Livorno, striscione rimosso, proteste

Sia il sindaco di Livorno che il sindacato Usb hanno protestato contro la rimozione di uno striscione anti-Minniti esposto dagli antagonisti in occasione dell’iniziativa Effetto Venezia.
Il sindaco (M5s)dice che non condivide i contenuti politici dello striscione né la scelta di sfruttare la vetrina di Effetto Venezia per mandare questo tipo di messaggi, ma “capisco ancor meno la reazione delle forze dell’ordine che per rimuoverlo si sono immediatamente schierate in assetto anti-sommossa”. Il sindacato di base invece lamenta che c’è stato un uso improprio della squadra dei vigili del fuoco “per la rimozione forzata di un semplice striscione affisso da chi liberamente manifestava il proprio pensiero”.
La notizia è riportata da vari siti web, tra cui Firenze Post, che si guardano bene dal riportare il libero pensiero dei manifestanti. Magari accanto all’articolo ci mettono una foto standard di una qualsiasi autoscala dei pompieri.
Il Pane e le Rose pubblica invece un comunicato del Partito Comunista dei Lavoratori, e una foto in bassa definizione in cui si vede il lungo testo dello striscione che si conclude con un “Minniti boia!!!”. In alto a destra si vedono i pompieri all’opera. In basso si intuisce la presenza di qualche poliziotto con i caschi. “Attaccate poveri e migranti… Il vero nemico siete voi”, dice lo striscione.
Effetto Venezia è la festa del quartiere La Venezia, che coi suoi canali navigabili richiama la città lagunare. Quest’anno il festival è ispirato al cosmopolitismo di Livorno e alla sua storica convivenza tra comunità, etnie e credi religiosi diversi. Ogni sera ci sarà una diversa tipologia di cucina etnica.
Il video dell’intervento dei vigili del fuoco è stato pubblicato sul sito del Tirreno (6 minuti e 15).
I manifestanti hanno gridato “vergogna!” all’indirizzo dei pompieri, incitandoli a rifiutarsi di eseguire quel tipo di operazioni.
Il sindaco più tardi ha commentato “Mi piacerebbe vedere identica celerità di azione per contrastare fenomeni che creano autentico allarme sociale. Penso allo spaccio in piazza Garibaldi, alle aggressioni sotto i portici di Palazzo Grande, all’ubriachezza molesta e alla microcriminalità diffusa”.

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