Gelli, la commissione Cie-Cara, l’Unione Europea

Il Presidente della Commissione d’Inchiesta Cie-Cara Federico Gelli sarà oggi a Pontedera, in provincia di Pisa, per partecipare ad un seminario dal titolo “Azioni e strumenti locali per la cooperazione internazionale e le migrazioni”.
Lo scrive il Tirreno, che riporta quanto è stato detto nel corso della conferenza stampa di presentazione del seminario.
Il Presidente della Commissione d’Inchiesta sui centri per migranti finora non si è espresso a proposito dei nuovi Centri Permanenti per il Rimpatrio che il Ministro dell’Interno Minniti ha annunciato di voler istituire.
L’ultima volta che Gelli ha fatto notizia per questioni legate all’immigrazione è stata a fine gennaio, quando ha visitato il centro di accoglienza di Cona, quello in cui c’era stata una rivolta dei migranti a seguito della morte di una venticinquenne ivoriana. Si era parlato di ritardi nei soccorsi e del fatto che comunque il posto non era salubre. Secondo quanto hanno riportato i mass media, Gelli sarebbe rimasto indignato da come è gestito il posto. “In questo campo non vi sono le condizioni minime per garantire l’accoglienza. Non vi sono strutture adeguate: le tensostrutture realizzate in loco non sono neppure sufficienti affinché gli ospiti possano difendersi dal freddo. Ci sono problemi di allacciamento alla rete idrica e agli scarichi fognari, vi è l’impossibilità di avere un riscaldamento degno di questo nome”, avrebbe detto Gelli, secondo quanto riporta il sito del Gazzettino.
In un comunicato pubblicato sul suo sito ufficiale, Gelli aveva proposto di “ridurre drasticamente il numero di migranti ospitati, e di accorciare il tempo medio di permanenza che ora è di un anno”.
A fine gennaio la Commissione Cie-Cara ha ascoltato il Responsabile della Commissione Nazionale per il Diritto d’Asilo, il quale ha detto che il tempo medio necessario per esaminare le richieste d’asilo per protezione internazionale è diminuito del 40% rispetto alla media degli ultimi tre anni. Nel 2016 la durata media dell’iter è stata di 163 giorni (oltre 5 mesi), mentre nel triennio 2014-2016 era di 261 giorni (oltre otto mesi).
Sempre a fine gennaio, la Commissione ha ascoltato anche un delegato dell’Anci per sapere la sua opinione a proposito dell’accoglienza diffusa. Il delegato ha chiesto di rispettare i numeri massimi di accoglienza accordati con i Comuni, e di premiare i Comuni virtuosi che oltre ad accogliere i migranti mettono appunto progetti per favorire la loro integrazione.
Il mese scorso il segretario della Commissione, Erasmo Palazzotto, di Sinistra Italiana, ha criticato duramente la Commissione stessa: “Non è indipendente dal governo. Blocca documenti imbarazzanti per esponenti dell’esecutivo”. Per esempio “insabbiando la relazione sul Cara di Mineo, che coinvolge il sottosegretario all’Agricoltura del Nuovo Centro Destra”.
Per fortuna i mass media hanno dato ben poco spazio alla relazione di minoranza presentata da Palazzotto. A luglio 2013 Gelli è stato intervistato da Repubblica Tv a proposito delle condizioni in un cui versa il Cara di Mineo. Gelli ha parlato di una “situazione problematica”, che poteva diventare ancora peggiore in caso di aumento del numero dei migranti ospitati, che già era eccessivo. Gelli chiedeva una chiusura graduale del centro, e si definiva preoccupato per una eventuale apertura di un hotspot nello stesso contesto”.
Il video ha ricevuto 36 visualizzazioni su Youtube, in quasi sette mesi, e oltre 700 sul sito di Repubblica.
Il vicepresidente della Commissione, Giuseppe Brescia, Movimento 5 Stelle, ha parlato della situazione dell’Italia in un intervento di fronte al Commissario Europeo per le Migrazioni Dimitris Avramopoulos, a fine gennaio. L’Italia è stata lasciata sola dall’Europa, ha detto il deputato, a fronte di 4 miliardi spesi dal governo secondo il Def, l’Europa ha fornito solo 112 milioni. Se a questo ci si aggiunge il fatto che i ricollocamenti non funzionano, si conclude che è tutta “una grande presa in giro da parte dell’Unione Europea”.
“Lei si complimenta con l’Italia. Io vorrei capire di che cosa si sta complimentando perché, guardando il sistema italiano le posso dire che il sistema di accoglienza italiano fa acqua da tutte le parti ed è fucina di illegalità”, ha detto Brescia ad Avramopoulos. E dopo avere contestato la politica dei muri, l’assenza di corridoi umanitari, il disinteresse verso le cause che portano alla nascita del fenomeno migratorio e gli accordi di dubbia validità con le autorità libiche, il parlamentare concludeva: “Le politiche messe in atto finora sono la firma del fallimento dell’Unione Europea”.
Un articolo del Sole 24 Ore riassume quanto dichiarato da Avramoupolos in quell’occasione, e le promesse che ha fatto: “L’obiettivo a cui stiamo lavorando è di ricollocare dall’Italia [verso altri stati europei] almeno 1000 [migranti] al mese, per poi raggiungere quota 1.500 a partire da aprile”.
Era stata annunciata nei giorni scorsi la visita di Avramopoulos negli Stati Uniti, dove avrebbe dovuto incontrare il segretario alla sicurezza interna Kelly, ma poi non se ne è saputo più niente.
Anche l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri Federica Mogherini aveva in programma incontri negli Stati Uniti con rappresentanti della nuova amministrazione Trump.
In questi giorni la Mogherini ha partecipato al vertice informale di Malta, insieme ad altri rappresentanti europei, nel corso del quale si è discusso anche di migrazioni.
La Mogherini, secondo quanto riporta l’Ansa, è sembrata molto soddisfatta dei risultati derivanti dal Piano d’azione del summit Ue-Africa del 2015, che prevede progetti di partnership e cooperazione con gli stati africani: l’Europa li aiuta a gestire i loro territori, a sviluppare opportunità economiche e a gestire la loro sicurezza e le loro frontiere, e in cambio loro aiutano l’Europa a gestire il fenomeno delle migrazioni.
Ma proprio quel piano è al centro di polemiche (secondarie secondo i mass media), specie per quanto riguarda il capitolo “sicurezza e frontiere”. Nei giorni scorsi esponenti del Movimento 5 Stelle hanno contestato Alfano “autore di una pessima giravolta” per via di una bozza presentata in occasione del vertice di Malta. “La sua bozza fa ritenere che le finalità del Fondo per l’Africa siano il contenimento dei flussi dei migranti alle frontiere attraverso il sostegno all’impiego di forze di polizia come sbarramento per le genti in fuga da conflitti, violenze, persecuzioni e condizioni di povertà estrema e in cerca di protezione internazionale. L’esatto contrario rispetto all’impegno vero della cooperazione internazionale cui erano in origine destinate”. “Non è possibile finanziare paesi, presidenti e dittatori che non rispettano le convenzioni internazionali ed europee dei diritti umani”, protestano i pentastellati.
Anche Sinistra Italiana è sulla stessa posizione. I deputati Marcon e Palazzotto hanno annunciato un’interrogazione sui 200 milioni tolti alla cooperazione e trasferiti al respingimento dei migranti. “Inaccettabile”, tuona l’onorevole Marcon su Twitter. Raccogliendo ben 11 Likes e 21 retweet.

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