La Croce Rossa non gestirà i Cie

La Croce Rossa Italiana ha deciso nel corso dell’assemblea nazionale che si è tenuta a Roma che non parteciperà alle gare per la gestione dei nuovi centri di espulsione che il ministro Minniti intende aprire sul territorio nazionale.
La proposta è stata avanzata dal presidente Francesco Rocca ed è stata approvata all’unanimità.
Scrive TgCom24 che “l’organizzazione aveva già espresso pareri critici nei confronti dei Cie, visti come luoghi dove il rispetto e la dignità umana possono non essere tutelati”.
In passato la Croce Rossa ha gestito i Cie di Roma, Milano e Torino. Al momento non si occupa più di nessun centro di espulsione, ma continua ad essere impegnata nei centri di accoglienza.
Finendo al centro di polemiche provenienti da destra. Come è successo all’inizio del mese quando una donna italiana senza fissa dimora ha dato fuoco per sbaglio ad alcuni mezzi nei pressi di una tendopoli che accoglie oltre 500 migranti (“una struttura insicura e pericolosa”, l’ha definita un politico di Fratelli d’Italia). O pochi giorni fa, quando la stessa tendopoli è stata esclusa dal bando della Prefettura per l’accoglienza dei migranti, insieme ad altre strutture: “giudicate non idonee”, scrive Il Giornale nel titolo, mentre la Croce Rossa cercava di spiegare che “siamo stati esclusi perché la nostra era una proposta progettuale e loro invece volevano strutture già pronte, ma questo non c’entra nulla con la tendopoli”.

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