Aiutiamoli a casa loro

Dopo la controversa frase di Matteo Renzi, aiutiamoli a casa loro, che riecheggia la propaganda leghista, Huffington Post ha pubblicato un editoriale in cui ci si chiede: “casa loro dov’è?”
“In Libia, con due governi appoggiati da potenze straniere in competizione e 140 tribù bene o male armate? Non va meglio in Nigeria, una federazione di 36 stati alcuni dei quali governati da principi o sultani. O in Eritrea, dove il presidente Isaias Afeweki governa un popolo che ha ridotto alla fame da 24 anni senza che ci siano più state elezioni”.
“Potremmo mandare una squadriglia di elicotteri Augusta Westland del nostro esercito a spargere un numero cospicuo di schede prepagate da utilizzare presso le cooperative locali? Da lì in poi se la vedano loro”, ironizza l’articolo.
Che ricorda che quando è partita l’operazione Triton, che prevede di portare in Italia tutti i migranti soccorsi anche da navi straniere, era già in vigore il Trattato di Dublino, che obbliga gli stranieri a rimanere nel primo stato europeo in cui vengono identificati.
In questi giorni l’Italia chiede di rivedere il meccanismo di Triton e il Trattato di Dublino, con scarsi risultati.
Intanto, in un’intervista alla Stampa, Emma Bonino ha proposto all’Italia di attivarsi per ottenere l’applicazione della direttiva 55 del 2001, che permetterebbe di rilasciare un documento di protezione temporanea di un anno a tutti i profughi che vengono dalla Libia, e che permetterebbe loro di circolare per l’Europa. Affinché entri in vigore, deve essere prima approvata dal Consiglio europeo. Se questo la bocciasse, l’Italia dovrebbe, secondo la Bonino, adottare comunque un provvedimento nazionale che richiami quella direttiva. Sarebbe “un segnale forte”, dice l’ex ministro degli Esteri.
Minniti avrebbe comunque detto che se l’Italia verrà lasciata sola sarà costretta ad azioni unilaterali. Qualcuno parla addirittura di uscita dell’Italia da Triton.
Online News ha scritto che per oggi a Roma è previsto un incontro tra Ong e Guardia Costiera, per discutere del nuovo codice di condotta per il soccorso in mare.
La settimana scorsa il ministro dell’Interno Minniti ha annunciato alla Camera un incontro coi sindaci libici per discutere di come contrastare il traffico di esseri umani (anche quello in programma per oggi).
E proprio oggi la Stampa mette in primo piano la soluzione che sarebbe stata approntata dal governo Sarraj. “Bombardare le navi degli scafisti che partono dalle coste libiche dirette verso l’Italia”. Non sappiamo quanto sia accurato il resoconto del giornalista, che non scrive dalla Libia ma dal Libano. “Il rischio di fare un massacro è alto”, aggiunge il quotidiano. Per giunta il governo non ha neanche l’aviazione, a differenza delle milizie di Misurata. Le quali non hanno bombe di precisione: gli aerei dovrebbero scendere e mitragliare… i profughi?

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