Pd: svuotare il Cara di Gradisca

Due consiglieri regionali del Pd, Franco Codega e Silvana Cremaschi, hanno visitato il Cara di Gradisca d’Isonzo, Gorizia, a distanza di due anni dall’ultima volta. Hanno rilevato l’eccessivo sovraffollamento del Cara: in stanze che dovrebbero ospitare quattro persone, ne sono stipate 11. Per svuotare il centro sarebbe necessario che tutti i comuni aderissero allo Sprar. Invece ne mancano all’appello 118, a fronte di 98 che sono entrati a far parte del progetto. I due consiglieri notano anche che i locali dell’ex Cie, attualmente adibiti ad ospitare i richiedenti asilo, sono ancora circondati da gabbie metalliche, che hanno sicuramente un impatto negativo.
Andrebbero smantellate? Il fatto è che le indiscrezioni che sono state diffuse nei mesi scorsi a proposito del piano Minniti (un Cpr in ogni regione) dicono che il centro per i rimpatri friulano verrà allestito proprio a Gradisca. Insomma, il Cie potrebbe tornare ad assumere la sua vecchia funzione, quindi le sbarre sarebbero necessarie. Ma la questione non viene affrontata nel dibattito pubblico, almeno in questi giorni.
Intanto nella vicina Gorizia desta qualche preoccupazione l’aumento dei migranti accampati alla meno peggio nel parco della Valletta del Corno. Si stanno studiando dei piani per ospitarli alla Caritas o in galleria Bombi, mentre il sindaco minaccia di far scattare l’ordinanza anti-bivacco, e multare chi fa i propri bisogni nei parchi e nei luoghi pubblici.

Crema, festa di Rifondazione

Nell’ambito della festa di Rifondazione Comunista a Crema, provincia di Cremona, si è svolta una conferenza sul decreto Minniti. I nodi individuati sono quattro: l’abolizione del secondo grado di giudizio per i richiedenti asilo che hanno fatto ricorso contro un rifiuto, la soppressione dell’udienza, l’estensione della rete dei centri di detenzione per i migranti irregolari e l’introduzione del lavoro volontario. La conferenza è stata tenuta dall’ex candidata sindaco e da una consigliera comunale. A giudicare dalla foto pubblicata su Crema Online all’evento hanno assistito 9 persone in tutto.
Il ministro Minniti in questi giorni ha molto è molto occupato: scrive il Mattino che ieri era previsto a Tunisi un incontro del gruppo di contatto Europa-Africa: sette paesi europei e cinque africani dovevano organizzare iniziative di contrasto alle migrazioni. L’Europa deve fornire soldi e apparecchiature, oltre a formare il personale di sicurezza. Oggi invece c’è un incontro con le Ong per mettere a punto il nuovo codice di condotta, mentre a Parigi si incontrano le varie fazioni libiche, sperando di superare le divisioni che hanno impedito finora la concreta stabilizzazione del paese. Nei prossimi giorni invece sono previsti incontri a Bruxelles per il rinnovo della missione militare europea nel mediterraneo centrale, Sophia, che scade giovedì ma che potrebbe essere prorogata per un anno. L’Italia cercherà di fare in modo che le navi straniere impiegate nella missione non sbarchino i migranti in Italia.
Intanto Repubblica ha dedicato un articolo ai soldati francesi in Niger, i quali anziché arrestare gli africani in viaggio, li salutano mentre passano. A quanto pare in Niger i francesi hanno aperto nel 2014 “una potente base militare”. Che anziché occuparsi di contrastare i migranti pacifici, si occupa del contrasto al traffico di armi e della lotta contro i fondamentalisti. L’ipotesi del governo Gentiloni era quella di inviare proprio in quella base militari italiani per addestrare i soldati del niger. Il piano è saltato perché “Parigi non gradisce interferenze”.

Milano, stazione Centrale

Approfittando delle ultime notizie relative alle aggressioni nei pressi della stazione Centrale e dell’arrivo a Milano del premier Gentiloni in vista della candidatura a sede della agenzia europea del farmaco, il tg di La7 ha dedicato un servizio alla stazione e al problema della sicurezza. Dopo il vistoso blitz avvenuto ai primi di maggio, che ha suscitato polemiche, non ce ne sono stati altri e qualcuno se ne lamenta.
Nei mesi scorsi ci sono stati due fatti di cronaca che hanno destato scalpore: quando una pattuglia di militari è stata circondata da un gruppo di africani, e quando a maggio due militari e un poliziotto hanno dovuto bloccare un italo-tunisino armato di coltello. Lunedì scorso un guineano armato di coltello è stato fermato dalla polizia dopo una colluttazione. L’arresto è stato convalidato e lo straniero è stato rilasciato.
Nelle ultime ore altri due fattacci: un afghano che sfuggiva ad una rissa con i magrebini, e che ha avuto una colluttazione con il proprietario di un ristorante in cui si era rifugiato viene fermato da tre agenti della polizia locale. Per evitare l’arresto, lo straniero tira un fendente con una bottiglia rotta, mirando al volto di uno dei tre, che è una donna. Non è tentato omicidio, ma minaccia aggravata, dice la magistratura. Segue la scarcerazione.
L’ultimo episodio riguarda tre balordi italiani che hanno picchiato un clochard rumeno, poi hanno aggredito tre vicentini che hanno provato a difenderlo, infine hanno provato a rubare un cellulare a un gruppo di livornesi. I tre sono stati arrestati dai carabinieri.

Africano arrabbiato, la notizia sparisce

Ieri il sito La Voce del Trentino aveva raccontato che un africano arrestato nel corso di un blitz dei carabinieri a Trento aveva spaccato a calci il finestrino della macchina dell’Arma in cui era stato rinchiuso. Oggi l’articolo è scomparso dal sito senza lasciare traccia. La notizia era documentata da un video che si trova tutt’ora su Youtube, pubblicato il 21 luglio da Cierre Edizioni senza didascalia, intitolato “Trento”. In due giorni le visualizzazioni sono oltre mille.
Nessun altro sito web ha ripreso la notizia. Trentino, quotidiano del Gruppo Espresso, ha riportato il bilancio del blitz delle forze dell’ordine che ha visto impegnati oltre 100 tra carabinieri e poliziotti, per ottenere un bilancio di cinque accompagnamenti al Cie, sette allontanamenti dal territorio nazionale due fogli di via obbligatori e 2 ammonimenti orali. I 5 accompagnati al Cie sono marocchini e tunisini protagonisti delle risse di piazza Dante e del lancio di sampietrini contro un poliziotto. Evidentemente i fatti dei giorni scorsi hanno destato un certo scalpore a livello locale, tanto da provocare prima un corteo delle destre e poi il blitz delle forze dell’ordine. Solo che seguendo le notizie via internet risulta difficile capire cosa è successo e quando. Gli articoli sul blitz non fanno alcun riferimento al corteo delle destre. E gli episodi della rissa e del sampietrino non risultano documentati, o almeno non sono linkati.
Lo straniero che compare nel video non sembra, a prima vista, né tunisino né marocchino. Apparentemente il video non era stato diffuso in precedenza su Youtube. Così resta la domanda: che cosa documenta di preciso, quel video? I fatti sono avvenuti veramente a Trento in questi giorni? Se sì, perché la notizia è stata rimossa e nessuno l’ha confermata? Se no, quando e dove è stato girato?

Trento, blitz nel centro storico

Circa cento tra poliziotti e carabinieri hanno partecipato ad una operazione in centro storico a Trento che ha portato alla cattura e al trasferimento al Cie di Torino di 5 stranieri, a 7 provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale, 2 fogli di via, due ammonimenti orali.
L’operazione era mirata a contrastare lo spaccio di stupefacenti e i reati predatori, dopo che negli ultimi giorni alcuni politici hanno sollevato l’allarme sul degrado nel quale starebbe sprofondando la città.
Uno degli stranieri arrestati, dando in escandescenza, dopo essere stato ammanettato e chiuso dentro l’auto dei carabinieri, ha cominciato a prendere violentemente a calci il finestrino, danneggiandolo*. Il video è stato diffuso su Youtube. Ha ricevuto quasi 450 visualizzazioni da ieri ad oggi, un mi piace e un commento: “Una scimmia arrabbiata”.
La notizia è stata ripresa dalla Voce del Trentino, che ripete più volte che si tratta di un “nordafricano”, anche se a prima vista sembrerebbe essere originario dell’Africa subsahariana. Ma il sito non fornisce nazionalità degli arrestati. Dice pure che il vetro “è andato in frantumi”, mentre nel video si vede che il vetro resiste ai calci, e pur fratturandosi rimane al suo posto.
Mercoledì scorso le destre sono scese in piazza a Trento per chiedere maggiore sicurezza nelle strade. Il Secolo Trentino ha pubblicato un comunicato di un’esponente di Agire per il Trentino, che ha ricordato che l’Italia versa 224 milioni di euro nelle casse del Governo Turco per la gestione dei rifugiati. “Quanti sono i rifugiati Siriani presenti sul territorio trentino? Probabilmente nessuno visto che paghiamo la Turchia per tenerli nelle tendopoli”, riassume il sito, tirando a indovinare.
Altri due esponenti di Agire hanno scritto un comunicato, anch’esso pubblicato sul Secolo, in cui attaccano gli assenti alla manifestazione, scagliandosi soprattutto contro il Movimento 5 Stelle, ma anche contro le destre nostalgiche e tutti quelli che non c’erano (“da buoni pusillanimi hanno disertato il corteo per la sicurezza”). Un comunicato molto politichese, in cui non si parla per niente di problemi concreti, né di richieste concrete in termini di sicurezza. “L’obiettivo è quello di governare, non staremo con le mani in mano nel momento in cui si porranno le basi per creare un’opposizione divisa, corruttibile, senza una minima strategia comune”, eccetera eccetera. Sui temi della sicurezza e dell’immigrazione “si giocherà la prossima partita elettorale”. Ecco la questione, altro che la situazione reale.
Il Secolo riporta anche la risposta da parte del Movimento 5 Stelle: “chi vuole capire capisce… tutto il resto noia… non abbiamo mai mancato di denunciare le mancanze di questa amministrazione… il vuoto spinto è difficile da giudicare…” eccetera eccetera. Politichese anche qui, nessun riferimento a quale è la situazione concreta, e quali le soluzioni suggerite. A parte mandare al potere noi anziché loro.
Lo stesso sito ricorda che la Lega Nord ha ovviamente aderito al corteo. “Trento è ormai ridotta a una centrale di spaccio di droga, in cui dilagano la prostituzione e il degrado”, dicono i leghisti.
Pochi giorni fa in Trentino Casapound ha affisso una cinquantina di striscioni con la scritta “Refugees not welcome” lungo l’autostrada per il Brennero, in provincia di Bolzano. “Le politiche italiane sull’accoglienza sono sempre state fuori controllo e tutta Europa sembra essersene resa conto tranne noi”, ha detto un consigliere comunale.
L’altroieri la Voce del Trentino ha riportato le dichiarazioni del presidente dell’Inps Tito Boeri (che è anche direttore scientifico del festival dell’economia di Trento), secondo cui gli immigrati versano ogni anno 8 miliardi in contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo netto di 5 miliardi per le casse dell’Inps”. Il sito titolava “Migranti regolari regalano 5 miliardi all’Inps”, e riportava le dichiarazioni di Salvini e della Boldrini. Il primo ironizzava sul fatto che allora servono più immigrati (“Boeri vive su Marte”), la seconda elogiava Boeri per avere ricordato “il contributo positivo che [i rifugiati] danno in termini di saldi fiscali e contributivi”. Ovviamente si stanno mischiando vari discorsi diversi: uno straniero che lavora regolarmente in Italia non è necessariamente un rifugiato; e Boeri si riferiva solo alle spese pensionistiche, non alle spese di accoglienza.
Nessuno riporta dati aggiornati sul numero di siriani presenti in Trentino. A luglio dell’anno scorso, Cinformi (sito che si occupa di notizie che riguardano gli immigrati in Trentino) raccontava dell’arrivo di 29 profughi, e della loro gratitudine verso tutti coloro che sono coinvolti nelle operazioni di accoglienza.

* Nel giro di poche ore la notizia del danneggiamento è scomparsa dal sito senza spiegazioni. Nessun altro sito web ha confermato che l’episodio sia effettivamente avvenuto. In effetti, nessuno ha neanche smentito ufficialmente questa ricostruzione. Dopo due giorni il video era ancora su Youtube: mille visualizzazioni, nessuna didascalia.

Sciopero dei giudici di pace

I giudici di pace stanno scioperando. Lo scrive il Sole 24 Ore, secondo cui lo sciopero finirà dopodomani, e finora sono saltate 400 mila udienze. Si tratterebbe già della terza settimana consecutiva di sciopero, ma è prevista a settembre la ripresa della protesta: un altro mese di sciopero, e così tutti i mesi a venire a intervalli di 20 giorni. I giudici di pace se la prendono con un decreto al quale ha lavorato il ministro Orlando, approvato ma non ancora promulgato, che ha messo in ginocchio il loro settore. “I nostri scioperi parziali non fanno altro che anticipare ciò che succederà tra 4 anni per espressa previsione di legge”
Un articolo del Giorno spiega cosa fanno i giudici di pace: gestiscono tutti i sinistri stradali con un valore fino a 100 mila euro, e cause ordinarie fino a 50 mila euro (in tutto, l’80% del contenzioso civile). Inoltre si occupano di immigrazione e rimpatri. Anche a Milano, dove non c’è un Cie ma ci sono i Cara, Centri di Accoglienza per richiedenti asilo. L’articolo del Giorno si intitola “Giudici di pace, Milano vicina al collasso”, e dice che “il governo continua ad ignorare le richieste formulate con argomentata insistenza dalla categoria, arrivata a brandire l’arma dello sciopero”, ma non dice che lo sciopero è in corso, né con quali modalità.

Scarcerato lo straniero che ha accoltellato un poliziotto

Il trentunenne originario della Guinea che tre giorni fa ha aggredito un poliziotto nei pressi della stazione Centrale di Milano è stato rilasciato dopo 36 ore. Il gip ha convalidato l’arresto, ma disposto come misura cautelare, l’obbligo di firma anziché la custodia in carcere. Scrive Repubblica che l’uomo aveva solo precedenti dattiloscopici, ossia identificazioni, segnalazioni, denunce, e non precedenti penali con sentenza definitiva. Lo stesso sito ha scritto tre giorni fa che l’uomo aveva precedenti per lesioni e resistenza, ed era già stato colpito da ordine di espulsione all’inizio di questo mese.
La volante era intervenuta dopo che l’uomo aveva mostrato un coltello nel corso di una discussione agitata con il personale degli autobus, nei pressi del capolinea dei collegamenti tra Milano e Linate. Uno degli agenti sarebbe stato colpito con una pugnalata “alla schiena”, ma è stato salvato dal giubbotto antiproiettile, e se l’è cavata con una ferita lieve alla spalla. L’uomo avrebbe anche gridato “Voglio morire per Allah” mentre veniva portato in ospedale, ma la frase è stata interpretata come “un’espressione pronunciata da un esagitato”, e quindi non è scattata l’accusa di terrorismo. Un rimpatrio in tempi rapidi è stato auspicato anche dal sindaco, ma è alquanto improbabile visti “i problemi di comunicazione tra le autorità italiane e le autorità della Guinea”. Visto l’attuale dibattito in materia di immigrazione, la notizia del rilascio dello straniero ha attirato l’attenzione di parecchi siti di clickbaiting.
Spiega l’Adnkronos che il rilascio è stato deciso essendo caduta l’accusa di tentato omicidio. La coltellata non è stata data nel tentativo di uccidere l’agente, ma sarebbe stata un gesto involontario nel corso della colluttazione.
In caso di condanna rischia due anni di carcere.