Nigeriana al Cie di Caltanissetta? Commissione Cie-Cara a Cona

Un comunicato diffuso dalla Questura di Padova e ripreso dal sito Padova News afferma che una nigeriana con precedenti per stupefacenti sarebbe stata accompagnata al Cie di Caltanissetta in vista del rimpatrio.
A quanto ne sapevamo, l’unica sezione femminile rimasta aperta nei Cie italiani era quella di Roma. O il comunicato non è accurato, oppure la sezione femminile di Caltanissetta è stata riaperta senza che nessuno se ne sia accorto.
Intanto la commissione d’inchiesta Cie-Cara ha visitato in questi giorni il centro di accoglienza di Cona, quello dove è morta una ragazza straniera poco tempo fa, e dove c’è stata una rivolta dei migranti che lamentavano ritardi nei soccorsi.
Secondo quanto scrive il Mattino di Padova, la Commissione ha rilevato carenze strutturali e burocratico amministrative. La struttura sarebbe precaria e inaccettabile.
La Commissione chiede di diminuire il numero di stranieri ospitati.
Della delegazione facevano parte quattro politici del Pd e uno della Lega. Nel corso della visita hanno incontrato le autorità locali, il questore, il prefetto, il procuratore aggiunto, il sindaco di Cona.
“Il centro di Cona non ha le condizioni minime per assicurare un’ospitalità decente”, ha detto il presidente della commissione Federico Gelli.
Secondo il deputato leghista Rondini “la struttura totalmente inadeguata, anche sotto il profilo igienico sanitario, per supportare presenze tanto numerose e per tempi tanto prolungati”.
Il campo è stato allestito su terreno fangoso. L’ospitalità è garantita da una tensostruttura con “riscaldamento semi-inesistente”, i bagni si trovano in container separati.
Facile immaginare che quando piove e bisogna andare al bagno, il fango si sparge anche all’interno degli ambienti.
La delegazione ha parlato con i soccorritori che sono intervenuti dopo il malore della ragazza nigeriana. I quali hanno escluso che ci sia stato da parte loro un ritardo nei soccorsi.
La Commissione auspica un aumento del numero di persone che si occupano della valutazione delle richieste d’asilo. Tempi di attesa di uno o due anni sono inconcepibili.

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