Civitanova Marche, possesso di eroina, accompagnamento al Cie. Biella, probabili rapinatori individuati

Un tunisino trovato in possesso di alcune dosi di eroina a Civitanova Marche è stato accompagnato al Cpr di Bari. Lo scrive Il Cittadino di Recanati, che riporta il comunicato delle forze dell’ordine relativo a tutte le attività e i controlli svolti in provincia di Macerata. Dopo l’omicidio di Pamela e la sparatoria neo-fascista, il Questore ha deciso di impegnare le forze dell’ordine “in modo incessante 24 ore su 24 con l’obiettivo primario di debellare i fenomeni legati allo spaccio di sostanze stupefacenti”, scrive il sito.
Risultato: due africani fermati mentre chiedevano l’elemosina fuori dal supermercato. E un tunisino individuato dopo il suo rientro illegale in Italia, a seguito di un precedente rimpatrio.
Controlli nei “luoghi di abituale ritrovo di persone sospette”. Controlli veicolari. Sanzioni amministrative.
Da Biella invece arriva la notizia che la polizia ha sgominato una possibile banda di rapinatori. Li ha notati mentre si passavano telefonicamente informazioni preziose per commettere furti e rapine, scrive News Biella. Si trattava di tre latinoamericani, due uomini e una donna.
La donna è stata portata al Cpr di Roma. E i due uomini… hanno ricevuto l’ordine di lasciare il territorio italiano entro sette giorni. Uno è argentino, l’altro è un sessantaduenne colombiano.

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Sabato iniziativa a Ponte Galeria

Scrive l’Ansa che sabato prossimo è prevista una imprecisata iniziativa al Cie di Ponte Galeria, promossa da non meglio precisati gruppi antagonisti.
Nessun approfondimento, ma la notizia è stata distribuita in lungo e in largo sui siti di clickbait, tutti presi dal creare allarmismo per una giornata in cui sono previsti anche due cortei e un sit-in. L’Anpi parte alle 13 da Piazza della Repubblica con un corteo anti-fascista, i Cobas alle 14 dall’Esquilino per protestare contro il Jobs Act. Infine c’è un sit-in dei No Vax a Porta San Giovanni.
Titola BresciaOggi: “Roma, sos infiltrati”. “Divieto di partecipare alle manifestazione con oggetti contundenti, aste rigide di bandiere, vestiario utile al travisamento e ogni altro strumento potenzialmente utilizzabile per occultare la propria identità”.

Prostituta ghanese accompagnata a Roma

Una ventiquattrenne ghanese fermata a Verona dalla Polizia Municipale nel corso di una operazione anti-degrado è stata accompagnata al Cpr di Roma. Lo scrive il sito Verona Oggi. Un’altra prostituta di nazionalità nigeriana è stata accompagnata in una comunità protetta del veneziano, essendo minorenne. Era già stata aiutata in passato dai servizi sociali del Comune, dice il sito.
La Municipale ha svolto anche controlli su alcuni negozi etnici, comminando alcune sanzioni.

Donna cinese accompagnata a Ponte Galeria

Una donna cinese sorpresa nel corso di un controllo di polizia a Prato è stata accompagnata al Cpr di Ponte Galeria, essendo irregolare sul territorio italiano. Altri quattro operai hanno ricevuto un ordine di espulsione, ma dovrebbero essere ancora a piede libero. Due aziende sono state chiuse, 126 macchinari tessili sequestrati. I titolari delle ditte sono stati denunciati per reati in materia di sicurezza, igiene e salubrità degli ambienti lavorativi, oltre che per le irregolarità contrattuali.
Scrive l’Ansa che la donna resterà al Cpr fino all’effettivo rimpatrio, ma non spiega che tipo di accordi ci sono con la Cina. Comunque, sia che il riconoscimento vada a buon fine sia nel caso contrario, normalmente non viene pubblicato alcun comunicato al termine della procedura. Quindi l’opinione pubblica comunque non verrà a sapere se la donna (di cui non si conosce nome ed età) verrà rimpatriata o rilasciata.
A quanto ne sappiamo, il Cpr di Ponte Galeria è l’unico in Italia ad avere una sezione femminile. E’ prevista la ristrutturazione della sezione maschile, devastata dalle rivolte, ma le informazioni sull’argomento sono ben poche.

Ponte Galeria, 210 posti

Sul sito della Prefettura di Roma è uscito il nuovo bando per la fornitura di beni e servizi al “Centro Permanente per il Rimpatrio” di Ponte Galeria.
Da notare che la stessa Prefettura sbaglia in pieno la definizione, che secondo il decreto Minniti dovrebbe essere “Centro di Permanenza per i Rimpatri”.
Ma soprattutto è da notare la capienza che avrà la struttura: 210 posti massimo. In barba a quello che si era detto quando il Ministro aveva deciso di cambiare nome ai vecchi centri di espulsione. Si era detto (a voce), che avrebbero avuto una capienza di 80-100 posti, tanto è vero che la stampa li aveva ribattezzati mini-Cie. Ora arriva questo bando da 210 posti, che aumenta la capienza, sulla carta, del 68%, visto che all’inizio dell’anno il centro poteva ospitare, in teoria, 125 persone. (In pratica ne ospitava solo 58, per cui l’aumento rispetto a gennaio scorso sarebbe del 252%).
In altre parti d’Italia i bandi parlano di capienza di 150 posti. Minore, è certo, ma sempre superiore rispetto a quello che era stato detto.
Finora la notizia è stata commentata solo da un consigliere regionale di Fratelli d’Italia, il quale si è soffermato più che altro sulla spesa che lo Stato dovrà sostenere solo per la gestione: 8 milioni e 800 mila euro in tre anni (38,44 euro per ogni recluso,  ma questa è solo la base di gara, e può essere soggetta a ribasso).
Un esponente di un comitato che chiede più sicurezza a Mestre è a Roma in questi giorni per presentare alcune richieste ai parlamentari. Una di queste dice “Prevedere maggiori risorse economiche e capienza per i Cie”.
Che è proprio quello che vorrebbe fare Minniti, che sta portando avanti il piano di apertura di un Cie in ogni regione. Scontrandosi con la realtà, dato che nelle ultime settimane ci sono state rivolte che hanno messo fuori uso in tutto o in parte due dei cinque Cie ancora in funzione.
Il fatto è che i Cie in Italia erano pochi perché in gran parte erano stati distrutti dalle rivolte. Il Cie di Roma aveva una capienza originaria di 250 posti, e si era ridotto ad ospitare solo 50 persone perché l’intero settore maschile era diventato inagibile, danneggiato dagli stessi ospiti. Costruire nuovi centri di espulsione senza prevedere meccanismi che possano evitare le rivolte vuol dire trovarsi di fronte di nuovo lo stesso problema.
Quanto è costato ripristinare il settore distrutto del Cpr di Roma? I mass media, in questi giorni, non lo scrivono.
Si sa soltanto che i lavori non sono conclusi (sempre che siano cominciati) e non lo saranno per i prossimi sei mesi. Per cui lo stesso bando di gara specifica che fino al termine dei lavori la capienza del centro resterà di 125 posti.
Le domande possono essere presentate fino al 18 gennaio, le operazioni di gara cominceranno il 22.

Commenti inutili

Vari altri siti web hanno riportato la notizia della ricercatrice libica assolta in appello dopo essere stata condannata in primo grado per istigazione al terrorismo. Ma, in assenza delle motivazioni, non spiegano nulla.
Tra questi c’è il sito del Fatto Quotidiano, che almeno dà la possibilità di commentare l’articolo. Ha ricevuto 12 commenti finora. Non solo gli utenti non hanno capito perché la ricercatrice è stata assolta (l’articolo non prova neanche ad esaminare le prove e fare qualche ipotesi in proposito), ma non hanno capito neanche la dinamica per cui dopo la condanna a un anno e otto mesi, dopo una sentenza che la considerava “soggetto pericoloso e simpatizzante del fenomeno jihadistico”, la donna era stata “rimessa in libertà”.
Perché in libertà, se era pericolosa?
Per giunta, la donna non era veramente tornata in libertà: era stata portata al Cie di Ponte Galeria, Roma, in stato di detenzione.
Solo in un secondo momento aveva ottenuto lo status di rifugiata. Revocato su richiesta del Ministro Minniti. La donna era tornata al Cie, dove secondo alcuni siti sarebbe rimasta fino a una settimana fa, quando sarebbe stata fatta uscire per motivi di salute.
Il suo avvocato ha già annunciato richiesta di risarcimento al Ministero dell’Interno per l’ingiusta detenzione subita dalla sua cliente.
I siti di informazione comunque non ricordano quale è stato il tempo totale di permanenza nel Cie.

Foggia, due accompagnamenti al Cpr e un rimpatrio immediato

Un ventisettenne tunisino è stato accompagnato al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Caltanissetta. Lo riporta il sito Immediato.net.
L’uomo, appena il 15 ottobre scorso, era stato bloccato dalla municipale dopo avere sottratto con violenza un telefono cellulare ad una dodicenne, mentre questa citofonava a casa per farsi aprire dai genitori.
Ora per lui è stato disposto il rimpatrio attraverso la frontiera aerea. Non si parla di pena da scontare in carcere.
Nelle stesse ore la questura di Foggia ha avuto a che fare con altri due stranieri da rimpatriare. Una è una rumena settantunenne che ha appena finito di scontare 7 anni di reclusione con le accuse di riduzione in schiavitù, prostituzione minorile e violenza sessuale aggravata in concorso ai danni di suo figlio. La donna è stata portata al Cpr di Ponte Galeria, l’unico centro ad avere ancora una sezione femminile, a quanto ne sappiamo.
Il terzo è un albanese cinquantaduenne che, essendo in possesso di passaporto, è stato rimpatriato immediatamente tramite l’aeroporto di Bari.
Nel comunicato si parla di “particolare pericolosità sociale” di tutti e tre i soggetti, ma non si fa riferimento ai reati commessi da quest’ultimo. Di cui si dice solo che a gennaio scorso aveva ricevuto un decreto di espulsione da parte della Questura di Piacenza.