Ventimiglia, chi deve decidere sul Cpr?

Continua la diatriba sulla possibile apertura di un Centro di Permanenza per i Rimpatri a Ventimiglia. La proposta è stata fatta dalla Lega parecchi giorni fa, ora arriva la risposta del sindaco, il quale non è troppo entusiasta. Dice di non opporsi e di sostenere l’iniziativa del Cpr, ma allo stesso tempo rinfaccia alla Lega il fatto di non volersi assumere la responsabilità della scelta e di volere scaricare la decisione su di lui, mentre la questione sarebbe di competenza governativa.
La proposta che lui aveva concordato con Prefettura e Ministero dell’Interno era quella di aprire una struttura che si occupasse dei migranti in transito, a condizione che fosse fuori dalla città. L’assessore regionale competente però, esponente della Lega, non ha firmato il protocollo d’intesa. Ora si vuole puntare sul Cpr, che è “un carcere per criminali clandestini”. “Se devo decidere io sono pronto a farlo, ma non scelgo il Cpr anche perché è provato da una relazione ministeriale che i Cpr esistenti in Italia non sono pieni, vi sono ben oltre 250 posti disponibili”.
Secondo il sindaco, questo avviene perché nei Cpr non vengono portati tutti gli irregolari, ma soltanto “i criminali condannati come tali o che hanno già ricevuto il foglio di espulsione”.
Non si sa fino a che punto la cifra fornita sia aggiornata. Secondo una scheda disponibile sul sito della Camera e datata marzo 2021, a dicembre 2019 le presenze nel Cpr ammontavano a 553 persone su 704 posti disponibili, mentre a novembre 2020 le persone trattenute erano solo 450 (era l’anno della pandemia, i centri erano stati gradualmente svuotati sia per evitare di concentrare troppe persone nello stesso posto, sia perché durante il lockdown tutti i voli di rimpatrio erano stati sospesi).
Il sito fornisce il link ad una relazione del Garante dei detenuti, che però punta un altro documento del Garante, che non c’entra nulla coi Cpr. Comunque, secondo le cifre fornite i posti disponibili sarebbero stati effettivamente 254, ma c’è da tenere che il dato si riferisce alla situazione che c’era nove mesi fa.
Il Cpr più vicino alla Liguria al momento è quello di Torino, nel quale nelle ultime ore è stato portato un trentacinquenne nigeriano fermato a Reggio Emilia, nell’ambito di un controllo che ha permesso di rinvenire in zona anche un certo quantitativo di sostanze stupefacenti. 20 persone controllate, in tutto. Comunque non vengono diffusi dati sulle persone presenti nel centro e sui posti eventualmente disponibili.
Secondo l’ultima relazione del Garante dei detenuti, ad aprile 2019 il Cpr torinese aveva una capienza di 147 posti (di cui 142 occupati).

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