Trentino, se ne riparlerà prima dell’estate

Il governatore del Trentino Alto Adige ha commentato in breve la proposta del ministro Minniti di aprire un Cie in ogni regione italiana. “Tutte le decisioni in merito alla realizzazione dei Centri verranno prese insieme”, ha detto. “Abbiamo chiesto un coinvolgimento totale allo Stato e siamo certi che sarà così. I tempi non saranno brevi. E’ necessario individuare una struttura che sia adatta e poi discutere di tutti i dettagli tecnici. Se ne riparlerà prima dell’estate”.
Insomma, il Cie si farà, ma i dettagli sono ancora tutti da decidere. Nei giorni scorsi alcune indiscrezioni hanno fatto emergere il nome di Roverè della Luna, una località nei pressi del confine tra le due province di Trento e Bolzano, in cui c’è un ex poligono militare che sarebbe adatto allo scopo. Due settimane fa due consiglieri provinciali del Pd di Trento hanno presentato un’interrogazione a risposta immediata all’assessore competente, manifestando i dubbi sulla natura giuridica dei Cie e le perplessità viste le precedenti esperienze fallimentari. L’assessore ha risposto che non si tratterà di un Cie, ma di una struttura che trattenga per breve tempo i migranti che abbiano ricevuto diniego come profughi e abbiano mostrato pericolosità sociale. “Non ci sono però, ha concluso Zeni, concrete indicazioni sulla creazione di simili centri in Trentino se non quella generica che ne verrà creato uno in ogni regione”, scriveva La Voce del Trentino a fine gennaio.
In un articolo sul sito del Pd Trentino viene riportata l’opinione del capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale: “[Siamo] pronti a fare la nostra parte, ma non ad aprire in Trentino centri come sono stati i Cie. Ci auguriamo di non essere di fronte a un semplice cambio di nome”. E ancora: “Credo [che il Trentino] possa e debba pretendere che sul suo territorio non sorgano centro incompatibili con il valore della solidarietà su cui poggia la nostra intera Autonomia”, fermo restando che non ci si può chiamare fuori dalla questione dei flussi migratori, che interessano tutto il paese e tutta Europa.
L’articolo contiene anche l’opinione del presidente dell’Ordine degli Avvocati del Trentino, che rileva l’inadeguatezza del reato di clandestinità, l’incompatibilità dei Cie con la Costituzione, e promette che “l’avvocatura vigilerà perché non vengano adottati provvedimenti che mettono in discussione i principi costituzionali”.

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