Perugia, quattro accompagnamenti al Cpr

Quattro stranieri fermati dalle parti di Perugia sono stati accompagnati “nei Cpr” (non si sa quali). Si tratta di due nigeriani e due tunisini. I primi due erano incensurati, semplicemente la loro istanza di protezione internazionale era stata rigettata in maniera definitiva. Gli altri due avevano precedenti in materia di immigrazione (solo inottemperanza?) e droga (ma non si sa di che tipo e in che quantità). La notizia è riportata sul sito La Notizia Quotidiana, che riporta anche del rimpatrio avvenuto di altri quattro stranieri: tre albanesi e un georgiano. Quest’ultimo è stato prelevato all’uscita dal carcere dove ha scontato una pena per reati contro il patrimonio (non si sa quale). Uno degli albanesi era pregiudicato per furto, un’altro solo per “false dichiarazioni sulla propria identità”. L’ultimo invece aveva violato il divieto quinquennale di reingresso sul territorio italiano. Insomma era già stato rimpatriato una prima volta, ed ora viene rimpatriato per la seconda.

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Terni, vari accompagnamenti al Cpr

Il sito Umbriajournal, mettendo insieme vari comunicati di polizia, racconta di tre accompagnamenti al Cpr avvenuti negli ultimi giorni a Terni (accompagnamenti “ai Cie”, scrive, usando la vecchia definizione).
Un’egiziano ventenne “responsabile delle risse in pieno centro storico” e un dominicano di 29 anni, forse incensurato, ma inottemperante all’ordine di lasciare il territorio, sono stati portati ai Cpr di Bari e Potenza. Un rumeno di 30 anni è stato portato al Cpr di Brindisi dopo la scarcerazione. Perché stava in carcere? Il sito non lo spiega.
Più preciso Terni In Rete, secondo cui il trentenne risulta pluripregiudicato anche per violenza sessuale, senza specificare quando e dove.
Le risse a cui ha partecipato il ventenne invece risalgono al 23 e 24 aprile scorsi. Il giovane ha anche una denuncia a suo carico per rapina e lesioni ai danni di un cittadino della Guinea.

Perugia, due accompagnamenti ai Cpr

Due stranieri fermati dalla polizia a Perugia sono stati accompagnati in due diversi Cpr, uno nel nord Italia, uno nel sud.
Lo scrive il Quotidiano dell’Umbria, senza specificare di quali Cpr si tratta.
Nel Cpr del nord c’è finito un algerino trentenne, rintracciato a Città di Castello. L’accompagnamento è stato deciso “data la sua posizione irregolare”. Nessun riferimento a precedenti penali o reati commessi.
Al sud invece è finito un tunisino trentaquattrenne, pregiudicato per spaccio (di sostanze non meglio precisate), nonché per false generalità, reati contro il patrimonio (non si sa quale) e porto abusivo di oggetti atti a offendere (non si sa quali), oltre che per invasione di terreni ed edifici.
Altri due stranieri sono invece stati accompagnati alla frontiera.
Un albanese all’aeroporto S.Egidio, da cui è stato imbarcato su un aereo per Tirana. E un tunisino cinquantaduenne  sempre alla “frontiera aerea”, dopo che aveva appena finito di scontare una pena di tre anni e sei mesi nel carcere di Capanne, con le accuse di spaccio di stupefacenti (non si sa di che tipo), porto di oggetti atti ad offendere (non si sa quali) e violenza privata (non si sa a chi).

Umbria, il Cie svuoterebbe le carceri

Umbria Journal ha pubblicato integralmente un lungo comunicato di un’esponente politica del Movimento per Perugia. “In questo clima di campagna elettorale la tutela delle Forze dell’Ordine sembra essere un argomento marginale, quasi dimenticato”, scrive l’autrice, candidata alla Camera.
“Il Ministro Minniti, a nostro parere il miglior Ministro di questo disastroso governo, nel 2016 aveva proposto di aprire un Centro d’Identificazione ed Espulsione in ogni regione d’Italia, una struttura d’accoglienza che serve per trattenere i clandestini che non hanno i requisiti per ottenere lo status di rifugiati e devono quindi essere espulsi. Più volte in questi anni ci siamo espressi fortemente a favore di un Cie in Umbria da circa 150 posti per una serie di vantaggi: 1) svuoterebbe le carceri, attualmente stracolme di detenuti extracomunitari; 2) snellirebbe le procedure penali e toglierebbe dalle strade i delinquenti; 3) porterebbe cospicui risparmi economici allo Stato”.
Infatti, a detta della candidata, mantenere un detenuto costa 130 euro al giorno, mentre mantenere uno straniero in un centro di espulsione costa “tra i 40 e i 70 euro”. “Senza contare tutte le risorse e Forze dell’Ordine impiegate per scortare un clandestino che delinque da Perugia agli altri Cie d’Italia”.
Lo stesso sito pubblica una notizia recente da Perugia. Un pensionato ha chiamato i carabinieri dopo avere scoperto che una sua abitazione era stata abusivamente occupata da alcuni immigrati. I militari hanno trovato tre tunisini. Uno l’hanno denunciato per possesso di quasi duemila euro in banconote false. Rilasciato con “divieto di dimora nel comune di Perugia”. Gli altri due sono stati accompagnati “presso un Cie del sud Italia”.
E’ quasi un anno che i Cie si chiamano Cpr. In Umbria non se ne sono ancora accorti.
A proposito di forze dell’ordine dimenticate: un sindacato di polizia ha emesso due giorni fa un comunicato dopo l’incendio che è stato appiccato nell’hotspot di Trapani, chiedendo maggiore attenzione da parte delle istituzioni.
Non c’è stata nessuna reazione.
Intanto Marsala News aggiunge qualcosa a quello che già si sapeva: un tunisino è riuscito a evadere.
L’uomo, di cui non si conosce nome, età, precedenti, fotografia, è stato accompagnato all’ospedale “per un malore”. Da lì è riuscito a dileguarsi.
“Non è escluso che l’Interpol possa chiedere la collaborazione alle autorità tunisine per meglio definire la posizione dell’evaso e la sua eventuale pericolosità”.

Terni, accompagnamento al Cie

Un ventiduenne tunisino è stato portato al Cpr di Bari dopo essere stato fermato dalla polizia a Terni, a seguito della segnalazione di una rissa.
Il giovane era già stato “sottoposto alla misura del respingimento da parte della Questura di Agrigento”.
Insieme a lui c’erano altri tre stranieri: uno già sottoposto a obbligo di firma, non si sa perché, un altro richiedente asilo, e l’ultimo sottoposto a misura alternativa alla detenzione perché condannato quando era minorenne per rapina aggravata in concorso (ora ha 18 anni, ma è comunque tornato nella struttura a cui era affidato).
La notizia compare su Umbria 24, in coda ad un articolo in cui si parla dell’arresto di due giovani, provenienti da Gambia e Guinea, che hanno tentato di rubare due giubbotti in un negozio di abbigliamento.

Tempo di bilanci

La Questura di Perugia nella conferenza stampa di fine anno ha diffuso i dati relativi all’attività svolta nel 2017.
Sul fronte dell’immigrazione si parla di 372 clandestini espulsi, di cui 81 accompagnati alla frontiera e 63 al Cie. 14 di loro erano sospettati di terrorismo o ritenuti a rischio radicalizzazione.
Il dato è superiore rispetto all’anno scorso, quando si parlava di 324 espulsi, dei quali 82 accompagnati alla frontiera e 45 ai Cie.
Notare che le somme non tornano: 81+63 fa 144. Come si arriva a 372? La discrepanza, che non viene spiegata, dovrebbe significare che il 61% degli irregolari individuati vengono rilasciati con un ordine di allontanarsi dal territorio con mezzi propri. L’anno scorso il dato era intorno al 60%.
Tuttoggi riporta il quadro completo della situazione, in certi casi riportando la variazione percentuale rispetto all’anno precedente.
Una tabella riassume gli arresti per droga: 146 nel corso del 2017, quando negli ultimi 3 anni erano stati 112, 114, 102.
Le forze dell’ordine sono ottimiste. L’aumento del numero degli arresti, associato alla diminuzione dei reati, significa che la situazione è sotto controllo e che la percezione di insicurezza dei cittadini dipende da altre cause. (“E’ forse un problema sociale? E’ legato al periodo di crisi che stiamo attraversando?”, si chiede il Questore).
Un grafico a torta mostra la nazionalità degli arrestati per droga: 77% stranieri, 23% italiani.

Terni, accompagnamento al Cie

Un cittadino dominicano è stato accompagnato al Cie di Bari dopo essere stato scarcerato. Aveva appena finito di scontare una imprecisata pena per traffico di stupefacenti, non si sa di che tipo. La notizia è stata riportata da UmbriaJournal, all’interno di un articolo col bilancio di tutte le attività della polizia negli ultimi giorni. Non si sa se gli accordi di rimpatrio con la Repubblica Dominicana siano efficienti, o se lo straniero verrà rilasciato nel giro di due o tre mesi.
Anche Umbria24 ha provato a riportare la notizia. Con la differenza che il cittadino dominicano è diventato un “cittadino domenica, scarcerato proprio venerdì”.
Un altro dominicano è stato condannato tre giorni fa a 18 anni di galera per avere assassinato a colpi di pistola un suo connazionale a Milano l’anno scorso. Inizialmente la richiesta era di 30 anni di galera, ma è stata abbassata a causa della collaborazione dell’imputato.
A La Spezia il Pubblico Ministero ha chiesto il rinvio a giudizio di un diciannovenne dominicano, che insieme ad un albanese era stato fermato a marzo dopo una serie di rapine col coltello. Due stranieri imprecisati sono tutt’ora ricercati. La polizia sa chi sono (ma i mass media non lo scrivono).
Per finire, una donna dominicana è stata denunciata ad Avezzano, in Abruzzo, per favoreggiamento alla prostituzione. L'”avvenente 46enne” aveva affittato un appartamento, mettendolo poi a disposizione di prostitute e transessuali, italiani e stranieri, “ricevendo un compenso di 40 euro da ciascuno di essi”. (Al giorno? A settimana? Al mese? Non viene specificato).
La donna riceveva i clienti di un italiano che “gestiva un’analoga attività” all’Aquila, e che essendo raggiunto da misure cautelari per i medesimi fatti, dirottava ad Avezzano la gente che prima si rivolgeva a lui.
Nei confronti della donna è stato “emesso un provvedimento divieto di dimora ad Avezzano”. E basta, per ora.