Genova, tre furgoni in fiamme

Tre furgoni della ditta di ristorazione Ladisa sono stati dati alle fiamme a Genova dieci giorni fa.
Scrive il Secolo XIX che ieri l’attentato è stato rivendicato dagli antagonisti, i quali contestano all’azienda di arricchirsi sulla pelle dei sans papiers collaborando con i Cie.
Genova Today aggiunge che il blitz è stato effettuato “contro il nuovo piano di rastrellamenti del Viminale, gli accordi Italia-Libia e Italia-Nigeria per i rimpatri e gli internamenti nei campi di prigionia dei paesi di provenienza, nonché in solidarietà con gli anarchici detenuti in regime di alta sicurezza”.
I siti di informazione non aggiungono altro. Non sappiamo se anche a Genova l’azienda si occupa di fornire pasti ai migranti. E’ certo che nel settembre 2015 venne bersagliata da un volantinaggio e da una serie di comunicati sul web, di nuovo sui siti antagonisti, per via dei pasti forniti al centro di espulsione di Torino. In quel caso Ladisa aveva denunciato il tentativo di “screditare l’azienda diffondendo notizie false circa i pasti preparati al Cie di Torino” da parte di “gente spregiudicata mossa da finalità oscure per la tutela di interessi di parte”, e si era rivolta ai carabinieri.
Genova Today collega la notizia con quella di altri attentati incendiari avvenuti in Liguria a novembre scorso: un’auto dell’Eni e un postamat erano stati dati alle fiamme nel quartiere genovese di Castelletto.

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