Anche Vicenza manifesta per Floyd

Ieri ci sono state due manifestazioni a Vicenza sulla scia delle proteste che stanno avvenendo in America dopo la morte di George Floyd, soffocato da un poliziotto mentre veniva arrestato. Vicenza Più scrive che la mattina hanno manifestato gli studenti in piazza Castello e il pomeriggio i centri sociali in piazza Matteotti. Un migliaio di persone in tutto. Il sito accenna alla presenza di “diversi esponenti del Partito Democratico e del centrosinistra”, ma fa soltanto il nome di un esponente del Psi, allarmato dalle notizie di femminicidi, assalti a coppie omosessuali, riemergere della violenza fascista, e atteggiamenti discriminatori nei confronti degli stranieri fuggiti dai loro paesi. Insomma il problema non è solo in America, ma anche in Italia. Il sito riporta anche una dichiarazione proveniente dagli esponenti del centro sociale Bocciodromo, in cui si parla degli omicidi per mano razzista senza video nel Cpr di Gradisca, nelle campagne calabresi o per le strade di Firenze e Milano.
L’articolo non fornisce approfondimenti, ma il riferimento al centro rimpatri friulano riguarda la morte di un ventenne georgiano avvenuta a gennaio scorso. I testimoni avevano raccontato che il giovane era stato arrestato violentemente e trascinato via dalle forze dell’ordine intervenute a sedare una rissa.
In altre città italiane erano previsti eventi in memoria di George Floyd, tra cui Torino. Una pagina dedicata all’evento era stata creata su Facebook da due sigle, No Justice No Peace Torino e Rete 21 Marzo.
La prima è nuova: è su Facebook solo dalla settimana scorsa, e sulla sua pagina è stato caricato un video con la diretta degli interventi che dura quasi un’ora (oltre 1300 visualizzazioni).
La seconda è su Facebook già da cinque anni, e ha diffuso varie fotografie dei manifestanti in piazza, distanziati uno dall’altro nel rispetto delle precauzioni anti-coronavirus.
Anche piazza Maggiore e piazza Nettuno a Bologna si sono riempite di manifestanti. Il sito locale di Repubblica ha postato un servizio fotografico dedicato all’evento, e la lista parziale degli organizzatori: tra gli altri c’erano Arci Ritmo Lento, Amici di Piazza Grande, Link e Coalizione Civica.
I leader politici italiani hanno scelto di non esporsi su quanto sta avvenendo negli Stati Uniti. Il direttore di Repubblica ha scritto un editoriale (si può leggere solo a pagamento) che ha destato un po’ di malcontento sui social perché contiene anche la condanna delle devastazioni che ci sono state nel corso delle proteste americane.
Huffington Post ha pubblicato l’intervento di uno psichiatra che tende ad escludere che “tutta questa esplosione americana di violenza” possa riprodursi allo stesso modo in Europa e in Italia, nonostante le conflittualità economico sociali e la presenza di movimenti antidemocratici e culture respingenti e aggressive. Si tratta di contesti troppo diversi.
Intanto le cronache raccontano di tafferugli avvenuti ieri a Roma nel corso di una manifestazione dell’estrema destra (con l’obiettivo di allontanare i giornalisti dal corteo) e di un incendio scoppiato a Lampedusa tra i relitti delle imbarcazioni usate dai migranti (possibile la matrice xenofoba).

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