Friuli: Cpr a Pordenone? Sardegna: contro il programma sovranista

Il Gazzettino insiste con la polemica che sarebbe sorta a livello locale a proposito dell’istituzione di un Centro di Permanenza per i Rimpatri a Pordenone.
La notizia non è stata ripresa dagli altri mass media online. L’articolo del quotidiano veneziano può essere letto solo a pagamento. Sembra che ad essere tirata in ballo sia la caserma De Michiel di Vivaro. Finora veniva dato per scontato che il Cpr friulano sarebbe stato allestito a Gradisca d’Isonzo, nei locali dell’ex Cie.
Per ora la questione esiste solo sulle pagine del Gazzettino.
Il governatore Fedriga in un comunicato diffuso ieri si è limitato ad auspicare “l’apertura di centri per il rimpatrio che non consentano la libera circolazione di chi vi permane”, senza entrare nel dettaglio.
Intanto L’Unione Sarda segnala la presa di posizione di uno degli schieramenti locali di opposizione di Macomer, che commenta negativamente l’appoggio dei pochi grillini presenti a Macomer al progetto del Cpr.
“Saremo i soli a contrastare il programma sovranista e pentastellato di Macomer”, dice il comunicato. Che nomina il sindaco della città e la sua maggioranza, ma non nomina esplicitamente né Minniti né il Pd.
In realtà l’idea di aprire un Cpr a Macomer non deriva dai sovranisti, né dai pentastellati, ma dall’ex ministro dem Minniti, che ha ideato il progetto di un Cpr per regione, e mentre era in carica ha fatto tappa in Sardegna per mettere a punto i dettagli.

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Rischi inimmaginabili

L’Unione Sarda riporta un’esternazione di un europarlamentare di Forza Italia dopo gli arresti di estremisti islamici sull’isola. La Sardegna è esposta a “rischi inimmaginabili”, dice il politico, dando la colpa al disinteresse del Governo, che “ha reso possibile la trasformazione della Sardegna in terra di passaggio per terroristi ed estremisti della peggior specie”. In conclusione si augura “che il prossimo governo abbia più considerazione per l’isola”.
Quello che nell’articolo non viene detto è che il Ministro dell’Interno Minniti si è dato da fare parecchio per aprire un centro rimpatri sull’isola che possa fungere da deterrente agli arrivi. Dopo il rifiuto di Cagliari, si è trattato con le autorità locali di Macomer e dintorni, dovendo fare i conti con parecchia disinformazione e ostilità da parte delle popolazioni locali. Ancora ieri un utente dell’Unione Sarda si rivolgeva all’europarlamentare forzista nei commenti, chiedendogli spiegare al sindaco di Macomer, “magari con qualche disegnino, il rischio che correrebbe Macomer col Cpr da lui tanto voluto. Tenga presente però che anche esponenti locali del suo partito sono favorevoli a questa iniziativa, credo sia necessario un reset al vostro interno”.
Che ne pensa l’onorevole dei centri rimpatri? E’ favorevole o contrario? Dal web non risultano dichiarazioni in proposito. L’atteggiamento di Forza Italia resta ambiguo. Quando Maroni era Ministro dell’Interno nel Governo Berlusconi, i centri di espulsione erano di destra. Ora che Minniti ha portato avanti lo stesso progetto (un centro rimpatri in ogni regione, riuscendo ad aprirne qualcuno a differenza del predecessore), non ha ricevuto molti complimenti.
A Macomer è tempo di elezioni. Il 10 giugno si vota per il nuovo sindaco. La questione del centro rimpatri non viene usata come argomento di campagna elettorale dai vari schieramenti, almeno sul web.
L’operazione a cui si riferisce l’europarlamentare è quella che ha portato all’arresto di due siriani e un marocchino ad Olbia che sostenevano economicamente un gruppo combattente islamico in Siria. Altri arresti e perquisizioni nell’ambito della stessa indagine sono stati eseguiti nelle stesse ore in altre parti d’Italia.

Macomer, il sindaco sollecita

Scrive il Movimento Cristiano in un comunicato pubblicato sul sito Ad Maiora Media che il sindaco di Macomer ha sollecitato il Prefetto affinché lo stato rispetti gli accordi sulla sicurezza.
Serve l’adeguamento dell’illuminazione nei pressi dell’ex carcere, e un sopralluogo della Guardia di Finanza in vista dell’apertura di una caserma nelle vicinanze.
La notizia delle richieste del sindaco non è riportata su altri siti web.
Il Movimento Cristiano ne dà una sua interpretazione: il sindaco sarebbe “insicuro”, “teme di non vedere rispettati e garantiti i patti stipulati con l’ex Ministro”.
E in effetti questo è un dato di fatto: la “sinistra” non è più in maggioranza, a livello nazionale. “E noi, se premiati alle elezioni dai macomeresi attraverso il voto, chiederemo immediatamente e con forza al nuovo Governo che si insedierà che questo assurdo progetto sia fermato”, si legge nel comunicato. Dove il progetto di cui si parla è quello dell’istituzione del Centro di Permanenza per i Rimpatri nell’ex carcere, elemento centrale dell’accordo, attorno a cui sono stati stabiliti tutti gli altri provvedimenti.
L’attuale sindaco è in carica dal maggio 2013. Il suo quinquennio scade tra due mesi.
Le locali forze di centrodestra si oppongono al Cpr, ma anche varie liste civiche di centrosinistra.

Macomer: non più di cento migranti

Scrive l’Unione Sarda che nel patto per la sicurezza firmato al Viminale dal Ministro dell’Interno e dal Presidente della regione Sardegna è previsto che la capienza del Centro di Permanenza per i Rimpatri di Macomer (in allestimento) non sarà superiore alle cento unità.
Il patto prevede anche molte altre cose, tra cui fondi per migliorare l’illuminazione in zona, apertura di una caserma della Guardia di Finanza, niente Cas nei comuni che accettano lo Sprar, più forze dell’ordine vicino ai centri di accoglienza, eccetera.
Si lavora contemporaneamente su due fronti: espulsione e accoglienza. Da un lato il Cpr di Macomer dovrà fungere da deterrente per chi vuole arrivare in Italia, dall’altro le strutture di accoglienza saranno potenziate, per garantire i diritti dei richiedenti asilo, specie i più vulnerabili. Mettendo comunque al primo posto la sicurezza.
I siti d’informazione locali riportano le dichiarazioni di rito dei firmatari e i dettagli dell’accordo.
Come l’ha presa la destra?
Il leader di Forza Italia in Sardegna Ugo Cappellacci non è per niente soddisfatto. “Gli unici argomenti che interessano al Governo sono il Cpr di Macomer e le politiche finalizzate a continuare gli sbarchi di immigrati in Sardegna anziché fermarli”. Secondo Cappellacci gli arrivi dall’Algeria sono raddoppiati dall’ultima volta che Minniti e Pigliaru si sono incontrati. “Ora il Pd, che ha fatto spallucce, che ha vivacchiato sulle menzogne, come quella dei salvataggi al largo del canale di Sicilia che non erano altro che un autostop a ridosso delle coste libiche, tenta un disperato recupero pre-elettorale ma la loro goffa iniziativa è solo una buona occasione per ricordare che il loro è il partito dell’insicurezza e che il 4 marzo è una buona occasione per mandare a casa prima Minniti e poi Pigliaru”.
In realtà il Ministro dell’Interno da più di un anno sta lavorando al progetto di potenziare i centri di espulsione (l’idea di base è quella di quadruplicarli), per non parlare degli accordi di rimpatrio con i paesi di origine.
Ma almeno Cappellacci è favorevole al Cpr? Non si sa. Al momento il leader forzista non si esprime su questa vicenda.
I Giovani di Forza Italia, secondo quanto scrive La Nuova Sardegna, hanno sottoscritto ad agosto un comunicato congiunto con altri schieramenti di destra per dire di no all’allestimento del centro a Macomer. Bersaglio dell’attacco il sindaco, che non ha voluto un referendum consultivo.
A ottobre l’Ansa raccontava che Forza Italia appoggiava la nascita di un comitato no-Cpr a Macomer.
Ma in entrambi i casi si trattava di prese di posizione collettive, volute dai politici locali.
Cappellacci non si è mai esposto sull’argomento.
Di sicuro non è d’accordo con le “ambiguità di una politica di sinistra, che strizza l’occhio all’immigrazione, che propone la cittadinanza facile con lo ius soli e che, in maniera folle, pensa di ripopolare la Sardegna con i migranti”.

E’ cambiato soltanto il nome

Un’esponente dell’Asgi in un’intervista a Radio Città del Capo ha detto che tra Cie e Cpr è cambiato soltanto il nome. Le categorie che ci finiscono dentro sono le stesse. Possono essere rinchiusi nel Cpr anche coloro che hanno perso il permesso di soggiorno dopo anni di lavoro regolare, i richiedenti asilo a cui è stato negato l’asilo politico, e anche i ragazzi nati e cresciuti in Italia da genitori stranieri, visto che la legge sullo ius soli non è stata approvata.
Anche coloro che hanno commesso crimini vengono portati al Cpr, ma secondo l’Asgi questi ultimi dovrebbero essere identificati in carcere, mentre stanno scontando la pena. E’ un problema che riguarda il ministero della Giustizia e quello dell’Interno.
La polemica è con il sindaco di Bologna Virginio Merola, che nei giorni scorsi ha esplicitamente richiesto al Ministero dell’Interno l’apertura di un centro per i rimpatri “dei delinquenti”. “Categoria opinabile dal punto di vista sociologico”, dice ancora l’Asgi.
La radio ha intervistato anche la consigliera comunale Amelia Frascaroli, che conta di far cambiare idea al sindaco.
Intanto in Sardegna il sito Sardinia Post annuncia in pompa magna “Al via i lavori per il Cpr a Macomer”. Nell’articolo si dice che “la struttura in queste settimane è al centro di un intervento di risanamento e entro pochi mesi sarà pienamente operativa”.
Il Centro di Permanenza per i Rimpatri nel testo viene chiamato Centro “Permanente” per i Rimpatri. Errore non grave, visto che è stato fatto anche da qualche Prefettura nei documenti ufficiali.

Macomer, l’ex sindaco contro il Cpr

L’ex sindaco di Macomer Riccardo Uda ha rilasciato dichiarazioni a nome dei cinque consiglieri di minoranza a proposito dell’apertura del Centro di Permanenza per i Rimpatri, discussa nei giorni scorsi tra l’attuale sindaco e il Ministro dell’Interno Minniti in visita in Sardegna.
“Quella del Cpr non è accoglienza”, dice Uda secondo quanto riporta La Nuova Sardegna. “Si mettono in carcere persone che non hanno commesso nessun reato e la cui unica colpa è di non avere diritto alla protezione internazionale, chiuse in galera in attesa di rimpatrio ma senza che vi siano i relativi accordi internazionali”.
Si tratta di frasi fatte che vengono ripetute spesso, ma che sono vere solo in parte. Finora, essendo i posti nei Cie limitati, si tendeva a rilasciare con ordine di allontanamento gli incensurati, e a tenere rinchiusi gli stranieri pregiudicati. Gli accordi di rimpatrio non ci sono con alcuni paesi, ma con altri sì, e sono pure efficienti. Purtroppo i mass media non forniscono informazioni sulle percentuali. Non si sa quanti degli stranieri rinchiusi siano pregiudicati, non si sa verso quali paesi gli accordi sono più efficienti, non si sa quale è il tempo medio necessario al rimpatrio. Né viene detto, di volta in volta, se lo straniero viene rimpatriato o rilasciato: il comunicato viene emesso solo al momento dell’ingresso nel Cie, e non al momento dell’uscita.
Comunque la prima parte del ragionamento è propaganda di sinistra. La seconda parte invece è propaganda di destra. Infatti l’ex sindaco dice che i reclusi nel centro non sono carcerati (come invece afferma il sindaco attuale), ma solo trattenuti: se un ospite lascerà la struttura “andrebbe incontro a una sanzione pecuniaria, ma se stiamo parlando di migranti economici, è chiaro che la sanzione non ha alcun valore, perché se quell’ospite avesse del denaro non avrebbe mai lasciato il suo paese”.
Riferirsi a sanzioni pecuniarie significa ignorare le dinamiche che si sono create nei Cie in questi anni: i centri sono circondati da alte reti, sbarre, mura (quello di Macomer è un ex carcere). Uno straniero che prova ad allontanarsi si trova addosso le forze dell’ordine che sono autorizzate ad agire con la violenza. Sul web ci sono i filmati registrati a Palazzo San Gervasio, dove uno straniero è caduto mentre tentava di scavalcare, rompendosi una gamba, o a Trapani, dove le forze dell’ordine hanno usato il getto d’acqua degli idranti per buttare giù dalle recinzioni gli stranieri che vi si erano arrampicati. Le forze dell’ordine possono intervenire con i lacrimogeni in caso di rivolte di massa. In alcuni casi, anche per creare un diversivo, i reclusi incendiano i materassi, con rischio di intossicazione o, peggio, di morte.
Ma tutto questo in Sardegna non è arrivato, anche grazie all’ex sindaco, che già a ottobre scorso in un comunicato accusava l’attuale amministrazione di “disinformazione”, “disorientamento”, “strafalcione giuridico”, “superficialità” per avere fatto riferimento alla norma che prevedere la possibilità di “ripristino dello stato di detenzione” e “permanenza coatta nei Cpr”.
I migranti di Macomer non saranno detenuti, ma solo trattenuti, diceva lui. Il provvedimento “ha carattere di mero precetto, non accompagnato da alcuna sanzione”. “Per questo saranno liberi di allontanarsi dal centro, salvo poi essere riaccompagnati dalle forze dell’ordine”, scriveva a ottobre, senza riferimenti a reti, lacrimogeni, manganellate, incendi.
In effetti la campagna anti-Cie l’avrebbe dovuta portare avanti il centro-sinistra. Ma in questo caso è il centro-sinistra che sta portando avanti la campagna pro-Cie (anzi, pro-Cpr). Quindi non è rimasto nessuno a insistere sulla questione dei diritti umani.

Sardegna, sbarchi +146%. Macomer: 200 posti?

Sono aumentati del 146% gli sbarchi in Sardegna nell’ultimo anno. Lo scrive il Sole 24 Ore (senza fornire la percentuale) sulla base dei dati forniti dall’Unhcr. Nel 2016 gli arrivi erano stati 602, nel 2017 1486.
Dopodiché il sito, nello stesso articolo, riporta le dichiarazioni del presidente della regione che avrebbe segnalato una riduzione degli arrivi dall’Algeria. “L’anno scorso con gli sbarchi eravamo al 3,4% rispetto alla popolazione, ora siamo scesi al 2,9%”. Forse sta parlando dello smistamento dei profughi dopo la prima accoglienza. Resta il fatto che un articolo intitolato “Più migranti giunti in Sardegna dall’Algeria”, che ha una sezione intitolata “Pigliaru: sbarchi in calo” in cui si afferma il contrario di quello che è scritto nelle righe precedenti è di dubbia utilità.
Intanto, dopo la visita di Minniti sull’isola, arrivano le reazioni da parte dei politici locali. In particolare si segnala la presa di posizione del Movimento Cristiano, uno di quelli che si accaniscono di più contro l’istituzione del Cpr a Macomer. In un comunicato scrivono che gli ospiti del Cpr saranno “200, o comunque la cifra sarà stabilita a seconda della disponibilità degli spazi dopo la ristrutturazione”.
Il problema è che sugli altri mass media non c’è nessun cenno alla capienza precisa, quindi non sappiamo fino a che punto la cifra sia attendibile. Certo è che altrove, nonostante gli intenti dichiarati del Governo erano quelli di costruire dei mini-Cie da 80-100 posti, sono stati emanati bandi da 150 posti.
Il sindaco di Macomer è stato rassicurato sul fatto che il Cpr “sarà un carcere vero e proprio da cui non si potrà uscire liberamente”. Questo perché si era diffusa la notizia falsa che la struttura sarebbe stata come un centro di accoglienza.
Secondo le indiscrezioni il Cpr dovrebbe essere inaugurato entro marzo.