Sinistra Italiana e associazioni contro il decreto Minniti. Interventi di Manconi e Brescia

Sinistra Italiana – Possibile ha promosso un incontro nella sala stampa di Montecitorio con i rappresentanti di alcune associazioni impegnate nell’ambito dei diritti umani per discutere dei provvedimenti presi dal ministro Minniti in materia di immigrazione e sicurezza.
Hanno partecipato all’iniziativa i portavoci di Asgi, Arci, Antigone, Sbilanciamoci, Lunaria, Cild, Centro Astalli e Cnca.
C’è stato anche un sit in di protesta in piazza Montecitorio, mentre in aula si procedeva all’esame degli emendamenti.
Tra le altre cose, le associazioni criticano il “diritto speciale” che è stato “inventato” dal Governo per quanto riguarda il diniego del diritto d’asilo per gli stranieri: con nuovo decreto, verrà impedito il ricorso al giudice d’appello, e al posto del contraddittorio potrà essere usata la videoregistrazione del colloquio con la commissione territoriale.
La portavoce di Lunaria ha confrontato questo decreto col pacchetto sicurezza del 2008-2009: “Ora come allora si sceglie di cambiare nome ai Cie, senza modificarne la funzione che è quella di rendere effettive le espulsioni”. I Cie sono “un esempio di fallimento esemplare dell’approccio nettamente securitario”. L’associazione chiede di nuovo la modifica del regolamento di Dublino 3.
In questi giorni Lunaria ha diffuso un rapporto nel quale raccoglie 210 episodi di “rifiuto” dell’accoglienza, avvenuti in Italia negli ultimi tempi: iniziative di propaganda politica, proteste pubbliche in piazza.
E visto che il tema dei Cie è d’attualità, il presidente della Commissione Diritti Umani del Senato Luigi Manconi è andato a parlarne con la stampa estera. Il video integrale dell’incontro, oltre un’ora e un quarto, è disponibile sul sito di Radio Radicale. L’ultima volta che il senatore aveva incontrato i giornalisti stranieri, alcuni anni fa, sembrava che i Cie sarebbero stati chiusi. Ora la situazione è di nuovo cambiata.
Nel corso della conferenza stampa Manconi ha anche annunciato che a gennaio la commissione Diritti Umani ha fatto uscire un suo rapporto aggiornato sui Cie (nel disinteresse generale).
Il documento di 42 pagine è disponibile sul sito del Senato. Mentre i mass media continuano a dire che i Cie aperti sono sei, o cinque, il rapporto contiene i dati precisi: i Cie in funzione sono soltanto 4, di cui tre maschili e uno femminile.
A gennaio a Brindisi c’erano 47 presenze a fronte di 48 posti, a Caltanissetta 93 su 96, Torino era al completo, 90 su 90, mentre a Roma si segnalavano 58 presenze su 125 posti teoricamente disponibili.
Il centro aveva in origine 250 posti, ma l’Ente gestore ha comunicato la chiusura dell’intero settore maschile per cui formalmente la capienza massima risulta dimezzata.
Rispetto a gennaio del 2016 risultano chiusi due centri: quello di Bari e quello di Crotone. Il primo risulta “temporaneamente inagibile per lavori”, del secondo si dice che “dalla data del 7 marzo 2016 il centro non è agibile”.
A quanto ne sappiamo entrambi i centri sono stati devastati dalle rivolte sul finire dell’inverno del 2016, ma i principali mass media sono praticamente all’oscuro della notizia.
Da notare come è sempre la Commissione Diritti Umani del Senato a diffondere i dati relativi ai Cie.
In realtà esiste anche una commissione d’inchiesta della Camera sui Cie e Cara, che costa circa 90 mila euro l’anno, e che resta molto più defilata.
Comunque si riunisce: il mese scorso ha incontrato il ministro Minniti. Su Facebook è disponibile il video di un intervento del vicepresidente della Commissione, Giuseppe Brescia, del Movimento 5 Stelle, che chiede al Ministro Minniti: “Lei ha detto che ci sono persone che hanno diritto di essere accolte, mentre altre dovranno essere rimpatriate. Secondo me c’è già qui un errore: prima che le persone facciano richiesta d’asilo è necessario dare loro altre opportunità. Voi state pensando a nuove vie legali d’accesso? O pensate che il sistema così come è regolato in questo momento, ossia dalla Bossi-Fini, possa andar bene?”
Nel video c’è solo la domanda. Non sappiamo se il Ministro abbia dato una risposta.

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