Esibisce permesso contraffatto, senegalese accompagnato a Torino

Un trentottenne senegalese che durante un controllo a Piombino ha esibito un permesso di soggiorno falso è stato accompagnato al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Torino.
L’uomo aveva qualche precedente per reati contro il patrimonio. Aveva esibito il documento falso anche in Comune, al momento di richiedere la residenza.
La notizia è riportata sul sito del Tirreno.

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Donna cinese accompagnata a Ponte Galeria

Una donna cinese sorpresa nel corso di un controllo di polizia a Prato è stata accompagnata al Cpr di Ponte Galeria, essendo irregolare sul territorio italiano. Altri quattro operai hanno ricevuto un ordine di espulsione, ma dovrebbero essere ancora a piede libero. Due aziende sono state chiuse, 126 macchinari tessili sequestrati. I titolari delle ditte sono stati denunciati per reati in materia di sicurezza, igiene e salubrità degli ambienti lavorativi, oltre che per le irregolarità contrattuali.
Scrive l’Ansa che la donna resterà al Cpr fino all’effettivo rimpatrio, ma non spiega che tipo di accordi ci sono con la Cina. Comunque, sia che il riconoscimento vada a buon fine sia nel caso contrario, normalmente non viene pubblicato alcun comunicato al termine della procedura. Quindi l’opinione pubblica comunque non verrà a sapere se la donna (di cui non si conosce nome ed età) verrà rimpatriata o rilasciata.
A quanto ne sappiamo, il Cpr di Ponte Galeria è l’unico in Italia ad avere una sezione femminile. E’ prevista la ristrutturazione della sezione maschile, devastata dalle rivolte, ma le informazioni sull’argomento sono ben poche.

Prato, crisi di astinenza ed escandescenze

Il Tirreno racconta qualche dettaglio in più sul quarantenne marocchino che è stato arrestato a Prato per furto nel supermercato, e poi trasferito al Cie di Torino. L’uomo, “assuntore di droghe, è andato in crisi di astinenza” mentre si espletavano le formalità per il trasferimento al Cpr, ed è stato visitato da un medico. Astinenza da che cosa, non è chiaro. Il sito dice solo che lo straniero è stato trovato in possesso di frammenti di hashish per uso personale, suscitando così l’idea che l’hashish possa generare crisi di astinenza. In seguito, l’uomo “ha dato in escandescenze nei confronti dei poliziotti”. Difficile sapere quando sarà rimpatriato. Normalmente le autorità emettono un comunicato solo al momento dell’accompagnamento al centro rimpatri, e non al momento del rimpatrio effettivo (o del rilascio). Il quarantenne aveva precedenti per reati contro il patrimonio, furti in appartamento, rapine, spaccio di droga e aggressioni alle forze dell’ordine. In sette anni aveva collezionato diciannove denunce. Perché non è stato rimpatriato prima? Come si fa ad essere sicuri che lo sarà adesso?
Intanto il Ministro dell’Interno Minniti ha annunciato che sarà in Sardegna giovedì prossimo. Tra gli altri argomenti, si discuterà anche del Cpr di Macomer, attualmente in costruzione, che dovrà essere utilizzato per contrastare i flussi migratori in arrivo dall’Algeria.

19 denunce in sette anni, accompagnato al Cie

Un quarantenne marocchino è stato portato al Cpr di Torino dopo essere stato fermato dalla polizia a Prato, in Toscana.
L’uomo è stato accusato di rapina impropria perché, dopo essere stato sorpreso a rubare della merce in un supermercato, ha avuto una colluttazione col responsabile dell’esercizio.
A suo carico risultano anche 19 denunce negli ultimi sette anni solo dalle volanti pratesi, oltre ad altri episodi nei quali sono intervenute altre forze di polizia.
La notizia è riportata dal sito 055 Firenze, con foto di repertorio dell’interno di un supermercato.

Siena, due stranieri accompagnati a Bari

Un senegalese e un tunisino sono stati accompagnati al Cpr di Bari dalla polizia di Siena. Lo scrive il sito Go News. Entrambi avevano precedenti penali per droga (non si sa di che tipo). Il primo è stato rintracciato mentre era a piede libero, il secondo è stato prelevato all’uscita dal carcere.
Entrambi avevano precedenti per danneggiamento: il primo aveva danneggiato la struttura nella quale era stato ospite, il secondo aveva causato un incendio in carcere, facendo violenza e minacciando un pubblico ufficiale.
Le notizie sulle espulsioni vengono trattate superficialmente dai siti web locali, e non finiscono in cronaca nazionale. Di solito c’è un breve comunicato quando uno straniero viene accompagnato al Cpr, ma non viene detto quando avviene effettivamente il rimpatrio. O il rilascio, perché nella metà dei casi circa la procedura non va a buon fine. Con la Tunisia l’Italia ha un accordo molto efficiente, ma col Senegal? Non viene specificato.
La cronaca nazionale invece è attirata da ben altre notizie. In questi giorni si parla di un altro senegalese che è stato eletto Mister Friuli ad un concorso di bellezza, provocando qualche messaggio ironico su internet.
La settimana scorsa a Viterbo ad un senegalese è stato notificato l’avviso di conclusione indagini. “Ricettazione”, titola il sito New Tuscia, ma poi a leggere l’articolo viene fuori che il problema è la contraffazione: l’uomo al momento di un controllo aveva in macchina 107 capi di abbigliamento con i marchi contraffatti di alcune griffe italiane e straniere. Per lui non si parla di espulsione, al momento, né di carcere. Ma dovrebbe essere solo questione di tempo.
Per il resto, i mass media non si occupano della situazione politica o economica del Senegal. Il Paese è una meta turistica rinomata. Un articolo del Messaggero parla delle attrazioni di Goree, l’isola da cui partirono più di 20 milioni di schiavi nel periodo della dominazione europea.
A Goree nel 2011 si è svolto il World Migrant Forum, nel corso del quale è stata messa a punto la carta mondiale per i diritti dei migranti.
Zanotelli ne scrisse per il Manifesto.
Il testo della carta è stato pubblicato in Italiano sul sito Per I Diritti Umani.
“Poiché appartiene alla Terra”, dice il documento, “qualsiasi persona ha il diritto di scegliere il luogo della sua residenza, di restare laddove vive o di andare ad installarsi liberamente e senza costrizioni in qualsiasi altra parte di questa Terra”.

Toscana, sinistra contro il Cpr

Due consiglieri di Sì-Toscana a Sinistra hanno presentato una mozione per chiedere alla Regione di opporsi alla costruzione di un Cpr. Lo riporta il sito Pianano Notizie, che si limita a trascrivere stralci del comunicato senza dire quando sarà esaminato.
Intanto il Coordinatore Nazionale dell’Osservatorio sulla Repressione si è schierato dalla parte dei sindaci della zona di San Giuliano di Puglia, in Molise, che non vogliono il centro rimpatri sul loro territorio. In realtà all’inizio dell’anno s’era detto che non ci sarebbero stati Cpr in Molise, essendo una delle due regioni escluse dal Piano Minniti, insieme alla Valle d’Aosta. Ma adesso si sta parlando di allestire un centro migranti nel villaggio costruito per i terremotati di San Giuliano di Puglia. Si è parlato di un “centro di rimpatrio volontario assistito”, che nessuno ha mai sentito prima e che non si sa come sarà strutturato.
Comunque il Coordinatore dell’Osservatorio da un lato reagisce come se si stia parlando di un normale Cpr/Cie/Cpt. Dall’altro si chiede se saranno organizzati corsi di italiano e programmi di inserimento lavorativo. Per persone che stanno per essere rimpatriate.
Pochi giorni fa sono stati diffusi dal Sole 24 Ore alcuni dati forniti dal Ministero dell’Interno. La Puglia risulta al primo posto per numero di migranti rimpatriati (oltre 4 mila), seguita da Lombardia (oltre 3 mila) e Lazio (oltre 2 mila). La Toscana è undicesima, con meno di 300 rimpatri.
I Cpr attivi al momento sono solo 5: Roma (l’unico femminile), Torino, Caltanissetta e Brindisi, a cui si è aggiunto quello di Bari che ha riaperto da poco. Bandi per l’apertura di altri centri rimpatri sono già stati diffusi dalle Prefetture o sono in fase di messa a punto. Si era detto che sarebbero state strutture da 100 posti, e già nei primi bandi c’è scritto 150. Si era detto un Cpr per regione, e per ora in Puglia ce ne sono due.
Per quanto riguarda il numero di migranti ospitati, la Lombardia conduce, a quota 27 mila, seguita da Campania (17 mila) e Lazio (16 mila). La Toscana è al nono posto. Il totale dei migranti ospitati sul territorio nazionale è di oltre 190 mila. Questo almeno è il dato che viene trascritto dal sito Ok Siena, senza specificare se si sta parlando di Sprar, di Cara, o di entrambi i progetti. Il Sole 24 Ore sul sito web ha pubblicato l’articolo sui rimpatri, ma non le relative tabelle che stanno invece nell’edizione a pagamento.

Riapre il Cie di Bari. Due marocchini fermati a Viareggio. Cpr Torino in fiamme. Gricignano: coma farmacologico per il gambiano ferito, imprenditore in carcere

Due marocchini, di 20 e 27 anni, sono stati accompagnati al Cie di Bari dopo essere stati individuati dalla polizia a Viareggio. La notizia è riportata dal sito Lucca In Diretta, che non specifica se i due avevano o no precedenti penali.
A quanto ne sapevamo, il Cie di Bari era stato chiuso dopo la rivolta del febbraio 2016.
A metà ottobre il Corriere del Mezzogiorno aveva riportato la notizia che un raggruppamento temporaneo di imprese si era aggiudicato provvisoriamente la gara per la gestione, ma l’offerta era stata sottoposta a verifiche, perché il ribasso del 32,42 per cento superava la soglia di anomalia (che non si sa a quanto era stata fissata).
I principali mass media però non hanno dato la notizia che il centro era tornato a funzionare. Notizia che invece compare sul blog antagonista Hurriya (su Noblogs). E che risale a due giorni fa.
Scrive il sito che la capienza del centro è di 126 posti, e che la procedura d’urgenza da 750 mila euro è stata affidata in 10 giorni alla ditta Ladisa, che gestirà il Cpr fino a dicembre (solo due mesi?)
Secondo il Corriere del Mezzogiorno il raggruppamento temporaneo che avrebbe gestito il Cpr era formato, da Ladisa e da Oer Medica Sud.
Il blog antagonista racconta che area blu e area verde del Cpr torinese sono state date alla fiamme alcune notti fa. E’ intervenuta la celere con i lacrimogeni, ci sono stati dei feriti, dall’esterno della struttura qualcuno ha sparato fuochi d’artificio.
12 stranieri sarebbero finiti in isolamento.
La notizia compare anche su La Stampa che titola: “Rivolta al centro di permanenze” (inventando così una nuova definizione).
Secondo il sito, le stanze danneggiate sarebbero nove.
Intanto a Gricignano in provincia di Caserta la cronaca locale ha dato ampio spazio alla notizia del profugo a cui il gestore del centro di accoglienza ha sparato in bocca.
La prefettura avrebbe dato il via alla risoluzione del contratto: 150 immigrati sono stati trasferiti in altre strutture, anche per “consentire la verifica sul funzionamento degli impianti”.
C’è stata qualche polemica sul vicesindaco, che ha scritto su Facebook di essere dalla parte dell’uomo che ha sparato.
Come molti, sui social. C’è anche chi ha detto: “Ci vuole la mitraglietta”.
Il diciannovenne ferito era stato accusato di avere dato fuoco alla sua stanza. Circostanza negata dal suo avvocato difensore.
L’altro ieri si trovava in coma farmacologico. Si nutre solo grazie ai macchinari. I medici dovevano verificare se era possibile operare. Il proiettile, entrato dalla bocca, si è fermato a pochi millimetri dal midollo spinale. Rischia la paralisi.
Gli avvocati del collegio difensivo dello straniero raccontano che nel centro mancava un servizio di mediazione culturale. Dicono che sono in possesso di filmati in cui il diciannovenne piangeva, lamentava forti dolori, conseguenza forse di violenze subite nel corso del viaggio verso l’Italia. Chiedeva di essere accompagnato da qualche parte, chiedeva perfino di essere rimpatriato. Ma non ha ottenuto assistenza.
Uno dei migranti che hanno assistito alla scena ha detto che, affacciandosi dopo l’incendio, ha visto il gestore con l’arma in pugno che intimava agli stranieri di rientrare. Visto che il Gambiano non lo faceva, lo avrebbe prima percosso e poi avrebbe sparato quando era già a terra.
Leggo riporta anche la versione difensiva dell’arrestato, che dice di avere agito per legittima difesa dopo essere stato aggredito con una pietra da alcuni migranti. L’uomo dice anche di essersi pentito del suo gesto. Ora non si trova più agli arresti domiciliari, ma è stato trasferito in carcere.
L’imprenditore quarantatreenne ha diffuso le foto delle ferite riportate al volto. Comunque i carabinieri non lo hanno trovato sul luogo della sparatoria. Prima di costituirsi, l’uomo è andato “a casa per medicarsi, contattando anche la guardia medica”.