L’Asgi non può visitare le aree di sicurezza degli aeroporti

L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione ha chiesto di poter visitare le aree di sicurezza presenti negli aeroporti di Malpensa e Fiumicino nelle quali vengono trattenuti gli stranieri arrivati in aereo a cui non viene riconosciuto il diritto di ingresso sul territorio italiano.
Secondo l’Asgi i locali non sono idonei al trattenimento perché isolati dal mondo esterno, senza accesso all’aria aperta, con scarse possibilità di consultare un legale, e senza che sia stato emesso alcun ordine di detenzione convalidato da un giudice.
L’attesa, per queste persone, è di alcuni giorni, anche se non si dice di solito quanto tempo ci vuole. Non ci sarebbe un tempo massimo di permanenza stabilito dalla legge.
Le autorità hanno rifiutato all’Asgi il permesso di visitare le strutture, visto che si tratta di aree riservate in uso alle forze di polizia chee non sono destinate ufficialmente al trattenimento. Non rientrerebbero quindi nella categoria di quelle visitabili dagli “enti titolari di interessi diffusi” che invece hanno la possibilità di visitare i centri per i rimpatri in base a un regolamento ministeriale del 2014.
L’Asgi ha annunciato che presenterà ricorso. La notizia è riportata da Redattore Sociale, a cui attinge il sito della diocesi di Padova Difesa del Popolo.
Sul Piccolo intanto si parla di una proposta di potenziamento del tribunale di Gorizia, necessario anche a causa della presenza sul territorio di sua competenza del Centro di Permanenza per i Rimpatri di Gradisca d’Isonzo “che ha un grande impatto sia per le udienze che per la complessità delle problematiche umane e sociali che coinvolgono inevitabilmente il personale”. A quanto si sa è il giudice di pace ad occuparsi della convalida dei trattenimenti; non farebbe parte della magistratura ordinaria. La voce di Wikipedia che affronta l’argomento è soltanto un abbozzo.
A fine gennaio sempre Il Piccolo aveva raccontato che l’ufficio del locale giudice di pace era praticamente al collasso, dovendo gestire annualmente oltre 100 udienze di convalida del fermo e oltre mille procedimenti riguardanti i migranti irregolari, che si aggiungono ad oltre duemila fascicoli ordinari. I provvedimenti riguardanti il Cpr hanno la precedenza su tutto il resto, perché c’è un termine di 48 ore, scaduto il quale lo straniero viene rilasciato se manca la convalida del trattenimento.

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