La gabbia per radersi

Al Cie di Lamezia Terme i reclusi si fanno la barba dentro una gabbia poco più grande di una cabina telefonica, sotto gli occhi di tutti.
La notizia è stata diffusa dalla solita Raffaella Cosentino, già autrice di altri scoop sul tema dei centri di espulsione, e pubblicata da Repubblica.
Autore dell’immagine, il coordinatore dell’associazione Medici per i Diritti Umani, che, ironia della sorte, si chiama Barbieri.
Secondo l’associazione si tratta di una “sconcertante pratica di umiliazione”, secondo le forze dell’ordine è soltanto un sistema per evitare che i reclusi commettano atti di autolesionismo incolpando poi i loro sorveglianti.
In altri centri di espulsione italiani esiste un servizio di Barberia, che manca invece a Lamezia.
Nel 2010 un’altra associazione, Medici Senza Frontiere, aveva chiesto che il centro venisse chiuso, considerandolo uno dei peggiori d’Italia.
Secondo Repubblica al momento nella struttura ci sono solo 10 reclusi, su una capienza dichiarata di oltre 60 posti. Non è chiaro se gli altri 50 posti siano liberi o inagibili.
Sul sito del Ministero la capienza dichiarata sarebbe di 80 posti.
Anche il Cie di Modena non lavora a pieno regime. Al momento ospita 9 uomini e 21 donne, a fronte di una capienza di 60 posti.
In quel caso si sa che sono in corso “lavori necessari al raggiungimento di migliori condizioni di sicurezza in caso di rivolte”.
La garante dei detenuti dell’Emilia Romagna, ha appena emesso un comunicato a proposito delle condizioni del centro, segnalandone alcuni disservizi.
Sempre a Modena, il sindaco ha appena incontrato il nuovo direttore del Cie e il vicepresidente del consorzio l’Oasi di Siracusa, che ha preso il posto della Misericordia nella gestione del centro.
Bologna 2000 ha pubblicato una foto dell’incontro, e ha fornito altre statistiche. Nel Cie modenese ci sarebbero “34 uomini di origini marocchine e tunisine”. Immaginiamo che nel dato siano incluse anche le donne.

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