Commenti inutili

Vari altri siti web hanno riportato la notizia della ricercatrice libica assolta in appello dopo essere stata condannata in primo grado per istigazione al terrorismo. Ma, in assenza delle motivazioni, non spiegano nulla.
Tra questi c’è il sito del Fatto Quotidiano, che almeno dà la possibilità di commentare l’articolo. Ha ricevuto 12 commenti finora. Non solo gli utenti non hanno capito perché la ricercatrice è stata assolta (l’articolo non prova neanche ad esaminare le prove e fare qualche ipotesi in proposito), ma non hanno capito neanche la dinamica per cui dopo la condanna a un anno e otto mesi, dopo una sentenza che la considerava “soggetto pericoloso e simpatizzante del fenomeno jihadistico”, la donna era stata “rimessa in libertà”.
Perché in libertà, se era pericolosa?
Per giunta, la donna non era veramente tornata in libertà: era stata portata al Cie di Ponte Galeria, Roma, in stato di detenzione.
Solo in un secondo momento aveva ottenuto lo status di rifugiata. Revocato su richiesta del Ministro Minniti. La donna era tornata al Cie, dove secondo alcuni siti sarebbe rimasta fino a una settimana fa, quando sarebbe stata fatta uscire per motivi di salute.
Il suo avvocato ha già annunciato richiesta di risarcimento al Ministero dell’Interno per l’ingiusta detenzione subita dalla sua cliente.
I siti di informazione comunque non ricordano quale è stato il tempo totale di permanenza nel Cie.

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Foggia, due accompagnamenti al Cpr e un rimpatrio immediato

Un ventisettenne tunisino è stato accompagnato al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Caltanissetta. Lo riporta il sito Immediato.net.
L’uomo, appena il 15 ottobre scorso, era stato bloccato dalla municipale dopo avere sottratto con violenza un telefono cellulare ad una dodicenne, mentre questa citofonava a casa per farsi aprire dai genitori.
Ora per lui è stato disposto il rimpatrio attraverso la frontiera aerea. Non si parla di pena da scontare in carcere.
Nelle stesse ore la questura di Foggia ha avuto a che fare con altri due stranieri da rimpatriare. Una è una rumena settantunenne che ha appena finito di scontare 7 anni di reclusione con le accuse di riduzione in schiavitù, prostituzione minorile e violenza sessuale aggravata in concorso ai danni di suo figlio. La donna è stata portata al Cpr di Ponte Galeria, l’unico centro ad avere ancora una sezione femminile, a quanto ne sappiamo.
Il terzo è un albanese cinquantaduenne che, essendo in possesso di passaporto, è stato rimpatriato immediatamente tramite l’aeroporto di Bari.
Nel comunicato si parla di “particolare pericolosità sociale” di tutti e tre i soggetti, ma non si fa riferimento ai reati commessi da quest’ultimo. Di cui si dice solo che a gennaio scorso aveva ricevuto un decreto di espulsione da parte della Questura di Piacenza.

Nigeriana al Cie di Roma. Accordi per i rimpatri. La situazione in Africa

La polizia è intervenuta a Novara dopo la segnalazione di una lite tra “persone di colore”, come scrive il sito Il Venerdì Di Tribuna.
Una cittadina nigeriana è stata portata al Cie di Ponte Galeria, Roma.
Un’altra nigeriana “presumibilmente dedita alla prostituzione” è stata invece fermata in un albergo. Ha ricevuto il foglio di via obbligatorio dalla Provincia di Novara, in quanto risultava pendente una richiesta d’asilo.
Insieme con lei, a quanto sembra di capire dall’articolo, c’era un brasiliano, che “verrà rimpatriato nello stato di origine nella serata odierna” (ieri).
C’è un accordo che prevede il rimpatrio immediato di stranieri in Brasile? Nessuno ne parla. Un articolo di Repubblica dell’inizio dell’anno scorso parlava dei vari accordi bilaterali tra l’Italia e vari paesi, specie africani. “L’Italia ne ha che funzionano bene con Tunisia, Niger, Egitto e Marocco”, diceva l’articolo. Mancavano invece accordi con Senegal, Gambia e Costa d’Avorio.
Negli ultimi mesi il ministro Minniti è stato molto attivo per mettere a punto una linea comune con i paesi dell’Africa sul fronte delle migrazioni. Si è parlato di fondi per contrastare i flussi migratori, ma sul web non mi pare che qualcuno abbia sottolineato l’aspetto dei rimpatri.
Scriveva Il Giornale all’inizio del mese scorso che un accordo imprecisato col Marocco sarebbe potuto essere firmato già ad ottobre. Ma in questi giorni sui siti web non si trovano informazioni in proposito.
Il Giornale parlava anche di passi avanti significativi con l’Egitto, e di intese con Ciad e Niger su cui si è trattato a luglio.
In realtà già a maggio si è parlato di un accordo raggiunto tra Italia, Libia, Niger e Ciad, che prevedeva il potenziamento della guardia di frontiera e la creazione di “centri di accoglienza” in questi ultimi due paesi. Accoglienza o detenzione? Se uno si vuole allontanare può farlo o no?
Ad agosto l’accordo è stato trovato tra quattro paesi europei (Italia, Francia, Germania e Spagna) e tre paesi africani (Niger, Ciad e Libia). Uno dei punti prevedeva che le domande di asilo sarebbero state pre-valutate già nei paesi africani. “Ma molte cose non sono ancora chiare”, titolava Il Post.
“Un approccio simile”, scriveva il sito, commentando l’accordo appena raggiunto a Parigi, “era stato usato nel 2016 per chiudere la cosiddetta rotta balcanica … Questo sistema aveva funzionato, se si guardano i numeri, anche se era stato criticato da diversi esperti ed organizzazioni internazionali perché accusato di violare il diritto internazionale”.
Il sito non spiegava chi erano questi esperti ed organizzazioni.
L’Italia aveva raggiunto un accordo simile anche con la Libia. (E infatti si sta riaprendo in questi giorni la rotta tunisina).
Infoaut, sempre a proposito degli accordi parigini, riassumeva: “Le nuove politiche europee sui migranti: lager in Niger e Ciad, soldi alle mafie libiche”.
E’ di appena quattro giorni fa la denuncia di Oxfam: 335 mila persone sono senza cibo nella regione attorno al lago Ciad (che comprende anche Nigeria e Camerun, oltre agli stati di Niger e Ciad). “Una delle più gravi catastrofi umanitarie che il mondo stia affrontando oggi”.
E dal Sudan che si dice? Qualcuno si è accordo che il paese è sparito dalla lista nera degli Stati Uniti. E c’è stato anche chi ha pensato ad un errore.
E’ di poche ore fa la notizia che il confine tra Sudan e Ciad è stato temporaneamente chiuso a seguito di un attacco terroristico che ha ucciso 24 persone nel Darfur occidentale, ma la notizia non è praticamente arrivata sui mass media europei e americani.
Dei 24 morti, 8 erano cittadini sudanesi. Altri 13 civili sono rimasti feriti.
Nel paese sarebbe in vigore un cessate il fuoco valido almeno per i prossimi due mesi. Lo scrive il sito in italiano della radio cinese.
Per tornare alla legislazione europea in materia di rimpatri, sul sito Immigrazione.biz c’è un riassunto tecnico delle regole Ue contenute nella direttiva 115 del 2008.
“Le migrazioni internazionali sono una realtà che persisterà in particolare finché resisteranno i divari di ricchezza e di sviluppo tra le diverse regioni del mondo”, è un testo virgolettato inserito nell’articolo. “Possono rappresentare un’opportunità perché sono un fattore di scambi umani … bla bla … Possono contribuire in modo decisivo alla crescita economica dell’Unione europea … bla bla … Apportano risorse ai migranti e ai loro paesi d’origine, contribuendo in tal modo al loro sviluppo”.
Si tratterebbe della importante affermazione con cui si apre “il documento varato dal Consiglio d’Europa sui temi di immigrazione e asilo”.
Su Stranieri In Italia c’è il testo della direttiva rimpatri, ma queste frasi non ci sono. E allora dove sono state prese? C’è da qualche parte un testo completo?

Perugia, un accompagnamento al Cie

Una donna di 32 anni originaria dell’Ecuador è stata fermata dalla polizia nel corso di una serie di controlli finalizzati al contrasto dell’immigrazione clandestina, della prostituzione e dello spaccio a Perugia.
La donna aveva precedenti per reati contro il patrimonio, rissa, resistenza e possesso di arnesi atti allo scasso.
Era stata arrestata nel 2010 per furto aggravato e condannata a 5 mesi di reclusione.
Da allora sono passati sette anni. Ora, scrive Tuttoggi, è stata accompagnata “in un Cie del centro Italia” in attesa dell’imminente rimpatrio.
A quanto ne sappiamo l’unico Cie femminile attivo in Italia è quello di Roma – Ponte Galeria. Che è anche l’unico Cie del centro Italia. I siti di informazione locali si limitano a fare copia e incolla dei comunicati, senza capire veramente di cosa stanno parlando.

Salerno, ventenne albanese accompagnata al Cie

Una ragazza di 20 anni, albanese, sorpresa a prostituirsi nella zona industriale di Salerno, è stata accompagnata al Cie di Ponte Galeria, Roma. Lo riportano in breve alcuni siti web locali, che scrivono anche che altre donne sono state identificate e “allontanate”.
Sempre in provincia di Salerno, si segnala una protesta pacifica da parte di alcuni migranti a Sicignano degli Alburni, che hanno bloccato il traffico sulla Strada Statale 19, per protestare contro l’ubicazione periferica del loro centro di accoglienza.
E un ventiquattrenne somalo è stato arrestato a Firenze, a seguito di un mandato di cattura emesso dal Gip di Salerno. Il giovane è accusato di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina di cittadini somali, realizzata anche mediante l’impiego di trattamenti inumani e pericolosi per l’incolumità dei migranti.

Caserta, blitz anti-prostituzione

8 donne straniere sono state fermate da polizia e carabinieri nell’ambito di un’operazione di contrasto a prostituzione e immigrazione clandestina in provincia di Caserta. Sette di loro sono state portate al Cie di Ponte Galeria, l’unico Cie femminile presente in Italia. Erano provenienti dal nord Africa e dall’Europa dell’est. L’ottava, albanese, è stata invece arrestata: era già stata rimpatriata una volta, non si sa quando. Per quanto tempo resterà in carcere, adesso? Non si sa. I siti web si sono limitati a fare copia e incolla del comunicato stampa, senza porsi domande.
Pochi giorni fa Ernesto Galli Della Loggia ha scritto sul Corriere della Sera che la situazione in Italia “sta scappando di mano”, visti i casi di  insicurezza e degrado in cui ci si imbatte. La Gazzetta di Parma forniva la possibile soluzione: “Tutte le sere retate, controlli a tappeto, lampeggianti e divise sulle strade: non necessariamente per arrestare, ma anche solo per disturbare, intralciare, sabotare il malaffare, finché quelli non capiranno che è meglio cambiare aria”.

Rissa tra lucciole

Alcune ragazze straniere si sono azzuffate nei pressi del mercato coperto di Montecatini, probabilmente per ragioni legate ad aree di competenza nell’esercizio della prostituzione.
La polizia è intervenuta, e ne ha fermate tre, tutte nigeriane. Una è minorenne, ed è stata portata in un centro accoglienza minori. L’altra è finita al centro di espulsione di Ponte Galeria, Roma (l’unico Cie femminile attivo in Italia). L’altra “dovrà regolarizzare il permesso di soggiorno”.
Già che c’erano, le forze dell’ordine hanno multato altre cinque prostitute (non si sa per quale cifra), e alcuni automobilisti per violazioni del codice della strada.
Anche se capita che le nigeriane siano costrette con la forza o con l’inganno a prostituirsi, l’atteggiamento da parte dello Stato non è quello di considerarle vittime, informandole e incoraggiandole a denunciare i loro sfruttatori.
Alcuni giorni fa un’esponente di un’associazione che si occupa di ascoltare queste donne nel centro di Ponte Galeria lamentava i numerosi passi indietro che sono stati fatti in questi anni su questo fronte.
Nonostante tutto, le forze dell’ordine non restano immobili: è di ieri la notizia di cinque arresti, tre donne e due uomini, a seguito di indagini dei carabinieri del Ros e del nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce.
Il gruppo criminale minacciava di morte alcune ragazze, anche utilizzando la superstizione e i riti voodoo. Alle immigrate, alcune minorenni, venivano fornite delle finte storie da raccontare alle autorità italiane: “Dì che hanno ucciso tutta la tua famiglia”.
Scrive il Giornale che sono gli stessi aguzzini che vengono a prelevarle nei centri di accoglienza italiani.
Nomi e foto degli arrestati non sono state diffuse.
Nei giorni scorsi è stato presentato il libro scritto da una donna nigeriana che ha avuto il coraggio di denunciare. Sebbene la presentazione è avvenuta presso le strutture della Camera, con la partecipazione dell’ex ministro Livia Turco, i mass media se ne sono tenuti alla larga.