Canicattì, nigeriana rimpatriata. Italia, 30 milioni per gli aiuti umanitari. Europa, un milione di stranieri da espellere

Vari siti locali riportano un comunicato sgrammaticato secondo il quale una ventunenne nigeriana sorpresa in un centro Sprar a Racalmuto sarebbe stata prima accompagnata al Cie di Roma e poi rimpatriata.
L’operazione, condotta dai carabinieri, nasce come conseguenza del famoso telegramma emanato dal Ministero dell’Interno che annunciava la liberazione di 95 posti nei Cie italiani, di cui 50 nel settore femminile, in vista dell’organizzazione di un volo di rimpatrio verso la Nigeria.
Le varie questure presenti sul territorio italiano avrebbero dovuto organizzare controlli mirati a rintracciare i cittadini nigeriani indesiderati e condurli al Cie in vista di un rimpatrio.
Alcune associazioni avevano protestato contro l’accanimento verso gli stranieri di una singola nazionalità, i mass media avevano dato, sul momento, un certo risalto alla notizia, ma poi il volo charter, se è partito, lo ha fatto a telecamere spente. I mass media nazionali non ne hanno parlato, a quanto ne sappiamo.
Così come non fanno riferimenti dettagliati a come è la situazione sul posto. Bisogna andare sul sito Green Report per leggere qualcosa in proposito: “Carestia in Camerun, Ciad, Niger e Nigeria: 7,1 milioni di persone soffrono la fame. Cresce la violenza legata al gruppo armato Boko Haram, milioni di persone in fuga”, titola il sito. Si tratta in realtà di un copia e incolla di un comunicato pubblicato la settimana scorsa dalla Fao, che in quei giorni stava partecipando ad un vertice ad Oslo per ottenere finanziamenti internazionali destinati alla regione colpita dalla crisi.
Alla conferenza ha partecipato anche il vice ministro degli Esteri italiano Mario Giro, che in un’intervista a Vita ha raccontato che l’Italia si è impegnata a mettere sul tavolo 30 milioni di euro nei prossimi tre anni solo per far fronte alla crisi umanitaria nei quattro paesi che si affacciano sul lago Ciad.
La settimana scorsa il Camerun ha rimpatriato forzatamente più di 500 nigeriani fuggiti da Boko Haram, tra cui oltre 300 richiedenti asilo.
L’Unhcr ha protestato, la notizia compare su numerosi siti esteri, mentre in Italia non è stata ripresa dai principali mass media.
Intanto la Commissione Europea ha fatto sapere che in Europa ci sono almeno un milione di migranti da rimpatriare, e ha confermato il termine massimo di 18 mesi di reclusione per chi è in attesa di espulsione: in pratica se è impossibile organizzare un rimpatrio, uno straniero deve rimanere dietro le sbarre per un anno e mezzo prima di essere… rilasciato con l’ordine di allontanarsi dal territorio dello Stato con mezzi propri.
Amnesty International ha protestato per il fatto che anche i bambini sono inclusi nel regime di detenzione.

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