Benevento, scritte contro i Cie

SannioPage riferisce che su un muro del centro storico di Benevento è comparsa la scritta “Né con Mastella né con Di Donato. Fuoco ai Cie”, con accanto il simbolo dell’anarchia.
Il sito racconta che in questi giorni in provincia c’è un “clima di contrapposizione”, innescato dopo che la stampa nazionale si è occupata della gestione dell’accoglienza dei migranti in provincia, per anni nelle mani di Paolo Di Donato.
Un video servizio del Fatto Quotidiano aveva fatto notare irregolarità nella gestione delle strutture che fanno capo al consorzio Maleventum. Se n’era interessata l’associazione Altrabenevento, alcuni centri di accoglienza erano stati chiusi su ordine della Procura.
Raccontava il Fatto una decina di giorni fa che un gruppo di migranti era stato trasferito da un centro ritenuto inadatto a una ex conigliera priva di agibilità, di proprietà del fratello del presidente del consiglio comunale beneventano. Il sindaco aveva detto di non essere stato informato. “Dopo la denuncia del Fatto, che evidenziava il mancato pagamento del necessario condono nonostante la presenza dei migranti, la ex conigliera viene chiusa e la procura avvia indagini su altre strutture interessate da abusi edilizi. Il 10 febbraio viene sequestrato un altro dei centri gestiti dalla Cooperativa Maleventum. Questa volta il certificato di agibilità sarebbe addirittura falso”, scrive il Fatto.
Anche a struttura di Durazzano è priva di agibilità, e già sottoposta a vincolo della soprintendenza. “Così alcuni migranti si vedono ricollocare a Vitulano, nella stessa struttura dalla quale erano stati spostati la prima volta”. Ovviamente ancora la destinazione non era quella definitiva.
Vitulano ha attirato l’attenzione dei mass media nazionali quando il sindaco ha fatto scaricare una massa di terra sull’unica via di accesso ad un agriturismo che ospita i migranti, per impedire l’arrivo non concordato di altri stranieri.
Un gruppo di migranti portati all’agriturismo in un’altra occasione si era rifiutato di scendere dal pullman, considerando la struttura troppo isolata.
Di Paolo Di Donato i mass media fanno girare una vecchia foto in cui si trova a fianco della sua Ferrari. Il manager ha detto di non possederla più, ma nonostante tutto sulla stampa viene soprannominato “re dei profughi”.
Secondo il Fatto, Di Donato è stato consigliere comunale di Sant’Agata dei Goti eletto con il Pdl, poi passato al Ncd, fino al 2015.
Intanto Gentiloni ha presentato la relazione annuale del Dis (il dipartimento che vigila sui servizi segreti). Il Sole 24 Ore riporta che nel documento, oltre a sottolineare il rischio che le difficoltà dell’Isis possano portare ad attacchi in Italia, si nota che dal 2016 sia ripresa ed è in corso una “campagna anonima contro i Cie” svolta dai circuiti antagonisti e anarco-insurrezionalisti.
Il sito si limita a riportare l’informazione senza trarre conclusioni.

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