Umbria, un accompagnamento al Cie e un rimpatrio

Un tunisino è stato fermato dalla polizia a Perugia nell’ambito di un’operazione di contrasto all’immigrazione clandestina. Un marocchino invece è stato preso in consegna dagli agenti al termine di una pena scontata in carcere.
Il primo, un ventinovenne, era a spasso con la sua fidanzata . Aveva precedenti penali per reati “in materia di stupefacenti e contro il patrimonio”, nonché violazione della normativa sull’immigrazione. E’ stato accompagnato a “al Cie della Sicilia” (Caltanissetta).
Il secondo invece è stato prelevato all’uscita dal carcere, dove ha scontato quattro anni per spaccio, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e violenza sessuale. E’ stato accompagnato in un imprecisato aeroporto, e imbarcato sul volo per Casablanca. Sette anni fa aveva anche partecipato alle rivolte scoppiate nel Cie di Milano. Insomma, era già stato in un centro di espulsione, senza essere rimpatriato. Sarebbe interessante sapere se la violenza sessuale sia avvenuta prima o dopo il suo soggiorno al Cie, ma di questo sul web non si parla.
Il Giornale riporta in un articolo la notizia di recenti accompagnamenti al Cie, e ci aggiunge qualche dichiarazione di un rappresentante dei sindacati di polizia. Che si lamenta per il fatto che gli stranieri che vengono portati nei Cie, dopo un po’ tornano a circolare: “Non è così facile fuggire, anche se non sono delle prigioni. A liberarli sono le ambasciate dei paesi d’origine che non fanno il proprio lavoro. Una volta scaduto il tempo della burocrazia per i rimpatri, vengono rimessi in libertà”.
Sui tempi di realizzazione dei nuovi Cie promessi da Minniti non ci si sbilancia, visto che sono ancora tutti da costruire.
Dalle statistiche risulta che meno della metà delle persone portate al Cie vengono poi rimpatriate. Il Ministro dell’Interno Minniti ha lavorato e sta lavorando ad accordi bilaterali con i paesi d’origine proprio per aumentare la percentuale di rimpatri.

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