Modena, quattro condizioni per l’apertura del Cie

Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli ha spiegato quali sono le condizioni per le quali l’amministrazione sarebbe favorevole all’apertura del Cie.
1 – Garanzia assoluta del rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone, che deve poter essere controllata anche dalle istituzioni del territorio.
2 – Garanzia che negli eventuali centri sia impiegato personale qualificato e che non sia in nessun modo sottratto ai corpi dello stato impegnati nella protezione dell’ordine pubblico sul territorio.
3 – Che anzi i corpi dello Stato nella Provincia siano rafforzati in uomini e mezzi.
4 – Che il miglioramento delle misure di prevenzione e repressione dei fenomeni illegali riconducibili all’immigrazione sia accompagnato da un ulteriore impegno, anche finanziario, su accoglienza e integrazione.
La notizia è riportata da Modena Today, che cita come fonte l’agenzia Dire.
Il sindaco ha detto di non avere ricevuto comunicazioni formali da parte del ministero.
Il sito scrive che il “capo del dipartimento libertà civili e immigrazione della Camera”, “Gerarda Pantaleo”, ha dichiarato “in audizione” che tra i 10 luoghi individuati dal Ministero dell’Interno per ospitare i nuovi Cpr c’è anche Modena.
Chiaramente si tratta del capo dipartimento libertà civili del Ministero dell’Interno, non della Camera, che è stata ascoltata dalla Commissione della Camera che si occupa dei centri per migranti. E il suo nome, secondo l’Ansa, è Gerarda Pantalone.
Quest’ultima agenzia ha elencato dieci località nelle quali sorgeranno i Cpr o verranno ristrutturati i Cie esistenti. In realtà ne ha dimenticati due: quello di Caltanissetta, e quello di Brindisi, che sono tutt’ora in funzione.
Il primo, secondo le indiscrezioni, sarà confermato come unico Cpr della Sicilia, il secondo potrebbe rimanere in funzione anche dopo l’apertura del Cpr di Bari. La Puglia potrebbe ritrovarsi ad essere l’unica regione italiana ad avere due Cie/Cpr.
Intanto il presidente della Commissione Cie/Cara, Federico Gelli, è stato a Ventimiglia, in Liguria, dove si accumulano i migranti che vogliono oltrepassare il confine con la Francia.
Gelli ha parlato di chiudere il centro di accoglienza nella parrocchia, per dirottare tutti i migranti verso il campo di accoglienza di Parco Roja.
Anche coloro che si accampano in giacigli di fortuna sul greto del fiume devono essere regolarizzati “tramite la diffusione di corrette informazioni”.
Ne parla il sito Sanremo News.

M5s, tour immigrazione

Nell’ambito del Movimento 5 Stelle si stanno svolgendo vari incontri in giro per l’Italia sotto l’etichetta #tourimmigrazione.
“Immigrazione, parlamone insieme” è lo slogan che si legge sui banner.
Il relatore è il vicepresidente della Commissione d’Inchiesta Cie-Cara, Giuseppe Brescia, affiancato di volta in volta da altri esponenti del movimento, come Luca Frusone (Commissione Difesa) o Simone Valente (vicecapogruppo alla Camera), da esperti del settore e da consiglieri e candidati locali dello stesso schieramento.
Il 28 aprile il tour era a Taranto, il 4 maggio a Frosinone, il giorno dopo (ieri) a Ventimiglia, oggi, sembra, a Savona.
Dopo la visita al centro per transitanti di Parco Roja a Ventimiglia, l’onorevole Brescia ha pubblicato un filmato su Facebook nel quale spiega quale meccanismo si è venuto a creare.
La polizia francese accompagna in Italia tutti gli stranieri sorpresi ad attraversare il confine, e anche quelli che, fermati in qualsiasi parte del territorio, risultano essere già stati identificati in Italia per la prima volta. Questo perché, in base al regolamento di Dublino, l’accoglienza spetta al primo paese europeo in cui lo straniero viene schedato.
Gli stranieri respinti dalla Francia vengono accompagnati a Parco Roja. Da qui, varie volte a settimana, partono dei pullman che li portano all’hotspot di Taranto. Dal quale dovrebbe avvenire il rimpatrio. Visto che è difficile e costoso organizzare un rimpatrio di massa, spesso va a finire che gli stranieri ricevono soltanto un foglio con ordine di allontanarsi dall’Italia con mezzi propri. Ed è quello che fanno: tornano a Ventimiglia, e cercano di nuovo di oltrepassare il confine con la Francia.
“Questo è un luogo emblematico di come il sistema a livello europeo non funziona”, dice Brescia.
“Questo centro non è riconosciuto dal punto di vista normativo”, fa notare il deputato Simone Valente. Che prevede, “come tutte le estati, un assalto [a Ventimiglia] da parte dei migranti che vogliono raggiungere il centro Europa”.

Minniti a Genova, presidio

Ieri il Ministro dell’Interno Marco Minniti è stato a Genova per partecipare ad un incontro sul tema sicurezza e immigrazione organizzato dall’Anci Liguria.
Contemporaneamente una cinquantina di attivisti ha tenuto in presidio di protesta contro il decreto sull’immigrazione, accusato di creare dei cittadini di serie B, visto che abolisce l’appello e il diritto al contraddittorio in aula per i richiedenti asilo, e di fomentare una guerra contro i poveri, gli immigrati e gli esclusi.
Il Secolo XIX pubblica un estratto delle dichiarazioni del Ministro, e alcune reazioni tra cui quella della vicepresidente della Liguria, la leghista Sonia Viale. Che dice: “I primi passi del ministro Minniti non posso criticarli, perché ha replicato misure adottate da Roberto Maroni quando era Ministro dell’Interno”.
Del resto lo stesso Minniti ha ammesso che “ci sono cose sagge che vengono anche da altri schieramenti”.
Sul sito del secolo c’è anche un breve filmato, che riprende i manifestanti e le forze dell’ordine fermi in strada senza fare e dire niente. I siti Genova 24 e Genova Post invece hanno realizzato dei servizi con interviste ai manifestanti, lasciando loro abbastanza tempo per spiegare i motivi della protesta.
Sulla questione del Cie Sonia Viale ha dichiarato: “La Liguria non si opporrà, ma è competenza del ministro dell’Interno e sicuramente non individueremo noi il luogo”.

Genova, tre furgoni in fiamme

Tre furgoni della ditta di ristorazione Ladisa sono stati dati alle fiamme a Genova dieci giorni fa.
Scrive il Secolo XIX che ieri l’attentato è stato rivendicato dagli antagonisti, i quali contestano all’azienda di arricchirsi sulla pelle dei sans papiers collaborando con i Cie.
Genova Today aggiunge che il blitz è stato effettuato “contro il nuovo piano di rastrellamenti del Viminale, gli accordi Italia-Libia e Italia-Nigeria per i rimpatri e gli internamenti nei campi di prigionia dei paesi di provenienza, nonché in solidarietà con gli anarchici detenuti in regime di alta sicurezza”.
I siti di informazione non aggiungono altro. Non sappiamo se anche a Genova l’azienda si occupa di fornire pasti ai migranti. E’ certo che nel settembre 2015 venne bersagliata da un volantinaggio e da una serie di comunicati sul web, di nuovo sui siti antagonisti, per via dei pasti forniti al centro di espulsione di Torino. In quel caso Ladisa aveva denunciato il tentativo di “screditare l’azienda diffondendo notizie false circa i pasti preparati al Cie di Torino” da parte di “gente spregiudicata mossa da finalità oscure per la tutela di interessi di parte”, e si era rivolta ai carabinieri.
Genova Today collega la notizia con quella di altri attentati incendiari avvenuti in Liguria a novembre scorso: un’auto dell’Eni e un postamat erano stati dati alle fiamme nel quartiere genovese di Castelletto.

Ventimiglia, duemila firme contro i profughi

Alternativa Tricolore ha raccolto quasi duemila firme per chiedere la chiusura dei centri di accoglienza “per migranti economici e presunti profughi” a Ventimiglia.
In un comunicato pubblicato su Riviera 24, Alternativa Tricolore si definisce “movimento politico né razzista né xenofobo”, ma allo stesso tempo sostiene la “concreta rivolta sociale dei cittadini” nei confronti di una “politica immigratoria caratterizzata allo scopo di creare un meticciato etnico e culturale, una vera invasione al fine di sostituire la nostra etnia con quella afro-asiatiche sudamericane”.
Pochi giorni fa il giornalista Magdi Cristiano Allam è stato a Ventimiglia a presentare il suo libro “Io e Oriana”, dedicato alla sua amicizia con la collega Fallaci.
A proposito dei profughi, ha detto, secondo quanto riporta il sito Sanremo News: “La tesi della fuga dalle guerre o dalla povertà non regge, perché sono tutti profughi di sana e robusta costituzione. Se così fosse, comunque, dovrebbero rimanere a combattere le guerre nel loro paese”.
I giovani che arrivano in Italia “provengono da zone in cui le guerre ci sono sempre state. Se succede solo oggi è perché è stato pianificato. Questo è un pensiero che maturò anni fa Oriana Fallaci”, secondo la quale “il problema vero era l’islamizzazione di fatto dell’Europa”.

Accompagnamento al Cie di Torino

Scrive Savona News che un trentaduenne egiziano è stato accompagnato al Cie di Torino. L’uomo è stato fermato a Savona dagli agenti delle volanti dopo una rissa con alcune persone di nazionalità rumena. Dagli accertamenti è risultato che lo straniero aveva già a suo carico un ordine di abbandonare il territorio italiano, a cui non aveva mai ottemperato. Gli agenti hanno sequestrato un coltello che l’uomo avrebbe brandito nel corso della lite.

Genova, incendiati due postamat

Due postamat sono stati incendiati la settimana scorsa a Genova, per protestare contro il coinvolgimento di Poste Italiane, tramite la compagnia aerea Mistral Air, nelle operazioni di rimpatrio dei migranti.
Le indagini degli inquirenti si sono subito dirette verso ambienti vicini al movimento No Borders, ma ieri è arrivata una rivendicazione firmata Fai, Federazione Anarchica informale.
Il comunicato rivendica anche un attentato contro il bancomat di una banca accusata di finanziare Erdogan, di cui non risulta traccia sui mezzi di informazione.
Gli autori del documento inoltre esprimono solidarietà ai sette anarchici arrestati due mesi fa in relazione ad alcuni ordigni sistemati a Torino Fossano tra il 2006 e il 2007.