Polizia in imbarazzo per i camici anti-covid

Per trasferire 21 migranti positivi al coronavirus da un centro di accoglienza di Rocca di papa all’ospedale militare del Celio, i poliziotti sono stati costretti ad indossare dei lunghi camici azzurri di plastica che hanno messo gli agenti un po’ in imbarazzo. Il rappresentante di uno sconosciuto sindacato degli agenti, Es, ha detto che non si può fronteggiare la prevedibilissima impennata di arrivi durante la pandemia facendo apparire i poliziotti come fossero puffi.
Es significa Equilibrio Sicurezza. Il sindacato non ha una pagina su Wikipedia. Il sito web ufficiale non dice in breve quando è stato fondato e perché. Nella polizia esistono numerosi sindacati. Ogni tanto i siti web fanno copia e incolla dei loro comunicati, senza entrare nel merito, e senza fornire informazioni su quali siano quelli più rappresentativi (col maggior numero di iscritti).
Nel comunicato c’è anche un rapido riferimento al fatto che qualcuno (non si dice chi) ha accostato strumentalmente la polizia italiana a chi ha ucciso “il povero George Floyd”.
Il comunicato è stato ripreso dal sito di destra Il Primato Nazionale.
Anche Salvini è rimasto colpito da quanto è avvenuto: sui social ha condiviso quattro fotografie dei poliziotti abbigliati nella strana tenuta anti-contagio, aggiungendo la solita contrapposizione: “multe e restrizioni per gli italiani, ma porti spalancati per gli immigrati che vagano in giro per l’Italia”. In realtà quello che la polizia sta facendo è proprio tentare di non far vagare gli immigrati, tenendoli isolati rispetto alla popolazione e agli altri stranieri sbarcati.
Un servizio fotografico scattato a distanza durante le fasi di trasferimento è stato pubblicato sul sito del Messaggero. Si vedono soltanto blindati, agenti e ambulanze. Nessun riferimento alle tenute degli agenti, se non per il fatto che i poliziotti sono stati schierati “in totale protezione”.
Di Maio e Lamorgese sono stati in Tunisia per mettere a punto misure per fronteggiare i flussi migratori.
Secondo i politici di centrodestra il Governo sta per ora procedendo sulla stessa linea dei decreti sicurezza fatti approvare da Salvini, ma questo non dà nessuna soddisfazione, visto che comunque la maggioranza ha deciso di “cancellare” i decreti sicurezza a partire dal mese prossimo.
Fratelli d’Italia insiste a chiedere il “blocco navale” per fermare le partenze.
Il Giornale ha pubblicato un articolo che riporta esclusivamente le reazioni dell’opposizione, linkandolo ad un articolo di Inside Over dal titolo “La beffa tunisina sull’immigrazione”.
Qui si parla ripetutamente di “schiaffo”, per il fatto che l’Italia paga enormi cifre alla Tunisia per i progetti di cooperazione economica, apre il proprio mercato ai prodotti provenienti dallo Stato nordafricano, e nonostante questo riceve il 42% dei migranti in arrivo attraverso il Mediterraneo proprio a partire dalle coste tunisine.
Un notevole ostacolo al successo del viaggio dei ministri italiani in Tunisia è costituito dal fatto che laggiù il Governo è appena caduto, e le trattative tra i vari partiti per formarne un altro stabile sono ancora agli inizi.
L’articolo di Inside Over racconta che insieme ai rappresentanti del Governo italiano c’erano due commissari europei, di cui riporta i nomi, ma non gli incarichi. Si trattava della commissaria agli Affari interni Johansson e del commissario al Vicinato e Allargamento Varhelyi.
Libero ha messo nel titolo un estratto di una dichiarazione proveniente da Fratelli d’Italia, secondo cui l’Italia starebbe “pagando il pizzo” alla Tunisia.
Di Maio non ha più twittato nulla da prima di Ferragosto.
Un video-comunicato del ministro degli Esteri è stato però pubblicato sul sito di Radio Radicale. La Tunisia è un Paese sicuro, ha detto di Maio, quindi chi proviene da lì verrà rimpatriato. L’Italia è pronta a fornire tutte le strumentazioni che servono per bloccare le partenze, ha detto di Maio, l’intervento italiano servirà a contrastare in ogni modo le attività dei trafficanti. Blocco delle partenze e rimpatri sicuri sono i due pilastri che caratterizzano la linea politica del Governo italiano su questo fronte.
Defilati come al solito i leader democratici. Gli ultimi due tweet di Zingaretti sono messaggi promozionali che servono per pubblicizzare il suo canale Telegram personale e la festa dell’Unità di Modena.
I dati diffusi la settimana scorsa a proposito della Tunisia parlano di un tasso di disoccupazione che potrebbe arrivare al 19% e di una recessione economica del 6,5% prevista per l’anno in corso.
Il presidente del Consiglio incaricato di Tunisi vuole formare un governo esclusivamente di figure indipendenti anziché un “governo politico alimentato da tecnocrati”, come proposto dalla locale Corrente democratica.
Altro argomento di discussione a livello politico in Italia riguarda l’esito della sanatoria decisa dalla ministra delle politiche agricole Bellanova. Secondo la Meloni è stata un fallimento: l’85% delle regolarizzazioni riguardano colf e badanti (uomini) “che con ogni probabilità si licenzierà appena ottenuto il permesso di soggiorno”. Le sue dichiarazioni sono state riportate dal Tempo, senza nessuno spazio per le repliche (neanche i commenti degli utenti).
Dalla Sicilia giunge la notizia della fuga di migranti da un Centro di Accoglienza Straordinario di Messina. Notizia che attira l’attenzione a livello nazionale anche perché il sindaco della città, Cateno De Luca, già noto per le sue decise prese di posizione, ha diffuso un suo video-sfogo sui social network nel quale ordina “sommessamente” alla ministra dell’Interno di “chiudere definitivamente con le politiche sbagliate”: “Le consiglio: lei deve continuare sulla linea della solidarietà, però lei i migranti li deve portare al Parlamento. Lì sono al sicuro. Metteteli alla Camera e al Senato. E così siamo tutti tranquilli. Io sono per la solidarietà, ma non più a Messina, in questa struttura che si è dimostrata un colabrodo”. Non appena finisce la quarantena, il primo cittadino, in qualità di massima autorità locale, comincerà “a dare calci in culo nei confronti di chiunque” . Che, tradotto in italiano, significa niente più migranti, né Cas, né hotspot, né strutture di accoglienza di altro genere.

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