Salerno, ventenne albanese accompagnata al Cie

Una ragazza di 20 anni, albanese, sorpresa a prostituirsi nella zona industriale di Salerno, è stata accompagnata al Cie di Ponte Galeria, Roma. Lo riportano in breve alcuni siti web locali, che scrivono anche che altre donne sono state identificate e “allontanate”.
Sempre in provincia di Salerno, si segnala una protesta pacifica da parte di alcuni migranti a Sicignano degli Alburni, che hanno bloccato il traffico sulla Strada Statale 19, per protestare contro l’ubicazione periferica del loro centro di accoglienza.
E un ventiquattrenne somalo è stato arrestato a Firenze, a seguito di un mandato di cattura emesso dal Gip di Salerno. Il giovane è accusato di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina di cittadini somali, realizzata anche mediante l’impiego di trattamenti inumani e pericolosi per l’incolumità dei migranti.

Caserta, blitz anti-prostituzione

8 donne straniere sono state fermate da polizia e carabinieri nell’ambito di un’operazione di contrasto a prostituzione e immigrazione clandestina in provincia di Caserta. Sette di loro sono state portate al Cie di Ponte Galeria, l’unico Cie femminile presente in Italia. Erano provenienti dal nord Africa e dall’Europa dell’est. L’ottava, albanese, è stata invece arrestata: era già stata rimpatriata una volta, non si sa quando. Per quanto tempo resterà in carcere, adesso? Non si sa. I siti web si sono limitati a fare copia e incolla del comunicato stampa, senza porsi domande.
Pochi giorni fa Ernesto Galli Della Loggia ha scritto sul Corriere della Sera che la situazione in Italia “sta scappando di mano”, visti i casi di  insicurezza e degrado in cui ci si imbatte. La Gazzetta di Parma forniva la possibile soluzione: “Tutte le sere retate, controlli a tappeto, lampeggianti e divise sulle strade: non necessariamente per arrestare, ma anche solo per disturbare, intralciare, sabotare il malaffare, finché quelli non capiranno che è meglio cambiare aria”.

Santa Maria Capua Vetere: la decisione non è definitiva

L’onorevole Camilla Sgambato del Pd ha presentato una interpellanza al Governo per chiedere conferma della probabile apertura di un Centro Permanente per i Rimpatri nella caserma Andolfato di Santa Maria Capua Vetere.
Le ha risposto il sottosegretario Manzione, secondo il quale la scelta non è definitiva, il Ministero sta ancora valutando le varie proposte, la decisione verrà presa in accordo con la Regione.
L’onorevole Sgambato si è detta soddisfatta della risposta, che ha “fatto chiarezza”. La parlamentare è ottimista, perché ha chiesto al presidente della regione De Luca di esprimere parere contrario all’apertura del centro nella caserma, che è “inserita nel centro abitato”, quindi inadatta.
“Continueremo a seguire l’evolversi della situazione e a vigilare…” eccetera eccetera, ha dichiarato poi l’onorevole in un comunicato.
Il fatto è che il Ministro dell’Interno Minniti è intenzionato ad aprire un Cie in ogni regione. Anche in Campania. Se si scarta l’Andolfato, dove si realizzerà il Cie? Finora né la Regione, né l’onorevole Sgambato, né nessun altro ha fatto il nome di una località alternativa a Santa Maria Capua Vetere per l’apertura del centro.
All’inizio del mese il socialista Luigi Bosco ha presentato un’interrogazione scritta in consiglio regionale sulla questione dell’Andolfato.
I siti locali hanno pubblicato un comunicato ancora più stringato, in proposito.
De Luca non si è ancora espresso pubblicamente.
Repubblica scrive che oggi, in occasione della giornata mondiale del rifugiato, è stata organizzata una imprecisata manifestazione antirazzista a Caserta.
I giornali nazionali non stanno dando alcuno spazio alla ricorrenza, ma sui siti web locali si annunciano numerose iniziative.
Lunedì a Roma è previsto un incontro con Emma Bonino, organizzato da un comitato promotore della legge popolare per il superamento della Bossi Fini.
Secondo Wikipedia in realtà la giornata del rifugiato è martedì, il 20 giugno.
E’ stata celebrata per la prima volta nel 2001, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’approvazione della convenzione relativa allo status dei rifugiati da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel lontano 1951.
Il testo della convenzione è stato pubblicato in italiano da un sito… svizzero.

Campania, preoccupazione per il Cpr. Terrorismo, 42mo espulso

Le indiscrezioni relative all’imminente apertura dei nuovi centri di espulsione, i Cpr, stanno generando preoccupazioni tra le amministrazioni locali delle città presenti sulla lista diffusa dai giornali.
A Santa Maria Capua Vetere è stata convocata una conferenza dei capigruppo al fine di concordare un’ordine del giorno a tutela della città.
La struttura che sarebbe stata individuata è la ex caserma Andolfato, che già nel 2011 era stata riconvertita al volo in un Cie temporaneo, finendo al centro di durissime polemiche per le condizioni nelle quali erano stati costretti a vivere i migranti reclusi al suo interno. Il progetto era fallito in poco tempo.
Il sindaco nota che il centro si troverebbe “nell’immediatezza del centro abitato … a pochi passi dai principali attrattori turistici e soprattutto in un territorio che già sconta un grave vulnus in termini di sicurezza derivante dalla mancanza di risorse umane sia per quanto riguarda i carabinieri che il locale commissariato di polizia”.
Anche in altre regioni locali gli amministratori hanno chiesto un rafforzamento delle forze dell’ordine in caso di apertura del Cpr.
Intanto numerosi siti di clickbaiting hanno riportato la notizia del 42mo espulso dall’Italia per motivi di sicurezza dall’inizio dell’anno. Si tratta di un trentaseienne tunisino, che forse stava cercando di raggiungere la Francia e che sarebbe stato rimpatriato all’inizio del mese.
Scrive Repubblica che l’uomo “aveva fornito una scheda telefonica a lui intestata ad Amri Anis, l’attentatore di Berlino”. Non scrive che con un’accusa simile era stato già rimpatriato un egiziano alla fine di aprile. Il trentanovesimo espulso dall’inizio dell’anno, era l’intestatario di uno dei telefoni utilizzati da Amri, almeno secondo quanto ha riportato Latina24Ore due settimane fa.
Meridionews inserisce i due nomi nello stesso articolo, dicendo che i due erano “conoscenti indiretti”, qualunque cosa voglia dire.
I siti non riportano nessuna informazione a proposito di eventuali reati commessi dall’uomo. Era in contatto col terrorista di Berlino, era in contatto con un altro tunisino con precedenti per droga nella cui abitazione sono stati trovati versi estrapolati dal Corano.
Nemmeno si dice che abbia fatto propaganda integralista: manteneva una condotta riservata. Però utilizzava diverse applicazioni di messaggistica con traffico dati per eludere eventuali attività investigative delle forze dell’ordine.
Intanto il Fatto Quotidiano riporta in un articolo a pagamento le preoccupazioni dei servizi segreti in materia di attentati anarchici. “Il decreto Minniti sui Cpr rischia di essere la miccia per altre campagne della Federazione Anarchica Informale”. La notizia dell’ordigno contro una vettura delle Poste Italiane scoppiato l’altro ieri è finita nei titoli dei telegiornali, a differenza di episodi simili che sono rimasti in cronaca locale. Il fatto è che questo episodio è avvenuto in pieno giorno, e nella Capitale.

Il Primo Marzo e Cecile Kyenge

Si è svolto ieri a Napoli un corteo di migranti. Il Mattino riporta le richieste dei manifestanti: abolizione della Bossi-Fini, riduzione delle spese militari, abolizione del pacchetto sicurezza di Minniti, rilascio immediato di oltre 10 mila permessi di soggiorno bloccati presso la Questura di Napoli. Sul sito c’è anche un video con varie inquadrature alla rinfusa riprese nel corso del corteo.
Stampa Toscana invece racconta di una iniziativa che si è svolta a Firenze, organizzata da Usb e Asia, con varie adesioni da parte di gruppi locali. Un esponente dell’Unione Sindacale di Base spiega il senso dell’iniziativa.
Anche a Caserta si è svolto un corteo. Una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dal Questore e dal Vicario del Prefetto, consegnando un documento con le richieste specifiche.
Tutto qui. Gli anni scorsi esisteva una Rete Primo Marzo che cercava di coordinare le iniziative nelle varie città italiane. Non solo la Rete è scomparsa, ma se ne è persa anche la memoria. Nessun riferimento al passato, nessun riferimento al significato della data del primo marzo. Soltanto Campania Notizie accenna ad un imprecisato “sciopero transnazionale dei migranti”. Sul resto dei mass media la giornata è passata completamente inosservata.
L’unica a ricordarsi ancora del Primo Marzo, e a parlare della Rete come se ancora fosse una realtà visibile, è la sua ex portavoce nazionale, oggi europarlamentare, Cecile Kyenge. Come l’anno scorso, l’onorevole ha realizzato un video di quasi sei minuti che ha ha postato su Youtube e condiviso su Twitter (ma non su Facebook). Il discorso celebrativo della Kyenge ha ottenuto ben… 39 visualizzazioni in un giorno! E uno dei visitatori ha anche cliccato su “like”…

Benevento, scritte contro i Cie

SannioPage riferisce che su un muro del centro storico di Benevento è comparsa la scritta “Né con Mastella né con Di Donato. Fuoco ai Cie”, con accanto il simbolo dell’anarchia.
Il sito racconta che in questi giorni in provincia c’è un “clima di contrapposizione”, innescato dopo che la stampa nazionale si è occupata della gestione dell’accoglienza dei migranti in provincia, per anni nelle mani di Paolo Di Donato.
Un video servizio del Fatto Quotidiano aveva fatto notare irregolarità nella gestione delle strutture che fanno capo al consorzio Maleventum. Se n’era interessata l’associazione Altrabenevento, alcuni centri di accoglienza erano stati chiusi su ordine della Procura.
Raccontava il Fatto una decina di giorni fa che un gruppo di migranti era stato trasferito da un centro ritenuto inadatto a una ex conigliera priva di agibilità, di proprietà del fratello del presidente del consiglio comunale beneventano. Il sindaco aveva detto di non essere stato informato. “Dopo la denuncia del Fatto, che evidenziava il mancato pagamento del necessario condono nonostante la presenza dei migranti, la ex conigliera viene chiusa e la procura avvia indagini su altre strutture interessate da abusi edilizi. Il 10 febbraio viene sequestrato un altro dei centri gestiti dalla Cooperativa Maleventum. Questa volta il certificato di agibilità sarebbe addirittura falso”, scrive il Fatto.
Anche a struttura di Durazzano è priva di agibilità, e già sottoposta a vincolo della soprintendenza. “Così alcuni migranti si vedono ricollocare a Vitulano, nella stessa struttura dalla quale erano stati spostati la prima volta”. Ovviamente ancora la destinazione non era quella definitiva.
Vitulano ha attirato l’attenzione dei mass media nazionali quando il sindaco ha fatto scaricare una massa di terra sull’unica via di accesso ad un agriturismo che ospita i migranti, per impedire l’arrivo non concordato di altri stranieri.
Un gruppo di migranti portati all’agriturismo in un’altra occasione si era rifiutato di scendere dal pullman, considerando la struttura troppo isolata.
Di Paolo Di Donato i mass media fanno girare una vecchia foto in cui si trova a fianco della sua Ferrari. Il manager ha detto di non possederla più, ma nonostante tutto sulla stampa viene soprannominato “re dei profughi”.
Secondo il Fatto, Di Donato è stato consigliere comunale di Sant’Agata dei Goti eletto con il Pdl, poi passato al Ncd, fino al 2015.
Intanto Gentiloni ha presentato la relazione annuale del Dis (il dipartimento che vigila sui servizi segreti). Il Sole 24 Ore riporta che nel documento, oltre a sottolineare il rischio che le difficoltà dell’Isis possano portare ad attacchi in Italia, si nota che dal 2016 sia ripresa ed è in corso una “campagna anonima contro i Cie” svolta dai circuiti antagonisti e anarco-insurrezionalisti.
Il sito si limita a riportare l’informazione senza trarre conclusioni.

Caserta non concede gli atti

La Prefettura di Caserta non ha concesso gli atti relativi a come si sta svolgendo l’accoglienza dei migranti in provincia. La richiesta era partita dai deputati del Movimento 5 Stelle che fanno parte della Commissione d’inchiesta sui Cie-Cara, che si sono quindi appellati al presidente della Commissione per fare chiarezza sulla questione.
“Ci auguriamo che non ci sia nulla da nascondere o di increscioso nella gestione. Dispiace davvero che tra le istituzioni non ci sia maggiore collaborazione, invece di invocare il codice e la legge per ostacolare la lettura dei documenti”, scrive Vega Colonnese (M5s).
Il Movimento vorrebbe “impedire ogni abuso con gli appalti emergenziali che vengono dati a pioggia”, oltre a garantire solidarietà ai profughi.
I principali siti web hanno praticamente ignorato la notizia. Quelli secondari si sono limitati a riportare il comunicato scritto dalla deputata.
Intanto il Presidente della commissione ha ricevuto la richiesta di occuparsi di un’altra prefettura, quella di Potenza. A chiedere il suo intervento è stato il sindaco di Chiaromonte, che accusa la Prefettura di aver agito “senza la benché minima concertazione istituzionale e ancora peggio senza nessuna attività informativa”, creando una situazione “ben più grave di quella già sopportata”. Il problema sarebbe l’aumento del numero di profughi assegnati al comune rispetto a quanto era stato preventivato.
A destare qualche preoccupazione sono stati i fatti avvenuti all’inizio di questo mese, quando “il centro territoriale di Tito” è stato “chiuso dall’Asp per carenze igienico-sanitarie”. E’ stato necessario organizzare una serie di trasferimenti di migranti, che hanno provocato prima di tutto una protesta, e poi una rissa che ha portato all’arresto di quattro stranieri (uno dei quali ferito).
All’inizio della settimana scorsa il Prefetto di Potenza ha convocato tutti i sindaci per discutere di accoglienza dei migranti. Molti non si sono neanche presentati alla riunione, scelta che è stata interpretata come un netto rifiuto a partecipare all’equa distribuzione degli immigrati sul territorio. “Il Prefetto non ha nascosto la sua amarezza”, scrive la Nuova del Sud