Il Governo ha la fiducite

Il sito OpenPolis fa notare che, con l’approvazione del decreto Minniti sui migranti, è già la sesta volta, da dicembre, che il Governo pone la questione di fiducia per l’approvazione di un testo in Parlamento. La media è di due volte al mese, in linea con la media di Renzi. Monti aveva raggiunto livelli superiori, arrivando a quota 3. Il quarto governo Berlusconi e quello di Renzi si erano fermati rispettivamente a 1,07 e 1,11.
Anche il rapporto tra questioni di fiducia e leggi approvate si sta impennando rispetto ai due governi precedenti. E’ ora al 40%, ancora al disotto del record recente, che è sempre di Monti con 45,13%.
Il sito La Notizia titola: “Paolo uguale a Matteo. Anche gentiloni ha la fiducite: il Governo azzera il dibattito in Parlamento”. E ricorda una frase del presidente del Senato Grasso, pronunciata il 4 dicembre, secondo cui la decretazione d’urgenza e i voti di fiducia “mortificano il ruolo primario del Parlamento.
Anche Napolitano aveva detto qualcosa in proposito, nel 2011: la questione di fiducia “non dovrebbe eccedere limiti oltre i quali si verificherebbe una inaccettabile compressione delle prerogative delle Camere”.
La Stampa scrive, genericamente, che il il maxi-emendamento interamente sostitutivo del decreto Minniti è stato approvato “con le novità introdotte in Commissione (eccetto una sulla Croce Rossa dichiarata improponibile dalla presidenza”. Il sito non spiega quali sono le novità introdotte, e perché quella sulla Croce Rossa era improponibile.
A favore del provvedimento si sono schierati Pd, Ap e Mdp, contro Cor, Lega, Gal, Ala, Si, M5s e Fi.
Nessuna traccia, nel breve articolo, della presa di posizione dei senatori Manconi e Tocci, contrari alla linea del loro partito. Titolava Repubblica: “Manconi e Tocci: No alla fiducia sul dl Minniti-Orlando”, facendo supporre che i due abbiano votato no. Ma poi nell’articolo si legge che i due hanno detto: “Abbiamo deciso, dopo un’attenta riflessione, di non votare la fiducia sul decreto”. Il fatto che non abbiano votato la fiducia non implica che abbiano votato no alla fiducia. O no?
Comunque la votazione è stata considerata quasi una formalità dai mass media, sui quali ha trovato ben poco spazio.
Secondo La Stampa la Camera dei Deputati dovrà terminare l’esame del decreto entro il 18 aprile.

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