Maestri, interrogazione sui Cie

Il deputato Andrea Maestri, Sinistra Italiana – Sel – Possibile, ha presentato una interrogazione a risposta scritta destinata al Ministero Dell’Interno.
Maestri chiede che sia reso pubblico e accessibile l’elenco degli enti e delle associazioni gestori dei servizi erogati all’interno dei Cie, tenuto conto che gli ultimi dati disponibili sul sito del Ministero risalgono a due anni fa.
Chiede inoltre al Governo come intenda rispondere alla Commissione Diritti Umani del Senato sulla questione dell’affidamento dei centri con la modalità al ribasso, e se non ritenga possibile adoperarsi affinché siano effettuate scelte in base a criteri eticamente più validi.
Il decreto Minniti stanzia una notevole cifra per la costruzione dei nuovi Cie, ora chiamati Cpr. 3 milioni di euro per quest’anno, 12 e 18 milioni per i prossimi due. Ma non si sa ancora chi otterrà gli appalti.
In realtà non si sa neanche dove verranno realizzati i nuovi Cie. Il Governo ne vorrebbe aprire uno in ogni regione, escluse Molise e Val d’Aosta, e ha chiesto di segnalare le strutture idonee: devono essere di proprietà pubblica, in grado di essere adeguate o ristrutturate allo scopo di detenere di 80-100 migranti, e devono trovarsi in aree esterne ai centri urbani che siano facilmente raggiungibili.
Titola il Sole 24 Ore: “Regioni ferme, Minniti ai prefetti: segnalate le sedi per i nuovi Cie”. Ci sarebbe una circolare recente del Ministero. Finora solo dalla Basilicata è giunta una “richiesta formale”, di cui non parla nessun sito web.
L’interrogazione di Maestri è stata presentata il 18 aprile, e porta la firma anche di Pippo Civati, e dei deputati Brignone e Pastorino, tutti dello stesso schieramento.
Quanto ci vorrà per avere una risposta? Non si sa. Maestri, nel corso della legislatura ha già presentato 110 interrogazioni a risposta scritta. E’ vero che quella presentata il 15 marzo ha già ottenuto risposta, ma la gran parte risultano ancora in sospeso, tra cui una presentata a luglio del 2015, che ancora non è stata presa in considerazione nonostante tre solleciti, l’ultimo dei quali a luglio dell’anno scorso.
Comunque, sul sito della Camera, non si usa pubblicare la risposta del Ministro competente nelle stessa pagina dell’interrogazione, né metterci un link. Ci si limita ad aggiungere la data di conclusione dell’iter. Quindi solo gli addetti ai lavori arriveranno a leggerla, armeggiando tra motori di ricerca interni e verbali di seduta. Sempre che la risposta arrivi…

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