Umbria, il Cie svuoterebbe le carceri

Umbria Journal ha pubblicato integralmente un lungo comunicato di un’esponente politica del Movimento per Perugia. “In questo clima di campagna elettorale la tutela delle Forze dell’Ordine sembra essere un argomento marginale, quasi dimenticato”, scrive l’autrice, candidata alla Camera.
“Il Ministro Minniti, a nostro parere il miglior Ministro di questo disastroso governo, nel 2016 aveva proposto di aprire un Centro d’Identificazione ed Espulsione in ogni regione d’Italia, una struttura d’accoglienza che serve per trattenere i clandestini che non hanno i requisiti per ottenere lo status di rifugiati e devono quindi essere espulsi. Più volte in questi anni ci siamo espressi fortemente a favore di un Cie in Umbria da circa 150 posti per una serie di vantaggi: 1) svuoterebbe le carceri, attualmente stracolme di detenuti extracomunitari; 2) snellirebbe le procedure penali e toglierebbe dalle strade i delinquenti; 3) porterebbe cospicui risparmi economici allo Stato”.
Infatti, a detta della candidata, mantenere un detenuto costa 130 euro al giorno, mentre mantenere uno straniero in un centro di espulsione costa “tra i 40 e i 70 euro”. “Senza contare tutte le risorse e Forze dell’Ordine impiegate per scortare un clandestino che delinque da Perugia agli altri Cie d’Italia”.
Lo stesso sito pubblica una notizia recente da Perugia. Un pensionato ha chiamato i carabinieri dopo avere scoperto che una sua abitazione era stata abusivamente occupata da alcuni immigrati. I militari hanno trovato tre tunisini. Uno l’hanno denunciato per possesso di quasi duemila euro in banconote false. Rilasciato con “divieto di dimora nel comune di Perugia”. Gli altri due sono stati accompagnati “presso un Cie del sud Italia”.
E’ quasi un anno che i Cie si chiamano Cpr. In Umbria non se ne sono ancora accorti.
A proposito di forze dell’ordine dimenticate: un sindacato di polizia ha emesso due giorni fa un comunicato dopo l’incendio che è stato appiccato nell’hotspot di Trapani, chiedendo maggiore attenzione da parte delle istituzioni.
Non c’è stata nessuna reazione.
Intanto Marsala News aggiunge qualcosa a quello che già si sapeva: un tunisino è riuscito a evadere.
L’uomo, di cui non si conosce nome, età, precedenti, fotografia, è stato accompagnato all’ospedale “per un malore”. Da lì è riuscito a dileguarsi.
“Non è escluso che l’Interpol possa chiedere la collaborazione alle autorità tunisine per meglio definire la posizione dell’evaso e la sua eventuale pericolosità”.

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Terni, accompagnamento al Cie

Un ventiduenne tunisino è stato portato al Cpr di Bari dopo essere stato fermato dalla polizia a Terni, a seguito della segnalazione di una rissa.
Il giovane era già stato “sottoposto alla misura del respingimento da parte della Questura di Agrigento”.
Insieme a lui c’erano altri tre stranieri: uno già sottoposto a obbligo di firma, non si sa perché, un altro richiedente asilo, e l’ultimo sottoposto a misura alternativa alla detenzione perché condannato quando era minorenne per rapina aggravata in concorso (ora ha 18 anni, ma è comunque tornato nella struttura a cui era affidato).
La notizia compare su Umbria 24, in coda ad un articolo in cui si parla dell’arresto di due giovani, provenienti da Gambia e Guinea, che hanno tentato di rubare due giubbotti in un negozio di abbigliamento.

Tempo di bilanci

La Questura di Perugia nella conferenza stampa di fine anno ha diffuso i dati relativi all’attività svolta nel 2017.
Sul fronte dell’immigrazione si parla di 372 clandestini espulsi, di cui 81 accompagnati alla frontiera e 63 al Cie. 14 di loro erano sospettati di terrorismo o ritenuti a rischio radicalizzazione.
Il dato è superiore rispetto all’anno scorso, quando si parlava di 324 espulsi, dei quali 82 accompagnati alla frontiera e 45 ai Cie.
Notare che le somme non tornano: 81+63 fa 144. Come si arriva a 372? La discrepanza, che non viene spiegata, dovrebbe significare che il 61% degli irregolari individuati vengono rilasciati con un ordine di allontanarsi dal territorio con mezzi propri. L’anno scorso il dato era intorno al 60%.
Tuttoggi riporta il quadro completo della situazione, in certi casi riportando la variazione percentuale rispetto all’anno precedente.
Una tabella riassume gli arresti per droga: 146 nel corso del 2017, quando negli ultimi 3 anni erano stati 112, 114, 102.
Le forze dell’ordine sono ottimiste. L’aumento del numero degli arresti, associato alla diminuzione dei reati, significa che la situazione è sotto controllo e che la percezione di insicurezza dei cittadini dipende da altre cause. (“E’ forse un problema sociale? E’ legato al periodo di crisi che stiamo attraversando?”, si chiede il Questore).
Un grafico a torta mostra la nazionalità degli arrestati per droga: 77% stranieri, 23% italiani.

Terni, accompagnamento al Cie

Un cittadino dominicano è stato accompagnato al Cie di Bari dopo essere stato scarcerato. Aveva appena finito di scontare una imprecisata pena per traffico di stupefacenti, non si sa di che tipo. La notizia è stata riportata da UmbriaJournal, all’interno di un articolo col bilancio di tutte le attività della polizia negli ultimi giorni. Non si sa se gli accordi di rimpatrio con la Repubblica Dominicana siano efficienti, o se lo straniero verrà rilasciato nel giro di due o tre mesi.
Anche Umbria24 ha provato a riportare la notizia. Con la differenza che il cittadino dominicano è diventato un “cittadino domenica, scarcerato proprio venerdì”.
Un altro dominicano è stato condannato tre giorni fa a 18 anni di galera per avere assassinato a colpi di pistola un suo connazionale a Milano l’anno scorso. Inizialmente la richiesta era di 30 anni di galera, ma è stata abbassata a causa della collaborazione dell’imputato.
A La Spezia il Pubblico Ministero ha chiesto il rinvio a giudizio di un diciannovenne dominicano, che insieme ad un albanese era stato fermato a marzo dopo una serie di rapine col coltello. Due stranieri imprecisati sono tutt’ora ricercati. La polizia sa chi sono (ma i mass media non lo scrivono).
Per finire, una donna dominicana è stata denunciata ad Avezzano, in Abruzzo, per favoreggiamento alla prostituzione. L'”avvenente 46enne” aveva affittato un appartamento, mettendolo poi a disposizione di prostitute e transessuali, italiani e stranieri, “ricevendo un compenso di 40 euro da ciascuno di essi”. (Al giorno? A settimana? Al mese? Non viene specificato).
La donna riceveva i clienti di un italiano che “gestiva un’analoga attività” all’Aquila, e che essendo raggiunto da misure cautelari per i medesimi fatti, dirottava ad Avezzano la gente che prima si rivolgeva a lui.
Nei confronti della donna è stato “emesso un provvedimento divieto di dimora ad Avezzano”. E basta, per ora.

Perugia, accompagnamento al Cie

Scrive Umbria Domani che un uomo, pregiudicato per reati legati allo spaccio di stupefacenti, è stato fermato dalla polizia a Perugia e “accompagnato ad un Cie”. Il sito non spiega quale. In Umbria il Cie (che ora si chiama Cpr) non c’è. Dovrebbe aprire, secondo il piano Minniti, ma solo in una seconda fase. Per il momento la regione non è stata presa in considerazione e non circolano neanche indiscrezioni su quale potrebbe essere la località prescelta.
Secondo il sito “negli ultimi giorni” sarebbero sette i pregiudicati stranieri “allontanati dalla città”. Ma chi erano gli altri non lo dice.
Accanto all’articolo, una foto risalente apparentemente a tre anni fa.
Un altro tunisino catturato a Perugia è stato espulso direttamente due giorni fa. E’ stato rimpatriato con una nave da Genova. Era sospettato di avere combattuto in Siria, secondo quanto scrive La Nazione senza aggiungere ulteriori informazioni in proposito. Il sito scrive che comunque sul suo cellulare c’era l’audio in cui un religioso egiziano incitava alla jihad. L’uomo, trentunenne, aveva anche precedenti per droga. “Con lo stesso provvedimento” sono stati espulsi anche due marocchini, scrive la Nazione. In che senso “con lo stesso provvedimento?”. Probabilmente il sito vuole dire che il fatto è accaduto nelle stesse ore, visto che non si parla di sospetti di terrorismo nei loro confronti di questi due. (E non parla neanche di rimpatrio avvenuto, per loro).
Negli ultimi giorni anche un marocchino di 37 anni è stato rimpatriato per sospetti di terrorismo. L’uomo, residente in provincia di Milano, aveva manifestato sui social network l’intenzione di unirsi allo stato islamico o in alternativa di accoltellare qualcuno in Italia. Aveva “apportato diverse restrizioni di privacy” ai suoi profili social per evitare di essere intercettato, ma la sua attività non è sfuggita alle autorità italiane.

Perugia, blitz tra gli immigrati

Titola il sito del Messaggero: “Perugia, blitz in appartamenti e locali a Fontivegge: sette espulsi”. Nell’articolo si legge: “Super controlli in appartamenti e locali pubblici e alla fine il bilancio è di sei espulsi”.
Il sito Umbria Journal scrive nel sommario: “Al Cie una cittadina cinese ed altri 5 stranieri espulsi”, ma nell’articolo non si parla di accompagnamenti al centro di espulsione. Né si parla di rimpatri.
E’ probabile che agli irregolari sia stato consegnato un pezzo di carta con l’ordine del questore di lasciare il territorio nazionale con mezzi propri. E che poi gli stranieri siano stati lasciati liberi.
Un tunisino è stato denunciato perché aveva in tasca un coltello.
Un marocchino è stato trovato con addosso tre telefoni cellulari di cui non sapeva spiegare la provenienza, ed è stato denunciato per ricettazione.
Un algerino con numerosi precedenti penali è stato denunciato per inottemperanza dell’ordine del questore di lasciare il territorio nazionale, e lasciato libero, con un nuovo provvedimento di espulsione.
Se la donna fosse stata portata al Cie si tratterebbe probabilmente del Cie di Roma, l’unico a quanto si sa ad avere ancora una sezione femminile.

Perugia, due rimpatri

Scrive il sito Umbria Domani che due tunisini sono stati rimpatriati in queste ore dopo essere stati fermati dalla polizia a Perugia.
Il primo è stato fermato mentre maneggiava una macchina fotografica vicino alla sede della polizia stradale. Sembra che non avesse cattive intenzioni. Stava semplicemente… provando la refurtiva appena sottratta a due turisti. Su uno scenario a caso.
L’uomo è stato accompagnato in un imprecisato Cie, e da lì sarebbe stato rimpatriato. Così almeno racconta l’articolo anonimo sul sito. Sul sito ufficiale della Questura non c’è alcun comunicato in proposito.
L’altro straniero invece sarebbe stato rimpatriato direttamente. Di nuovo: due anni fa era già stato rimpatriato a causa della sua pericolosità sociale. A suo carico ci sono denunce e condanne per violenze nei confronti della moglie e tentato omicidio del cognato.
I mass media non forniscono statistiche su quanti sono gli stranieri rimpatriati più di una volta, specie verso i paesi più vicini all’Italia.