Puglia, segretario territoriale della Cisl aggredito dai migranti

Scrive il Quotidiano Di Puglia che il segretario territoriale della Cisl di Foggia sarebbe stato aggredito e sequestrato per quasi un’ora, per motivi non meglio precisati, da “un gruppo di migranti stranieri prepotenti” nel “gran ghetto” di Rignano.
Il campo ospita in gran parte braccianti. Il sindacalista era lì per “attivare le misure di sostegno e inclusione previste nell’ambito dell’affidamento, da parte della Regione Puglia, dei servizi di accoglienza, tutela e contrasto del caporalato”.
Il sito pubblica la notizia con tanto di reazioni in ambito sindacale, locale e politico, ma la foto è quella di alcune baracche.
Il sindacalista, dal nome straniero, ha presentato denuncia ai carabinieri. La Cisl chiede presenza costante delle forze dell’ordine nel campo.
Foggia Città Aperta pubblica un’intervista al sindacalista aggredito, con tanto di foto. E alcune dichiarazioni sono sconcertanti: alcuni degli aggressori sarebbero “amici di Aboubakar Soumahoro e si dichiarano militanti della Lega Braccianti. Di certo lui con le sue dichiarazioni li ha aizzati a tale comportamento. Il suo unico scopo è quello di avere il monopolio della rappresentanza”, ha detto.
Il sito ha interpellato anche Soumahoro per una replica, ma quest’ultimo non sapeva niente e non è entrato nel merito della situazione del ghetto.
L’articolo si conclude con un comunicato di Baobab che apparentemente si scaglia contro i metodi della Lega dei Braccianti e di Terra e Libertà, che starebbero aizzando e fomentando l’odio da parte degli sfruttati, dirigendoli contro i sindacati e contro chi opera nel sociale, organizzando scioperi obbligatori e mettendo i neri contro i bianchi.
Soumahoro è candidato con Sinistra Italiana/Verdi. E’ di nazionalità italiana, e in questi giorni è finito nelle cronache nazionali per un titolo di Libero in cui è definito “l’ivoriano”.
Lui stesso ha scritto una lettera di risposta al quotidiano, ed è stato inoltre difeso dal segretario del partito, Nicola Fratoianni.
Il sito Immediato riporta una dichiarazione di un sindacalista Usb che accusa Soumahoro di essere un “traditore” per avere abbandonato il suo sindacato per candidarsi poi “con Minniti e soci”, per “uno scranno da 15 mila euro al mese”.
A parte Foggia Città Aperta nessun altro sito web riporta dichiarazioni riconducibili a Baobab, che comunque sui suoi account social non dice nulla in proposito.
Poche tracce anche delle polemiche tra Soumahoro e Usb: Tpi scrive solo che il sindacalista è uscito dalla Usb nel 2020, dopo 20 anni di militanza.

50 dispersi in Grecia

La Guardia Costiera greca ha tratto in salvo 29 persone di nazionalità afghana, irachena e iraniana. Sull’imbarcazione su cui viaggiavano dovevano esserci una ottantina di persone, per cui si cercano almeno 50 dispersi.
I migranti erano partiti dalla Turchia e sarebbero voluti arrivare in Italia.
Al largo della Tunisia c’è stato un altro naufragio, nel quale sono morti tre bambini e tre donne.
I corpi sono stati recuperati dalle autorità tunisine.
A Lampedusa proseguono gli sbarchi: nell’hotspot ci sono 415 ospiti, ancora al disopra della capienza prevista, nonostante l’enorme sforzo per trasferire i migranti sulle coste siciliane (il Governo ha noleggiato una nave apposta).
Entro questo mese dovrebbero cominciare i ricollocamenti di migranti verso la Germania. Sono in corso i colloqui per mettere a punto i dettagli.
Evidentemente non esiste ancora nessun meccanismo automatico a livello europeo.
Sky Tg 24 parla vagamente di accuse nei confronti della Turchia da parte della Grecia che riguardano lo scarso impegno turco nel contrasto al traffico di esseri umani.
Il Paese di Erdogan ha preso molti soldi da parte dell’Unione Europea nel 2016 per fermare i flussi migratori verso il continente.

Migranti salvati dalla Marina tunisina

La Marina Militare tunisina ha tratto in salvo 22 migranti su un barcone in difficoltà nel governatorato di Monastir. Tra loro c’erano 3 donne e 9 bambini. Nei giorni precedenti tre tenativi di partire per l’Europa sono stati sventati dalla locale Guardia Costiera. Le autorità hanno sequestrato ai migranti ingenti somme di denaro e le imbarcazioni su cui si trovavano, dicono le agenzie.
A Lampedusa sono sbarcate oltre un centinaio di persone. I siti web riportano la notizia, ma non riportano il bilancio di quanti stranieri sono ospitati nel local hotspot.
Un egiziano trentottenne sbarcato a Portopalo di Capo Passero dopo essere stato salvato da un peschereccio insieme a un altro centinaio di migranti è stato arrestato dalla polizia per rientro illegale in Italia e subito dopo rilasciato.
I siti locali si limitano a riportare brandelli di comunicati insieme a foto forse di repertorio, senza interviste e senza approfondimenti.
Pochi giorni fa è arrivata la notizia di un naufragio sulla rotta che dal Marocco porta alle Canarie, in Spagna. Già le notizie dei naufragi dei migranti che cercano di arrivare in Italia ricevono poco risalto sui mass media. A maggior ragione quelle dei migranti diretti altrove suscitano scarsissimo interesse.
Sembrerebbe che la gran parte dei migranti a bordo dell’imbarcazione sia stata soccorsa dalla Marina marocchina. La notizia è stata diffusa ai giornali da un’esponente della Ong Caminando Fronteras.
Anche le autorità spagnole hanno effettuato qualche soccorso in mare: sarebbero state tratte in salvo 26 persone su tre diverse imbarcazioni.

Badia Grande esclusa dalla gara per la gestione Cpr Trapani

La cooperativa Badia Grande è stata esclusa dalla gara di affidamento per la gestione del Centro di Permanenza per i Rimpatri di Trapani a causa dell’indagine per frode in pubbliche forniture, falsità ideologica in atti pubblici e truffa ai danni dello Stato che coinvolge il suo legale rappresentante.
Badia Grande sostiene che riuscirà a dimostrare in tribunale la regolarità di tutte le operazioni eseguite, e ritiene palesemente illegittimo il provvedimento deciso dalla Prefettura.
La notizia è stata riportata dal sito Trapani Si, con foto di repertorio della Prefettura.
Il sito non dice quando subentrerà il nuovo gestore del centro. Secondo il rapporto annuale del Garante nazionale delle persone private della libertà il Cpr di Trapani è stato gestito da Vivere con Soc. Coop. Onlus dall’ottobre 2019 al giugno 2022, “in regime di proroga”. Quindi in teoria da almeno un mese ci sarebbe dovuto essere il nuovo gestore.
Le vicende giudiziarie contestate all’ex gestore riguardano gli anni tra il 2017 e il 2019.
Trapani Oggi ha riportato anche il nome del legale rappresentante rinviato a giudizio, ma la foto è una panoramica del Cpr con le inconfondibili recinzioni gialle.
Il Cpr trapanese viene utilizzato anche come centro di smistamento per migranti appena sbarcati, con una procedura sulla quale qualcuno ha avuto da ridire.
Secondo Trapani Oggi nel centro sarebbero stati portati 447 migranti sbarcati a Lampedusa e poi trasferiti a Mazara. 220 riceveranno l’ordine di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni, gli altri verranno riconosciuti come richiedenti protezione e affronteranno un’altra trafila burocratica. L’informazione è tutta da verificare: il Cpr avrebbe una capienza di 205 posti, quindi non potrebbe ospitare agevolmente tutte queste persone.
Secondo i dati diffusi dal Garante, la capienza effettiva sarebbe di soli 30 posti, almeno nel settore rimpatri, ma nessuno ha approfondito questo dettaglio.
Una parlamentare ha visitato il centro rimpatri trapanese a marzo scorso, mentre fuori c’era un piccolo presidio indetto dagli antirazzisti. Le persone presenti in stato di trattenimento amministrativo erano 13, a fronte di 36 posti disponibili, ma sono stati visti entrare due pullman con migranti provenienti dalla nave quarantena Moby Dada.
Per gli antirazzisti la procedura è illegittima, perché prevede anche il sequestro di oggetti personali e telefono cellulare e la detenzione di persone contro cui non è ancora stato emesso un provvedimento di espulsione.
La parlamentare che ha visitato il centro è ora in Unione Popolare con De Magistris, e contesta la scelta di Sinistra Italiana e Verdi di “vendersi al Pd per un pugno di seggi”.
In Sinistra Italiana c’è anche Nicola Fratoianni, che spesso si è dimostrato sensibile nei confronti del tema Cpr. La sua ultima visita al centro rimpatri di Torino risale a poco più di due mesi fa.

Salvini a Lampedusa

Il segretario della Lega Matteo Salvini ha visitato Lampedusa nell’ambito della campagna elettorale per le elezioni che si terranno il mese prossimo. Ha detto qualche frase generica sulla sicurezza e basta. Secondo il sito Stranieri In Italia anche l’elettorato di destra si è stancato di sentire “sempre la stessa tiritera”.
Lampedusa è simbolica perché tuttora molti dei migranti soccorsi in mare vengono portati sull’isola, dove c’è un hotspot da poche centinaia di posti che finisce talvolta ad ospitare oltre il triplo dei migranti per cui è stato progettato. E’ vero che la situazione di emergenza dura poche ore o pochi giorni, visto che il Governo ha messo a punto delle procedure per il trasferimento della massa dei migranti sulle coste siciliane, ma comunque il problema rimane. Da sinistra si protesta per il mancato rispetto dei diritti umani degli stranieri costretti a dormire sui materassi appoggiati a terra nei corridoi o addirittura all’esterno, mentre da destra si usa la situazione per dimostrare che il flusso dei migranti in arrivo è superiore rispetto a quello che potrebbe essere gestito dallo Stato in maniera ordinata.
In un articolo pubblicato anche su Start Magazine si ricorda che la proposta di Giorgia Meloni è quella di istituire un “blocco navale” per fermare i barconi e riportarli indietro senza neanche farli arrivare in Italia. Non vengono citati invece esponenti di centrosinistra, al momento impegnati nel tentativo di istituire lo ius culturae, che secondo la destra è un pull-factor. In pratica, dare agli stranieri la speranza di ottenere la cittadinanza italiana per loro o per i loro figli sarebbe uno dei fattori che li spinge a venire in Italia anziché altrove.
I principali giornali italiani puntano sul gossip, pubblicando le fotografie di Salvini che si rilassa in costume da bagno su un’imbarcazione con alcuni dei suoi sostenitori, forniscono informazioni sulla villa di Berlusconi in cui è stato ospitato, riportano il video del leader leghista a passeggio tra la gente.
Secondo ciò che scrive Il Fatto Quotidiano, Salvini vorrebbe il Ministero dell’Interno per sé o per un altro esponente leghista, visto che i decreti sicurezza sono riconducibili alla Lega. Non ci sarebbe nessuna rassicurazione in questo senso da parte dell’alleata Giorgia Meloni, secondo cui questi dettagli verranno decisi dopo le elezioni.
Il tweet messo in evidenza da Letta al momento riguarda la strage di Marcinelle, avvenuta 66 anni fa in Belgio. “Morire a migliaia di km da casa. Da emigrati, immigrati, migranti”, ha scritto il segretario Pd, facendo idealmente un parallelo tra gli italiani che cercavano lavoro all’estero in passato e gli stranieri che fanno la stessa cosa oggi.
Scrive un utente di Twitter: “C’è una piccola differenza: ai nostri emigranti morti in Belgio non davano vitto e alloggio gratis senza fare niente, anzi li obbligavano a lavorare in miniera. Dovreste vergognarvi a paragonarli ai migranti clandestini che arrivano oggi”.
Il tweet di Letta è linkato ad una lettera firmata da lui e pubblicata sul sito del Corriere della Sera, coperta da paywall. Insomma, bisogna pagare per conoscere i contenuti della campagna elettorale Pd. Bene.
Letta annuncia la sua presenza alla commemorazione della strage di Marcinelle dicendo che servirà “per onorare quelle 262 vttime e anche, simbolicamente, tutti gli altri caduti, in altre viscerre, a partire da quelle del Mediterraneo”.
Il Giornale titola: “Strage di Marcinelle, Letta strumentalizza senza vergogna i migranti”.
E ricorda che per anni il PD ha finanziato la guardia costiera libica, “mantenendo delle strutture rivelatesi poi dei veri e propri campi di concentramento”, per poi interrompere il sostegno, pochi giorni fa, con una decisione “dettata dal terrore delle elezioni anticipate”.
L’articolo non si sofferma sulle posizioni dei partiti di destra su questo argomento. Con i porti chiusi o col blocco navale voluti dagli avversari del Pd, i migranti non finirebbero lo stesso nei lager libici?
Intanto Il Tempo lancia l’allarme: anche nei Balcani sta per scoppiare una guerra fratricida come quella che sta dilaniando la Libia. C’è il rischio di un attacco serbo contro il Kosovo.
L’articolo non si sofferma sul problema umanitario della guerra in sé, ma sul caos che riguarderà le forniture energetiche, anche tenuto conto della guerra in Ucraina e dell’estensione della Nato a Paesi a ridosso della Russia.

Caltanissetta, non ci sono mediatori

Una commissione istituita all’interno del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Caltanissetta per occuparsi dei diritti umani e dell’immigrazione ha chiesto l’intervento del Garante nazionale delle persone private della libertà, segnalando varie criticità nel Centro di Permanenza per i Rimpatri.
Da diverse settimane nel centro non sono più disponibili mediatori, per motivi non meglio precisati. Questo impedisce di assicurare il compimento delle attività essenziali previste dalla legge nei confronti dei trattenuti.
L’assenza di mediatori fa sì che alcune pratiche urgenti rimangano bloccate. Questo si aggiunge alle consuete difficoltà che gli avvocati si trovano di fronte cercando di svolgere il loro lavoro per conto dei migranti trattenuti. Spesso la documentazione riguardante i propri assistiti viene fornita con grande ritardo, quando questi ultimi sono già stati rimpatriati.
Oltre a difficoltà di ottenere assistenza legale ci sono difficoltà di accesso per i migranti ad una idonea assistenza medico sanitaria e le materiali condizioni dei trattenuti, non specificate nel dettaglio.
I contenuti della segnalazione degli avvocati sono stati riassunti in un lancio dell’Ansa, senza nomi ma con foto di una delle recinzioni del Cpr.
Alcuni siti web locali hanno riportato il lancio di agenzia, sempre con foto di repertorio.
Si è persa la memoria di quando è stata l’ultima volta che il Garante nazionale ha visitato il Cpr di Caltanissetta. Nel corso del 2021 apparenemente non è stato neanche nell’altro Cpr siciliano, quello di Trapani, dove pure sono state segnalate procedure strane per il trattenimento e l’identificazione dei migranti appena sbarcati.
Intanto non arrivano aggiornamenti da Palazzo San Gervasio, in Basilicata, dove pochi giorni fa si è parlato del fatto che i dipendenti del centro rimpatri ricevono lo stipendio con tre mesi di ritardo.
La notizia è rimasta confinata in cronaca locale, con foto di repertorio. Nessuno ha spiegato i motivi del ritardo. Lo stesso gestore avrebbe in carico anche il Cpr di Milano, ma lì nessuno ha segnalato problemi di questo genere.

Torino, spacciatore al Cpr

Un marocchino richiedente protezione internazionale è stato accompagnato al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Torino a fine luglio. L’uomo è considerato pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica dopo una serie di condanne per stupefacenti non meglio precisati.
Il provvedimento in cui veniva disposto il trattenimento dello straniero presso il Cpr è stato emesso dal Questore di Lucca.
La notizia è stata pubblicata sul sito della polizia, con foto di un africano che viene fatto salire su una volante.
In coda al comunicato, la notizia che un altro straniero rintracciato a Lucca è stato portato al Cpr di Bari tre giorni fa. Il paragrafo è linkato ad una foto di repertorio di due auto della polizia.
Lo stesso comunicato è stato pubblicato senza aggiunte, e con una diversa foto di repertorio, sul sito La Gazzetta di Lucca.

La barca degli scafisti presidio di legalità

La barca degli scafisti presidio di legalità

Quotidiano di Sicilia ha raccontato la storia di una barca a vela sequestrata “qualche anno fa” nel mare della Sicilia orientale con 45 migranti nascosti sottocoperta e due scafisti.
Ora l’imbarcazione viene utilizzata per progetti e attività sociali, ambientali e di sensibilizzazione alla legalità in un comune siciliano vicino Trapani.
Non si sa che fine abbiano fatto i migranti che erano a bordo, né gli scafisti.
Nessun migrante viene intervistato nella scrittura dell’articolo.
Di recente Tiscali ha pubblicato una mezza informazione isolata attinta dall’Ansa. “Chi sono gli scafisti bambini, processati come adulti”, è il titolo. Le poche righe sottostanti non danno nessuna risposta. Si dice che ci sono dei “ragazzi, quasi bambini” che sono accusati di “scafismo” e processati e incarcerati come adulti. La fonte è una volontaria del Centro Astalli di Catania, che ha provato a segnalare il fatto che “i veri trafficanti restano in Libia”.
Un’altra barca a vela è stata appena intercettata nei pressi di Crotone. A bordo c’erano 68 afghani tra cui 30 minori. Gli scafisti avrebbero tentato di fuggire col tender di bordo, abbandonando l’imbarcazione e i suoi occupanti a sé stessi. Si tratta di due persone di origine turca, che sono state fermate poi dalla Guardia di Finanza. Non si sa che pena rischiano.

Di nuovo senza stipendio

I lavoratori del Centro di Permanenza per i Rimpatri di Palazzo San Gervasio, Potenza, non hanno ancora ricevuto lo stipendio degli ultimi tre mesi. La settimana scorsa hanno ricevuto la mensilità di aprile. La Filcams Cgil ha proclamato uno sciopero e chiesto l’intervento del Prefetto di Potenza. La notizia è stata pubblicata sul sito Basilicata 24 con foto di migranti dietro una recinzione.
Come avvenuto in passato, non c’è nessun riferimento a quale è il motivo per cui si è creata questa situazione. Perché mai un’azienda dovrebbe aggiudicarsi un appalto pubblico e poi rifiutarsi di pagare i suoi dipendenti? Non sarebbe il caso di andare dal gestore e fargli qualche domanda?
In realtà alcuni anni fa era circolata una versione più precisa di quello che era successo, su un sito secondario che oggi è scomparso. L’imprenditore che si era aggiudicato l’appalto lamentava il fatto che la Prefettura, ossia lo Stato, pagava con molto ritardo quanto pattuito. In teoria infatti il gestore dovrebbe ricevere una certa cifra per provvedere alle esigenze dei reclusi. In attesa del pagamento da parte della Pubblica Amministrazione, il gestore aveva chiesto finanziamenti alle banche, che glieli avevano rifiutati.
Normalmente i sindacati non fanno nessuno sforzo per cercare di spiegare le cause della situazione che si è venuta a creare. I giornalisti si limitano a riassumere gli scarni comunicati. Gli attivisti sono poco interessati ai meccanismi: i Cpr non funzionano, quindi vanno chiusi, è la sintesi del loro ragionamento.
Secondo Basilicata 24 il gestore del Cpr di Palazzo San Gervasio è Engel Italia. Sarebbe la stessa società che gestisce il Cpr di Milano. In Basilicata non paga e in Lombrardia sì?
In realtà alcuni siti web hanno riportato la notizia, sulla scia di quanto dichiarato dal senatore De Falco, che il Cpr milanese è gestito dalla società Martinina, di cui nessuno ha mai sentito parlare. Era sembrato che si trattava sempre di Engel che aveva cambiato denominazione, oppure di una sua costola. Eppure a Palazzo San Gervasio si continua a parlare di Engel. Il cambio di denominazione c’è stato solo a Milano?
Secondo il rapporto del Garante nazionale delle persone private della libertà il contratto di gestione a Milano dura fino a fine settembre mentre a Palazzo San Gervasio sarebbe scaduto a fine luglio. Se il contratto è scaduto e Engel ancora opera significa che si è aggiudicata anche il nuovo appalto? C’è stata una gara? Come mai nessuno ne ha parlato?
Pochi giorni fa si discuteva dell’allestimento di una tendopoli per i lavoratori stagionali. Ne ha parlato soltanto Basilicata 24.
Nel 2021 su 845 persone transitate nel Cpr di Palazzo San Gervasio ne sono state rimpatriate 539, ossia il 63%. Non sono circolate statistiche sulla loro nazionalità e provenienza. Si dice che nei Cpr del meridione finiscano spesso tunisini appena sbarcati, che non hanno commesso crimini in Italia e che non hanno diritto di chiedere asilo come chi proviene da altri Paesi.
Ieri De Falco ha condiviso su Facebook il link ad un articolo di Per Cambiare L’Ordine Delle Cose dedicato alla morte di un nigeriano picchiato e ucciso da un italiano a Civitanova Marche. “In una società intrecciata da odio, razzismo e violenza non si salva nessuno”, dice il titolo, che esorta a non abbandonare l’umanità.
Una riflessione a distanza, senza dettagli esclusivi e senza dichiarazioni da parte di un solo migrante. Con qualche riflessione sul ruolo che avrebbero i politici nel fomentare il razzismo.
Il Resto del Carlino pubblica la testimonianza di un sacerdote di origine africana che conosceva la vittima e ha raccontato di come quest’ultima si impegnasse per sostenere la sua famiglia.
Lo stesso giornale ha intervistato la vedova del nigeriano, addolorata per la perdita del marito e preoccupata per il fatto che l’aggressore possa tornare libero tenuto conto delle sue condizioni psicologiche.
Sui social circola il filmato che documenta una parte della colluttazione. Utenti e giornalisti si lamentano del fatto che nessuno sia intervenuto per sedare la rissa. In realtà si sentono le voci dei passanti che chiedono di smettere, tenendosi a distanza.
Qualcuno ha realizzato una vignetta in cui si vedono donne, vecchi e bambini che filmano lo strangolamento. “Andava fermato, non filmato”, c’è scritto. Ma nessuno dà una dimostrazione di come si fa.
Gli utenti nei commenti chiedono di incriminare chi ha documentato quanto stava accadendo.

Navi Ong in attesa di un porto sicuro

Mentre la Sea Watch 3 ha sbarcato a Taranto i migranti che aveva soccorso, le altre due navi Ong, Ocean Viking e Geo Barents, ieri erano in attesa di un porto sicuro.
Alcuni migranti sono a bordo da quasi una settimana, negli spazi ristretti della nave, sotto il sole cocente. Il loro benessere fisico e psicologico è a rischio. Inoltre, finché le navi non hanno sbarcato i migranti soccorsi, non sono in grado di intervenire in nuove situazioni di difficoltà che potranno essere segnalate nel Mediterraneo, con grave rischio per la sicurezza dei migranti che stanno partendo adesso.
Nelle ultime ore, Sos Mediterranee ha comunicato che la Ocean Viking ha ricevuto l’ordine di procedere verso Salerno. Nel tweet c’è anche la foto dei migranti che festeggiano dopo avere ricevuto la notizia. Alcuni consiglieri regionali leghisti hanno scritto un comunicato in cui chiedono che la Campania non diventi una seconda Lampedusa. “Non si capisce bene in base a quale logica il porto più sicuro sia quello salernitano”, dicono, visto che “dista numerose miglia nautiche dal luogo del presunto naufragio”.
Un utente di Twitter commenta sotto il messaggio della Ong: “State riducendo il più bel Paese del mondo in una latrina. Ci avete rovinati economicamente e socialmente. Ma il 25 settembre cambia tutto. Mi auguro siate costretti a riportarli indierto”.
Un documentarista spagnolo ha scritto su Twitter che la Geo Barents è una nave di soccorso e non può diventare un campo temporaneo per rifugiati in mare. Col tweet c’è la foto di una donna che mostra il suo bambino di pochi mesi. Sullo sfondo si vedono altre donne e bambini. Un nuovo documentario dell’autore è in arrivo a breve, e andrà in onda su Al Jazeera in inglese.
“Perché non li sbarcate e non vi prendete cura di tutti nel vostro Paese invece che sempre e solo in Italia?”, chiede un utente.