Friuli, Serracchiani favorevole al Cpr

Come previsto, l’amministrazione di Debora Serracchiani si è schierata a favore dell’apertura del nuovo Centro per i Rimpatri a Gradisca. “Abbiamo dato la nostra adesione al piano del ministro Minniti in quanto con grande senso di responsabilità siamo consapevoli che ognuno deve fare la propria parte”, ha detto la presidente della Regione.
E l’Assessore alla solidarietà Gianni Torrenti ha spiegato che il Cpr sono radicalmente diversi rispetto ai Cie, per il numero ridotto di persone ospitate e per la fluidità nelle operazioni di rimpatrio garantita dagli accordi con i paesi d’origine.
Il Cie di Gradisca d’Isonzo era stato costruito per ospitare 248 stranieri da rimpatriare. Il nuovo Cpr avrà una capienza che non supererà i 100 posti.
Secondo Torrenti la dinamica, prima, con i Cie, “rischiava di diventare una sorta di detenzione, con tutti i risvolti negativi sul piano umanitario e della sicurezza che l’organizzazione dei Cpr andrà ad evitare”.
Anche i Cpr sono comunque centri di reclusione, progettati per rinchiudere gli stranieri socialmente pericolosi che bisogna rimpatriare. Non le badanti, hanno precisato dal Governo.  A voce. Solo che finora non c’è nessun documento scritto che garantisca che in queste strutture non ci finiranno stranieri incensurati, migranti economici e stranieri che pur avendo commesso reati in passato si sono poi reintegrati nella società.
L’amministrazione Serracchiani pone alcune condizioni. Una è quella di chiudere il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo, che attualmente ospita 480 immigrati. Tutti concentrati in un unico posto, e liberi di girare per la città. Un’altra condizione è quella di usare per la vigilanza del centro forze dell’ordine che non siano già impegnate nella sicurezza del territorio. Infine, il personale operante nella struttura dovrà fornire garanzie professionali e le competenze che la situazione richiede.
Un’altra città che vedrà riaprire il suo centro di espulsione, col nuovo nome, sarà Modena. Anche qui il sindaco Pd chiede le stesse garanzie.
Comunicazioni ufficiali non ne sono ancora giunte. I mass media hanno diffuso una lista di 11 centri, alcuni dei quali potrebbero aprire entro l’estate. Ma ci sono ancora i lavori di ristrutturazione da fare, e devono essere diffusi i bandi di gara per la gestione. E’ probabile che i tempi saranno più lunghi.

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