Cgil, Cpr Bari poco sicuro

La Cgil Funzione Pubblica ha inviato un esposto alla Questura, all’Ispettorato del Lavoro, al Ministro dell’Interno e a vari altri destinatari per segnalare la carenza delle condizioni di sicurezza del Centro di Permanenza per i Rimpatri di Bari Palese.
In particolare si fa riferimento all’episodio avvenuto a dicembre, quando alcuni lavoratori e lavoratrici sono stati tenuti in ostaggio per alcune ore dagli ospiti del centro. I quali si erano impossessati delle chiavi, impedendo per parecchio tempo l’accesso alle forze dell’ordine.
A questo si aggiungono questioni amministrative, ritardi nel pagamento degli stipendi e utilizzo dei lavoratori in compiti di custodia degli ospiti, di competenza altrui.
Parte del comunicato è stata pubblicata sul sito della Gazzetta del Mezzogiorno, con foto di repertorio del ministro Salvini.
Sul sito ufficiale del sindacato il comunicato non compare. L’account Twitter è fermo al mese di ottobre.
Niente anche su Facebook, dove però gli aggiornamenti sono più continui. C’è il filmato risalente a fine gennaio di una visita del neo segretario del sindacato Maurizio Landini, che è stato a Bari da poco e ha visitato il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo. La Cgil ha diffuso comunicati molto polemici verso col Governo, il quale ha smantellato una notevole parte del sistema di accoglienza finalizzato all’integrazione: nel centro Landini ha incontrato migranti che si stavano integrando altrove e sono stati mandati lì dopo che il progetto in cui erano coinvolti è stato accantonato. E il segretario ha ascoltato le ansie dei lavoratori del centro, spaventati non soltanto per quello che può capitare ai migranti, ma per quello che può capitare a loro: in Italia ci sono decine di migliaia di persone che lavorano in questo settore; chiudere i centri di accoglienza vorrebbe dire licenziarli.
Intanto da Caltanissetta, dove c’è stata in queste ore una rivolta, non arrivano aggiornamenti. La notizia è rimasta in cronaca locale. La cronaca nazionale non si è neanche accorta della riapertura del Cpr, così come non si era accorta che era rimasto chiuso per più di un anno.
Sul sito del periodico Terra di Frontiera invece è uscito un lungo articolo sul Cpr di Palazzo San Gervasio, che ripercorre la storia del centro, raccoglie le storie di alcuni migranti, le segnalazioni su ciò che non funziona e le polemiche relative al gestore.

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