Cpr in Trentino e Veneto

Proseguono le reazioni alla diffusione della lista ufficiosa di 11 regioni nelle quali nei prossimi mesi verrano aperti i Centri Per i Rimpatri previsti dal decreto Minniti.
Nella lista non compaiono il Trentino e il Veneto. I giornalisti ne hanno chiesto il motivo alle autorità locali. Nel primo caso il presidente della regione Kompatscher ha detto che si sta ancora discutendo per individuare la sede in cui realizzare la struttura, sebbene l’unico nome che è trapelato, che è stato anche uno dei primi a livello nazionale, è quello di Roverè della Luna, località che si trova più o meno a metà strada tra le due province di Trento e Bolzano. La decisione potrebbe essere scontata, ma a quanto pare le due province hanno chiesto chiarimenti al Ministero sulle caratteristiche richieste. “Chiarito il quadro, invieremo le nostre proposte”, ha detto Kompatscher.
Diversa la situazione in Veneto, dove, a sorpresa (ma fino a un certo punto), le autorità leghiste sono contrarie al centro di espulsione.
E’ proprio l’assessore ai flussi migratori Manuela Lanzarin a dichiarare, secondo quanto riporta il Mattino di Padova: “Non forniremo alcuna indicazione, siamo fermamente contrari alla politica del Governo che non affronta il problema alla radice ma si limita a scaricane gli effetti sui territori”.
“Non si va da nessuna parte fino a che la Libia e gli altri paesi nordafricani non accetteranno, o verrà loro imposto, che la comunità internazionale istituisca centri di accoglienza o riconoscimento sui loro territori, per respingere i non aventi diritto e accudire e inviare gli altri in Europa”, dice l’assessore.
Il risultato sarà che gli stranieri da espellere dal Veneto dovranno essere inviati in altre regioni, come succede anche adesso.
Già Maroni, qualche anno fa, aveva inserito il Veneto nella lista delle regioni in cui era una priorità aprire un centro di espulsione. L’iniziativa si era impantanata a causa dell’opposizione delle autorità locali, anche quelle di destra. Le quali non erano contrarie al Cie per principio, soltanto che nessuna lo voleva sul proprio territorio.
Intanto ricompare nelle cronache la nave norvegese Siem Pilot, che avevamo lasciato a Cagliari a metà del mese scorso. Dopo essere ripartita dalla Sardegna, dove aveva sbarcato più di 800 migranti, l’imbarcazione è tornata nelle acque a sud di Malta, ha toccato le coste siciliane, ed è arrivata ora a Salerno con un carico di oltre 900 migranti (tra cui il cadavere di un bambino).
Gli stranieri sono stati smistati tra le varie regioni. 50 sono toccati al Trentino Alto Adige, 25 per ogni provincia.
La nave è già ripartita diretta a sud.

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