei precedenti, gli agenti hanno ipotizzato che stesse falsificando dei documenti. Hanno perquisito la sua abitazione a Limbiate, trovando tessere bianche, programmi informatici, e tre timbri: uno di Malpensa, adatto a stampigliare i passaporti, uno intestato alla questura di Brescia, e l’altro dell’ufficio immigrazione di Roma.
L’uomo è stato arrestato, deve essere processato per contraffazione di sigilli dello Stato e possesso di documenti falsi, ma subito dopo non sarà portato in carcere, secondo quanto scrive il Giorno, ma direttamente al Cie per essere rimpatriato.
Sui reati di questo tipo l’attenzione da parte delle forze dell’ordine è massima, visto che i terroristi potrebbero approfittare del possesso di documenti falsi per eludere i controlli. Comunque la polizia ha precisato che finora non sono emersi legami tra l’uomo e gli ambienti del radicalismo islamico.

Ferite invisibili

Un afghano di 34 anni si è tolto la vita nel centro di prima accoglienza di via Corelli a Milano il 24 agosto scorso. L’uomo era riuscito ad arrivare in Austria, ma era stato riportato in Italia dalle autorità, sulla base degli accordi di Dublino.
Unimondo parte dal suo caso, e da un rapporto pubblicato l’anno scorso da Medici Senza Frontiere, per un articolo sui traumi subiti dai rifugiati.
A quanto pare il 60% dei soggetti intervistati da Msf tra il 2014 e il 2015 aveva sintomi di disagio mentale connesso a eventi traumatici subiti prima o durante il percorso migratorio.
Tra i pazienti presi in carico dall’associazione nei Cas di Ragusa, il 42% presentava sintomi compatibili con il disordine da stress post traumatico.
A questo si aggiunge la mancanza di prospettive che trovano in Italia. Un migrante racconta che da due anni sta in un centro di accoglienza senza fare niente, avendo lasciano moglie e tre figli al suo paese. La moglie gli ha telefonato dicendogli che non ha più cibo con cui sfamare la famiglia. E lui si sente completamente inutile, perché senza documenti in regola non c’è niente che possa fare per migliorare la loro condizione.

Crema, festa di Rifondazione

Nell’ambito della festa di Rifondazione Comunista a Crema, provincia di Cremona, si è svolta una conferenza sul decreto Minniti. I nodi individuati sono quattro: l’abolizione del secondo grado di giudizio per i richiedenti asilo che hanno fatto ricorso contro un rifiuto, la soppressione dell’udienza, l’estensione della rete dei centri di detenzione per i migranti irregolari e l’introduzione del lavoro volontario. La conferenza è stata tenuta dall’ex candidata sindaco e da una consigliera comunale. A giudicare dalla foto pubblicata su Crema Online all’evento hanno assistito 9 persone in tutto.
Il ministro Minniti in questi giorni ha molto è molto occupato: scrive il Mattino che ieri era previsto a Tunisi un incontro del gruppo di contatto Europa-Africa: sette paesi europei e cinque africani dovevano organizzare iniziative di contrasto alle migrazioni. L’Europa deve fornire soldi e apparecchiature, oltre a formare il personale di sicurezza. Oggi invece c’è un incontro con le Ong per mettere a punto il nuovo codice di condotta, mentre a Parigi si incontrano le varie fazioni libiche, sperando di superare le divisioni che hanno impedito finora la concreta stabilizzazione del paese. Nei prossimi giorni invece sono previsti incontri a Bruxelles per il rinnovo della missione militare europea nel mediterraneo centrale, Sophia, che scade giovedì ma che potrebbe essere prorogata per un anno. L’Italia cercherà di fare in modo che le navi straniere impiegate nella missione non sbarchino i migranti in Italia.
Intanto Repubblica ha dedicato un articolo ai soldati francesi in Niger, i quali anziché arrestare gli africani in viaggio, li salutano mentre passano. A quanto pare in Niger i francesi hanno aperto nel 2014 “una potente base militare”. Che anziché occuparsi di contrastare i migranti pacifici, si occupa del contrasto al traffico di armi e della lotta contro i fondamentalisti. L’ipotesi del governo Gentiloni era quella di inviare proprio in quella base militari italiani per addestrare i soldati del niger. Il piano è saltato perché “Parigi non gradisce interferenze”.

Milano, stazione Centrale

Approfittando delle ultime notizie relative alle aggressioni nei pressi della stazione Centrale e dell’arrivo a Milano del premier Gentiloni in vista della candidatura a sede della agenzia europea del farmaco, il tg di La7 ha dedicato un servizio alla stazione e al problema della sicurezza. Dopo il vistoso blitz avvenuto ai primi di maggio, che ha suscitato polemiche, non ce ne sono stati altri e qualcuno se ne lamenta.
Nei mesi scorsi ci sono stati due fatti di cronaca che hanno destato scalpore: quando una pattuglia di militari è stata circondata da un gruppo di africani, e quando a maggio due militari e un poliziotto hanno dovuto bloccare un italo-tunisino armato di coltello. Lunedì scorso un guineano armato di coltello è stato fermato dalla polizia dopo una colluttazione. L’arresto è stato convalidato e lo straniero è stato rilasciato.
Nelle ultime ore altri due fattacci: un afghano che sfuggiva ad una rissa con i magrebini, e che ha avuto una colluttazione con il proprietario di un ristorante in cui si era rifugiato viene fermato da tre agenti della polizia locale. Per evitare l’arresto, lo straniero tira un fendente con una bottiglia rotta, mirando al volto di uno dei tre, che è una donna. Non è tentato omicidio, ma minaccia aggravata, dice la magistratura. Segue la scarcerazione.
L’ultimo episodio riguarda tre balordi italiani che hanno picchiato un clochard rumeno, poi hanno aggredito tre vicentini che hanno provato a difenderlo, infine hanno provato a rubare un cellulare a un gruppo di livornesi. I tre sono stati arrestati dai carabinieri.

Scarcerato lo straniero che ha accoltellato un poliziotto

Il trentunenne originario della Guinea che tre giorni fa ha aggredito un poliziotto nei pressi della stazione Centrale di Milano è stato rilasciato dopo 36 ore. Il gip ha convalidato l’arresto, ma disposto come misura cautelare, l’obbligo di firma anziché la custodia in carcere. Scrive Repubblica che l’uomo aveva solo precedenti dattiloscopici, ossia identificazioni, segnalazioni, denunce, e non precedenti penali con sentenza definitiva. Lo stesso sito ha scritto tre giorni fa che l’uomo aveva precedenti per lesioni e resistenza, ed era già stato colpito da ordine di espulsione all’inizio di questo mese.
La volante era intervenuta dopo che l’uomo aveva mostrato un coltello nel corso di una discussione agitata con il personale degli autobus, nei pressi del capolinea dei collegamenti tra Milano e Linate. Uno degli agenti sarebbe stato colpito con una pugnalata “alla schiena”, ma è stato salvato dal giubbotto antiproiettile, e se l’è cavata con una ferita lieve alla spalla. L’uomo avrebbe anche gridato “Voglio morire per Allah” mentre veniva portato in ospedale, ma la frase è stata interpretata come “un’espressione pronunciata da un esagitato”, e quindi non è scattata l’accusa di terrorismo. Un rimpatrio in tempi rapidi è stato auspicato anche dal sindaco, ma è alquanto improbabile visti “i problemi di comunicazione tra le autorità italiane e le autorità della Guinea”. Visto l’attuale dibattito in materia di immigrazione, la notizia del rilascio dello straniero ha attirato l’attenzione di parecchi siti di clickbaiting.
Spiega l’Adnkronos che il rilascio è stato deciso essendo caduta l’accusa di tentato omicidio. La coltellata non è stata data nel tentativo di uccidere l’agente, ma sarebbe stata un gesto involontario nel corso della colluttazione.
In caso di condanna rischia due anni di carcere.