Richiedente asilo accusato di furto

Un richiedente asilo diciottenne originario della Nuova Guinea è stato arrestato a Bologna con l’accusa di furto. Il ragazzo è entrato in un appartamento in cui dormivano due ventiduenni senegalesi, afferrando i due smartphone dal comodino. I derubati lo hanno inseguito per i campi e hanno allertato il 113. Il giovane era ospite dell’hub di via Mattei (l’ex Cie bolognese, nel quale in questi giorni si stanno svolgendo i lavori di ampliamento, con l’allestimento di una tendopoli con altri 300 posti).
Intanto il vicedirettore del Resto del Carlino, rispondendo a un lettore, si è schierato apertamente per la chiusura dei porti alle navi straniere e Ong che trasportano clandestini. Chiede inoltre una distinzione severa tra migranti economici e profughi in fuga da guerre, e auspica un’alleanza dei paesi Onu per l’Africa, così come si è fatto per l’Afghanistan. (Invadere l’Africa?) Il lettore scriveva: “Quanti europei sono fuggiti dai loro paesi dopo le due guerre mondiali? Se non c’è l’amore verso il proprio Paese può forse nascere per uno Stato diverso come tradizione, cultura, religione?”. Gli si poteva rispondere che quando in Italia c’era la dittatura un sacco di fuoriusciti Italiani si rifugiarono in Francia, ad esempio, per non parlare degli ebrei allontanatisi dalla Germania per scampare all’Olocausto. Evidentemente al giornale non ci hanno pensato.
Il consigliere leghista Umberto Bosco ha diffuso un comunicato nel quale si oppone alla proposta di aprire un secondo hub metropolitano e alla più equa ripartizione degli arrivi auspicata dalla Giunta: bisogna invece trovare il coraggio di fissare un limite inderogabile agli arrivi, dice. Si devono scongiurare le partenze e rimpatriare chi non ha i requisiti.
Nei comunicati pubblicati sul suo sito web, Bosco fa spesso riferimento all’Islam.
All’inizio di giugno ha espresso preoccupazione per la presenza a Bologna di “luoghi di culto mascherati da associazioni”. “Se le istituzioni locali, come fa il Comune di Bologna, perseverano nel tollerare e sponsorizzare l’aggregazione dei fedeli islamici, le probabilità che da questi assembramenti nascano terroristi non possono che aumentare”. Accanto all’articolo, una vignetta raffigura l’islam moderato come un’enorme bomba alla quale i radicali accendono la miccia.
A settembre commentava l’apertura al dialogo interreligioso da parte del presidente delle comunità arabe in Italia che aveva promosso l’apertura delle moschee ai cristiani. “Perché solo ai cristiani? Perché non invitare altre categorie? Per esempio le associazioni di metallari (Bataclan)”. Secondo lui era in corso un tentativo da parte delle organizzazioni islamiche di stipulare un sodalizio con le gerarchie cattoliche “nella speranza che queste giochino un ruolo di mediazione e favoriscano il riconoscimento istituzionale della religione islamica”. “Non è un caso che a Bologna la comunità islamica non chieda la moschea, ma il sindaco di centrosinistra e il Vescovo premano per dargliela lo stesso”.
Intanto in cronaca nazionale è in primo piano la vicenda dei sindaci dei Nebrodi che hanno deciso di tenere un presidio permanente di fronte all’hotel Canguro di Sinagra (Me), nel quale sono ospitati 50 migranti. “Vanno spostati al più presto”, dicono.
Sul fronte politico, si allontana l’approvazione dello ius soli. Il premier Gentiloni ha ammesso che non ci sono le condizioni per approvare il provvedimento entro la fine dell’estate.

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