Attentato a Roverè della Luna

Sette mezzi militari e una betoniera sono andati in fiamme nella caserma di addestramento di Roverè della Luna, in Trentino.
Non è arrivata nessuna rivendicazione, ma qualcuno ricollega l’episodio con “gli ignobili attentati di matrice anarchico sinistroide in occasione del raduno degli alpini”.
La base di Roverè della Luna era stata nominata nell’ambito del piano Minniti, che prevedeva l’apertura di un centro per il rimpatrio dei migranti irregolari in ogni regione.
Scrive l’Adige che “poi l’ipotesi sfumò, visto il no del Ministero della Difesa, proprietario dell’immobile”.
Ma non è stata fatta nessuna proposta alternativa, per quanto ne sappiamo, quindi il Trentino resta ancora senza centro rimpatri.
Immagini dei mezzi distrutti non sono state diffuse.
A novembre 2016 a Rovereto, a una cinquantina di chilometri dalla base in questione, un incendio distrusse cinque macchine delle poste italiane, danneggiandone altre due.
Una scritta sul muro faceva riferimento a Mistral Air, compagnia aerea di proprietà di Poste Italiane, talvolta utilizzata per il rimpatrio dei clandestini.
Pochi giorni prima nove auto delle poste erano state distrutte da un incendio a Trento.
Numerosi commenti erano giunti ai siti di informazione per chiedere tolleranza zero contro le associazioni anarchiche presenti sul territorio.
Intanto sul fronte della politica nazionale si segnala che il Presidente del Consiglio incaricato Conte ha rimesso il mandato, dopo che Mattarella si è opposto alla nomina di uno dei ministri.
Salta quindi l’accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle che prevedeva anche un piano rimpatri e lo stop al business dell’immigrazione.
Nelle prossime ore il Presidente della Repubblica comunicherà la data di nuove elezioni e le sue decisioni su un eventuale governo tecnico.

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Bolzano, cinque accompagnamenti al Cie e un rimpatrio

Cinque stranieri fermati dalla poliza a Bolzano sono stati accompagnati al Cpr di Torino. Solito schema: le forze dell’ordine hanno organizzato un’operazione di controllo del territorio, hanno accompagnato in Questura dieci stranieri, e visto che i posti a disposizione nel centro rimpatri erano solo cinque, hanno selezionato quelli più pericolosi socialmente. Uno aveva rapinato un turista, un altro era stato segnalato per il suo fare aggressivo verso i clienti dei negozi di via Portici. Un terzo era stato coinvolto in una rissa. Un nigeriano aveva avuto un alterco col controllore di un mezzo pubblico. Il marocchino rimpatriato aveva invece precedenti per rapina e possesso di armi. La notizia è riportata sull’Adigetto.
Intanto a Roma si lavora per la formazione di un governo politico nato dall’inattesa maggioranza M5s-Lega. Nel programma la gestione dell’immigrazione avrà un ruolo centrale, essendo uno dei cavalli di battaglia della Lega. Un articolo di Redattore Sociale prova a fare qualche ipotesi su “quello che ci aspetta”.
Qualcuno ha detto che il M5s dovrà rinunciare ora all’abolizione del reato di clandestinità. La settimana scorsa la Cassazione ha rifiutato il proscioglimento di alcuni immigrati da questo reato, considerato non “tenue”, visto che nel loro caso non era stato commesso in maniera “occasionale”. Ne aveva parlato il Gazzettino.

Africano arrabbiato, la notizia sparisce

Ieri il sito La Voce del Trentino aveva raccontato che un africano arrestato nel corso di un blitz dei carabinieri a Trento aveva spaccato a calci il finestrino della macchina dell’Arma in cui era stato rinchiuso. Oggi l’articolo è scomparso dal sito senza lasciare traccia. La notizia era documentata da un video che si trova tutt’ora su Youtube, pubblicato il 21 luglio da Cierre Edizioni senza didascalia, intitolato “Trento”. In due giorni le visualizzazioni sono oltre mille.
Nessun altro sito web ha ripreso la notizia. Trentino, quotidiano del Gruppo Espresso, ha riportato il bilancio del blitz delle forze dell’ordine che ha visto impegnati oltre 100 tra carabinieri e poliziotti, per ottenere un bilancio di cinque accompagnamenti al Cie, sette allontanamenti dal territorio nazionale due fogli di via obbligatori e 2 ammonimenti orali. I 5 accompagnati al Cie sono marocchini e tunisini protagonisti delle risse di piazza Dante e del lancio di sampietrini contro un poliziotto. Evidentemente i fatti dei giorni scorsi hanno destato un certo scalpore a livello locale, tanto da provocare prima un corteo delle destre e poi il blitz delle forze dell’ordine. Solo che seguendo le notizie via internet risulta difficile capire cosa è successo e quando. Gli articoli sul blitz non fanno alcun riferimento al corteo delle destre. E gli episodi della rissa e del sampietrino non risultano documentati, o almeno non sono linkati.
Lo straniero che compare nel video non sembra, a prima vista, né tunisino né marocchino. Apparentemente il video non era stato diffuso in precedenza su Youtube. Così resta la domanda: che cosa documenta di preciso, quel video? I fatti sono avvenuti veramente a Trento in questi giorni? Se sì, perché la notizia è stata rimossa e nessuno l’ha confermata? Se no, quando e dove è stato girato?

Trento, blitz nel centro storico

Circa cento tra poliziotti e carabinieri hanno partecipato ad una operazione in centro storico a Trento che ha portato alla cattura e al trasferimento al Cie di Torino di 5 stranieri, a 7 provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale, 2 fogli di via, due ammonimenti orali.
L’operazione era mirata a contrastare lo spaccio di stupefacenti e i reati predatori, dopo che negli ultimi giorni alcuni politici hanno sollevato l’allarme sul degrado nel quale starebbe sprofondando la città.
Uno degli stranieri arrestati, dando in escandescenza, dopo essere stato ammanettato e chiuso dentro l’auto dei carabinieri, ha cominciato a prendere violentemente a calci il finestrino, danneggiandolo*. Il video è stato diffuso su Youtube. Ha ricevuto quasi 450 visualizzazioni da ieri ad oggi, un mi piace e un commento: “Una scimmia arrabbiata”.
La notizia è stata ripresa dalla Voce del Trentino, che ripete più volte che si tratta di un “nordafricano”, anche se a prima vista sembrerebbe essere originario dell’Africa subsahariana. Ma il sito non fornisce nazionalità degli arrestati. Dice pure che il vetro “è andato in frantumi”, mentre nel video si vede che il vetro resiste ai calci, e pur fratturandosi rimane al suo posto.
Mercoledì scorso le destre sono scese in piazza a Trento per chiedere maggiore sicurezza nelle strade. Il Secolo Trentino ha pubblicato un comunicato di un’esponente di Agire per il Trentino, che ha ricordato che l’Italia versa 224 milioni di euro nelle casse del Governo Turco per la gestione dei rifugiati. “Quanti sono i rifugiati Siriani presenti sul territorio trentino? Probabilmente nessuno visto che paghiamo la Turchia per tenerli nelle tendopoli”, riassume il sito, tirando a indovinare.
Altri due esponenti di Agire hanno scritto un comunicato, anch’esso pubblicato sul Secolo, in cui attaccano gli assenti alla manifestazione, scagliandosi soprattutto contro il Movimento 5 Stelle, ma anche contro le destre nostalgiche e tutti quelli che non c’erano (“da buoni pusillanimi hanno disertato il corteo per la sicurezza”). Un comunicato molto politichese, in cui non si parla per niente di problemi concreti, né di richieste concrete in termini di sicurezza. “L’obiettivo è quello di governare, non staremo con le mani in mano nel momento in cui si porranno le basi per creare un’opposizione divisa, corruttibile, senza una minima strategia comune”, eccetera eccetera. Sui temi della sicurezza e dell’immigrazione “si giocherà la prossima partita elettorale”. Ecco la questione, altro che la situazione reale.
Il Secolo riporta anche la risposta da parte del Movimento 5 Stelle: “chi vuole capire capisce… tutto il resto noia… non abbiamo mai mancato di denunciare le mancanze di questa amministrazione… il vuoto spinto è difficile da giudicare…” eccetera eccetera. Politichese anche qui, nessun riferimento a quale è la situazione concreta, e quali le soluzioni suggerite. A parte mandare al potere noi anziché loro.
Lo stesso sito ricorda che la Lega Nord ha ovviamente aderito al corteo. “Trento è ormai ridotta a una centrale di spaccio di droga, in cui dilagano la prostituzione e il degrado”, dicono i leghisti.
Pochi giorni fa in Trentino Casapound ha affisso una cinquantina di striscioni con la scritta “Refugees not welcome” lungo l’autostrada per il Brennero, in provincia di Bolzano. “Le politiche italiane sull’accoglienza sono sempre state fuori controllo e tutta Europa sembra essersene resa conto tranne noi”, ha detto un consigliere comunale.
L’altroieri la Voce del Trentino ha riportato le dichiarazioni del presidente dell’Inps Tito Boeri (che è anche direttore scientifico del festival dell’economia di Trento), secondo cui gli immigrati versano ogni anno 8 miliardi in contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo netto di 5 miliardi per le casse dell’Inps”. Il sito titolava “Migranti regolari regalano 5 miliardi all’Inps”, e riportava le dichiarazioni di Salvini e della Boldrini. Il primo ironizzava sul fatto che allora servono più immigrati (“Boeri vive su Marte”), la seconda elogiava Boeri per avere ricordato “il contributo positivo che [i rifugiati] danno in termini di saldi fiscali e contributivi”. Ovviamente si stanno mischiando vari discorsi diversi: uno straniero che lavora regolarmente in Italia non è necessariamente un rifugiato; e Boeri si riferiva solo alle spese pensionistiche, non alle spese di accoglienza.
Nessuno riporta dati aggiornati sul numero di siriani presenti in Trentino. A luglio dell’anno scorso, Cinformi (sito che si occupa di notizie che riguardano gli immigrati in Trentino) raccontava dell’arrivo di 29 profughi, e della loro gratitudine verso tutti coloro che sono coinvolti nelle operazioni di accoglienza.

* Nel giro di poche ore la notizia del danneggiamento è scomparsa dal sito senza spiegazioni. Nessun altro sito web ha confermato che l’episodio sia effettivamente avvenuto. In effetti, nessuno ha neanche smentito ufficialmente questa ricostruzione. Dopo due giorni il video era ancora su Youtube: mille visualizzazioni, nessuna didascalia.

Trento, corteo per la sicurezza

Lega, Forza Italia e Agire per il Trentino hanno organizzato per oggi alle 18 un corteo a Trento per chiedere maggiore sicurezza. Gli organizzatori auspicano di radunare un migliaio di partecipanti. L’iniziativa nasce “a seguito degli episodi gravissimi avvenuti nelle ultime settimane nelle vie centrali della città. Trento ormai è ridotta a una centrale di spaccio di droga, in cui dilagano la prostituzione e il degrado”, spiega il locale segretario della Lega Nord. E un consigliere di Agire ricorda: “Agire per il Trentino aveva proposto la creazione di un Cie ed è stato schernito”. Minniti ha previsto la creazione di un centro per i rimpatri in Trentino, ed è stata anche ufficiosamente individuata una località tra le provincie di Trento e Trieste, ma il nome non compare nella prima lista che è stata diffusa dal Ministero. Quindi la costruzione dei nuovi Cie partirà da altre regioni (che magari il Cie non lo vogliono), per poi spostarsi al Trentino (dove pure si prevedono polemiche).
La Voce del Trentino riporta le dichiarazioni degli organizzatori, senza spiegare quali sono i “gravissimi episodi” a cui questi fanno riferimento. Le ultime notizie sul fronte droga parlano solo di un trentenne fermato con un piccolo quantitativo i cocaina e hashish per uso personale.
Nulla di preciso da segnalare sul fronte della prostituzione.

Trentino, i capogiri della mente umana. Civitavecchia, sopralluogo al porto

Il sito La Voce del Trentino ha pubblicato un editoriale firmato da un esponente politico locale di centrodestra in cui si mettono sotto accusa “i rappresentanti delle sinistre”. I quali, a livello locale, si sarebbero schierati apertamente a favore della chiusura dei porti. C’è stata una lettera di uno di loro pubblicata su un giornale, perfettamente in linea con la presa di posizione di Renzi, “aiutiamoli a casa loro”, che ha fatto molto discutere.
“E’ in atto un cambio di strategia da parte della sinistra sul tema dei migranti”, scrive l’autore dell’articolo. “Quando c’è aria di elezioni i capogiri della mente umana raggiungono livelli esorbitanti, in questo caso dovuti al fatto che nel centro-sinistra, se non si sta capendo nulla di quello che si sta dicendo, si ha perlomeno capito che i temi scottanti alle prossime elezioni (nazionali e locali) saranno quelli dell’immigrazione e della sicurezza”. “Tuttavia, se la memoria può servire a qualcosa, sicuramente è a non farsi prendere in giro dai politicanti di professione: è ormai assodato che la sinistra italiana è stata una dei maggiori sponsor dell’immigrazione incontrollata, e il Patt ancora una volta ne è stato complice”, si legge ancora nell’articolo. (il Patt è il Partito Autonomista Trentino Tirolese, orientato a sinistra nell’ultimo decennio).
Anche nel Lazio, a livello locale, c’è una certa ostilità nei confronti dell’apertura dei porti. Nel centrodestra, ma anche in Mdp, dopo che c’è stato un sopralluogo alla banchina 28 del porto di Civitavecchia in vista dell’organizzazione di possibili sbarchi. Si parla dell’istituzione di un hotspot. Qui il Pd non si è esposto, Mdp accusa le parlamentari del territorio “Poco incisive nella loro azione istituzionale e conseguentemente poco avvezze al confronto e all’informazione della collettività che le ha elette, cosa che fa il paio con la trascuratezza politica e con la superficialità del momento in cui, di due almeno una, avrebbe potuto utilizzare un canale preferenziale con il ministro del suo stesso partito, nel tentativo di farlo desistere dal provvedimento”, si legge in un comunicato pubblicato con gli altri su Civonline, senza il nome della persona di cui si sta parlando. Una presa di posizione arriva anche dal Polo Democratico, alleato Pd, che da un lato dice che la città non si sarebbe tirata indietro comunque, dall’altro contesta il fatto che non ci sia stato un Consiglio Comunale che esaminasse la vicenda, ottenendo garanzie in ordine “alla sicurezza, alla sanità, all’ordine pubblico e alla pubblica igiene”.
Scrive il Messaggero che il sindaco di Civitavecchia ha espresso al Prefetto tutte le sue perplessità riguardo alla decisione: la sua città è il principale porto crocieristico del paese. Sia per questioni di attrattività dello scalo, sia per ragioni di sicurezza, la scelta è discutibile. Dalla Prefettura non sono arrivate risposte sulla questione del tempo in cui dovrà essere in uso lo scalo. Né la durata delle operazioni, né l’inizio. Al momento infatti non sono previsti sbarchi. Comunque si è escluso l’utilizzo della caserma De Carolis, che in passato è stata usata come centro di accoglienza dei migranti, nel corso di un’emergenza sbarchi di alcuni anni fa.

L’accoglienza in Trentino

Dal Trentino non arriva ancora nessuna notizia sulla possibile apertura del Cie/Cpr. Comunque c’è stata un’audizione in Consiglio Regionale con l’assessore alle politiche sociali e gli enti del terzo settore in cui si è fatto il punto sulla questione dell’accoglienza.
La regione ospita 1600 richiedenti asilo, distribuiti in 59 comuni, ma in larghissima parte concentrati a Trento e Rovereto. La quota assegnata dal Governo al Trentino è di 1781 migranti, finora, pari allo 0,9% delle persone sbarcate sulle coste italiane.
Il resoconto dell’audizione è stato pubblicato da Trento Today.