Mille adesioni allo sciopero della fame a staffetta

Scrive il Manifesto che le adesioni allo sciopero della fame a staffetta per chiedere la legge sulla cittadinanza che garantisca lo ius soli ha raggiunto quota mille adesioni, secondo i dati forniti dai radicali.
L’articolo non aggiunge niente di nuovo, limitandosi a riportare la posizione favorevole del ministro Minniti. Il quale ha anche parlato dei Cpr, dicendo che finora sono state individuate solo 11 località in cui realizzarli. E anche questo era risaputo.
Il Manifesto non pubblica la lista, che è questa: Torino (Piemonte), Montichiari (Lombardia), Gradisca (Friuli), Modena (Emilia Romagna), Ponte Galeria (Lazio), Santa Maria Capua Vetere (Campania), Bari (Puglia), Palazzo San Gervasio (Basilicata), Mormanno (Calabria), Caltanissetta (Sicilia), Iglesias (Sardegna).
Mancano Liguria, Trentino, Veneto, Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo. Sono escluse dal piano Valle d’Aosta e Molise.
Forza Nuova sta raccogliendo firme contro l’approvazione della legge sullo ius soli. Un centinaio solo a Castelmassa, provincia di Rovigo. “Siamo in grande crescita e sono sicuro che nelle prossime uscite sarà sempre di più la gente che si avvicinerà a noi”, ha detto il coordinatore per l’Altopolesine di Fn, secondo quanto riporta Rovigo Oggi.
Il Movimento 5 Stelle è abbastanza defilato sulla questione. Sembra contrario o astenuto, ma non ottiene granché spazio sui mass media, che hanno preferito focalizzarsi sulla scelta di una assessora 5 stelle torinese che ha postato una sua foto con coccarda tricolore per manifestare la sua adesione alla campagna per lo ius soli.
Sul blog di Beppe Grillo c’è un post del 2013 che fissa dei paletti: prima di tutto dovrebbe esserci un referendum popolare, perché “una decisione che può cambiare nel tempo la geografia del paese non può essere lasciata a un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente”. E poi ci dovrebbe essere una discussione a livello europeo: “Chi entra in Italia, infatti, entra in Europa”. E lo stesso post faceva notare che lo ius soli non è presente in Europa, “se non con alcune eccezioni estremamente regolamentate”.

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Terni, accompagnamento al Cie

Un dominicano di 20 anni è stato accompagnato al Cie di Caltanissetta dopo essere stato fermato a Terni. Aveva precedenti per stupefacenti, rissa, ricettazione e violenza. Ad agosto era stato denunciato per atti persecutori e minacce nei confronti di una minorenne. Aveva un permesso di soggiorno per motivi di famiglia, che non gli è stato rinnovato a causa della sua pericolosità. La notizia è riportata da Conca Ternana Oggi, senza ulteriori dettagli.
Il Messaggero racconta la storia diversamente. Il ventenne è stato sorpreso dalla polizia locale durante “un tentativo di furto ai danni di un’autovettura”. Ma anche qui i dettagli scarseggiano.
Non sappiamo che tipo di accordi ci sono tra Italia e Repubblica Dominicana, e quante possibilità ci sono che venga effettivamente rimpatriato.
Due settimane fa, sempre a Terni, un altro dominicano, stavolta un quarantenne, è stato arrestato per possesso di 22 grammi e mezzo di cocaina. Per lui è stato disposto l’obbligo di firma.

Ius soli, aderiscono Segre e Zanotelli

Continuano ad aumentare le adesioni allo sciopero della fame a staffetta per chiedere la legge sullo ius soli. Ieri sono quelle del padre comboniano Alex Zanotelli e del regista Andrea Segre, oltre che quelle del musicista Paolo Fresu e dell’architetto Renzo Piano.
Nei giorni scorsi hanno aderito anche vari politici, tra cui Luigi Manconi, Graziano Delrio, Benedetto Della Vedova.
Il ministro dell’Interno Minniti è favorevole all’approvazione della legge. “Sull’integrazione si gioca il futuro delle comunità nei prossimi 15 anni non solo in Italia ma nel mondo”, ha detto secondo quanto riporta Leggo. “Chi integra meglio costruirà paesi più sicuri”.
Lo stesso sito riporta la notizia dell’adesione dell’europarlamentare Cecile Kyenge, che ha detto a Radio Cusano Campus che digiunerà “ogni sabato”.
Accanto all’articolo, un video in cui si vede la Kyenge salire in macchina mentre una scalmanata (senza volto) la insulta pesantemente, insieme ad altri manifestanti.
Nei commenti la Kyenge viene derisa per il fatto di scioperare solo il sabato “perché è a casa e non la vede nessuno”. “Pensate invece a fare una legge per aiutare i poveri italiani”, scrive un altro lettore.
Un altro video mostra le dichiarazioni di Giorgia Meloni, che ironizza sulla “nuova trovata” dello sciopero a intermittenza: “lo sciopero della fame tra un pasto e l’altro. Lo faccio anche io di solito”. La legge sullo ius soli “è una legge stupida”. L’obiettivo è quello di avere 800 mila voti in più per il Pd. “Dicono che gli immigrati facciano i lavori che gli italiani non vogliono più fare. Uno di questi è votare il Pd”, dice la Meloni.
Veltroni, intervistato da Repubblica, dice che bisogna puntare su parlamentari del centrodestra sensibili al tema dei diritti. E su “tanti nel Movimento 5 Stelle che non riesco a immaginare sulle posizioni della Lega, almeno per come li conosco”.
L’ex leader del Pd dice anche qualcosa contro i referendum: “La politica deve collocarsi più avanti del sentimento comune. Se Roosvelt avesse chiesto un referendum agli americani per mandare i loro figli a morire per sconfiggere Hitler e Mussolini avrebbe visto prevalere i ‘no’. E se Kennedy avesse lanciato un referendum per chiedere se aprire ai ragazzi neri le università dei bianchi cosa gli avrebbero risposto? La grandezza della politica sta nel seguire un progetto, un’idea del mondo e delle relazioni tra le persone”.
La Meloni invece chiedeva al Pd di mettere la legge sullo ius soli al primo posto da quelle da approvare dopo le elezioni, e presentarsi agli elettori con quel programma lì.
E il Movimento 5 Stelle? Repubblica, nel suo consueto stile del divide et impera, mette in rilievo le posizioni critiche. L’assessora all’istruzione del Comune di Torino, insegnante, ha appoggiato la campagna pubblicando una sua foto con coccarda tricolore. “Come prof ho sempre considerato i miei alunni e le mie alunne italiani”, ha scritto sui social.
Di Battista invece ha risposto duramente all’invito di Veltroni. “Il Ddl non arriverà al Senato, ma se ci arrivasse ci asterremo … Perché Veltroni fa gli appelli a noi invece di farli al suo partito? Delrio se è contro una scelta del suo governo si dimetta e non faccia lo sciopero”.
Ma c’è un contrasto tra Delrio e il Governo? Apparentemente no.
In un’intervista all’Avvenire, il Ministro Minniti ha detto che si debba fare “di tutto” per approvare la legge, “anche così com’è, in questa legislatura. Più difficile sarebbe correggerla”.

Ferrara, martellamento

La polizia di Ferrara ha diffuso il bilancio di un mese di “martellamento”, ovvero di operazioni di controllo in zona Gad.
Sul fronte dell’immigrazione clandestina, si segnalano 2 accompagnamenti alla frontiera, uno al Cie, e 19 ordini di lasciare il territorio per indisponibilità di posti presso i centri di espulsione.
In pratica l’86% degli stranieri da espellere non sono stati espulsi perché non c’era posto al Cie.
In questi giorni si è cominciato a parlare di tempi di attuazione del piano Minniti per l’apertura dei nuovi centri. Il Cpr lombardo dovrebbe aprire nella seconda metà del 2018.
C’è da notare come il cambio di nome deciso da Minniti ancora non è andato giù a polizia e mezzi di informazione, che continuano a parlare di Cie anziché di centri per il rimpatrio.
Non sappiamo in base a quale criterio è stato deciso quale di quei venti stranieri doveva essere accompagnato al Cie. Probabile che avesse precedenti penali, ma non ci viene raccontato di che tipo. Né ci viene detto quanti degli altri 19 avevano precedenti penali. Da un lato c’è chi si lamenta del fatto che gli stranieri pericolosi vengono lasciati in libertà, dall’altro chi si lamenterebbe se gli incensurati venissero rinchiusi nel Cie. Del resto, c’è anche gente a cui non va giù che si venga rinchiusi per un reato secondario commesso magari dieci anni prima. Se uno ha scontato la pena e si è poi reintegrato nella società, perché non c’è modo di uscire dalla lista degli stranieri pericolosi?
Nel corso del “martellamento” la polizia ha sequestrato 273 grammi di marijuana e 5 di cocaina. Cioè: per il 98% si trattava di droghe leggere.
Si segnalano 5 arresti, 11 denunce in stato di libertà.
Tutti e 5 gli arrestati sono stranieri, così come sono stranieri 10 denunciati su 11.
Questi ultimi potranno finire al Cie nel corso delle prossime retate.

Brescia, festa senza frontiere

Domani a Brescia ci sarà una festa organizzata da rete NoCpr e associazione Diritti per Tutti. Ci saranno musica, intrattenimento per bambini, cucina etnica, socialità e sport.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare le persone sul problema delle politiche migratorie messe in atto dal governo Gentiloni-Minniti. Il quale sta finanziando l’apertura di carceri-lager in Africa, e sta lavorando alla riapertura dei vecchi Cie, seppure col nuovo nome Cpr.
Ne sono previsti uno in ogni regione (escluse le due più piccole). Il Cie lombardo non dovrebbe riaprire a Milano, dov’era prima (via Corelli), bensì a Montichiari, a 25 km da Brescia, appunto.
La notizia è riportata da Radio Onda d’Urto, senza link e senza dettagli sul programma.
Pochi giorni fa il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato una mozione in cui si esprime contrarietà all’allestimento del centro per migranti nella caserma di Montichiari. La cosa strana è che la mozione è stata presentata dal leghista bresciano Fabio Rolfi, che quando era vicesindaco era favorevole al Cie. Anzi, nel 2011 era uno dei promotori della scelta di Montichiari.
Il Pd al momento del voto è uscito dall’aula.
Il Movimento 5 Stelle invece ha appoggiato la mozione leghista.
Secondo un consigliere regionale del Pd quella di Rolfi è solo “furbizia politica“: “Sono colpito da tanta incoerenza e tanto cinismo”, ha detto. “La Lega non ha altro che dire di no a qualsiasi politica riguardante i migranti per pura speculazione politica e per trarre vantaggio dalle situazioni di incertezza. Più immigrati sono in strada, più la Lega trova terreno fertile per la sua propaganda”.
Scrive il Corriere della Sera che il Cpr aprirà solo nella seconda metà del 2018.
Lo stesso sito riporta, in coda all’articolo, qualche dichiarazione di Rolfi. Secondo cui il Cpr a Montichiari è un “progetto calato dall’alto”, che rappresenterebbe un ostacolo per lo sviluppo del vicino aeroporto. “Senza contare l’aspetto non secondario che riguarda la netta contrarietà espressa dai cittadini”.
A quanto pare non è stata proposta nessuna scelta alternativa.
E il Movimento 5 Stelle, perché si oppone al Cpr?
Sul sito regionale non c’è nessun comunicato in proposito. Non si è proprio mai affrontato l’argomento. E i siti di informazione non riportano neanche uno stralcio di dichiarazione di voto.

Dati sugli sbarchi

Il Ministero dell’Interno ha pubblicato sul web una serie di tabelle riguardanti il numero di migranti sbarcati in Italia dall’inizio dell’anno, aggiornata alla data di ieri.
La nazionalità più rappresentata è quella nigeriana, con 17 mila unità. Al secondo posto la Guinea, paese di cui non sappiamo niente, 9 mila. Seguono Bangladesh e Costa d’Avorio a quota 8 mila. Mali e Senegal stanno a 6 e 5 mila. 5 mila anche per Gambia, Eritrea, Sudan e Marocco.
Il file diffuso dal Ministero contiene anche i dati sui ricollocamenti a livello europeo. Quasi 8600 stranieri sono stati già mandati all’estero, 3 mila e 400 solo in Germania. Il paese che ne ha ricevuti di meno è l’Austria, soltanto 15 (di cui un solo minore). Sono oltre 1200 le richieste approvate in attesa di trasferimento, e 1100 le richieste inviate in attesa di approvazione. A queste si aggiungono altre 1200 richieste già istruite in attesa di individuazione dello stato membro, e altri 3500 potenziali beneficiari della procedura.
Il numero totale degli sbarchi è diminuito del 23% rispetto all’anno scorso: 106 mila a fronte di 139 mila dello stesso periodo del 2016.
In alcuni mesi la diminuzione degli sbarchi è particolarmente vistosa: ad agosto ci sono stati solo 4 mila migranti sbarcati, a fronte dei 21 mila dello stesso mese dell’anno precedente.
I porti maggiormente interessati dagli sbarchi sono Augusta e Catania, 15 mila. Segue Pozzallo, 10 mila.
In questi giorni si parla di un presunto aumento di imbarcazioni provenienti dalla Tunisia. Repubblica ipotizza “una forma di pressione che Tunisi sta mettendo in atto per poi battere cassa”.
Secondo il sito, l’accordo bilaterale con la Tunisia prevede non più di 30 rimpatri a settimana. Negli ultimi giorni di tunisini ne sarebbero sbarcati più di 500. Tra questi, anche criminali comuni rilasciati a causa di un indulto. E c’è la preoccupazione che possano infiltrarsi anche dei foreign fighters o dei terroristi.
Sul sito Newsly uno studente di lettere di Tor Vergata ha provato ad affrontare la questione in un articolo. Secondo lui “l’accordo vigente con la Tunisia per il rimpatrio non può essere applicato dato il sovraffollamento dei Cpr, centri per il rimpatrio”. Del resto scrive anche che “le imbarcazioni delle Ong sono da mesi attraccate al porto”.  Il Web Advisor di McAfee blocca alcuni contenuti del sito, provenienti da siti potenzialmente pericolosi.
Non è vero che tutte le Ong sono ferme da mesi. E’ della settimana scorsa la notizia che la marina libica ha esploso colpi di avvertimento contro una nave della Ong tedesca Mission Lifeline, che si era spinta dove non avrebbe potuto nel tentativo di traghettare un barcone con a bordo 52 immigrati fino alle coste italiane (secondo la ricostruzione fornita dal Giornale).
Non si trattava di invasione delle acque territoriali (22 km dalla costa): la zona in cui solo le navi autorizzate possono entrare arriverebbe ad oltre 100 km dalla costa.
Intanto arrivano notizie disastrose dalla nave anti-Ong, quella affittata per due mesi dall’organizzazione di estrema destra Generazione Identitaria. Gli 8 marinai dello Sri Lanka dell’equipaggio sono stati soccorsi dalla Croce Rossa catalana, senza cibo, senz’acqua, senza vestiti adeguati e senza stipendio. Dell’armatore non c’è traccia.
Generazione Identitaria aveva abbandonato la nave il 27 agosto.
C’erano già state polemiche a proposito dei marinai, alcuni dei quali avevano pagato per stare a bordo. Uno stage, ha detto l’organizzazione, mentre i cingalesi erano convinti che sarebbero stati sbarcati in zona Schengen.
Generazione Identitaria ha aperto una sezione in Italia. Racconta Avvenire che il presidente si chiama Lorenzo Fiato, e ha tenuto diversi incontri per presentare la campagna Defend Europe, di cui uno a Roma all’Hotel delle Nazioni, vicino Montecitorio.
Scrive Casteddu Online che il veliero Astral ha operato fino a due settimane fa per soccorrere i migranti in mare. La settimana scorsa era a Cagliari, per tornarsene a Barcellona.
Ha scritto la Ong Open Arms: “E’ stato documentato come, lungo le coste libiche abbiano cominciato ad operare milizie armate formatesi allo scopo specifico di contrastare l’emigrazione”, che portano i migranti “all’interno di un’estesa rete di campi e centri di prigionia, dove i migranti vengono derubati, picchiati, stuprati, torturati, sequestrati a scopo di estorsione, ridotti in schiavitù, uccisi. E’ evidente come queste azioni armate ai danni di migranti e Ong siano avvenute in seguito a complessi e in parte oscuri accordi politici e scambi di varia natura con le altre potenze interessate alla spartizione della Libia e con i diversi governi e le milizie armate che operano in quel territorio”.
A quanto si dice non c’è una sola guardia costiera libica: ce ne sono varie, e non si capisce a chi rispondano effettivamente.
Sarebbero anche emersi legami tra queste milizie e i trafficanti.

Gradisca, la Regione attenta ai lavoratori

L’assessore regionale al Lavoro del Friuli Venezia Giulia ha annunciato di avere convocato un incontro con le organizzazioni sindacali fissato al prossimo 11 ottobre, per discutere dei possibili contraccolpi occupazionali relativi all’atteso cambio di destinazione del Cara di Gradisca.
Attualmente la struttura ospita quasi 600 migranti. Con l’attuazione del piano Minniti ne dovrà ospitare massimo 100, negli spazi dell’ex Cie, mentre tutta la parte che è sempre stata adibita ai richiedenti asilo verrà dismessa.
Al momento non si conosce nessuna tabella di marcia che indica i tempi necessari a svolgere tutta la procedura, né si conosce quanti posti di lavoro saranno disponibili e come verranno assegnati.
Diario Del Web riporta una parte del comunicato diffuso dall’assessore, in cui si ricordano le “notevoli complessità occupazionali emerse nella gestione degli appalti relativi alla gestione del Cie/Cara” nel corso degli ultimi anni, con vari trattamenti di cassa integrazione tra il 2014 e il 2015.
L’attuale gestore del centro è la cooperativa Minerva.