Messina, il centrodestra e l’hotspot. Brindisi, trasferire la trans?

Stamattina a Messina si terrà una conferenza stampa organizzata da vari partiti e movimenti di centrodestra per parlare dell’hotspot che dovrebbe essere realizzato a breve in città. “Si tratta della prima volta, almeno da quando è iniziata questa consiliatura, che il centrodestra si mostra unito”, ha detto il capogruppo di Forza Italia. L’evento vedrà la partecipazione di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Movimento Nazionale per la Sovranità, Noi Con Salvini e Scuola Politica. La notizia è riportata su Messina Magazine. Tra gli articoli correlati sul sito,  c’è la notizia diffusa ieri della trans in sciopero della fame da otto giorni nel Cie di Brindisi: ha subito minacce da altri reclusi nello stesso settore (maschile) ed è stata costretta a interrompere il suo trattamento ormonale a causa di intoppi burocratici.
Due giorni fa il sindaco di Messina ha incontrato il capo di gabinetto del Ministro dell’Interno, il prefetto Morcone, e ha ribadito la contrarietà della sua amministrazione sia all’apertura dell’hotspot, sia all’approccio in materia di migrazione che ne è alla base. La città, ha detto il sindaco, punta sull’accoglienza diffusa e sui processi inclusivi che restituiscano dignità al migrante.
Gli hotspot servono per lo smistamento dei migranti appena sbarcati. Questi ultimi, esaminati dalle autorità italiane ed europee, verranno trattenuti il tempo necessario alla raccolta di impronte, fotografie e dati personali. Poi, nel giro di pochi giorni, saranno trasferiti: nelle strutture destinate all’accoglienza, se vengono riconosciuti come richiedenti asilo, o nei centri di espulsione, se catalogati come non aventi diritto.
Secondo la Gazzetta del Sud, l’hotspot a Messina aprirà entro giugno nella ex caserma Gasparro. Un altro aprirà nello stesso periodo a Palermo. Altri tre saranno inaugurati in Calabria entro l’autunno. Strutture da 400 o 800 posti. A fornire queste cifre sarebbe stato il capo Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno Gerarda Pantalone, ascoltata di recente dalla “Commissione migranti”.
Intanto l’articolo della trans al Cie di Brindisi pubblicato ieri sul sito del Fatto Quotidiano ha totalizzato oltre cento commenti. Le opinioni sono molto diverse. C’è chi dice che una persona incensurata non dovrebbe stare nel Cie. C’è chi dice che un datore di lavoro non ha diritto di licenziare un dipendente che decide di cambiare sesso. C’è chi afferma che il tasso di omicidi in Brasile è alto per tutti, non solo per i trans: se si riconosce il diritto di asilo a questa persona lo si deve riconoscere a tutti i brasiliani. Altri dicono che siccome in Italia ci sono molti femminicidi, una donna potrebbe riconoscere il diritto ad essere protetta in uno stato estero. Eccetera eccetera.
La notizia è comparsa su parecchi siti web: Adnkronos, Dire, Il Messaggero e altri.
Nessuno di loro riporta aggiornamenti.
Il sito Gay Post invece annuncia che il trasferimento “in un Cie femminile” è stato comunicato ieri in serata. Potrebbe avvenire oggi. Resta la preoccupazione per un possibile rimpatrio, verso un paese in cui ogni anno vengono uccisi 900 trans.
Nessun sito web entra nel merito degli accordi bilaterali: quelli col Brasile, a quanto si dice, non sarebbero dei più efficienti. Se è vero che da due mesi questa persona si trova nel centro di espulsione, a breve potrebbero scadere i termini per il trattenimento e potrebbe sopraggiungere il rilascio. Che non significa regolarizzazione: chi viene fatto uscire dal Cie per scadenza dei termini riceve un ordine di abbandonare il paese con mezzi propri nel giro di pochi giorni. Anche se, in questo caso, il Fatto ha anche parlato di una richiesta di protezione internazionale che sarebbe pendente presso una commissione territoriale, per cui l’espulsione è stata sospesa. La trans ha detto che, in attesa della risposta, è disponibile ad andare a firmare anche cinque volte al giorno in questura: “Ci vado, non c’è problema. Ho una famiglia, lì fuori. Voglio aspettare l’esame della commissione in libertà.”

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