65 milioni di rifugiati al mondo

9 reti di organizzazioni della società civile hanno firmato un appello nel quale chiedono una nuova agenda europea e italiana sulla politica migratoria.
I nomi sono in gran parte sconosciuti all’opinione pubblica. Repubblica ha dato spazio alla notizia, corredando l’articolo con una foto di migranti qualsiasi in cammino.
Gli unici nomi di spicco sono quelli delle associazioni che fanno parte di una delle reti firmatarie: il Tavolo Asilo sarebbe composto da Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, A Buon Diritto, Medu, Oxfam… tutti i principali nomi di spicco in questo settore.
Comunque le parole Tavolo e Asilo sono state stampate su due righe diverse, come se fossero due organizzazioni diverse. Non sembra che il sito abbia fatto troppo mente locale su come è stato messo a punto il documento.
Il titolo dell’articolo sembra fatto apposta per indisporre l’estrema destra: “Migrazioni: dei 65,6 milioni di rifugiati nel mondo, l’Europa ne accoglie solo 3,5 milioni”. Soprattutto perché non si fissa il limite fino al quale la parola “solo” è giustificata. Fossero 3,6 uno direbbe “solo 3,6?” Fossero 4 uno direbbe “Solo 4?” Ma qual’è la cifra giusta che dovrebbe spettare all’Europa, secondo queste organizzazioni?
La lettera era indirizzata a Governo, Parlamento e Europarlamentari italiani. Due giorni fa era la giornata internazionale dei rifugiati. Ieri e oggi invece si sta svolgendo un consiglio Ue in cui si discuterà di migrazioni.
Le associazioni propongono una road map di 12 punti.
“I migranti non vengano considerati come detenuti in centri di accoglienza al solo fine di essere identificati”, “L’Ue e gli stati membri facciano ritornare le persone nei loro paesi d’origine solo attraverso procedure fondate sul rispetto dei diritti umani e mai a condizioni che li possano mettere in pericolo”, “L’Ue e gli Stati membri effettuino garantiscano alle persone che si trovano ai loro confini l’accesso a un equo ed effettivo diritto di richiedere asilo”, “Gli stati membri sviluppino canali sicuri e regolari per rifugiati e i migranti” sono alcune delle richieste contenute nel documento.
Al Consiglio Europeo ci sono altri temi in discussione. Tra questi, Repubblica mette in evidenza la difesa comune, su cui è stata trovata un’intesa, il problema dei cittadini Ue nel Regno Unito dopo la brexit, e il contrasto ai foreign fighters.
L’intesa sulla difesa comune forse genererà qualche discussione: si tratta di istituire battle goups europei, battaglioni misti con divisa verde e stemma blu dell’Unione, da dispiegare in teatri di crisi esterni all’Unione stessa.
Sul fronte di internet si segnala la richiesta all’industria di sviluppare tecnologie e strumenti necessari a rimuovere automaticamente contenuti che inneggiano al terrorismo, e per contrastare i sistemi di comunicazioni dei terroristi, come le chat del deep web.
Intanto le sanzioni alla Russia sono state estese di sei mesi.

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