Terni, accompagnamento al Cie

Un dominicano di 20 anni è stato accompagnato al Cie di Caltanissetta dopo essere stato fermato a Terni. Aveva precedenti per stupefacenti, rissa, ricettazione e violenza. Ad agosto era stato denunciato per atti persecutori e minacce nei confronti di una minorenne. Aveva un permesso di soggiorno per motivi di famiglia, che non gli è stato rinnovato a causa della sua pericolosità. La notizia è riportata da Conca Ternana Oggi, senza ulteriori dettagli.
Il Messaggero racconta la storia diversamente. Il ventenne è stato sorpreso dalla polizia locale durante “un tentativo di furto ai danni di un’autovettura”. Ma anche qui i dettagli scarseggiano.
Non sappiamo che tipo di accordi ci sono tra Italia e Repubblica Dominicana, e quante possibilità ci sono che venga effettivamente rimpatriato.
Due settimane fa, sempre a Terni, un altro dominicano, stavolta un quarantenne, è stato arrestato per possesso di 22 grammi e mezzo di cocaina. Per lui è stato disposto l’obbligo di firma.

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Umbria, nigeriana accompagnata al Cie

Una ventisettenne nigeriana è stata accompagnata al Cie di Ponte Galeria, Roma, dopo essere stata trovata ad Attigliano (Terni), in Umbria, sprovvista di documenti.
L’uomo che la ospitava, nigeriano con precedenti penali per falso in atto pubblico, ha ricevuto una multa di 320 euro per averla ospitata per tre mesi senza averne dato comunicazione alle autorità entro 48 ore.

Perugia, un accompagnamento al Cie

Una donna di 32 anni originaria dell’Ecuador è stata fermata dalla polizia nel corso di una serie di controlli finalizzati al contrasto dell’immigrazione clandestina, della prostituzione e dello spaccio a Perugia.
La donna aveva precedenti per reati contro il patrimonio, rissa, resistenza e possesso di arnesi atti allo scasso.
Era stata arrestata nel 2010 per furto aggravato e condannata a 5 mesi di reclusione.
Da allora sono passati sette anni. Ora, scrive Tuttoggi, è stata accompagnata “in un Cie del centro Italia” in attesa dell’imminente rimpatrio.
A quanto ne sappiamo l’unico Cie femminile attivo in Italia è quello di Roma – Ponte Galeria. Che è anche l’unico Cie del centro Italia. I siti di informazione locali si limitano a fare copia e incolla dei comunicati, senza capire veramente di cosa stanno parlando.

Tunisina al Cie

Una quarantanovenne tunisina è stata accompagnata al Cie di Roma Ponte Galeria.
Ha appena finito di scontare la pena di un anno e un mese di reclusione con l’accusa di furto aggravato.
Finora si trovava nel carcere di Capanne, in Umbria. Il suo permesso di soggiorno è scaduto nel 2005, 12 anni fa.
La notizia è riportata in breve da Umbria Domani.

Spacciatori accompagnati al Cie. Sempre gli stessi

La polizia ha fermato due spacciatori tunisini a Perugia e li ha accompagnati ad un Cie (non si sa quale).
Secondo quanto scrive Umbria 24 i due erano già stati rimpatriati due volte ciascuno.
L’ultima volta ad agosto scorso, uno, e due anni fa, l’altro.
Insieme a loro c’era un ragazzo di 17 anni che è stato affidato ai servizi sociali del Comune.
I tre sono stati indagati “in stato di libertà” con l’accusa di resistenza all’arresto.
Non sono stati diffusi nomi e fotografie.

Perugia, rimpatriati ritornano

Due stranieri che erano stati rimpatriati sono stati trovati di nuovo a Perugia dalle forze dell’ordine.
Una donna bielorussa trentasettenne espulsa nel 2014 con divieto di reingresso per cinque anni è stata individuata in un albergo, probabilmente con uno dei suoi molti nomi falsi. E’ stata giudicata per direttissima e accompagnata “in un Cie fuori regione”, come scrive Umbria 24. Si tratta probabilmente di quello di Roma, l’unico con una sezione femminile ancora in funzione, a quanto si sa.
L’altro straniero individuato è un albanese nato nel ’75, pregiudicato per imprecisati “reati in materia di stupefacenti”, che era stato rimpatriato all’inizio di quest’anno come “misura alternativa alla reclusione”.
Anche lui è finito davanti al giudice che ha stabilito che debba “scontare la pena residua ai domiciliari”. I mass media non scrivono quale è la pena residua.
A proposito di domiciliari: nell’ambito degli stessi controlli un dominicano che doveva trovarsi ai domiciliari è stato trovato al bar. Fine della notizia. Cosa gli succederà? Non si sa.
Da segnalare anche un diciassettenne tunisino che si era allontanato dalla comunità a cui era affidato. E’ stato riaffidato alla stessa comunità. Un ventunenne marocchino che è stato “espulso” dopo essere entrato clandestinamente in Italia (probabilmente con ordine di allontanarsi dal territorio nazionale con mezzi propri). E un trentaquattrenne pluripregiudicato per reati imprecisati, che si era “accampato in uno stabile” ed è stato quindi “denunciato per invasione di immobile”. A piede libero, probabilmente.

De Corato: 100 migranti da Gorizia trasferiti in Lombardia. Umbria rimpatri e espulsioni

L’ex vicesindaco di Milano Riccardo De Corato ha commentato negativamente l’arrivo di un centinaio di migranti, che a suo dire sarebbero stati trasferiti ieri da Gorizia alla Lombardia. “Il Governo decide di alleggerire la Serracchiani e scaricare sulla Lombardia la responsabilità dell’accoglienza, nonostante già ospitiamo il 14 per cento del totale nazionale”.
E ha tirato in ballo il Ministro dell’Interno, che non ha ancora realizzato i Cie che aveva promesso. (Il decreto è appena uscito, ci vuole tempo per realizzare 12 Cie. E poi i Cie si userebbero solo per le espulsioni, non per l’accoglienza).
De Corato segnala inoltre che un albanese ventitreenne che è stato rimpatriato si trova ancora a Pioltello.
“Solo a Milano ci sono da rimpatriare tremila persone, 96 mila in Lombardia. Minniti e il Governo predicano bene e razzolano male”, dice l’esponente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.
Il deputato della Lega Nord Paolo Grimoldi ha protestato più o meno con gli stessi argomenti: “Al Viminale hanno deciso che la Lombardia deve diventare l’hotspot del Friuli?”
Questa dichiarazione è stata riportata solo dal Nord Quotidiano col titolo “Africani Friuli in Lombardia”. In realtà nell’articolo non si parla mai di “africani”, anzi, il fatto che arrivino dal Friuli farebbe supporre che si possa trattare di migranti provenienti dall’est.
Il comunicato di De Corato è stato forse pubblicato su alcuni social network, ma è inaccessibile ai non iscritti.
Tutti gli altri mass media hanno ignorato la notizia, non solo della dichiarazione, ma anche del trasferimento dei migranti.
Per quanto riguarda l’albanese fermato a Pioltello, qualche informazione si trova solo su Milano Post. L’uomo si trovava a bordo di una vettura rubata, bloccata dai carabinieri.
Secondo il sito il ventireenne sarebbe stato “espulso dal territorio nazionale nel febbraio dello scorso anno” e sarebbe spoi “rientrato in Italia dopo l’espulsione”.
La parola “espulso” alcune volte viene usata dai mass media come sinonimo di “rimpatriato”, mentre altre volte si riferisce soltanto a chi ha ricevuto un ordine di allontanarsi dal territorio nazionale.
Come è successo ieri in Umbria, dove Tuttoggi titola: “Blitz in via del Macello, 7 espulsioni”.
Poi nell’articolo si legge che i rimpatri sono stati soltanto due: un peruviano che “esercitava la prostituzione” e un albanese, fermato “lo scorso marzo” con 8 grammi di cocaina e 800 euro in tasca. Entrambi sono stati riportati al loro paese con voli partiti da Fiumicino.
In altri due casi c’è stato un accompagnamento al Cie: si tratta di due donne nigeriane, entrambe incensurate. Quelle che il senatore Manconi considererebbe automaticamente potenziali vittime di tratta, che quindi non dovrebbero essere rinchiuse.
Gli altri tre invece sono a piede libero e dovranno lasciare il territorio con mezzi propri. Uno è un altro peruviano, incensurato. Il secondo è un tunisino con numerosi precedenti penali, tra cui evasione (ma non si sa da dove). Il terzo è un moldavo incensurato, che finora era regolare, ma per cui “sono venuti a mancare i presupposti per il soggiorno regolare in Italia”.
Ha 30 giorni di tempo per allontanarsi con mezzi propri.