3 febbraio: forum territoriale a Milano. 6 febbraio: giornata contro le mutilazioni genitali femminili

Sabato 3 febbraio, tra le 9 e mezzo e le 18, si svolgerà a Milano un incontro, con ingresso gratuito, sulla scia del forum nazionale che si è tenuto a Roma all’inizio di dicembre col titolo “Per cambiare l’ordine delle cose”.
L’evento è organizzato da Naga Onlus e La Scighera. Parteciperanno esponenti di varie università (Bocconi e Statale), Banca Etica, Asgi.
Eventi simili sono previsti in altre città italiane.
Tutto nasce attorno al film “L’ordine delle cose”, che verrà presentato domani al Parlamento Europeo. A cui seguirà, dopo domani, un incontro con le realtà anti-razziste di Bruxelles.
La notizia è stata riportata quattro giorni fa sul sito dell’agenzia Pressenza.
Il film è stato proiettato una decina di giorni fa anche ad Avellino.
A Roma il forum territoriale si sarebbe già svolto, al cinema Apollo 11, anche se nessuno ne ha parlato.
Nello stesso cinema era prevista per ieri sera la proiezione del film “Girls from earth”, sul tema delle mutilazioni genitali femminili.
La giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili è il 6 febbraio.
Un film sullo stesso tema è stato proiettato pochi giorni fa a Savona, nell’ambito di una rassegna.
Sul sito della Stampa, un articolo di due anni fa forniva alcuni dati in proposito.

Annunci

Chi ama brucia a Cantù

Lo spettacolo teatrale “Chi ama brucia” è andato in scena due giorni fa a Cantù. Lo riporta il Giornale di Como senza fare il nome dell’attrice, senza giudizio critico (il solito riassunto standard che viene ripetuto da anni: “tratto dalle interviste originali ecc…”) e con un titolo fuorviante: “spettacolo sui campi di accoglienza”. In realtà lo spettacolo non parla dei centri di accoglienza ma di quelli di espulsione, che in teoria sarebbero l’opposto.
Di nuovo c’è che al termine dello spettacolo si è tenuto un “momento conviviale” con alcuni richiedenti asilo ospitati a Como, organizzato in collaborazione con l’associazione Como Accoglie. Piatti tipici delle “terre straniere” (chissà quali…), partecipazione numerosa.
Un resoconto entusiasta dello spettacolo è stato pubblicato dal sito Bibazz, intercalato da belle fotografie di scena.
Scrittura creativa e nessun distacco (non è un sito di cronaca, ma di cultura e spettacoli), “strepitosa performance”, “piccola, immensa artista”. Morale: “sarebbe più giusto chiedere scusa” agli studentelli razzisti “per la nostra superficialità e dabbenaggine”, per “aver fallito in prima persona, come genitori e educatori”.
Un altro articolo, con altre foto molto suggestive, era stato pubblicato sullo stesso sito per annunciare lo spettacolo, che si è tenuto il 27 gennaio, giornata della Memoria, non a caso.
“I Cie sono vere e proprie città ombra”, spiegava l’autrice, “spazi celati agli occhi dei più, in cui si vive in una condizione di attesa, fino a diciotto mesi, alienante e molto dura”.
Era diciotto mesi quattro anni fa. A ottobre 2014 il termine massimo di permanenza è stato abbassato a novanta giorni. Poi è stato alzato a dodici mesi solo per chi costituisce un pericolo per la sicurezza. Ma da un anno il termine sarebbe di 30 giorni, prorogabile per ulteriori 15. Questo almeno è quello che scrive Melting Pot, ma al di fuori degli addetti ai lavori non ci si preoccupa molto di questi dettagli.
Su Wikipedia, a un anno dall’istituzione dei Cpr, la pagina è ancora dedicata ai Cie, senza riferimenti al cambio di denominazione. Nella sezione sulla legislazione, l’ultimo aggiornamento è il cambio di nome da Cpt a Cie (dieci anni fa).
Nella sezione Cie presenti, la lista è aggiornata a tre anni fa, prima che il Cie di Trapani venisse riconvertito in hotspot.
E a proposito di bruciare, nessuno ha quantificato i danni che ci sono stati cinque giorni fa al Cpr di Bari, dove è stato segnalato un incendio, subito spento. Nessuno li ha fotografati. Nessuna reazione politica. In una campagna elettorale nella quale il tema dell’immigrazione sarà determinante, la cronaca relativa all’immigrazione resta in secondo piano.
Come pure, sono ben pochi i siti che hanno riportato la notizia della nuova protesta delle labbra cucite che si sta svolgendo a Lampedusa. Almeno, si stava svolgendo due giorni fa. Aggiornamenti più recenti non ce ne sono.

Brescia, rimpatriato spacciatore ripreso da Striscia

Un ventottenne algerino è stato accompagnato a Fiumicino e poi rimpatriato, dopo essere stato ripreso da una telecamera nascosta di Striscia la Notizia mentre spacciava nel piazzale di fronte alla stazione ferroviaria di Brescia.
La visibilità data al caso dalla trasmissione ha notevolmente contribuito ad accelerare le pratiche per il rimpatrio.
Nel corso del 2017 la Questura di Brescia ha disposto 1138 provvedimenti di espulsione (in media tre al giorno) di cui 261 con accompagnamento alla frontiera, 110 con accompagnamento al Cie, 79 partenze volontarie, 689 ordini del questore (totale 1139. I dati sono riportati dal sito del Giorno).
Volendo estrarre una percentuale da questi dati, viene fuori che nel 60% dei casi non avviene nessun rimpatrio verificabile. Lo straniero viene rilasciato con ordine del questore di tornare al proprio paese, e di lui si perdono le tracce.

Perugia, accompagnamento al Cie

Scrive Umbria Domani che un uomo, pregiudicato per reati legati allo spaccio di stupefacenti, è stato fermato dalla polizia a Perugia e “accompagnato ad un Cie”. Il sito non spiega quale. In Umbria il Cie (che ora si chiama Cpr) non c’è. Dovrebbe aprire, secondo il piano Minniti, ma solo in una seconda fase. Per il momento la regione non è stata presa in considerazione e non circolano neanche indiscrezioni su quale potrebbe essere la località prescelta.
Secondo il sito “negli ultimi giorni” sarebbero sette i pregiudicati stranieri “allontanati dalla città”. Ma chi erano gli altri non lo dice.
Accanto all’articolo, una foto risalente apparentemente a tre anni fa.
Un altro tunisino catturato a Perugia è stato espulso direttamente due giorni fa. E’ stato rimpatriato con una nave da Genova. Era sospettato di avere combattuto in Siria, secondo quanto scrive La Nazione senza aggiungere ulteriori informazioni in proposito. Il sito scrive che comunque sul suo cellulare c’era l’audio in cui un religioso egiziano incitava alla jihad. L’uomo, trentunenne, aveva anche precedenti per droga. “Con lo stesso provvedimento” sono stati espulsi anche due marocchini, scrive la Nazione. In che senso “con lo stesso provvedimento?”. Probabilmente il sito vuole dire che il fatto è accaduto nelle stesse ore, visto che non si parla di sospetti di terrorismo nei loro confronti di questi due. (E non parla neanche di rimpatrio avvenuto, per loro).
Negli ultimi giorni anche un marocchino di 37 anni è stato rimpatriato per sospetti di terrorismo. L’uomo, residente in provincia di Milano, aveva manifestato sui social network l’intenzione di unirsi allo stato islamico o in alternativa di accoltellare qualcuno in Italia. Aveva “apportato diverse restrizioni di privacy” ai suoi profili social per evitare di essere intercettato, ma la sua attività non è sfuggita alle autorità italiane.

Assolto e licenziato, giovedì udienza al Consiglio di Stato

Giovedì è prevista l’udienza di fronte al Consiglio di Stato per esaminare il ricorso contro il licenziamento presentato da un ispettore capo della Polizia di Stato, assolto dall’accusa di violenza sessuale e nonostante questo licenziato dopo una indagine disciplinare.
La Provincia di Lecco riporta la posizione della difesa.
Sul sito non c’è la posizione dell’accusa. Possibile che il poliziotto, anche senza commettere violenza, abbia violato qualche regola disciplinare della polizia?
La vicenda è cominciata sette anni fa. Non si sa che fine hanno fatto gli accusatori, alcuni transessuali del Cie di Milano.
Il Giorno riporta la fotografia dell’ex ispettore, cinquantenne, mettendo in risalto che per vivere dipende dalla pensione dei suoi genitori: “Sono costretto a chiedere la paghetta ai genitori”, dice lui nell’articolo.
Spiega il sito che nel procedimento disciplinare contro l’ispettore sono stati considerati gli stessi reati per cui l’uomo era stato assolto penalmente.
La difesa fa notare l’assurdità di processare due volte un funzionario dello Stato per lo stesso reato, davanti ad autorità differenti, e con esiti opposti.
Dei suoi accusatori l’ex poliziotto dice: “Quei transessuali del Cie di Milano mi hanno infangato, diffamandomi, allo scopo di restare in Italia come testimoni di giustizia, e la cosa pazzesca è che sono stati ritenuti attendibili da pm e giudici, finché altri più attenti e scrupolosi togati hanno compreso l’infondatezza delle accuse assolvendomi con formula piena”.
Del caso si è occupato anche il quotidiano Repubblica, nelle pagine locali. La condanna c’è stata sul finire del 2010, con rito abbreviato: sette anni e due mesi. In appello è stata ridotta a cinque anni e quattro mesi. Nel 2012 la cassazione fa ripartire il processo da capo. I fatti non sussistono, dice la sentenza definitiva. Ma allora perché il Ministero ha approvato il licenziamento?

Milano, controlli alla stazione?

Il sito IlDenaro.it ha riportato la notizia di un blitz in stazione centrale, attingendo, dice, a un lancio di AdnKronos. L’articolo, sgrammaticato, dice che “dei 52 cittadini sgranieri accompagnati ieri in questura… risultano ancora trattenuti 26 stranieri”. Alcuni di loro sarebbero in attesa di essere collocati in un “Centro permanente di rimpatrio”, che poi sarebbe un Centro di Permanenza per i rimpatri.
Durante i controlli sarebbero stati arrestati un sudanese, un nigeriano e un tunisino, accusati di spaccio. Avevano 10 grammi di marijuana in tutto (in media tre grammi a testa).
Comunque la notizia non compare al di fuori di questo sito.
L’archivio dei comunicati della Questura è fermo al 24 ottobre.
Siti più attendibili invece si limitano a riportare la notizia di 4 giorni fa, di un ventitreenne del Mali arrestato con 60 ovuli di cocaina, di cui 23 nell’intestino, appena arrivato dalla Francia.
Il giovane aveva un regolare permesso di soggiorno, eppure è apparso nervoso durante il controllo. Gli agenti gli hanno trovato i 37 involucri contenenti cocaina che aveva nascosto negli slip.
La notizia compare pure sul sito di AskaNews, che titola: “Corriere droga preso in Centrale a Milano con 97 ovuli di coca”.
Come ci si arriva a 97? 60+37. Sembrerebbe che l’agenzia abbia sommato gli ovuli trovati negli slip al totale. Se non fosse che accanto all’articolo c’è la foto del materiale sequestrato. Dove si vedono sei buste da dieci più 37 ovuli sfusi. Insomma, in corpo ne avrebbe avuti 60, non 23 come scritto da Repubblica.

Brescia, marcia per l’accoglienza

Si sarebbe svolta ieri a Brescia la marcia per l’accoglienza, organizzata da Comitato Articolo 10, Campagna Accoglienza, Forum del Terzo Settore, Adl Zavidovice e Consulta per la Pace, con la cooperazione del Comune di Brescia.
All’evento avrebbero partecipato migliaia di persone. Uso il condizionale perché l’iniziativa non ha ottenuto nessun risalto mediatico, ne trovo traccia solo sul sito di Radio Onda d’Urto, visto che anche la rete NoCpr/No Minniti-Orlando ha partecipato, senza però “aderire alla piattaforma ufficiale”.
Il Cpr previsto da Minniti per la Lombardia verrà allestito proprio nei pressi di Brescia, quindi il tema è molto sentito. Chiaramente le realtà di movimento hanno manifestato contro tutti i Cpr, non solo quello bresciano, e hanno chiesto che venga rimessa in discussione anche la Bossi-Fini.
Le cronache locali invece hanno dato un certo risalto alla notizia che un imprenditore bresciano è stato arrestato per truffa ai danni dello Stato, per una somma che si aggira sui 900 mila euro. Secondo l’accusa, metteva a disposizione dei migranti strutture inesistenti o stipava le persone in spazi inadeguati.
I siti web locali hanno riportato il nome dell’imprenditore, ma non la sua foto, e soprattutto non la sua linea difensiva.