Quanti centri di espulsione ci sono in Italia?

Secondo i dati diffusi dalla Commissione Diritti Umani del Senato, aggiornati al dicembre del 2016, i Centri di identificazione ed Espulsione in funzione in tutta Italia erano soltanto quattro:

  • Brindisi (riaperto nell’autunno 2015)
  • Caltanissetta
  • Roma
  • Torino

A novembre 2017 è stato riaperto anche il Cie di Bari (con la nuova denominazione Cpr, Centro di Permanenza per i rimpatri).

La capienza totale dei centri in funzione, sulla carta, secondo la commissione era di 359 posti. Alla data del rilevamento solo 288 posti erano occupati. La capienza totale prevista, includendo anche gli altri 6 Cie che al momento risultano chiusi, sarebbe dovuta essere di 1393 posti.

A gennaio 2016 erano ancora aperti i Cie di Bari e Crotone (quest’ultimo tornato in funzione l’estate precedente, dopo un lungo stop). Tra febbraio e marzo entrambi sarebbero stati distrutti dalle rivolte, e sono stati chiusi (all’insaputa dei principali mass media).

Il Cie più moderno tra quelli realizzati in Italia, quello di Trapani, è stato riconvertito in hotspot alla fine del 2015. Viene ora utilizzato per l’identificazione e lo smistamento per migranti appena sbarcati (con il coinvolgimento delle agenzie europee).

Un tempo c’era una tabella dettagliata sul sito del Ministero dell’Interno con l’elenco dei Cie e la loro capienza (teorica). La lista non veniva mai aggiornata mano mano che i Cie venivano chiusi (si è scesi in pochi anni da 13 a 5), ma comunque era facilmente accessibile al pubblico. Con il restyling del sito, accedere ai dati è diventato molto più complicato.

La capienza varia da centro a centro. Il Cie di Brindisi ha meno di 50 posti, quelli di Torino e Caltanissetta oltre 90. Quello di Roma 125, sulla carta, di cui solo 58 occupati. A quanto si dice, si tratterebbe solo del settore femminile, mentre l’intero settore maschile sarebbe fuori uso. Inoltre, si tratterebbe dell’unico Cie femminile in tutta Italia, mentre gli altri tre avrebbero solo il settore maschile.

I dati reali ovviamente cambiano di settimana in settimana. Ogni volta che scoppia una rivolta con incendio di materassi e danni agli infissi, alle suppellettili e agli impianti, intere sezioni dei centri diventano momentaneamente inagibili, in attesa dei lavori di ripristino. Ma i siti di informazione non hanno una scheda aggiornata che faccia periodicamente il punto della situazione.

All’inizio del 2017 il nuovo Ministro dell’Interno Minniti ha annunciato il progetto di aprire un Cie in ogni regione (escluse Molise e Valle d’Aosta). Si tratterebbe di centri di 80-100 posti, che porterebbero la capienza nazionale attorno ai 1600 posti totali.

Il Ministro ha annunciato anche un nuovo cambio di nome: i Cie si chiamerebbero Cpr, Centri di Permanenza per i Rimpatri.

Si tratta del secondo cambio di nome in pochi anni: fino al 2011 i Cie si chiamavano Cpt, Centri di Permanenza temporanea.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...