Il piano Minniti

Il piano Minniti

Il Ministro dell’Interno Minniti, a ridosso di Capodanno 2017, ha rilanciato la vecchia idea leghista di avere un centro di espulsione in ogni regione.

I centri rimasti aperti erano appena quattro, di cui uno femminile e tre maschili, inadeguati all’espulsione di tutti gli stranieri pregiudicati presenti in Italia.

Per superare le resistenze interne al partito, che da anni portava avanti una battaglia contro i Cie, si è deciso il cambio di nome: Cpr, Centri di Permanenza per i Rimpatri.
Si è garantito che le dimensioni sarebbero state limitate (80-100 posti), e che ci sarebbero state garanzie del rispetto dei diritti umani.

In tutto ne sono stati previsti 18: uno in ogni regione con l’eccezione di Molise e Valle d’Aosta.

La decisione della località nella quale allestire le strutture viene presa “sentito il presidente della regione interessata, privilegiando i siti e le aree esterne ai centri urbani che risultino più facilmente raggiungibili e nei quali siano presenti strutture di proprietà pubblica che possano essere, anche mediante interventi di adeguamento e ristrutturazione, resi idonei allo scopo”.

Al momento, il piano è il seguente:

– Due regioni sono escluse: Valle d’Aosta e Molise.

– Piemonte, Lazio e Sicilia manterranno le strutture attuali (Torino, Roma, Caltanissetta).

– La Puglia dovrebbe rimettere in funzione il Cie di Bari, e possibilmente chiudere quello di Brindisi, attualmente in funzione.

– Friuli ed Emilia Romagna riattiverebbero i vecchi Cie di Gradisca d’Isonzo e Modena. Campania e Basilicata riadatterebbero le strutture in cui erano state allestite le tendopoli nel corso dell’emergenza del 2011 (Santa Maria Capua Vetere e Palazzo San Gervasio).

– La Lombardia aprirebbe il Cpr a Montichiari, anziché a Milano dove era il vecchio Cie. La Calabria a Mormanno, anziché riattivare quello di Crotone.

– Liguria, Veneto e Toscana non hanno ancora comunicato alcuna località.

– Trentino, Umbria, Marche e Abruzzo nemmeno, ma non sembra esserci particolare pressione su di loro da parte del Ministero o della stampa. Può darsi che i loro Cpr saranno aperti in un secondo momento. Questo non significa che non sono circolate indiscrezioni, come Roverè della Luna per il Trentino.

Il piano di aprire un Cie in ogni regione italiana circolava già ai tempi in cui il ministro dell’Interno era Roberto Maroni (Lega Nord). Il quale l’aveva poi ridimensionato, annunciando che avrebbe cominciato con i primi quattro (Marche, Campania, Veneto e Toscana) da inaugurare entro la fine del 2011. Ad oggi non ne è stato aperto neanche uno.

I tempi precisi di attivazione dei nuovi Cpr non sono ancora stati comunicati. Per il Cpr lombardo si parla della seconda metà del 2018.

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