Il pessimismo di Be Free

Oria Gargano, presidente di Be Bree – cooperativa sociale contro tratta, violenze e discriminazioni – ha partecipato alla presentazione del libro “Il coraggio della libertà”, di Blessing Okoedion, edizioni Paoline.
E ha voluto condividere una serie di “considerazioni non troppo ottimiste” sulla situazione attuale. Anni fa, ricorda la presidente, erano gli stessi poliziotti che indirizzavano le vittime di tratta verso le associazioni che potevano aiutarle. Oggi questo non succede più. Oggi la straniera costretta a prostituirsi viene portata dalle forze dell’ordine direttamente al Cie. Dove non viene ascoltata da persone competenti. Talvolta viene rimpatriata (“deportata”), talvolta viene rilasciata, ossia consegnata ai suoi sfruttatori.
E mentre le autorità seguono la sua vicenda molto distrattamente (“di quella ragazza non gliene frega niente a nessuno”), i trafficanti hanno imparato a sfruttare il meccanismo dei Cie.
Le ragazze, anziché chiedere la protezione per le vittime di tratta, chiedono asilo politico presentando storie fotocopia di persecuzioni da parte di Boko Haram. Spesso vengono accompagnate dalle stesse maman che le spingono a prostituirsi. A volta le commissioni che esaminano le loro richieste si rendono conto di ciò che sta succedendo. Il più delle volte, nessuno capisce qual’è la situazione. Nessuno si chiede chi è quella donna che accompagna le ragazze. Come è possibile?, si chiede la presidente di Be Free.
Che contesta i due decreti Minniti-Orlando che sono appena usciti in materia di immigrazione e decoro urbano. Il primo abolisce il diritto di appello per i migranti (“è contro la Costituzione”) e aumenta il numero dei Cie (“non sono strumenti atti a riconoscere i diritti delle persone”). Il secondo dà ai sindaci poteri d’ordinanza.
Ma a Roma si sono già viste “nefandezze”, dice la Gargano, ai tempi di Alemanno, quando il sindaco emanava delle ordinanze e le “prostituite” (ragazze costrette a prostituirsi) venivano trattate da “prostitute”. “E’ una i solo in mezzo, ma è una i importante”.
All’evento hanno partecipato anche l’ex ministro Livia Turco, oggi presidente fondazione Nilde Iotti, e il sottosegratario Sesa Amici, che ha annunciato un fondo di 22 milioni di euro per le regioni da destinare a progetti di recupero.
C’era l’autrice del libro, una ragazza africana fatta arrivare in Italia con l’inganno per sentirsi dire che non sarebbe stata libera finché non avesse ripagato 65 mila euro.
C’era un magistrato ed esponenti di associazioni che lavorano a contatto con le vittime di tratta.
L’intera registrazione dell’evento è disponibile sul sito di Radio Radicale (circa due ore).
Ai giornalisti è arrivato poco e niente.
Ci sono solo poche righe sul sito di informazione religiosa Sir.

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