Brescia visita i centri per immigrati in Puglia

Il deputato pugliese del Movimento 5 Stelle Giuseppe Brescia visiterà tra il 10 e l’11 aprile tre centri per immigrati in Puglia.
Il 10 mattina sarà nell'”ex Cara” di Bari, nel pomeriggio sarà al Cie di Brindisi, il giorno dopo visiterà l’hotspot di Taranto.
L’8 aprile invece sarà a Bari, insieme ad altri due parlamentari del Movimento 5 Stelle, ad un incontro pubblico sul tema immigrazione.
A sollecitare la sua visita nei centri pugliesi, due fatti di cronaca che hanno attirato l’attenzione sul problema. Il primo è quello di Adriana, la transessuale brasiliana che è stata chiusa nel Cie di Brindisi per due mesi, nel settore maschile, dove ha ricevuto minacce. Il secondo è una rissa avvenuta a Bari, dove due migranti sono finiti all’ospedale con ferite da arma da taglio.
La notizia della rissa al centro di accoglienza barese risale al 23 marzo scorso. E’ stata riportata anche da Tgcom24, secondo cui ci sarebbero altri due feriti meno gravi: uno solo con escoriazioni, l’altro con una ferita lacero-contusa alla testa.
Mentre Tgcom24 dice che la rissa è avvenuta nel Cara, Brescia parla di ex-Cara. Perché ex?
Secondo Quotidiano Italiano tutti i feriti sarebbero stati di nazionalità nigeriana.
“E’ evidente che i due casi siano di natura completamente diversa, ma afferiscono alla stessa problematica”, ha detto Brescia, riferendosi alla rissa e al caso della transessuale, “e cioè che il sistema di accoglienza dei migranti in Italia non funziona come dovrebbe e per motivi diversi. Su entrambi gli episodi ho già depositato due interrogazioni parlamentari indirizzate al Ministro dell’Interno”.
Brescia è vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sui Cie e sui Cara.
Il presidente della Commissione è Federico Gelli, del Pd. Il suo ultimo comunicato in tema di migrazioni risale al 29 marzo, quando ha espresso soddisfazione per l’approvazione definitiva della legge sui minori stranieri non accompagnati.
Lo stesso giorno il Senato ha approvato il decreto Minniti che istituisce i nuovi centri di espulsione, e toglie l’appello e il contraddittorio ai richiedenti asilo. Gelli non ha ancora commentato la notizia. Entro il 18 aprile la Camera dovrà esaminare e approvare lo stesso provvedimento.

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