Molise, dal centro di accoglienza al centro per i rimpatri

Due stranieri di nazionalità tunisina sono stati portati al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Bari non appena hanno finito il periodo di isolamento in una struttura nel comune di Campolieto, provincia di Campobasso, in Molise. I due erano sbarcati a Lampedusa in estate. A fine luglio erano stati trasferiti in Molise, ed erano stati trovati positivi al coronavirus. Il trasferimento in Puglia in vista di un imminente rimpatrio è stato deciso considerando il fatto che i due non hanno nessun titolo per ottenere la permanenza in Italia. La notizia è stata riportata dal sito dell’Ansa.
Intanto ieri era la giornata dell’udienza del processo a carico di Salvini sul caso Gregoretti. L’ex ministro è accusato di sequestro di persona per avere impedito per alcuni giorni lo sbarco di alcuni migranti soccorsi in mare. La linea difensiva è che Salvini ha semplicemente rispettato la procedura che era stata concordata col resto del Governo, che non è in contrasto con la normativa internazionale ed è tuttora in vigore. La difesa ha chiamato a testimoniare l’attuale ministra dell’Interno Lamorgese, il giudice ha chiesto di sentire anche Conte, Di Maio e gli altri ministri coinvolti. L’avvocatessa di Salvini, la parlamentare Giulia Bongiorno, ci tiene a precisare che non si intende chiamare in causa gli altri esponenti del Governo in qualità di complici del crimine: si vuole sostenere invece che quanto è avvenuto è pienamente regolare e legittimo. Il video della conferenza stampa di Salvini e della Bongiorno, della durata di 38 minuti, è stato caricato sui social dal leader leghista. La prossima udienza si svolgerà il 20 novembre. Nelle vicinanze del tribunale circa 500 manifestanti si sono mobilitati per contestare l’ex ministro. L’evento è stato organizzato dal comitato Mai Con Salvini Sicilia. Nel processo si sono costituiti parte civile l’associazione Accoglierete, che si occupa di minori non accompagnati e che contesta il trattamento riservato a questi ultimi prima che il tribunale dei minori ne disponesse lo sbarco, l’Arci e Legambiente.
Che c’entra Legambiente? In un comunicato gli esponenti dell’associazione hanno detto che “da 40 anni lottiamo contro ogni ingiustizia promuovendo un’ecologia umana legata alla centralità delle persone e alla tutela dell’ambiente” e affermano che “Non si possono giudicare le persone dal loro passaporto e togliere loro la dignità. Non si possono alzare muri e barricate né chiudere i porti contro il dramma dell’immigrazione. Occorre fare ben altro: bisogna accogliere e aiutare quelle persone – uomini, donne e bambini – che fuggono da guerre, difficoltà, miseria, che subiscono ingiustizie sociali, economiche e ambientali, spesso causate dai Paesi occidentali come i cambiamenti climatici, e combattere ogni tipo di pregiudizio, indifferenza, intolleranza”. In coda al comunicato, l’associazione chiede di cancellare i decreti sicurezza fatti approvare da Salvini a suo tempo e ancora in vigore (se ne discuterà domani sera nel Consiglio dei ministri).
Il sacerdote don Luigi Ciotti ha diffuso sui social un video in cui esprime vicinanza e solidarietà a Legambiente per la decisione di costituirsi parte civile. Bisogna “arrestare l’emorragia di umanità e denunciare le violenze le ipocrisie e le manipolazioni”. Don Ciotti mette sotto accusa il “sistema politico ed economico che ha prodotto ingiustizie laceranti disuguaglianze, ha sfruttato e depredato intere regioni del pianeta, concentrando enormi patrimoni in poche mani”. “I muri, i fili spinati, le frontiere fortificate non sono solo disumani ma anche inutili”, dice il sacerdote. “Bisogna ridurre le disuguaglianze e le ingiustizie, gli squilibri sociali e climatici”, sostiene il fondatore dell’associazione Libera Contro Le Mafie, scagliandosi contro la “politica sovranista con le sue retoriche e derive nazionaliste, fasciste e razziste”.
Ieri era anche l’anniversario della strage di Lampedusa del 2013, quando morirono annegate 368 persone. Anche se a causa della pandemia non sono state organizzate iniziative che prevedevano assembramenti come gli altri anni, comunque si sono svolti workshop e cerimonie commemorative per celebrare la ricorrenza.
Sul fronte del Partito Democratico non si segnalano notizie di rilievo riguardanti tutti questi spunti. Zingaretti non ha twittato niente in proposito. Si sa che qualcuno del Pd ha aderito alla manifestazione a Catania contro Salvini solo perché lo ha raccontato Salvini. Tutto il lavoro che si sta facendo è dietro le quinte: secondo quanto ricostruiscono i giornali gli esponenti democratici hanno dovuto insistere molto per far sì che la riforma dei decreti sicurezza si spingesse oltre i rilievi avanzati dal Presidente della Repubblica, e tuttora nel Movimento 5 Stelle ci sono forti resistenze, nel timore di dare l’impressione di un via libera all’immigrazione incontrollata.
La Ong Sea Eye ha pubblicato online la testimonianza scritta di un fotografo che era sul molo durante le operazioni di sbarco dalla Alan Kurdi. L’autore dell’articolo parla della presenza di un “miserabile gruppo di supporter della Lega e neo-fascisti” e rinfaccia loro il fatto che quasi la metà dei migranti erano minori, il più piccolo di soli cinque mesi: “Cari haters, guardate su chi avete riversato il vostro odio. Le persone più vulnerabili di questo mondo ingiusto”, scrive.
La notizia che è circolata in rete a proposito del dissequestro della nave Mare Liberum su sentenza di un tribunale tedesco non è arrivata ai mass media italiani e internazionali. Carola Rackete due giorni fa ha diffuso un tweet esultante in cui commenta: “La criminalizzazione del salvataggio deve finire una volta per tutte”. La nave viene comunque nominata in un articolo del Primato Nazionale in cui si parla di numerosi arresti effettuati in Grecia tra gli esponenti di varie Ong accusati di favorire il traffico di migranti. Notizia che non compare sui siti di informazione italiani e internazionali, e che non viene commentata nelle ultime ore neanche sui social ufficiali delle varie associazioni nominate nell’articolo.

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