Schio, accompagamento al Cpr

Un quarantaduenne tunisino è stato fermato a Schio da Guardia di Finanza e Polizia Locale e trasferito al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Gradisca d’Isonzo.
La notizia è riportata dal sito Alto Vicentino Online, col titolo “Con la scusa del tampone rifiutava l’espulsione, dovrà rimpatriare”, anche se all’interno dell’articolo il tampone non viene mai nominato. A quanto pare lo straniero è già riuscito ad eludere l’esecuzione dell’espulsione per due volte “avvalendosi di espedienti pretestuosi”.
L’uomo ha a suo carico numerosi precedenti penali, tra cui minaccia, danneggiamento, furto, lesioni personali, invasione di terreni o edifici, resistenza a pubblico ufficiale, possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli, porto di armi o oggetti atti ad offendere, spaccio di stupefacenti, ricettazione, rissa e ubriachezza.
Pochi giorni fa si era sparsa la voce che una imprecisata delegazione avrebbe a breve visitato il centro rimpatri di Gradisca, ma la notizia è poi caduta nel dimenticatoio. Il gestore del centro avrebbe da poco messo a disposizione dei reclusi un pallone da calcio, addebitandone a loro il costo, ma nessuno ha approfondito finora le modalità delle attività di svago in questo e in altri Cpr.
Fra pochi giorni il Garante nazionale dei detenuti presenterà la sua relazione annuale al Parlamento.
Pressenza ha notato l’altro ieri che le operazioni di rimpatrio volontario assistito in Italia sono ancora troppo limitate, anche a giudizio della Corte dei Conti. Mancano però dati aggiornati a livello europeo.

Vicenza, un accompagnamento al Cpr

Un cittadino tunisino di 42 anni è stato fermato a Vicenza nel corso di un controllo e accompagnato al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Torino.
L’uomo è “gravato da numerosi precedenti penali e/o di polizia”, dice il comunicato, senza spiegare quali.
Pochi giorni fa il sito Pressenza ha ricordato che c’è ancora qualche lacuna nell’assistenza medica nel Cpr torinese, ma non ci sono state risposte o reazioni di nessun genere.
Intanto il Partito Socialista a Vicenza si è occupato del video nel quale un tifoso scandisce imprecisati cori razzisti.
“Si rimane basiti di fronte a taanta insulsaggine”, dice il segretario del partito. Il sindaco ha condannato il gesto, ma secondo i socialisti “La politica del ‘prima i veneti’ dovrebbe porsi alcune domande e poi anche la politica di stampo riformista che troppo spesso non ha il coraggio di denunciare il ‘re nudo'”.
Il sito ViPiù non è entrato nel merito del filmato, mettendo accanto all’articolo la foto di alcuni uomini in costume con dei copertoni da usarsi come salvagente, davanti alla scritta “socialismo”.
Il Corriere invece entra nel merito: gli insulti erano contro i tifosi del Cosenza, definiti “scimmie calabresi”. La punizione è stata cinque anni di Daspo, ossia divieto di assistiere a partite di calcio di ogni serie.
Tra gli altri slogan scanditi dal tifoso “La Calabria è mafia” e “Ricacciamoli in Africa”.
Il video è stato rimosso.
La capogruppo della Lega calabrese ha chiesto che il giovane venga punito penalmente.
Il sindaco di Vicenza ha anche chiesto ai parlamentari di non occuparsi di vicende calcistiche, dopo che una deputata del Movimento 5 Stelle ha parlato di ingiustizie sportive e disparità di trattamento a favore di chi ha un Pil più elevato.
Il sindaco di Cosenza ha chiesto alla tifoseria di evitare disordini nella partita di ritorno, che significherebbe per la squadra una sconfitta a tavolino.

Padova, tre tunisini accompagnati a Ponte Galeria

Tre tunisini fermati a Padova nel corso di controlli anti-droga sono stati accompagnati al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Ponte Galeria, Roma.
Due di loro stavano spacciando, uno dei due in un parco, mentre il terzo è un diciannovenne che è stato trovato nella stessa abitazione di uno degli spacciatori e comunque aveva precedenti penali per stupefacenti.
La notizia è stata pubblicata da CafeTv24, con la foto diffusa dalla Questura con la droga e il denaro sequestrati.
Una notizia che è passata sotto silenzio alla fine del mese scorso è stata la pubblicazione del rapporto del Garante nazionale delle persone private della libertà sul Servizio psichiatrico dell’Ospedale San Camillo di Roma, dove a novembre è morto dopo tre giorni di contenzione uno tunisino arrivato da poco in Italia che aveva avuto qualche problema nel Cpr di Ponte Galeria.
Il Garante ha visitato la struttura e ha notato che nel reparto esiste la prassi di ricoverare persone particolarmente fragili o in situazione di acuzie utilizzando, in mancanza di altre sistemazioni possibili, posti letto sistemati in un corridoio. La contenzione applicata in un luogo di passaggio non garantisce nessuna riservatezza. I locali non sono adeguati. Tso e contenzione non vengono registrati in appositi registri. Sono del tutto assenti assistenti sociali e terapisti per la riabilitazione.

Vicenza, un accompagnamento al Cpr

Un cittadino marocchino con numerosi precedenti penali non meglio precisati è stato fermato dalla polizia a Vicenza e trasferito al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Gradisca d’Isonzo. Lo scrive Vipiù, all’interno di un articolo che riassume il bilancio delle recenti operazioni di controllo del territorio. Tra i vari provvedimenti presi, risultano anche 10 ordini di allontanamento dal territorio nazionale nei confronti di alcuni stranieri (anche se poi il sito ne elenca solo nove: 3 ghanesi, un tunisino, un bosniaco, un albanese, un pakistano, un marocchino e un serbo).
Da Padova invece si segnalano ben tre accompagnamenti, sempre al Cpr di Gradisca. Uno riguarda un tunisino su cui pendeva una condanna per reati contro la persona non meglio precisati. Degli altri due non si sa nulla, se non che sono suoi connazionali.
Per quanto riguarda il Marocco, arriva la notizia che la Spagna ha messo da parte la sua neutralità sulla vicenda del popolo Saharawi: ora è favorevole alla concessione di un’autonomia limitata alla regione, escludendo il referendum per l’autodeterminazione.
Scrive Avvenire che forze di sicurezza marocchine e Fronte Polisario hanno ripreso a combattere dal novembre 2020.
Il Fronte Polisario parla di “tradimento storico”.
Nell’ultimo anno le relazioni tra i due Paesi sono state influenzate dal notevole flusso di migranti (10 mila persone sono arrivate solo nell’enclave di Ceuta) e dalle polemiche per l’ospitalità data dalla Spagna al leader del Fronte Polisario che era stato colpito dal covid.
Podemos e Pp non sono molto convinti della decisione presa dal Governo spagnolo.
Nel 2020 Trump ha riconosciuto la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale in cambio della normalizzazione dei rapporti con Israele.
Avvenire nota che Algeri è il principale fornitore di gas della Spagna, per cui la mossa potrebbe essere stata decisa nell’ambito della strategia economica volta a danneggiare la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina.
In Friuli il Governo ha promesso che manderà l’esercito per gestire l’emergenza profughi. La Regione lo chiedeva da tempo, per arginare i flussi di migranti clandestini, ma ora l’esercito avrà ufficialmente il ruolo di dare una mano nell’accoglienza dei profughi provenienti dall’Ucraina. Non è stato specificato quale atteggiamento avranno i soldati nei confronti dei migranti di altre nazionalità. Comunque non si sa ancora di preciso quanti ne saranno impiegati e a partire da quando.
Melting Pot ha pubblicato un reportage scritto da un attivista che ha portato degli aiuti al confine slovacco-ucraino. La situazione sul posto è sbalorditiva, dice l’articolo: c’è una grande quantità di volontari e di aiuti già confluiti sul posto.
“Situazioni altrettanto drammatiche esistono non solo lungo i confini ucraini. Purtroppo altri Paesi, meno vicini geograficamente a noi, hanno subito e subiscono condizioni precarie di vita che costringono le persone a migrare alla ricerca di una condizione di vita migliore. Dobbiamo prendere atto che nei confronti di situazioni analoghe non ci siamo comportati allo stesso modo, anzi, in certi casi abbiamo avuto, in particolare a livello istituzionale, atteggiamenti totalmente opposti”, dice l’articolo.
“Perché per esempio le persone incontrate lungo la Rotta Balcanica, nonostante siano esseri umani esattamente uguali a tutti noi, vengono brutalmente respinte e lasciate morire ai margini della Fortezza Europa? Perché altri che scappano da guerre e distruzioni non hanno diritto di essere accolti e aiutati?”

Vicenza, un senzatetto espulso

La polizia di Vicenza ha eseguito vari controlli in giro per la città. Tra i vari provvedimenti presi, anche un ordine di allontanamento dal territorio nazionale nei confronti di un cittadino del Bangladesh con precedenti penali per stupefacenti e porto abusivo di oggetti atti a offendere (non si dice quali). Lo straniero dovrà abbandonare l’Italia entro una settimana con mezzi propri, altrimenti verrà accompagnato coattivamente alla frontiera.
In Banghladesh non c’è la guerra. In questi giorni i siti web parlano al massimo di un sequestro di banconote indiane false, al confine tra i due Paesi.
Intanto Salvini e Meloni a reti quasi unificate segnalano il caso degli stranieri positivi sulla Ocean Viking. Salvini dice: “Clandestini positivi, ma il ministro non muove un dito. Paura di finire a processo come me? Forse. Ma un ministro che non fa nulla non è un ministro”. Comunque non dice cosa dovrebbe fare.
Meloni invece twitta il titolo de La Verità “Boom di positivi sulla Ocean Viking”, e aggiunge: “Nel frattempo alcuni italiani non possono andare a lavorare o non possono ritirare la pensione. Ma per il governo è tutto normale”.
La ministra dell’Interno come al solito resta defilata. Nei giorni scorsi ha partecipato a una conferenza coi suoi omologhi degli Stati che si affacciano sul Mediterraneo, per concordare richieste comuni da presentare ai prossimi meeting internazionali.
Pochi giorni fa Action Aid e Openpolis hanno presentato un sito che raccoglie informazioni sui centri di accoglienza presenti in Italia, e hanno chiesto al ministero di dare visibilità ai dati aggiornati. “Vorremmo che la migrazione non fosse basata sulla strumentalizzazione e sulla propaganda ma fosse portata avanti con l’analisi di dati che ci consenta di capire quale è stato l’impatto delle precedenti politiche migratorie”, ha detto un esponente di Action Aid.
La Ocean Viking è entrata due giorni fa al porto di Pozzallo con 247 migranti a bordo. Afghani, siriani e turchi. La Aita Mari è ripartita appena scaduta la quarantena. Con l’arrivo dell’estate si prevede un aumento degli sbarchi. A Siracusa è arrivata una barca a vela con 96 curdi. In mare ci sono altre due navi Ong: Sea Watch e Open Arms. Un egiziano è stato arrestato con l’accusa di essere lo scafista che ha lasciato morire per ipotermia sette migranti a fine gennaio.
In America Biden starebbe lavorando a rimuovere ostacoli che impediscono agli stranieri di ottenere la carta verde.
A Caltanissetta c’è stato un putiferio dopo una proposta appoggiata dai leghisti per affiggere nelle vie del centro storico quello che la stampa ha definito “un decalogo per i migranti”. I siti di informazione hanno riportato a raffica tutte le reazioni indignate, tra cui quella attribuita al sindaco, “Si torna al Manifesto della Razza”, ma non hanno riportato le proposte contenute nel decalogo.
Un deputato leghista si è espresso in difesa dei rappresentanti locali del suo partito, parlando di “palese strumentalizzazione” della vicenda da parte dell’amministrazione e del Movimento 5 Stelle, ed elencando alcuni punti del decalogo. I quali dovrebbero essere scritti in varie lingue e sarebbero validi per tutti, non solo per i migranti. Tra le varie regole, anche quella di non urinare in strada.

Modena, due accompagnamenti ai Cpr e un rimpatrio

Due stranieri sono stati accompagnati in due diversi Cpr dalla polizia di Modena, secondo quanto riportano vari siti locali riprendendo un comunicato della Questura.
Uno dei due ha 28 anni, è stato fermato nel corso di controlli nei pressi della stazione, e visto che ha precedenti penali per stupefacenti è stato accompagnato al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Palazzo San Gervasio, in Basilicata.
L’altro è stato prelevato direttamente in carcere, dove era stato portato pochi giorni prima a seguito dell’arresto per stupefacenti, ed è stato accompagnato al Cpr di Gradisca d’Isonzo, in Friuli.
Un terzo straniero sarebbe già stato rimpatriato nel paese d’origine, dopo essere stato arrestato il 3 gennaio, sempre per spaccio di stupefacenti e trasferito a Gradisca.
Il comunicato riportato dai vari siti web evita di specificare la nazionalità delle tre persone fermate, e non dice neanche qual’è il tipo di droga di cui sono stati trovati in possesso.
Da Palazzo San Gervasio non giungono notizie da molto tempo. I mass media locali hanno scritto a febbraio dell’anno scorso che erano stati effettuati dei lavori di adeguamento, nel corso dei quali tra l’altro erano state montate rubinetterie e infissi esterni con elementi antivandalo. Non è stato specificato il costo dei lavori, ma si era detto che ne sarebbero seguiti altri, tra cui quelli per la realizzazione dell’edificio mensa e luoghi di culto. A distanza di undici mesi, non si sa se i lavori siano stati portati a termine.
Da Vicenza invece giunge la notizia dell’accompagnamento al Cpr di Gradisca di un nigeriano trentaseienne con precedenti per furto, spaccio, porto abusivo di armi, ricettazione e invasione di edifici pubblici.
I mass media riportano la notizia con foto di qualche pattuglia della polizia, senza specificare quali edifici erano stati invasi e perché.

Muore di covid poliziotto no-vax contagiato all’hotspot

Un poliziotto cinquattottenne è morto dopo venti giorni di ricovero in terapia intensiva a Jesolo, in Veneto. Aveva contratto il coronavirus a luglio nel corso di una trasferta all’hotspot per migranti di Taranto, dove 33 dei 300 migranti erano risultati positivi.
La notizia ha ottenuto ampio risalto sui siti di informazione e sui social, nell’intento di convincere i no-vax a vaccinarsi, nel giorno in cui erano state annunciate proteste nelle stazioni che in effetti non ci sono state.
Blitz Quotidiano riporta alcune dichiarazioni di un esponente del sindacato di polizia Mosap: “Non possiamo tacere che ci impongono assurde regole come il green pass nelle mense e poi ci mandano al macello in mezzo alla folla negli hotspot a contagiarci e mettere a rischio le nostre famiglie oltre che i nostri colleghi”. “Non è ammissibile permettere sbarchi in modo incontrollato in piena pandemia dopo averci schedato con certificazione verede anche per un caffè seduti in un bar. Vergognoso, qualcuno dovrà assumersene la responsabilità”.
I siti d’informazione riportano le dichiarazioni senza approfondirle. In realtà non è vero che gli sbarchi avvengono senza controlli: se i poliziotti stanno sul posto, è proprio per portare i migranti in quarantena e sottoporli a tampone. Del resto, per vietare gli sbarchi come si potrebbe fare? Comunque sarebbero le forze dell’ordine a dover fronteggiare i clandestini e riportarli indietro. E poi il green pass nelle mense è stato pensato appunto nell’intento di evitare che un agente venuto in contatto con una massa di persone positive possa contagiare anche un collega non vaccinato sedendogli accanto durante il pranzo.
Normalmente i comunicati di un sindacato di polizia cadono nel vuoto, ossia non ricevono risposta pubblica né da parte delle istituzioni, né da parte degli altri sindacati.
L’Adnkronos ha riportato alcune dichiarazioni del sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, della Lega, che si concludono con: “L’hotspot di Taranto, imposto all’Italia dall’agenda europea nel 2015, va chiuso”.
Senza ulteriori spiegazioni. Senza hotspot dove devono essere portati i migranti a scontare la quarantena mentre si valuta la loro situazione?
Intanto in Europa si discute delle ripercussioni derivanti dalla situazione che si è venuta a creare in Afghanistan dopo il ritiro delle forze americane. C’è la possibilità che si venga a creare nei prossimi mesi un ulteriore flusso di migranti verso l’Europa. Ci si prepara ad accogliere le persone in fuga, ma si discute anche di finanziare un piano di sostegno ai profughi nei paesi vicini all’Afghanistan, per evitare grossi flussi di persone verso l’Europa, con conseguenti rischi per la sicurezza.

Venezia, 17 accompagnamenti al Cpr in 5 mesi

Nel corso dei primi cinque mesi dell’anno la Questura di Venezia ha accompagnato nei Centri di Permanenza per i Rimpatri 17 stranieri. Tra questi, un ucraino autore di gravi minacce contro la compagna e la suocera, il quale era stato anche trovato in possesso di una pistola illegittimamente detenuta. L’uomo si troverebbe tuttora nel Cpr di Gradisca d’Isonzo.
Un albanese che nel 2018 era stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Brindisi perché stava trasportando 500 chilogrammi di marijuana su un gommone è stato invece rimpatriato direttamente all’aeroporto internazionale Marco Polo, Nel suo Paese dovrà scontare 4 anni e mezzo di carcere.

Padova, spaccio di cocaina, interviene la polizia

La Squadra Mobile di Padova è intervenuta subito dopo l’acquisto di 45 euro di cocaina da parte di un cliente. Mentre alcuni agenti hanno inseguito l’acquirente sulla tangenziale, altri hanno bloccato lo spacciatore, apparentemente un diciannovenne tunisino. Lo straniero è stato portato al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Gradisca, nel quale si presume che rimarrà un tempo breve, visto che le operazioni di rimpatrio verso la Tunisia avvengono molto rapidamente grazie agli accordi bilaterali con l’Italia. La notizia è riportata da Padova Oggi, con foto del denaro che è stato trovato a casa del giovane, insieme ad una piccola quantità di droghe leggere, un bilancino di precisione e un coltello dalla lama ricurva.

Nasconde un grammo di eroina in bocca, accompagnato al Cpr

Un tunisino ventiseienne è stato fermato da una volante della polizia a Padova giovedì pomeriggio.
L’uomo era in possesso di un involucro contenente un grammo di eroina, che ha cercato di nascondere in bocca abbassandosi la mascherina.
Il gesto è stato notato dagli agenti, che lo hanno portato in Questura, dove poi è stato deciso il trasferimento al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Torino, visto che lo straniero risultava irregolare ed era già gravato dalla misura del divieto di dimora nella provincia di Padova.
Tre giorni fa un cittadino gambiano con precedenti per spaccio era stato trasferito al Cpr torinese dopo essere incappato in un controllo a Reggio Emilia.
Per il trasferimento era stato ritenuto necessario utilizzare un’auto munita di cellula di sicurezza e cinque agenti di scorta.
Le autorità diffondono comunicati al momento dell’ingresso nei Cpr, ma non al momento dell’effettivo rimpatrio, o dell’eventuale rilascio.
Con la Tunisia ci sono accordi che prevedono dai due ai quattro voli settimanali con 40 stranieri ciascuno. Ovviamente i voli non partono se non c’è un numero sufficiente di tunisini da rimpatriare, ma dati precisi vengono diffusi una tantum.
Non si sa quanti stranieri vengono rimpatriati verso il Gambia.
I dati relativi al 2019, diffusi dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza e riportati dal Garante dei detenuti dicono che 155 cittadini del Gambia sono stati trattenuti nei Cpr, l’ottava nazionalità più rappresentata, anche se molto distante dai 2.117 tunisini trattenuti nello stesso periodo.
In 62 casi il trattenimento non è stato convalidato dall’autorità giudiziaria (40%), in 39 casi i gambiani sono stati dimessi perché non identificati allo scadere dei termini. In 23 casi sono stati effettivamente rimpatriati. In 20 sono stati dimessi per altri motivi. In 6 sono stati arrestati all’interno dei centri, in 3 casi si sono allontanati arbitrariamente e in 2 hanno richiesto protezione internazionale.
Una decina di giorni fa un cittadino gambiano è stato arrestato a Milano per due diverse aggressioni a donne straniere. L’uomo è stato trovato in possesso di 3 cellulari, forse frutto delle rapine.