Quattro mesi al Cie

Un trentaquattrenne marocchino è stato rimpatriato dopo quattro mesi di permanenza al Cie di Torino. Lo scrive il sito Torino Today.
L’uomo era stato fermato a Milano il 19 giugno, a seguito di attività investigativa svolta dalla sezione antiterrorismo della Digos di Catania.
Il suo reato? Messaggi su Facebook, nei quali avrebbe aderito alle persecuzioni contro comunità cristiane in Medio Oriente da parte di formazioni jihadiste.
L’uomo è stato accusato anche di altri reati, tra cui resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamenti all’arredo urbano, e incendio all’interno del Cie.
A quanto pare è entrato in Italia a gennaio 2016, passando da Lampedusa.
C’è stato un incendio nel Cie di Torino negli ultimi mesi? Se c’è stato, la notizia non è praticamente giunta ai mass media. L’ultimo articolo di Torino Today che parla di incendi al Cie torinese risale al novembre del 2015. Di recente non si è più sentito parlare di episodi del genere. Perché non ci sono più, o perché si è deciso di non informare l’opinione pubblica?
Altra questione dubbia è quella del tempo di permanenza nei Cie. Si era detto che era stato abbassato a due mesi, massimo tre. Qui si parla di quattro mesi. E’ regolare?
Il sito Penale Contemporaneo raccontava che ad ottobre 2013 la Camera aveva approvato in via definitiva che introduceva un “termine improrogabile di 3 mesi, o addirittura di soli 30 giorni quando l’espellendo abbia già trascorso almeno 3 mesi in carcere”. “In ogni caso il periodo massimo di trattenimento dello straniero all’interno del centro di identificazione ed espulsione non può essere superiore a novanta giorni”, si era detto.
Nell’articolo di oggi si parla di 4 mesi di permanenza al Cie. O in questo periodo lo straniero è stato portato prima in carcere e poi al Cie (e la stampa non se n’è accorta), oppure ci è sfuggito qualcosa.
Ad aprile scorso la Stampa aveva pubblicato la notizia di una possibile protesta che stava avvenendo nel centro di espulsione torinese.
Secondo il quotidiano ogni mese ci sono due o tre atti di autolesionismo.
Il 22 per cento dei reclusi assumeva psicofarmaci.

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Tunisini riespulsi

Due tunisini che sono stati trovati all’interno di una baraccopoli a Bologna sono stati accompagnati al Cie di Torino. I due risultano rientrati illegalmente in Italia dopo una precedente espulsione, racconta Repubblica.
Nella stessa area sono stati identificati 13 romeni e un altro tunisino. Non si sa che provvedimenti sono stati presi nei loro confronti. L’area verde era stata recintata dopo un precedente sgombero di un altro accampamento abusivo che era sorto sul posto.
Accanto all’articolo, il sito pubblica una foto con didascalia: “Immagine generica di una baraccopoli”.
Intanto la Corte di Appello di Bologna ha disposto la custodia cautelare in carcere per un altro tunisino, il fratello del killer di Marsiglia. L’uomo è stato fermato a Ferrara, ed è accusato di aver indottrinato il fratello e di essere lui stesso un foreign fighter. E’ prevista la sua estradizione in Francia, provvedimento al quale lui stesso non si è opposto. Non risulta che sia stato in contatto con altri estremisti in Italia, “ma le indagini proseguono in regime di riservatezza”.

Viareggio, accompagnamento al Cie

Uno straniero è stato accompagnato al Cie di Torino dopo essere stato fermato dalla polizia a Viareggio.
Lo riporta Il Tirreno, senza nessun dettaglio.
Scrive il sito che si è trattato di un controllo in zona Pineta di Ponente finalizzato al contrasto di immigrazione clandestina e spaccio di stupefacenti.
L’unica droga di cui si parla nell’articolo sono i 3 grammi di cocaina trovati addosso a due cittadini italiani.
Gli “extracomunitari” identificati sarebbero otto. Due sono stati portati al commissariato, ma solo uno è quello finito al Cie. Perché questo e non l’altro? Aveva dei precedenti penali? I giornalisti non si sono posti il problema.
Un marocchino ha tentato la fuga alla vista degli agenti, ed è stato denunciato per ricettazione. Era su una bicicletta del valore di 1000 euro di cui non ha saputo giustificare la provenienza.
“I controlli continueranno senza sosta anche nel corso delle prossime settimane”, scrive il sito.
Martedì scorso è stato un marocchino fermato a Firenze ad essere condotto al Cie di Torino. Il giovane era stato trovato in possesso di 12 grammi di hashish, divisi in 4 frammenti.

Firenze, accompagnamento al Cie

Un marocchino di 25 anni è stato accompagnato al Cie di Torino dopo essere stato trovato in possesso di 12 grammi di hashish a Firenze.
In questi giorni la polizia sta facendo controlli nella zona di Piazza Santo Spirito.
Due tunisini sono già stati denunciati per detenzione ai fini di spaccio sostanze stupefacenti: avevano in tutto 27 grammi di hashish e marijuana.
Una settimana fa a Pisa è stato sequestrato un carico di 275 chili di hashish su segnalazione della polizia spagnola. La polizia sta indagando per accertare eventuali responsabilità dei vettori e del destinatario finale del carico. Sul momento non è stato effettuato nessun arresto.

Coisp, più posti nei Cie.

Un rappresentante del sindacato di polizia Coisp ha concesso un’intervista a Venezia Tv, nella quale, tra le altre cose, ha parlato di immigrazione.
In Italia, ha detto, continua ad esserci quel circolo vizioso per cui quando non c’è disponibilità di posti nei centri di espulsione lo straniero che è stato fermato in condizione di irregolarità, anche quando ha precedenti penali, deve essere rilasciato e non può essere rimpatriato. Fino a quando non ci sarà una maggiore disponibilità di posti nei Cie continuerà ad esserci questo problema. Aumentando l’insicurezza dei cittadini, che continuano a vedere in circolazione persone che non avrebbero diritto di restare.
Il sindacalista ha parlato anche della distinzione tra chi fugge dalle guerre e i cosiddetti migranti economici. Se le persone che corrispondono al profilo di coloro che, non trovando lavoro, si mettono a delinquere, dovrebbero essere respinti subito, al momento del loro arrivo. Senza voler colpevolizzare intere etnie, ha comunque accennato alla situazione di coloro che arrivano dalla Tunisia.
Il video dell’intervista, 11 minuti, è stato pubblicato per intero sul sito dell’emittente, insieme ad un rudimentale tentativo di riassumerne per iscritto i contenuti.
Il sito continua a parlare di Cie, mentre il Governo ormai li chiama Cpr, Centri di Permanenza per i Rimpatri.
E’ di due giorni fa la notizia che un ventisettenne pachistano è stato accompagnato al Cpr di Torino, al fine di essere espulso per motivi di sicurezza. L’uomo, richiedente asilo, aveva inneggiato all’Isis e alla Jihad su Facebook.
Anche se aveva condiviso immagini che implicano una sua adesione ideologica al terrorismo, non sono emersi finora né piani di attentati, né legami con organizzazioni terroristiche ben precise.
Sul fronte dell’apertura dei nuovi Cpr non giungono novità. Il ministro Minniti ne vuole inaugurare uno in ogni regione. All’inizio di questo mese è stato in Friuli, dove intende rimettere in funzione l’ex Cie di Gradisca. “Il ministro ha rilanciato l’utilità del Cpr”, ha scritto il Messaggero Veneto (attingendo all’agenzia di informazioni regionale), senza fare però nessuna stima sui tempi necessari.

Al Cie di Torino il violentatore che ha denunciato gli agenti della penitenziaria. Sicilia, manifestazione animalista

Un cittadino marocchino è stato accompagnato al Cie di Torino dopo avere scontato 9 anni e 4 mesi di detenzione in varie carceri italiane per il reato di violenza sessuale.
L’uomo risulta parte lesa in un’altra inchiesta, nella quale sono coinvolti 4 agenti di polizia penitenziaria. Secondo lui, gli agenti lo hanno aggredito dopo averlo scoperto con un registratore con quale voleva documentare presunti abusi. Secondo loro, è stato lui ad aggredirli dopo che lo avevano sorpreso con una forbice non consentita dal regolamento.
La notizia è riportata finora solo sul sito poliziapenitenziaria.it, collegato col sindacato Sappe.
Intanto oggi a Vittoria, provincia di Ragusa, è prevista per oggi pomeriggio la manifestazione per chiedere l’espulsione di un algerino che ha torturato a morte una randagia e che sarebbe ancora a piede libero.
La notizia, diffusa nei giorni scorsi, è stata ripresa ora da Libero Quotidiano, con un articolo molto retorico. Il fatto è che esistono le immagini della violenza commessa dall’uomo, riprese dalle telecamere di un benzinaio. Il filmato è stato diffuso su Youtube dagli animalisti per mobilitare l’opinione pubblica.

Viareggio, 2 accompagnamenti al Cie

Due cittadini marocchini sono stati accompagnati al Cie di Torino dopo essere stati fermati dalla polizia a Viareggio nel corso di un controllo che ha portato all’identificazione di oltre 100 stranieri.
La notizia è riportata da Versilia Today, che però non spiega perché, tra 100, sono stati scelti proprio quei due. Avevano precedenti penali? Di che tipo?