La tensostruttura di Porto Empedocle

Gli sbarchi di clandestini sulle isole Pelagie sono ripresi. Il Cie di Lampedusa però non è più attrezzato per l’accoglienza, per cui i nuovi arrivati devono essere trasferiti in breve tempo ad Agrigento, nella tensostruttura di Porto Empedocle. E qui la stampa perde le loro tracce.
Nell’ultimo mese è stato segnalato l’arrivo di 244 migranti, 167 dei quali solo a Lampedusa.
Sembra che questi nuovi flussi approfittino del disordine che si è creato in Tunisia e in Egitto, causato dalle rivolte contro i regimi locali.
15 dei 25 dipendenti del Cie di Lampedusa sono in cassaintegrazione. Sembra che una parte dei migranti sia stata ospitata temporaneamente nella struttura, con l’ordine di trasferirli prima possibile. Ha destato scalpore il fatto che, sebbene il centro abbia teoricamente una capacità di accoglienza di almeno 200 posti, alcuni profughi siano stati ospitati nei giorni scorsi in un albergo a quattro stelle sull’isola, per una notte soltanto prima di essere trasferiti ad Agrigento, e da lì chissà dove.
Un articolo sui nuovi sbarchi è comparso su Diritto di Critica, che nota come queste notizie sembra vengano ignorate dagli esperti di immigrazione e dai media nazionali.
Nell’articolo si nota anche che “il controllo libico sulle partenze è ancora molto forte”, ma evidentemente questo non è bastato a fermare i flussi.
Segue un riassunto degli episodi avvenuti nell’ultimo mese, con alcuni momenti drammatici, come quando gli scafisti hanno cercati di speronare la motovedetta della guardia di Finanza che li aveva intercettati, o quando sono stati gli stessi clandestini a chiamare i soccorsi mentre il loro barcone stava iniziando ad affondare.
Su Agrigento Notizie c’è qualche foto dell’arrivo di alcuni ospiti alla tensostruttura di Porto Empedocle, tre giorni fa. Era una giornata di pioggia, l’atmosfera è abbastanza malinconica.