Prato, commenti degli utenti del Giornale

La storia del diciottenne marocchino fermato dalla polizia a Prato con l’accusa di avere picchiato due ragazze è stata pubblicata anche dal sito del Giornale.
Senza nessun particolare nuovo, e con una piccola modifica: l’informazione che una delle due diciassettenni sarebbe la sua fidanzata è stata spostata nell’ultimo paragrafo dell’articolo.
Il dettaglio non è sfuggito ad alcuni dei lettori che commentano “mogli e buoi dei paesi tuoi”, “Cpr anche per lei”. Oppure le danno il consiglio ironico di sposarlo per fargli ottenere la cittadinanza.
L’articolo dice che il giovane è stato condotto “in un Cpr”, ma non specifica quale. Altrove s’è detto che si tratta di quello di Bari, evidentemente per il Giornale il dettaglio non è abbastanza interessante.
Dieci giorni fa altri stranieri sarebbero stati portati nel centro rimpatri barese a partire dalla toscana.
Uno sarebbe un senegalese, secondo quanto scrive Versilia Today, che tuttavia non si sofferma sugli eventuali precedenti penali.
Altri 6 “stranieri” non meglio precisati erano stati trattenuti per accertamenti, in vista del trasferimento nello stesso Cpr.
Il sito comunque titolava: “4 stranieri irregolari al Cie di Bari”, anche se nell’articolo la notizia dei quattro accompagnamenti non risultava da nessuna parte. Si parla di vari arresti: tre per stupefacenti, uno perché ricercato per maltrattamenti. Si parla inoltre di tre provvedimenti di espulsione, di cui uno è quello del senegalese. Per gli altri due, visto che non si specifica dell’accompagnamento, è probabile che si tratti solo di un ordine di allontanarsi dall’Italia con mezzi propri.
Mancano i dettagli, mancano i nomi, mancano le conseguenze. Difficile per l’opinione pubblica farsi un’idea precisa di quello che succede di volta in volta.

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Diciottenne due volte in escandescenze, accompagnato al Cpr

Un diciottenne marocchino è stato accompagnato al Centro di Permanenza per Rimpatri di Bari dopo che per due volte ha provocato l’intervento di una voltante a Prato, in Toscana.
Secondo quanto scrive Il Tirreno tutto è cominciato alle nove di sera, quando veniva segnalato un “nordafricano in stato di pericolosa incandescenza in strada”, che dopo l’arrivo della pattuglia riusciva a divincolarsi dagli agenti e far perdere le sue tracce. Il sito non racconta di preciso cosa stava succedendo, ma dice che il ragazzo si trovava insieme alla sua fidanzata, italiana, diciassettenne.
Un nuovo intervento viene sollecitato dopo l’una di notte, secondo la ricostruzione fornita dal sito. Una pattuglia diversa arriva sul posto, e stavolta riesce ad immobilizzare il ragazzo, che stava picchiando la fidanzata e un’amica di lei, scoprendo poi che si trattava dello stesso fuggito poche ore prima.
Il sito parla di “numerosi precedenti” per reati contro il patrimonio e contro la persona. (Non si specifica mai in cosa consistono questi reati contro il patrimonio: furto di qualcosa?)
Nonostante il piano messo a punto da Minniti preveda un Cpr in ogni regione, la Puglia è l’unica regione italiana ad avere due centri, a Bari e a Brindisi. Dopo l’arrivo del nuovo ministro Salvini, qualcuno ha parlato della possibilità di aprire anche più di un Cpr per regione, ad esempio in Friuli (oltre a Gradisca, sono circolati anche i nomi di Trieste e Pordenone).
La Toscana invece resta senza Cpr a causa dell’opposizione da parte dell’amministrazione regionale di centrosinistra. Neanche sono circolate ipotesi precise sulle località in cui potrebbe essere allestita la struttura.

Pisa: quattro irregolari, due accompagnamenti al Cpr. Treviso: un arresto, sette irregolari, due accompagnamenti

Quattro stranieri irregolari sono stati fermati dalla polizia dalle parti di Pisa.
Uno di loro, marocchino, classe 1996, risulta pluripregiudicato per reati non meglio precisati, ed è stato accompagnato al Cpr di Palazzo San Gervasio, Potenza.
Un’altra è una nigeriana, nata nel 1994, è stata portata nell’unico Cpr femminile italiano, quelo di Roma. Non si sa se ha commesso reati di qualche tipo. Così come non si sa nulla dei due “espulsi”, che probabilmente hanno ricevuto soltanto l’ordine di allontanarsi dall’Italia con mezzi propri.
Altri 6 stranieri, segnalati come assuntori di stupefacenti, sono stati trattenuti per accertamenti.
A Treviso un richiedente asilo è stato trovato dalla polizia con 15 grammi di marijuana addosso, divisa in nove involucri. Solo dopo una dura colluttazione gli agenti sono riusciti a bloccarlo. Lo straniero è stato rimesso in libertà con obbligo di firma. Il processo si terrà tra due settimane.
Altre due nigeriane sono finite al Cpr di Roma dopo essersi presentate all’Ufficio Immigrazione a seguito di formale invito dei carabinieri di Nervasa della Battaglia (Treviso). I siti d’informazione riportano la notizia in tre righe, senza approfondire. Altri cinque stranieri maschi hanno ricevuto un ordine di allontanarsi dal territorio nazionale: un ucraino irregolare, un albanese considerato pericoloso socialmente (ma non si dice perché), un marocchino e un tunisino fermati in stazione (nessun riferimento a eventuali reati) e un marocchino fermato dai carabinieri a Montebelluna.

Milano, bilancio dei controlli. Pisa, un’altra rissa

Il sito Cronaca Milano snocciola dati su dati a proposito delle attività svolte della polizia negli ultimi giorni. Persone controllate, droga sequestrata, veicoli, eccetera.
Sul fronte del controllo delle migrazioni si segnala l’accompagnamento al Cpr di Bari di due persone, delle quali non viene fornita neanche l’età e la nazionalità. Altre sei persone sono state rimpatriate, nello stesso periodo. Ma non si dice verso dove.
Intanto dalla politica nazionale sono arrivate venerdì scorso nuove dichiarazioni di Salvini secondo cui non verranno aperti nuovi centri di accoglienza, ma di centri rimpatri ce ne sarà uno in ogni regione, come voleva Minniti.
Secondo Diario Del Web, il Ministro dell’Interno ha nominato tre regioni: Lombardia, Toscana Calabria. Ma non ha nominato località precise. In Lombardia si era detto che era stata scelta Brescia. Per la Calabria si è parlato di Mormanno. La Toscana invece capita come un fulmine a ciel sereno. Perché le amministrazioni locali sono contrarie al Cpr, e non hanno ancora comunicato la località in cui allestirlo, a quanto si sa.
Dalla Toscana non sono arrivate reazioni di rilievo, in questi giorni. Ma il centrosinistra non è venuto fuori bene dopo le elezioni locali, e la destra sta soffiando sul fuoco dei rimpatri. A Pisa, dove c’è stata una rissa tra immigrati, in cui ha avuto la peggio un commerciante italiano che stava chiamando i soccorsi (ferito al naso con una bottiglia), è Forza Italia che condanna “il clima di totale anarchia” che regna in città, dove “abusivi e spacciatori agiscono indisturbati, aggrediscono le forze dell’ordine e i cittadini, rovinano l’immagine di una città che deve molto al turismo”. I forzisti hanno chiesto in un comunicato una decina di giorni fa “il rimpatrio immediato degli immigrati” che hanno partecipato alla rissa in questione.
Salvini è stato proprio a Pisa a chiudere la campagna elettorale per le comunali, due settimane fa.
Un’altra rissa tra gambiani e georgiani è stata raccontata dal Tirreno venerdì scorso.
Due gambiani di età tra i 20 e i 30 anni sono stati portati al Cpr di Bari.
Il nuovo sindaco Michele Conti ha detto “che non si può andare avanti così, con una rissa ogni notte. Qui bisogna cambiare registro. Le cose dette in campagna elettorale a proposito della sicurezza devono essere concretizzate”.

Firenze contro il razzismo

Il sindaco Nardella e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi hanno pubblicato un appello alla mobilitazione, nella convinzione che il nazismo stia tornando in Italia attraverso le dichiarazioni e i provvedimenti del Ministero dell’Interno e del Governo in materia di migranti e rom.
Contestualmente è stata indetta una manifestazione pubblica per mercoledì prossimo, 27 giugno, in piazza Ognissanti a Firenze, col titolo “Insieme contro il razzismo”.
Il testo completo del comunicato è stato pubblicato anche dal sito di Repubblica.
A replicare a Rossi e Nardella, è stato il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Maurizio Marchetti. A sorpresa, tenuto conto che Forza Italia ufficialmente non fa parte della maggioranza che sostiene il Governo. “Non passeggiate, ma dignità e legalità diffuse: solo così si evitano i razzismi, non passeggiando per Firenze come Rossi e il sindaco Nardella intendono fare il 27 giugno prossimo”.
Marchetti contesta il fatto che la Toscana non intende dotarsi di un Centro di Permanenza per i Rimpatri, che pure il ministro Pd Minniti aveva intenzione di istituire, e cita due episodi che hanno colpito l’opinione pubblica locale: la morte di Duccio Dini, e il ferimento di un esercente nel centro storico di Pisa.
Duccio Dini è un ventinovenne morto dopo essere stato travolto sul suo scooter in via Canova a Firenze durante un inseguimento tra auto guidate da residenti di un campo nomadi.
Due rom sono stati arrestati con l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale, mentre un terzo è indagato in stato di libertà.
Un gruppo di giovani ha lanciato insulti contro il campo nomadi in cui vivono i due arrestati, gli amici hanno organizzato una fiaccolata, il parroco durante l’omelia al funerale ha chiesto giustizia, ma non vendetta.
A Pisa invece è stata segnalata una maxi rissa tra immigrati. Un commerciante è finito in ospedale dopo che i partecipanti alla rissa gli hanno spaccato una bottiglia in faccia per impedirgli di chiamare al polizia. “Dobbiamo combattere ogni giorno con i malviventi, che si sentono liberi di delinquere”, hanno detto imprecisati commercianti, con una dichiarazione riportata dal Sussidiario. “La situazione è precipitata nell’ultimo biennio. Pisa è ormai alla deriva. Viviamo in mezzo a una guerriglia che nessuno ha intenzione di fermare”.
A Pisa dopodomani c’è il ballottaggio. Ovviamente i due schieramenti hanno preso posizione. I deputati del Pd hanno chiesto aiuto… a Salvini! Gli hanno chiesto di dare attuazione pronta ed efficace al Patto per la sicurezza urbana firmato dal suo predecessore con l’attuale amministrazione comunale. E gli hanno chiesto di lasciare da parte le proprie responsabilità di partito e la campagna elettorale, e dedicarsi maggiormente ai propri doveri istituzionali.
Invece di parlare tanto degli immigrati che delinquono, dovrebbe iniziare ad occuparsi… degli immigrati che delinquono! Meno male che c’è il Pd.
Cosa manca perché l’accordo per la sicurezza sia pienamente attuato? Di questo, al momento, non si parla.
E Salvini che fa, di fronte alle richieste del territorio? Fa finta di niente? Al contrario: oggi sarà proprio a Pisa, a chiudere la campagna elettorale. In un clima, si presume, di entusiasmo da una parte, e ostilità dall’altra. Complicato dalle altre prese di posizione e polemiche che girano attorno al Ministro dell’Interno, figura centrale del nuovo governo e di tutti i notiziari in questi giorni. A scaldare gli animi ci sono le dichiarazioni in materia di possibile revisione della scorta a Roberto Saviano, alle quali il giornalista gli ha risposto con tono di sfida, dandogli del buffone.
La consigliera regionale del Pd Alessandra Nardini è intervenuta per invitare Salvini a chiedere scusa a Saviano proprio approfittando della visita a Pisa, “città storicamente aperta, del sapere, città accogliente e antirazzista”.

Potere al Popolo manifesta a Massa: aprite i porti. Salvini avverte altre due Ong

Alcuni sostenitori di Potere al Popolo hanno manifestato a Massa, di fronte alla Prefettura, per chiedere al Governo di riaprire i porti italiani alle navi che soccorrono migranti.
In un comunicato, i manifestanti si schierano contro il Ministro dei Trasporti Toninelli, ma fanno il nome anche dell’ex Ministro dell’Interno Minniti: “Abbiamo manifestato contro il razzismo istituzionale e le retoriche ripugnanti che vogliono i migranti come capro espiatorio di tutti i problemi, quando il vero problema è una classe politica che negli ultimi anni, da Minniti a Salvini, Toninelli e Di Maio, non ha fatto che speculare sulla paura, sull’insicurezza, sulla povertà e la precarietà per raccogliere voti”.
Il fatto che davanti a un problema nazionale si risponda con una manifestazione locale dà l’impressione che il ruolo di Potere al Popolo sia molto secondario, al momento. Lo schieramento era candidato alle elezioni politiche, ma non è riuscito a superare la soglia di sbarramento. Con l’1% dei voti, non è riuscito ad ottenere seggi né alla Camera né al Senato.
L’articolo della Voce Apuana nomina Toninelli senza dire quale è il suo ruolo. La stessa cosa fa Libero Quotidiano, in un articolo di ieri nel quale prova a metterlo alla berlina. Titolo: “Danilo Toninelli, l’ennesima figuraccia: ‘L’Olanda faccia rientrare l’Ong’. Ma l’Olanda non c’entra niente”.
In un tweet il Ministro ha chiesto all’Olanda di far rientrare le navi delle Ong olandesi Lifeline e Seefuchs, la rappresentanza olandese nell’Unione Europea ha risposto che non si tratta di Ong olandesi, né di imbarcazioni registrate in Olanda. Toninelli non ha replicato, l’articolo di Libero finisce lì. Ma se non sono olandesi, di dove sono? Non bisognerebbe fare informazione, ogni tanto?
Canicattì Web scrive che le navi umanitarie appartengono ad associazioni tedesche, ma hanno bandiera olandese. Lifeline avrebbe risposto alla notizia di chiudere i porti dando del fascista al Ministro dell’Interno, ma il tweet sarebbe poi scomparso.
I cinquestelle sono sulla stessa posizione dei leghisti: le ong alimentano il traffico degli esseri umani, ha detto il sottosegretario Crimi.
Il procuratore nazionale antimafia Cafiero de Raho invece avrebbe dichiarato: “Quello che rende difficile il contrasto alle organizzazioni che gestiscono il traffico di migranti è il disordine negli interventi. Questo determina l’impossibilità di avere appartenenti alla polizia giudiziaria sulle navi che vanno a recuperare i migranti”. In pratica le Ong raccolgono i profughi, ma non farebbero nulla per tentare di identificare i trafficanti e fornire qualche traccia alle forze dell’ordine.
Scrive ancora Canicattì Web che la strategia di eliminare le navi umanitarie dal Canale di Sicilia sarebbe stata avviata lo scorso anno da Minniti “con il sostegno di alcune procure siciliane”: “Codice di condotta e sequestri giudiziari hanno portato a una drastica riduzione dei mezzi delle Ong”, passati da 12 navi di un anno fa alle attuali 3-4.
Due settimane fa la Seefuchs avrebbe sbarcato a Pozzallo, in Sicilia, 126 migranti. Secondo Rainews, la nave è gestita dalla Ong tedesca Sea Eye (ma batte comunque bandiera olandese). In quell’occasione il capitano si era rivolto alle autorità italiane per denunciare la mancata collaborazione di quelle maltesi. Malta si era rifiutata di accogliere la nave in porto, pur offrendo assistenza in mare.
Salvini aveva chiamato in causa “il buon Dio”, che aveva messo Malta più vicino all’Africa rispetto alla Sicilia, per cui “non è possibile che Malta risponda ‘no’ a qualsiasi richiesta di intervento”.
Il governo maltese ha dichiarato di “agire in conformità con le convenzioni internazionali applicabili”, che secondo il sito di Rainews sarebbe una “smentita” alla versione della Ong.
Intanto scrive Fanpage che la nave Aquarius, finita in questi giorni su tutte le prime pagine perché si è dovuta dirigere nel porto spagnolo di Valencia dopo essere stata respinta dall’Italia, tornerà nelle acque libiche per raccogliere un altro carico di migranti. Lo si deduce da un tweet di Medici Senza Frontiere (la nave in realtà fa capo a Sos Mediterranee).
I siti di informazione non scrivono dove si trovano ora le Seefuchs e Lifeline.
Toninelli nelle ultime ore ha ricordato che la Guardia Costiera italiana ha soccorso circa 500 migranti nel mare libico, in seguito alle richieste di soccorso di quattro diverse imbarcazioni. “Nessuno può dire che ci sottraiamo alle nostre responsabilità. Men che meno che siamo razzisti o xenofobi. L’Italia è sempre stata e rimane in prima linea quando si tratta di salvare vite umane”.
Però “non è possibile che su 23 Paesi che affacciano nel Mediterraneo l’Italia sia l’unica a farsi carico di questa emergenza”. In linea con quello che dice Salvini: l’Italia non può “essere il centro profughi di mezza Europa”.

Toscana, Rossi chiede a Salvini autonomia sull’accoglienza

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha annunciato: “Siamo pronti a chiedere l’autonomia per la gestione dell’immigrazione … Al nuovo ministro federalista Salvini chiederemo di essere federalisti, che ci sia consentito cioè di gestire la cosa a modo nostro”.
Sulla questione del Cpr, l’agenzia Dire riporta una dichiarazione vaga e ambigua. “Questa storia dei centri per il rimpatrio… lo facciano. … Io non ho avuto nessuna nota particolare. Se e quando arriverà daremo il nostro parere”.
Gli è arrivata la risposta del forzista Marchetti, che lo accusa di avere “sistematicamente negato alla Toscana e ai toscani la presenza sul territorio regionale di un Cie/Cpr, ponendo tra l’altro la Toscana in condizione di inottemperanza delle leggi nazionali vigenti”. E per giunta di considerarlo il modello perfetto.
Il neo ministro dell’Interno Salvini ha già annunciato una “bella sforbiciata” ai 5 miliardi di euro che l’Italia spende per l’accoglienza”, in maniera da finanziare i rimpatri e le intese coi paesi di provenienza finalizzate ad aumentare i rimpatri.
Il Gazzettino riporta ancora la cifra di 5 Cpr aperti sul territorio nazionale. Escludendo quello di Potenza, che è stato riaperto da mesi senza che i giornalisti lo sappiano. Col risultato che il centrosinistra, accusato di non fare nulla contro i migranti, ha perso le elezioni.
Oltre alla Toscana, un’altra regione che finora ha detto no al Cpr è il Veneto, gestito dalla Lega (anche se è circolata qualche indiscrezione sulla possibile località individuata).