Bari, il Cie riapre a luglio

Scrive il sito Borderline24 che il centro di espulsione di Bari riaprirà entro luglio.
“Il ministero dell’Interno sta accelerando per riaprire il vecchio Cie barese”, scrive il sito. “I lavori di ristrutturazione e ammodernamento sono quasi conclusi, da luglio tornerà a ospitare i migranti che dovranno essere rimpatriati”.
Possibile? Per far funzionare il Cie c’è bisogno di un ente gestore. E per avere un ente gestore c’è bisogno di un bando. Finora i siti di informazione non hanno riferito neanche che sia stato diffuso il bando di gara. Luglio comincia tra 10 giorni. Può essere che nel giro di un mese inizia e finisce la procedura dell’appalto? O si è già svolta nel completo disinteresse dei mass media?
Da quando il Ministro Minniti ha parlato di istituire i nuovi Cie, sui mass media non c’è stato praticamente dibattito sulle dinamiche relative alla loro gestione.
Nel cassetto c’era l’ipotesi di aggiudicare l’intera gestione del sistema ad un unico consorzio di imprese, ma è più probabile che gli appalti vengano assegnati separatamente, sulla base di regole nazionali uguali per tutti.
Ma quali regole? Inizialmente i Cie venivano contestati perché venivano stabilite cifre diverse da centro a centro. Alcuni gestori ricevevano 60 euro per ogni recluso, altri 30. Poi la cifra è stata quasi uniformata: tutte le gare erano al ribasso a partire da 30 euro. Ma così c’era il rischio che l’azienda vincente, per aggiudicarsi l’appalto, avrebbe tagliato la qualità dei servizi.
C’era poi l’incognita devastazioni: se il centro era in gran parte inagibile, il rimborso statale per i pochi stranieri rimasti non era sufficiente neanche per pagare i costi fissi di gestione (il personale, le bollette…). Così era stata inserita una clausola secondo la quale il gestore avrebbe ricevuto una cifra non inferiore a quella che gli sarebbe spettata se il centro fosse stato pieno per metà. Anche se il numero dei reclusi era in realtà inferiore.
I sostenitori dei nuovi Cpr sostengono che si tratta di strutture completamente diverse rispetto ai Cie. Eppure, al di là delle dichiarazioni, novità concrete non si sono viste.
Sul sito della prefettura di Bari non c’è nessun bando di gara in proposito. Probabile che la procedura di assegnazione non è stata ancora messa a punto.
Ma allora perché si scrive che partirà tutto entro luglio? Forse a luglio uscirà il bando. O no?
Per ora le ultime notizie certe dalla Puglia riguardano il Movimento 5 Stelle, che ha protestato per la presenza di due Cie. Secondo il piano di Minniti l’unico Cpr pugliese sarà quello di Bari. Però il Ministro ha dimenticato di annunciare la chiusura di quello di Brindisi, che al momento è uno dei quattro in funzione. Quindi c’è il rischio che per un periodo, breve o lungo, le due strutture opereranno in contemporanea. Rendendo la Puglia l’unica regione con due centri per i rimpatri, in barba a qualsiasi dichiarazione che è stata rilasciata “un Cpr per ogni regione”.
Non ci vorrebbe niente a smentire questa voce. Ma dal Ministero nessuno l’ha fatto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...