Prostituta ghanese accompagnata a Roma

Una ventiquattrenne ghanese fermata a Verona dalla Polizia Municipale nel corso di una operazione anti-degrado è stata accompagnata al Cpr di Roma. Lo scrive il sito Verona Oggi. Un’altra prostituta di nazionalità nigeriana è stata accompagnata in una comunità protetta del veneziano, essendo minorenne. Era già stata aiutata in passato dai servizi sociali del Comune, dice il sito.
La Municipale ha svolto anche controlli su alcuni negozi etnici, comminando alcune sanzioni.

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Sì ai Cie, ma altrove

Due candidati della Lega a Camera e Senato hanno partecipato ad un incontro pubblico ad Affi, provincia di Verona. Lo scrive Verona Sera. Tra i vari temi, si è parlato anche di immigrazione. Tra le varie proposte (accordi bilaterali coi paesi d’origine, sostegno in loco, rimpatri, no alberghi o altre spese per chi non ne ha diritto) è emersa anche la parola “Cie”. Ovvero Centri di Identificazione ed Espulsione, che sono stati ridenominati Cpr dall’attuale governo per renderli digeribili anche al centro-sinistra.
Il piano di Minniti, come quello di Maroni, era di aprire un centro di espulsione in ogni regione. Anche in Veneto. Maroni ci aveva provato, ma senza riuscirci. Minniti non ci ha neanche provato. Se la Lega andrà al governo, ci riuscirà?
Non è detto, tenuto conto della posizione che è stata manifestata finora dai leghisti. Un anno fa uno dei due candidati in questione aveva preso posizione: “Non riteniamo che Verona possa ospitare un centro di espulsione. Condividiamo le disposizioni del Ministro Minniti, che prevedono l’apertura dei Cpr in zone decentrate e lontane dai centri abitati. Il Comune di Verona ospita già fin troppi centri di accoglienza. Non può e non deve farsi carico anche di questa struttura”.
Insomma, il Cpr va bene, ma non a Verona. E allora dove? Il Veneto è una di quelle regioni che non hanno ancora avanzato proposte in merito.
Quante probabilità ci sono che qualche schieramento sostenga il nome di una località durante la campagna elettorale?

Verona, bilancio settimanale della Questura

Uno straniero di nazionalità imprecisata è stato portato al Cpr di Torino dopo essere stato fermato dalla polizia a Verona. Lo scrive il sito Verona Sera, riportando il comunicato con tutte le attività svolte dalla polizia in settimana. Gli stranieri denunciati per soggiorno irregolare erano tre. Se solo uno è stato accompagnato al Cie si presume che avesse qualche precedente penale in più rispetto agli altri. Ma la questione non viene proprio affrontata dall’articolo. Gli altri due sono stati rilasciati, ma ciò non implica che avessero la fedina penale pulita. Magari la polizia tornerà a cercarli quando verrà comunicata la disponibilità dei nuovi posti nel Cpr.
Cercando col motore di ricerca Bing News le parole “Verona rimpatrio” vengono restituiti solo risultati sportivi. Il sito dà per scontato che “rimpatrio” e “ritorno” siano sinonimi, per cui elenca tutti gli articoli che parlano dell’Hellas Verona e del girone di ritorno della serie A.
In realtà un articolo che parla dello straniero accompagnato a Torino c’è, e si trova proprio sul sito di Verona Sera. Ci si può arrivare cliccando in un riquadro accanto all’articolo di oggi, con l’etichetta “Approfondimenti”. Lo straniero in questione è un tunisino, classe 83, che rifiutava di sloggiare dall’appartamento nel quale si trovava, e per cui avrebbe dovuto pagare l’affitto. Era stato lo stesso proprietario, italiano, a chiamare le forze dell’ordine. Anche quest’ultimo rischiava la denuncia, secondo il sito, per avere affittato l’appartamento in maniera irregolare.

Non paga l’affitto, accompagnato al Cie

Un tunisino trentacinquenne è stato accompagnato al Cpr di Torino dalla polizia.
L’uomo viveva da alcuni mesi a Verona, dove si era accordato con un cittadino italiano proprietario dell’abitazione: avrebbe pagato un affitto di 200 euro mensili.
Visto che non ha mai corrisposto la cifra pattuita  e che ha rifiutato di allontanarsi, l’italiano ha chiamato le forze dell’ordine.
Ora rischia anche lui la denuncia per averlo ospitato.
Lo straniero aveva a suo carico diverse condanne per reati contro il patrimonio e spaccio di droga, secondo quanto scrive Verona Sera.

Rischia la pena di morte, non può essere rimpatriato

Il sito Altalex riporta la notizia che la Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso presentato da uno straniero che in caso di rimpatrio rischia la pena di morte.
L’articolo è scritto in legalese ed è completamente incomprensibile ai non addetti ai lavori. Oltre tutto, mancano alcuni riferimenti che in un articolo di cronaca sarebbero considerati fondamentali. Ad esempio la nazionalità dello straniero in questione.
L’uomo a quanto pare sta scontando una pena di sei anni e otto mesi per violazione della disciplina di stupefacenti (non si sa di che tipo). Il suo caso è stato esaminato prima dal Tribunale di Sorveglianza di Venezia, che aveva respinto un suo appello contro una sentenza precedente. Con la quale si respingeva la richiesta di revoca anticipata dell’espulsione.
Sembra di capire che al centro della questione ci sia il fatto se lo straniero debba essere portato al centro di espulsione al termine del periodo di carcerazione oppure no. Per il tribunale veneto la risposta doveva essere sì: l’accompagnamento al Cie non equivale a un rimpatrio, quindi non si mette a rischio l’incolumità della persona. Per lo straniero invece l’accompagnamento al centro di espulsione è inutile, tenuto conto che comunque il rimpatrio non può avvenire, visto che è vietato dalla legge rimpatriare una persona verso un paese dove può subire trattamenti inumani.

Mestre, due accompagnamenti al Cie

Due tunisini sono stati accompagnati al Cpr di Torino dopo essere stati fermati dalla polizia a Mestre.
“Con ogni probabilità non erano intenti ad una passeggiata di salute”, scrive Venezia Today. In realtà erano le quattro del pomeriggio, e i due non sono stati incriminati per nessun nuovo reato.
Con loro c’era anche un diciannovenne, che non è stato portato al Cpr, ma ha ricevuto un ordine di allontanamento.
Tutti e tre avevano precedenti penali: uno per ricettazione e invasione di terreno, l’altro per spaccio e violazione di domicilio, l’ultimo per ricettazione, tentato furto, spaccio, falsa attestazione dell’identità personale.
Il sito riporta i precedenti di ciascuno con le iniziali di nome e cognome, ma poi li mischia al momento di dire chi è finito al Cpr.
Sembrerebbe che il diciannovenne, che è rimasto a piede libero, è quello accusato di tentato furto – spaccio – falsa attestazione eccetera. Ma furto di che? Spaccio di droga di che tipo? In che quantità? Qua come al solito si resta vaghi.
Sabato scorso ben sette tunisini sono stati arrestati per spaccio di droga. Due sono stati bloccati dai carabinieri in borghese a cui hanno proposto di acquistare la cocaina (o che si sono proposti per acquistare cocaina). Gli altri cinque invece sono stati presi dalla polizia in un appartamento a Chiesanuova: avevano un’etto e mezzo di cocaina, insieme a un’ingente quantità di refurtiva “con cui veniva barattata la droga”. Cosa ha fatto scattare il blitz? I siti web non lo scrivono.

Verona, estremista religioso avviato al rimpatrio

Un tunisino con precedenti penali è stato accompagnato ad un imprecisato Cie dopo essere stato fermato dalla polizia nella zona della stazione di Verona.
L’uomo è “apparso nell’ambito del monitoraggio dei detenuti a rischio di radicalizzazione religiosa”, scrive Tg Verona, senza spiegare cosa abbia fatto di preciso per finire nella lista.
Al momento del controllo era insieme ad un connazionale, anche lui pregiudicato. Uno dei due era stato condannato per imprecisati danni contro il patrimonio e per stupefacenti (di tipo imprecisato), mentre l’altro aveva a suo carico accuse di maltrattamenti in famiglia (non si sa risalenti a quando) e traffico di stupefacenti (non si sa di che tipo).
Uno dei due apparentemente è stato lasciato a piede libero, nonostante i precedenti, probabilmente a causa dell’indisponibilità dei posti nei centri di rimpatrio. Ma non viene specificato quale dei due.
Pochi giorni fa un altro tunisino a Verona ha fatto notizia. L’uomo doveva trovarsi agli arresti domiciliari ma è stato trovato nei pressi di un supermercato, con nove grammi di eroina addosso. Che soluzione è stata trovata al suo problema? Prima di tutto è stato rimesso di nuovo ai domiciliari. Poi è stato fissato il processo a ottobre dell’anno prossimo. Per quali reati l’uomo si trovava ai domiciliari? Non si sa. E’ dipendente dall’eroina? Non si sa. I siti web si limitano a riportare distrattamente queste notizie senza nessun approfondimento.