Cpr chiarire le regole di funzionamento

Scrive il sito della Regione Friuli Venezia Giulia che la presidente Debora Serracchiani ha chiesto di conoscere “con assoluta chiarezza” le regole di funzionamento “all’interno e all’esterno” dei nuovi Centri Permanenti per il rimpatrio.
In vista della riapertura dell’ex Cie di Gradisca, la Regione sottolinea l’esigenza di “porre in essere misure e azioni concrete volte ad evitare che le manifestazioni di intolleranza da parte degli ospiti e le proteste da parte del territorio accadute in passato non abbiano a ripetersi in alcun modo”.
Volendo interpretare la frase in maniera benevola, possiamo immaginare che la Serracchiani stia parlando del rispetto dei diritti umani all’interno della struttura. Se dentro va tutto bene, fuori nessuno protesta. C’è da dire però che i Cpr servono per rimpatriare delle persone non consenzienti, e già questo è causa di forti tensioni.
I vecchi Cie non erano strutturati come carceri: la polizia restava al di fuori, ed entrava solo in caso di rivolte, rimpatri e perquisizioni. Per il resto, gli stranieri in attesa di rimpatrio non avevano nulla da fare per tutto il tempo, se non organizzare rivolte. Finora si è detto genericamente che i Cpr saranno diversi dai Cie, ma non si è entrati granché nel dettaglio. Così come si è detto che i Cpr vengono costruiti per i criminali, non certo per le badanti, ma finora non è stato messo niente nero su bianco che escluda che badanti e lavoratori irregolari ci finiscano dentro.
La Serracchiani vuole “le informazioni necessarie per valutare le caratteristiche che differenziano il Cpr rispetto al Cie, per garantire la sicurezza della comunità presso la quale è collocato e la tutela dei diritti delle persone accolte”.
Chiede inoltre la chiusura del centro di accoglienza, da sempre considerato un grosso peso per la città. Infine chiede che sia garantito che il numero di 100 posti previsto per la nuova struttura sia inteso come capienza massima in alcun modo derogabile.
E in quest’ultimo punto sarà sicuramente accontentata. I migranti non vengono inviati al Cie se non ci sono posti disponibili. E’ per questo che Minniti vuole aprirne di nuovi. Attualmente il numero di posti disponibili in tutta Italia supera di poco i 300. Quando le forze dell’ordine identificano un irregolare, se tutti i posti nei Cie sono al completo, lo devono rilasciare con ordine di tornare in patria con mezzi propri. Ordine che molto spesso non viene rispettato.
Le indiscrezioni riguardanti le località nelle quali verranno aperti nuovi centri di espulsione stanno generando conseguenze prevedibili in alcune delle città coinvolte.
A Santa Maria Capua Vetere, in Campania, all’inizio della prossima settimana si svolgerà la conferenza dei capigruppo al fine di concordare un ordine del giorno a tutela della città.
A Modena l’Uil esprime preoccupazione e sconcerto per l’apertura del Cpr.
“Ricordo che con molti paesi mancano gli accordi internazionali tali da favorire il rientro in patria e avendo tolto il giudizio di appello la permanenza coatta dell’immigrato in attesa di volo senza ritorno non favorisce certo convivenza civile e moderazione”, dice il locale segretario del sindacato.
Bisognerebbe puntare su rimpatri volontari e processi inclusivi, e bisognerebbe dotare il Cpr del “personale necessario e esperto per far fronte alla detenzione”.
La notizia della riapertura dei Cie sta attirando l’attenzione di dei siti di clickbaiting. Si trovano articoli di pessima qualità, inutili copia e incolla, pubblicità invasive, eccetera. Segno che ci si aspetta un dibattito animato da parte dell’opinione pubblica.
Intanto ieri Fanpage ha pubblicato l’audio di un’intervista telefonica alla trans brasiliana che aveva fatto notizia a marzo, quando era stata trasferita dal Cie di Brindisi a seguito delle minacce ricevute. La straniera si troverebbe ancora nel Cie di Caltanissetta, e anche qui sarebbe stata minacciata. E ancora rischia l’espulsione, a causa di precedenti penali non meglio precisati.
Tempo fa era stata erroneamente diffusa la notizia di un imminente rilascio. Poi la notizia è stata smentita, ma non da tutti i siti web che l’avevano diffusa. Oggi non giungono conferme alla storia raccontata da Fanpage. La straniera è finita nel Cie alla fine di gennaio. Quasi quattro mesi fa.

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