Il 28 udienza per lo studente della mensa di Palermo

Il caso dello studente marocchino che ha creato il panico alla mensa universitaria di Palermo verrà esaminato dalla Cassazione* venerdì prossimo, 28 aprile.
Da giorni i siti locali se ne occupano. In difesa dello studente si sono schierati semplici cittadini, associazioni e il sindaco di Palermo.
Il giovane rischia il rimpatrio per essere salito su un tavolino della mensa gridando frasi farneticanti. Tipo “Chi è satanista e vuole morire rimanga qui, chi è cattolico, musulmano, ebreo vada fuori”.
Sul posto erano giunte varie volanti, pensando ad un atto terroristico, mentre gli altri studenti erano fuggiti terrorizzati. Si era poi scoperto che il ragazzo era stato in cura psichiatrica, ma aveva interrotto il trattamento a causa degli effetti collaterali causati dai farmaci. “In pratica ha dei periodi di calo durante i quali diventa paranoico e visionario”, ha spiegato il presidente dell’organizzazione Human Rights Youth Organization, che si è subito mobilitato per convincerlo a riprendere il suo percorso sanitario. “E’ stato trattato dalla polizia come un normodotato, che quindi non ha attivato l’iter sanitario più adatto a lui”, spiega ancora l’organizzazione, secondo quanto riporta il sito Meridionews. Secondo cui il giovane aveva “spesso” contattato le forze dell’ordine, dicendo che qualcuno lo stava inseguendo o picchiando. “Nessuno però lo ha mai trattato come uno psicotico”, riassume il sito.
Visto che l’iniziale del ragazzo è S., è stata lanciata su Facebook la campagna #Slibero, con tanto di hashtag e pagina dedicata.
La borsa di studio che aveva gli sarebbe già stata sospesa.
L’avvocato difensore del marocchino punta sul pericolo di vita in cui si troverebbe in caso di rimpatrio: “Le cure di cui necessita sono indubbiamente essenziali per la vita, e l’immediata esecuzione del provvedimento finirebbe per aggravare notevolmente la sua patologia, con grave pregiudizio per la sua salute e per la sua stessa vita”, dice, secondo quanto riporta Meridionews.
Il caso è già approdato in Parlamento, ad opera del senatore Francesco Campanella, di Sinistra Italiana, che ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Giustizia.
“Vorremmo sapere se dopo l’episodio in questione sia stato fatto intervenire o meno personale sanitario, e se dopo il trasferimento al Cie di Caltanissetta lo studente sia stato oggetto di visita sanitaria”, scrive il senatore, secondo quanto riporta BlogSicilia.
A quanto scrive MeridioNews l’interrogazione è stata firmata anche da Fabrizio Bocchino, anche lui Sinistra Italiana, ex 5 Stelle.

*Aggiornamento: l’udienza è davanti al giudice di pace, non davanti alla Cassazione come annunciato in un primo momento.

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